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Elefunk: funkyfizza lo stivale! Stampa E-mail
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Interviste musica
Scritto da Ilario Pisanu   
Domenica 25 Ottobre 2009 01:30

ElefunkGli Elefunk, giovane band di Arezzo, hanno vinto il concorso Primo Premio Valentina Giovagnini, tenutosi a Settembre a Pozzo della Chiana. Risponde alle nostre domande Samuele, chitarrista degli Elefunk.

 

 

 

Ciao Samuel: mi parli degli Elefunk?

Gli Elefunk nascono nel 2000. Le 5 macchine da groove sono Mr. Sam Peterson (Samuele), Mr. Jacky The Tods (Giacomo), Mr. Julius A.N. Gore (Giulio), Mr. J. Perkins (Iacopo) e Mr. Mark Anthony the 3rd (Marcandrea). Il sound ed il groove si è consolidato nell’interpretazione di artisti come James Brown, Maceo Parker, Stevie Wonder, Tower Of Power, Joe Cocker, Parliament Funkadelik. E' da questi ultimi che trae ispirazione il nostro grido di soul, funk(y) e rythm&blues che dà vita alla rivoluzione positiva, che prende atto nella “Funkshot compilation”, antidoto naturale alternativo alla negatività e alla melanconia quotidiana che imperversa sulla penisola: la nostra missione ufficiale è “Funkyfizzare lo stivale”. Negli ultimi 2 anni ci “siamo dati” particolarmente da fare: dal 2008 abbiamo replicato con successo vari appuntamenti in un club di Zurigo, e all'approccio nel 2009 con i concorsi abbiamo già riscosso 2 vittorie (Maggio Off e Premio Valentina Giovagnini). Noi 5 elefanti, siamo ragazzi semplici (Funky Guyz) e non abbiamo particolari ambizioni se non quella di stupire il pubblico con un genere di sonorità non usuali alla lingua italiana e con l'esuberanza e la faccia tosta di presentarsi sul palco in una maniera alquanto bizzarra! Ma dietro la facciata scansonata e goliardica sta' il barrito imponente dell'elefante, una coro unito, uno sguardo chiaro e pungente, che traspare dai testi.

Mi raccontate l’emozione di aver suonato al Primo Premio Valentina Giovagnini? E soprattutto l’emozione di aver vinto!

L’emozione, quasi stupore, è nata quando ci è stato comunicato il passaggio alla fase delle semifinali. Non credevamo fosse possibile, in quanto secondo noi il premio era riservato prevalentemente alle “voci”, non alle band. Salire sul palco la prima sera, per ultimi, dopo la prova di “forza” di tutti gli altri ragazzi e ragazze, con voci stupende, calde, armoniose, graffianti, ci ha dato la voglia di “competere” amichevolmente e mettere tutti noi stessi in questa gara come tutti hanno fatto. Per esprimere al pubblico presente, a chi ama la musica come Valentina amava, a chi crede che questa sia arte e passione, che quella sera sul palco c’erano 15 artisti che aprivano il cuore per regalare emozioni a chi sta di fronte. E lasciando perdere il cinico materialismo mediatico volto a “diventare famosi”. La sera della finale eravamo tutti molto tesi: sinceramente è stata un’ulteriore sorpresa quella di trovarsi lì! Abbiamo cambiato l’abito ed abbiamo messo quello della domenica e ci siamo trovati alla fine il nostro nome pronunciato…

Avete proposto un brano che si discostava da tutti quelli in concorso…

Il brano proposto da noi non parla di Valentina, e non ricorda le sonorità delle sue ballate. Ma ha un punto in comune, legato al concetto di Arte. Lei era stupenda ed incredibile in quello che cantava e come lo trasmetteva. Noi ci rispecchiamo in “Shock the funk”, ci sentiamo nel testo e nel modo di suonarlo e questo secondo noi era il motivo per cui era il più centrato per il concorso…

Per chi facevate il tifo durante il festival?

Ci sono state due voci che ci sono piaciute moltissimo,  quella di Stefano Fratini e quella di Valentina Borchi… noi facevamo il tifo per lei!

Come nascono i vostri brani?

Marco (voce) lavora insistentemente sui testi. Le idee ce ne sono molte, che riguardano la nostra vita quotidiana, eventi che ci ruotano attorno, sensazioni che ci arrivano dai media. Quello che fa, è semplicemente vedere il concetto dal nostro punto di vista: il Funk! Prendere tutto e girarlo come una frittata, rileggere la vita scuotendo e dando energia (positiva), trasmettere sensazioni, vibrazioni piene di irriverenza, ilarità e gioia… Il tutto viene poi “incollato” su una melodia e si procede con l’aggiungere sotto un “groove” pieno di “tiro”, che sostenga a dovere il messaggio e che si fonda con esso.

Avete già pubblicato qualcosa? State lavorando ad un disco?

Ancora (purtroppo) non siamo riusciti a pubblicare niente tramite produzione. Quello che per ora abbiamo pubblicato (autoprodotto) è inserito dentro al nostro sito internet. Stiamo lavorando senza sosta a pezzi nuovi. Ne abbiamo ormai molti, pronti e capaci di “spiazzare” positivamente il nostro pubblico. Siamo in attesa di trovare la persona giusta a cui affidarci. L’obiettivo è semplice: disco dal titolo “Funkshot Compilation” e poi di corsa in giro per tutti i club d’Italia per Funkyfizzare lo Stivale.

Come vedete la scena emergente della Toscana e italiana?

In Italia si sa, c'è più gente che suona, che gente che ascolta. Ed è con questa scena underground e amatoriale così viva che sono nati in Arezzo e provincia numerosi mini festival che hanno dato fiato a decine e decine di band della nostra area. Dai pochi a cui abbiamo partecipato, abbiamo avuto modo di conoscere molte band veramente brave ma mai degnate da nessuno legato al mondo dello “show biz..”. Dispiace veramente che, secondo noi, non ci sia una visibilità e un reale interesse da parte delle case discografiche verso il mondo dell’emergente. Che vuol dire spesso qualità!

Che rapporto avete con i social network?

Sono ossigeno per gruppi come noi. Riescono a farti avvicinare e conoscere da molte persone. Crediamo molto in questi, primo tra tutti MySpace, ma anche facebook. Ci tengono in contatto con persone che possono accedere sempre alla nostra vetrina, vedere date dei concerti, news, foto, contattarci…

Speranze e desideri per il futuro?

“Speranze” è un termine brutto, che spesso è legato all’aspettativa che uno ha dei propri progetti. Noi crediamo molto nella musica che facciamo, ci sentiamo di vivere la vita così, anche se “imprigionati” in abiti un po’ meno scenografici durante la vita di tutti i giorni. Avere desideri invece è normale: avremmo piacere di farci conoscere, di portare la nostra filosofia di vita e di musica ovunque, perché è stupendo e gratifica molto quando chi ti sta di fronte ti capisce, ti apprezza e ti rispetta. Un disco arriverà tra breve, da lì in poi staremo a vedere cosa succederà, continuando nell’impegno musicale con dedizione e tanta voglia di divertirci.

Vuoi aggiungere qualcosa?  

La cosa che tengo a sottolineare, è che per noi la musica è piacere e anima. Siamo cinque amici, ci conosciamo da molto tempo, condividiamo molto nella vita e soprattutto crediamo che la musica debba essere sentimento ed emozione, qualsiasi essa sia. E’ veramente bello far parte di questo gruppo, creare musica in maniera così naturale, rompere i soliti schemi e cercare di dare qualcosa in più al pubblico. Abbiamo tanta voglia di dare il massimo e saremo certi di non deludere nessuno con la nostra musica e la nostra irriverenza.

 

 

ELEFUNK sono:

Marcandrea "Mr. Mark Anthony the 3rd" - White soul-man

Samuele "Mr. Samuel Peterson" - Funky&Blues white-guitar-boy

Iacopo "Mr. J. Perkins" - Sex-o'-phone

Giacomo "Mr. Jacky The Tods" - The guy's got the rithms

Giulio "Mr. Julius A.N. Gore" Angori - Groovy Bass

 

Intervista di: Ilario Pisanu

Grazie a: Elefunk e Samuele

Sul web: www.elefunk.net - www.myspace.com/elefunkband

 

 

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