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Luca Nuzzolo, voce e chitarra dei Soluzione, ci parla del nuovo disco “L’esperienza segna” e della filosofia e della passione che si nasconde dietro la lavorazione di questo Cd. I Soluzione saranno in concerto il 27 ottobre all’H24 di Mentana (Roma).
I Soluzione certamente sono un gruppo che risente della musica New Wave italiana, quella di Garbo e dei Diaframma di Federico Fiumani – che insieme a Mao partecipano anche a “L’esperienza segna” – , dei primi Litfiba ed altri grandi gruppi. Qual è il vostro contributo a questo genere molto apprezzato dagli appassionati, eppure spesso accusato - da critici un po’ maliziosi - di essere un genere un po’ inflazionato e spesso uguale a se stesso? In che modo, con quali strumenti avete costruito la vostra originalità? L’idea di suonare musica originale, è stata la cosa che ha influito maggiormente sulle nostre composizioni. Era già così dai primi gruppi in cui ho suonato in passato. Gli ascolti fatti durante gli anni, non solo la New Wave (ma ogni artista interessante), hanno contribuito poi a “colorare” il suono dei Soluzione. Il nostro “contributo” alla New Wave? Ci piace giocare con il Passato… La New Wave, come sembra indicare la parola stessa, è un genere “in continuo movimento” e probabilmente dai confini non troppo marcati, predisposta per sua natura alle contaminazioni. In ogni caso le definizioni sono sempre troppo restrittive. La stessa New Wave inglese ’80 abbracciava band che stavano agli antipodi, basta pensare alla prima elettronica, al post punk, al “new romantic”, al “dark”, alla “psichedelia anni 80”, al synthpop e l’elettronica, agli ineguagliabili The Smith’s… Universi vastissimi e diversissimi tra loro. E’ solo in Italia che abbiamo bisogno di catalogare tutto.  La filosofia è sicuramente una componente essenziale della vostra musica: lo dimostrano i premi vinti – vd. “Invasioni”, compilation di un contest da voi vinto nell’ambito del Festival di Filosofia di Modena – la collaborazione con Manlio Sgalambro; e anche un altro particolare: la data di uscita di “L’esperienza segna”, il vostro ultimo lavoro, ovvero il 15 aprile 2011, che è anche l’anniversario, il trentunesimo, della morte di Sartre. Perché proprio questa data? E si sa che unire la filosofia alla musica pop-rock è sempre una scelta molto coraggiosa: la scelta paga? Mi è sempre piaciuto leggere e dai libri ho sempre cercato di farmi avvolgere come una coperta, di farmi emozionare e “proteggere”. Unire musica e Scrittura è stato un esperimento che ha portato sempre risultati molto interessanti. Dai reading, al musicare poesie, a sperimentare soluzioni nuove con la parola scritta per giungere alla forma canzone. La scoperta di un’opera ha spesso preceduto la scoperta dello scrittore. La cosa straordinaria è che il più delle volte, la vita dell’autore mi affascina quanto le opere stesse. Con Jean Paul Sartre è successo più o meno questo. Scegliendo il giorno 15 aprile come uscita del nostro lavoro (anche se poi per motivi tecnici “L’esperienza segna” è arrivato nei negozi solo il mese dopo), abbiamo voluto omaggiare quello che per noi rimarrà un grande uomo, prima che un grande filosofo, un uomo che ha operato per “rivoluzionare” il Pensiero dell’Umanità. Di certo tentare di portare la filosofia nella musica è una sfida ed anche un rischio. Ma a noi interessa sostanzialmente fare canzoni, possibilmente belle, meglio ancora se apprezzate dagli ascoltatori, e ancor di più se da una canzone si mette in moto un processo di ricerca e scoperta di “altre cose” e soprattutto si mette in moto il Pensiero. L’idea di realizzare dei videoclip girati da giovani filmakers premiati in contesti internazionali è certamente una scelta molto particolare e apprezzabile. Qual è il motivo di questa scelta e in che modo vi sta ripagando?Siete inoltre in concorso con qualcuno dei vostri videoclip? i videoclip insieme alla musica sono una delle mie grandi passioni. Se penso a quando ero bambino, è stato grazie ai videoclip, trasmessi ad ore impensabili da reti televisive private, che ho scoperto nuovi gruppi musicali. Oggi invece, succede spesso che mi imbatta in video sterili, senza significato, che non mi dicono assolutamente nulla e, spesso, invece di aggiungere qualcosa al brano, lo privano di tutto. Da qui l’idea di creare un gruppo di lavoro (esperti di cinema e video, fotografia e musica) per cercare di valorizzare i videoclip rendendoli vere opere (d’arte?), capaci di avere un vita propria. Così insieme alla Jost, la nostra etichetta, abbiamo creato questo progetto parallelo all’album, tutt’ora in corso, nel quale diversi filmakers hanno prestato la loro esperienza per realizzare splendidi videoclip. Ne cito alcuni come quello di Antonio Giuseppe Valenti per “Facili forme”, video di grande impatto emotivo, quello di Andrea Princivalli per “Infettami” realizzato a pupazzi animati; Anna Falciasecca per “Anni Settanta”, Ikue Itou pittrice giapponese che lavora con la camera del cellulare per “Alta Velocità”, Luigi Rizzo e Desiree Sibiriu per “Tutto & Nulla”. Fino ad ora è stato davvero tutto molto appagante, perché il lavoro fatto è stato mosso dalla passione e dall’amore verso quello che facciamo, alimentato da un sentire comune. Non posso fare a meno di pensare che alcuni di questi video sono stati premiati in contesti internazionali e questo ci rende orgogliosi del lavoro fatto perché è stato ciclopico almeno per una piccola realtà come Jost. Mentre negli anni ’90 “l’informatica avanza[va]”, oggi è un mezzo che sta sempre più dimostrando i propri mezzi. E sappiamo ormai bene quali siano i pro ed i contro per l’industria musicale. Che rapporto avete con questo mezzo di comunicazione? Sarebbe bellissimo prendere un pc e appiccargli il fuoco sul palco, alla maniera di Jimi Hendrix con la sua chitarra… Sarebbe uno splendido rito iniziatico ai nostri concerti… :) L’informatica è parte integrante della band, il nostro “quarto uomo”. Ci lavoriamo, comunichiamo, a volte ci imprechiamo pure (quando un’applicazione si inchioda senza possibilità di recuperare i file in lavorazione…). Oggi, il progresso ci ha portato ad ascoltare la musica tramite iPod, telefoni cellulari, pennette usb in autoradio futuristiche (i cd ormai sono custoditi religiosamente a casa insieme ai vinili). Musica da ‘asporto’. L’informatica ha snellito gli ingombri della musica. In pochi centimetri ha dato la possibilità di portare in giro migliaia e migliaia di dischi. Affascinante, ma anche molto deleterio. Posso ascoltare ciò che voglio, ma la facilità di passare da un disco ad un altro, mi fa dimenticare in fretta cosa stavo ascoltando. Con il rischio tangibile di creare più “vuoti” che “pieni”. E allora mi chiedo se ne valga la pena. Era così bello estrarre il vinile dalla copertina di cartoncino, posizionare il disco sul piatto dello stereo, sentire il suono della puntina che scivolava tra i solchi e sedersi sopra ad un divano osservando con attenzione immagini, titoli, crediti, pronti ad essere investiti dal calore della musica attraverso le casse. Stessa cosa per il cd, anche se lo apprezzavo di più per la musica elettronica, infilato nel lettore e booklet pronto per essere sfogliato, anzi divorato pagina dopo pagina… Era dedicarsi seriamente ad un ascolto, una scelta, una consapevolezza… Invece ora sembra quasi si sia “minimizzata” un’arte, privandola degli altri sensi (oltre all’udito) a favore di una fruibilità spicciola e immediata. Avete date in programma? Parlateci del vostro tour. Stiamo progettando un tour invernale nei club per portare in giro i brani del disco, ma pure provarne alcuni di nuovi. Inoltre ci piace molto suonare in radio (infatti a fine mese uscirà “Facili Forme Acustico Radio Ep” nuovo singolo con alcuni brani suonati live proprio in alcune trasmissioni radiofoniche). I prossimi appuntamenti in arrivo sono un live acustico a Rai Stereo Notte su Radio Rai Uno il 22 ottobre, e il 27 ottobre Soluzione in concerto all’ H24 di Mentana (Roma). A prestissimo per le altre date. Per concludere: voi siete un gruppo che si sta affacciando ormai con un certo successo nel panorama musicale italiano, al confine tra New Wave italiana e pop d’autore, per così dire. In che stato di salute è la musica italiana secondo voi? Ad una prima impressione mi verrebbe da pensare che discograficamente, oggi, la musica italiana, abbia poco da offrire. Poi invece girando per i locali o in piccoli festival, vedo che ci sono un sacco di band che suonano, molte delle quali davvero interessanti. I concerti delle band indipendenti godono di un buon pubblico, anche se la vendita dei dischi è sparita del tutto. Quali difficoltà avete incontrato durante il vostro percorso? E soprattutto cosa vi sentite di dire a gruppi più giovani di voi, che si apprestano a intraprendere un percorso simile al vostro? La musica, fare le prove, fare dischi, suonare dal vivo, tessere pubbliche relazioni, leggere con attenzione e firmare contratti editoriali, progettare collaborazioni, inventare nuove strade, sono solo alcune delle cose con le quali ci confrontiamo quotidianamente. E ognuna di queste porta con sé soddisfazioni e difficoltà. Però il fatto di veder crescere a piccoli passi un lavoro fatto con tanta energia, sacrifici e convinzione, mi fa dire che vale tutte le difficoltà che si pongono davanti. Più che dispensare consigli ai giovani gruppi, reputandoci noi stessi ‘giovani’ in questo mondo, preferirei ne dessero a noi... [ride…] SOLUZIONE sono: Luca Nuzzolo: voce, chitarre, synth Max Renzi: batteria Massimiliano: basso Intervista di: Cristian Ciccone Grazie a: Luca e Massimiliano Nuzzolo Recensione SOLUZIONE - L'esperienza segna (Jost, 2011) Foto © Profilo Facebook dei Soluzione Sul web: www.myspace.com/soluzione - www.soluzione.biz - Facebook |