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Il cantautore Alberto Mennini è il responsabile del progetto “Liberi per Sempre”, che prevede di portare negli istituti di istruzione secondaria le testimonianze raccolte durante il tour del 2009 da Mennini. Il libro raccolta sarà regalato agli istituti penali minorili e alle scuole superiori di molte città italiane.
Il cantautore Alberto Mennini è il responsabile del progetto “Liberi per Sempre” ideato dall’Associazione Liberi Onlus e realizzato in collaborazione con il Dipartimento della Gioventù, il Ministero della Giustizia – Dipartimento per la Giustizia Minorile Direzione Generale per l’Attuazione dei Provvedimenti Giudiziari, che prevede di portare negli istituti di istruzione secondaria le testimonianze raccolte durante il tour del 2009 da Mennini. Il libro raccolta sarà regalato agli istituti penali minorili e alle scuole superiori di molte città italiane. Come è nato il progetto liberi per sempre? Abbiamo ideato insieme al Ministero della Gioventù e per la prima volta da sempre, un documentario che avesse come tema il raccontare la realtà negli istituti minorili. Nel 2009 abbiamo visitato istituti di detenzione minorile e in quelle occasioni abbiamo portato la musica del nostro tour. Insieme alla Rai abbiamo girato il materiale che è stato montato e che fa ora parte di un cd e dvd che distribuiremo nel corso del 2010. Quali saranno le tappe del tour? La prima tappa sarà il 21 gennaio al liceo Aristotele all’Eur e le successive saranno vagliate insieme al Ministero di Giustizia. Che reazione avete raccolto durante il tour e quali sono state le vostre impressioni? Quando entravamo nelle carceri, la prima reazione era di diffidenza. I ragazzi pensavano che fossimo lì per proporre il nostro spettacolo e basta, invece noi facevamo loro usare i nostri strumenti e li facevamo cantare mentre in altre occasioni davamo loro delle tele e li lasciavamo liberi di dipingere cosa volessero. Il coinvolgimento diventava totale tanto da dar loro direttamente la camera per effettuare le riprese, la parte più emozionante è stato proprio vedere come una volta superata la diffidenza iniziale, questi ragazzi lasciassero cadere la maschera esteriore e fossero coinvolti nell’iniziativa. La maggior parte di loro proviene da situazioni familiari disastrate, genitori e intere famiglie latitanti che si tramandano guai giudiziari da generazioni e che sembra quasi impossibile risolvere. Ho visto italiani e stranieri convivere con molto affiatamento, senza barriere, nella speranza che un giorno questo tipo di vita possa finire e trasformarsi in qualcosa di diverso. Molto del materiale girato direttamente da loro racconta questo, attraverso la musica e la pittura e attraverso la voce dei protagonisti. Colgo l’occasione per ringraziare Flavio Parente che ha curato la regia del dvd, un grazie particolare alle Istituzioni che hanno creduto al progetto e al segretariato sociale della Rai che ha messo a nostra disposizione una troupe per il tour. Intervista di: Giovanni Pacella Grazie a: Alberto Minniti, Rita Nigro - ufficio stampa pocheparole |