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“Groundfloor”, opera prima dei The Blacklies, rivela una band piena di idee. Da poco è uscito il singolo “Sorry But I Feel So Bad”. Ce ne parla il batterista Salva La Bella.
Partiamo dal vostro primo album “Groundfloor”: come stanno andando i lavori di promozione? Quale emozioni vi sta regalando e cosa vi sta insegnando questa esperienza? "Groundfloor" é stato secondo molti un bell'apripista per la promozione della band: abbiamo finito un tour estivo che ha toccato buona parte d'Italia e abbiamo proseguito da metà novembre nei club della penisola. Indubbiamente è stata un'esperienza molto costruttiva che ci ha unito molto come band vista anche l'opportunità di lavorare con tranquillità dato che tra pre-produzione, recording e mastering siamo rimasti in studio quasi sei mesi. Ascoltando il vostro primo album avevo notato, sin da subito, un sound fortemente internazionale pronto a sfondare fuori dai confini nazionali. Come giustamente hai notato il sound internazionale è stata una conseguenza quasi naturale, visto che fin da subito avevamo l'idea di registrarlo fuori Italia e più precisamente in Inghilterra. Il nostro team, composto dal produttore Nicola Baronti e dal Sound-engineer Dillon Gallagher, ha contribuito in maniera determinante a conferire all'album quel qualcosa in più che da tempo stavamo cercando. La parte di pre-produzione e tutte le riprese sono state effettuate presso i "City Music Studios" di Lucca, mentre per il missaggio siamo volati direttamente a Londra da Dillon che per l'occasione ci ha ospitato nello storico studio "Britannia Row" (ex-Pink Floyd studio per il disco "Animals"). State riuscendo a suonare all’estero? Grazie al talento e al lavoro di Gallagher abbiamo ricevuto alcune offerte dall'estero che stiamo valutando attentamente. Siamo molto orgogliosi del risultato, frutto dell'impegno e della fatica di tutti noi e siamo fiduciosi di poter ricevere un po' di attenzione in più d'ora in avanti. Credo che svariate siano le vostre influenze musicali: a tratti, io, ho avvertito Rage Against The Machine, Jeff Buckley e Depeche Mode. Mi sbaglio? Da dove ha tratto linfa d’ispirazione il vostro mondo musicale? Pur provenendo ognuno di noi da svariate esperienze ed influenze musicali la scelta del sound è stata inaspettatamente spontanea: ogni elemento ha apportato il suo contributo musicale senza remore ed il risultato è quello che si può sentire nel disco. Va anche aggiunto che determinati gruppi musicali del passato hanno dato il via a particolari generi e movimenti difficili da non conoscere, e sicuramente qualcosa è rimasto nel nostro modo di suonare, comporre e concepire la musica in generale. In questo caso ti possiamo confermare che quelli che hai citato sono tra gli artisti preferiti da tutta la band! Quali sono i vostri progetti nel cassetto per il futuro? Dobbiamo aspettarci un nuovo disco? Paradossalmente l'intervista cade a pennello visto che è appena uscito un singolo estratto dal "Groundfloor"! Si intitola "Sorry But I Feel So Bad": all'interno potete trovare due pezzi dell'album, un pezzo rivisitato in chiave acustica e una cover di Madonna che abbiamo notevolmente ri-arrangiato! E' stato aggiunto anche un piccolo video promozionale insieme ad un book fotografico. Il singolo sarà disponibile su Itunes a partire dai primi di Gennaio e girerà per le radio rock a partire da dicembre. Per la realizzazione del secondo disco siamo già all'opera da un paio di mesi, un bel po' di materiale è già stato scritto e senza dubbio sarà un degno successore di "Groundfloor"!!! L’attuale situazione musicale italiana è, secondo voi, in una fase di stallo? Qual è la soluzione per uscire da questa crisi? Credo proprio di no… In controtendenza a tutta la crisi economica che ha colpito praticamente ovunque, la musica in Italia secondo me sta crescendo grazie a strutture che fino a qualche anno fa sarebbero state schiacciate dalle major senza scrupoli. Piccole e medie etichette hanno pensato di sfruttatore al massimo i nuovi canali multimediali e tecnologici e sono riuscite ad ottenere discreti successi e a produrre artisti che non avrebbero altrimenti trovato spazio in nessuna grossa multinazionale musicale. Qual è la band, l’artista o l’occasione che vi ha spinto un giorno a mettervi insieme e dar vita ai Blacklies? Sicuramente tutti i dischi ascoltati in cassetta nel walkman… molti anni fa… sparati a tutto volume nelle orecchie alle fermate degli autobus, fuori da scuola, in motorino, in bagno, praticamente ovunque!!! Ecco, forse quello è stato il momento in cui ci è venuta quella voglia incredibile di suonare! Con chi vi piacerebbe condividere il palco? Con chiunque abbia voglia di condividerlo con noi ovviamente! Ciao e grazie!!! THE BLACKLIES sono: Francesco Rossi : bass Emiliano Mammini: guitars Salva LaBella: drums F. Thomas Ferretti: vocals, piano, keyboards and sequencer Intervista di: Giuseppe Gioia Recensioni correlate: Cd Groundfloor Grazie a: Blacklies, Luca / Alkemist Fanatix Europe Sul web: www.theblacklies.com - MySpace |