|
Alberto Tessarotto è uno dei sette i “progetti eccellenti” sostenuti e prodotti da Fondazione Q, fondazione a supporto dei giovani “eccellenti” nell’ambito musicale (direttore artistico Red Canzian). “Scherzi, Sonate e Notturni” è il disco d’esordio del giovanissimo pianista classico Alberto Tessarotto, dell’età di soli 16 anni. Sonate, notturni e scherzi di grande difficoltà e fascino, che vanno da Chopin, Liszt, Schumann a Schubert, interpretati sotto la direzione musicale del Maestro Julian Schwenkner, arrivato per lui da Berlino.
”La Testa, il cuore, le dita... sono queste le cose che servono ad un pianista” (Mozart). Visto che le dita buone non ti mancano, come hai vissuto emotivamente la registrazione di questo disco? In modo “serenamente preoccupato“. Ho nervi saldi e concentrazione quando so di aver studiato ed essermi preparato a dovere, ma per il primo disco l’emozione davvero non mancava! Un’esperienza indimenticabile sapendo con quali persone ho avuto l’onore e il piacere di lavorare. Nel disco vengono presentati grandi nomi, grandi compositori come Chopin, Schubert e Schumann. Secondo quale criterio è avvenuta la scelta delle opere? Qual'è lo spirito di “Scherzi, Sonate e Notturni”? E' quello di farmi suonare le cose che ho amato maggiormente; gli autori, tutti tra l’altro appartenenti al periodo romantico, nei quali mi riconosco di più. Pur trattandosi in qualche caso di brani tecnicamente molto difficili, mi sentivo tranquillo perché li avevo suonati e assimilati molto bene. Quanto l'aiuto della Fondazione Q ha influito sulla tua crescita artistica? Red è un fratello maggiore che, anche se non si occupa di musica classica, riesce chiaramente a spiegare quello che vorrebbe o quello che e' giusto fare. La fondazione Q è un grande ponte verso la luce. Inoltre Red mi sta aiutando ad esaltare la spensierata follia che a sedici anni uno deve avere, anche se suona Chopin! Al tuo fianco hai avuto grandi nomi della musica italiana e internazionale che ti hanno seguito passo passo nel corso dell'anno. Cosa ti hanno lasciato Red Canzian e il mastro Julian Schwenkner? Red mi aiuta a trovare la determinazione anche un po' dissacrante della rock star e Julian mi ha aiutato ad essere rigoroso, ma di cuore… la musica trasmette emozioni. Hai espresso il desiderio e il sogno di andare a suonare in mezzo ai tuoi coetanei, per esprimere e trasmettere la passione per la musica classica, oggi (purtroppo) snobbata dalla maggior parte della popolazione. Se ora ti trovassi davanti ad un auditorium pieno di ragazzi come te, cosa diresti per avvicinare il tuo pubblico ad un mondo così lontano? Direi che io sono esattamente come loro, con i miei primi problemi di cuore e di… brufoli, che mi piace mangiare le schifezze come loro, che ascolto i Muse e Jovanotti come loro ma che ho avuto anche la fortuna di scoprire un altro modo di vivere la musica… e poi senza dubbio comincerei a suonare! Per me i fatti valgono più delle parole, infatti il grande Frank Zappa diceva: “parlare di musica è come ballare di architettura“. La tua giovane età non può passare inosservata, ma non può competere con la tua bravura che sicuramente ti farà fare una carriera lunga e appagante! Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Suonare, crescere e suonare. Incontrare qualcuno a cui vibri il cuore ascoltandomi… e sperare nella moltiplicazione continua e infinita di questi “qualcuno“. Intervista di: Luca Massironi Grazie a: Alberto Tessarotto, Valentina Corna (Ufficio Stampa Parole & Dintroni) Sul web: www.fondazioneq.it |