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IAMX: le cose più interessanti avvengono ai margini Stampa E-mail
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Interviste musica
Scritto da Ilario Pisanu   
Venerdì 09 Ottobre 2009 01:10

IAMXChris Corner (già leader degli Sneaker Pimps) torna con il progetto IAMX. “Kingdom Of Welcome Addiction” è il nuovo disco che miscela sapientemente rock, psichedelica ed elettronica. Chris ha risposto alle nostre domande.

 

 

Ciao Chris, perché hai scelto di chiamarti IAMX e qual è il suo significato?

Ho creato questo progetto per poter sfuggire ai vincoli dell’industria musicale. Non sono certamente un uomo d’affari e la mia strada non è mai stata fare soldi. Voglio avere la libertà di sperimentare ed aver a che fare con le persone su un piano artistico e intellettuale. Questo non è certamente raggiungile nel mondo del commercio. Di questi tempi smuovere la gente ed esporti in prima persona è troppo rischioso per il mercato di massa. Tutto è sterile e pulito. Ogni concetto è banale e ogni nota è armonizzata in automatico. Le cose più interessanti avvengono ai margini, su Internet o in qualche club sommerso nel mondo.  Questo progetto vuole invece sottolineare un attitudine e un modo di fare che è umano e reale. Vorrei dire che nel suo modo di fare è punk. Noi distribuiamo i dischi da soli, andiamo in tour con pochissima gente e facciamo ciò che vogliamo senza nessun contributo da altri. Il suono degli IAMX è flessibile. In questo risiede il suo significato. Rappresenta un simbolo di cambiamento che può essere interpretato in molti modi differenti: può essere arte, amore, scienza, sesso, etc. Mi sono ispirato tanto ai film o alla filosofia quanto sento di essere un musicista. È elettronico fin dentro il cuore perché io produco e creo tutto nelle registrazioni da solo, pertanto posso avere il controllo e giocare con il suono su ogni livello. Con un computer posso dare forma a qualsiasi cosa voglio senza l’aiuto di nessun’altro.

Quanto la tua esperienza con gli Sneaker Pimps ha influenzato “Kingdom of Welcome Addiction”?

Non molto. IAMX ha un feeling molto differente. E’ molto personale e senza compromessi. Ero un ragazzino in quella band e ho imparato molto da un punto di vista tecnico e a livello di performance.  Mi ha anche mostrato esattamente cos’è che non funziona nell’industria musicale. Mi ha gettato nella profondità dell’attenzione, della droga e della disillusione. Quando ho cominciato IAMX, sono cresciuto molto velocemente. Dovevo gestire me stesso, procurarmi e gestire i concerti e essere responsabile. Ora sento di avere qualcosa di reale da dire e che sento molto vicino e un suono che è scolpito solo da me. Essere in un gruppo che scrive all’unisono può dare sicurezza in un certo senso, ma preferisco prendere i miei rischi e fottermi da solo oggi come oggi. Avere la possibilità di non incolpare nessun altro è un grande libertà.

Mi parli di “I Am Terrified”, uno dei miei brani preferiti?

Questa canzone è una ballata terapeutica. Probabilmente la cosa più semplice che sono arrivato a scrivere. Comincia molto dolcemente e accomodante e lentamente si trasforma in un urlante mostro orchestrale. Volevo sperimentare una sorta di suono spettrale-incontro-suicidio. Molti riverberi, rumore, emozioni e melodia. L’ho scritta una notte dopo troppo alcool e troppa tv. Sono completamente stufo di essere intossicato da immagini di ignoranza, fame e religione. Una alienazione così codarda. Una calda ragazza in una stanza d’hotel vestita di pelle mi ha aiutato a distrarmi e l’ho aggiunta alla storia.

Perchè hai scelto “Think Of England” come singolo?

Non è stata una mia scelta. Ho permesso ad altri di scegliere il primo singolo. Ovviamente faccio il prezioso sulla maggior parte dei pezzi che produco per cui è difficile per me sceglierne una come singolo. Mi piacerebbe che l’intero album fosse un'unica sequenza di singoli. In modo di dare la giusta attenzione ad ogni traccia. La fine di un album è l’inizio di un enorme processo creativo. Non si ferma mai. Mi piace smontare e remixare e rilavorare e ripensare tutte le tracce.  La versione di “Think of England” che è stata pubblicata non era la mia versione finale. Ne ho registrata una versione acustica e l’ho remixata due volte da allora. Ci sono molti modi per far esprimere un album. Credo che bisogna completare un album per andare avanti spiritualmente, ma non sono mai completamente soddisfatto del prodotto finale. Credo che faccia parte del mio modo di essere e continuerò sempre a cercare il modo di migliorare ciò che ho creato.

Come nascono i testi delle tue canzoni?

Osservo. Mi considero un buon ascoltatore e guardo me stesso e il mondo in maniera ossessiva. E’ come avere un noioso ronzio nelle orecchie che non posso mai far smettere. Osservo le banalità e le bugie di ogni giorno, l’ignoranza, la religione, la politica e le relazioni sociali. Le contraddizioni della condizione umana. Il ripetersi di noiose emozioni negative che mi opprimono. Il sesso, la morte, l’edonismo, la filosofia e i film. In alto, in basso, l’adrenalina, la meditazione. Niente che non abbia un intensità viscerale riesce a ispirarmi. La tristezza, l’arte, la famiglia, gli amori, le sorelle. Sono cresciuto circondato da donne molto forti perciò mi reputo una personale molto sensibile, penso sia questo a mettermi a mio agio nello scrivere le parole.  Ho un mio personale metodo di scrittura fatto di toni astratti e parole senza senso che utilizzo solo per far uscire le emozioni. Un po’ come fa un bimbo quando sa quello che vuole ma non sa come dirlo. L’idea esce da un percorso fatto di tentativi ed errori ma sono sempre fiducioso che dal mio subconscio qualcosa di buono esca fuori.

Vuoi aggiungere qualcosa?

C’è sempre qualcos’altro da dire e un ragazzo deve essere capace di decidere come vuole passare il suo tempo. E’ ora di fare un bagno, ascoltare un po’ d’opera e bere un po’ di Chianti, magari seguito da cioccolato fondente e un classico di Fellini. Viva l’Italia. Ciao ciao!!!

 

 

English Version

 

Hi Chris, why you choose IAMX for your nickname and what’s its meaning?

It is a project i created in order to escape the chains of the music industry. I am not a business man and my drive has never been money. I want the freedom to experiment and to touch people on artistic and intellectual levels. You cannot really achieve that well in the commercial world. Moving people and exposing yourself is too risky for mass consumption these days. Everything is sanitized and clean. Every concept is spelled out and every note is autotuned. Most interesting content now happens on the fringe, on the internet or in the underground clubs of the world. The project defines an attitude and a lifestyle that is real and human. It is D.I.Y. I would say it is punk in its manifesto. We release the records ourselves, we tour with very few people and we do what we want with no funding from others. The sound of IAMX is flexible. That is the reason for the name. It represents a changing symbol which can be interpreted in many different ways. It can be art, love, science, sex etc… I am inspired as much by film or philosophy as much as I am by music. It is electronic at the heart because I produce and perform everything on the records myself, therefore I can have control and play with the sound on every level. With a computer I can shape everything as I want without the input of others.

How much do you bring back from the Sneaker Pimps experience in “Kingdom of Welcome Addiction”?

Not much. IAMX is a very different feeling. It is very personal and uncompromising. I was a kid in that first band and Ii learnt a lot from a technical and performance point of view. It showed me also exactly what was wrong with the music industry. It threw me into the deep end of attention, drugs, and disappointment. When I started IAMX I grew up very quickly. I had to manage myself, book shows, and be responsible. Now I feel I have something real and heartfelt to say and a sound that is sculpted only by me. Being in  a group that writes together can offer a lot of security in some ways but I prefer to take the risk and fuck up on my own these days. There is great freedom in not being able to blame others.

Can you briefly talk about one of my favorite track, “I Am Terrified”?

This song is an exposing naive therapy ballad. Probably the closest I have come to writing something very simple. It begins very soft and welcoming and slowly turns into a screaming orchestral monster. I wanted to experiment with a kind of phil spector-meets-suicide sound. Lots of reverb, dirt, emotion and melody.  I wrote the song one night after too much drinking and too much TV. I was totally sick of being poisoned by images of ignorance and fame and religion. Such vile emptiness. The warm  beautiful girl in a hotel room wrapped in leather helped to distract me and added to the story.

Why you choose “Think Of England” for the single track?

That was not my decision. I allowed others choose the first single. I am obviously precious about most songs that I produce so it is difficult for me to pick one out as a single. I would prefer to make the whole album as a sequence of singles. To give each track attention.

The end of an album is the beginning of a huge creative process. It never stops. I love to deconstruct and remix and rework and rethink all the singles. The version Of Think Of England that was released was not my final version. I have recorded an acoustic version and remixed it twice since then. There are many ways to express an album. I believe you must complete an album to move on spiritually but i am never totally content with the final product. I guess that is my drive and I will always be searching to improve what I have done.

How did the lyrics born from?

I observe. I am a good listener and Ii watch myself and the world obsessively. It is like having an annoying high pitched sound in my ears that I can never turn off. I look at the banality and lies of everyday existence and ignorance and religion and politics and relationships. The contradiction of the human condition. The loops of boring negative emotions that oppress me. Sex, death, hedonism, philosophy and films. Highs, lows, adrenaline, meditation. Anything with visceral intense input inspires me. Sadness, art, family, lovers, sisters. I grew up surrounded by strong women so I am a very sensitive person, I think this helps me feel my way into the lyrics. I have my own writing language of abstract tones and nonsense words that I use just to get the feeling out. A little bit like a baby that knows what it wants but doesn’t know how to say it. The ideas develop through a process of trial and error but I always trust my subconscious that something useful will come out.

Would you like to tell us something more?

There is always something more to tell and a boy must decide on how to spend his time.  It is now time for a bath, some opera and some Chianti, perhaps followed by dark chocolate and  a classic Fellini film.  Viva Italia! Ciao ciao!!!

 

 

 

Intervista di: Ilario Pisanu

Traduzione in italiano: Mario Fazio

Recensioni correlate: Cd Kingdom Of Welcome Addiction

Grazie a: IAMX, Laura Beschi di Ja.La Media Activities

Sul web: www.myspace.com/iamx - www.iamx.eu

 

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