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Le Orme: la musica, quando è di spessore, non ha tempo Stampa E-mail
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Interviste musica
Scritto da Simone Vairo   
Sabato 16 Luglio 2011 00:00

le ormeTra i mediapartner dell’evento, SaltinAria punta i riflettori sul Civitella Progressive Rock Festival - I Edizione “…Fra sogno e realtà: The Musical Box…”. Il 16, 22 e 23 luglio 2011 a Civitella Paganica (Grosseto) al Campo Sportivo G. Tonini. Ingresso gratuito. Nel cast il meglio del prog-rock odierno: Fish, Le Orme, Alex Carpani, Gran Turismo Veloce, gli omaggi a Genesis, Emerson Lake & Palmer e Pink Floyd con The Watch, Classic ELP Tribute e Time Machine. Per l’occasione abbiamo intervistato Le Orme, che si esibiranno venerdì 22 Luglio.

 

 

 

L'album "La via della seta" nasce dopo un periodo di grandi cambiamenti: potete raccontarci come si è sviluppato tale progetto musicale?

L’idea era quella di formare una band che avesse la possibilità di eseguire tutto il repertorio Prog e non del vecchio corso e che fosse in linea con la musica del nuovo corso, così abbiamo pensato di aggiungere un pianista e un chitarrista, (la formazione rimasta dopo l’abbandono di Tagliapietra era: Dei Rossi, Bon, Trentini) mentre per il cantante si è pensato a Jimmy Spitaleri, già con la storica prog band Romana “Metamorfosi”, cantante dotato di voce baritonale, rock lirica e dinamica, all’opposto di quella di Tagliapietra per dare una svolta definitiva alla band. Dopo il tour di rodaggio dell’anno scorso, con un live all’attivo (Progfiles Live in Rome), ci siamo messi subito a lavorare al nuovo progetto che nel frattempo avevamo già pensato e sviluppato. Per il resto, Il modus operandi è sempre lo stesso dagli anni settanta a oggi, ci si riunisce, ognuno porta il suo materiale, si fondono le idee, si provano, si arrangiano e come per magia i brani prendono forma. Le Orme di oggi sono una band coesa e molto motivata, formata da preparati e finiti musicisti con uno stile ben preciso, poi cosa che non guasta, siamo una banda di amici, una goliardica famiglia, dove c’è dialogo, si scherza e ci si diverte un mondo, pur lavorando sodo e molto seriamente, in studio c’è feeling, molta energia e divertimento che speriamo  aver trasmesso in questo nuovo lavoro. 

E' stato difficile, per voi, la separazione da Aldo Tagliapietra?

L’abbandono da parte di Aldo Tagliapietra è stato come un fulmine a ciel sereno che inizialmente ci ha messo in crisi, poi semplicemente ci siamo rimboccati le maniche e ci siamo messi a provare tutti i santi giorni, con tutte le nostre forze e tutte le nostre idee, determinati a portare avanti la musica che più è stata ed’è il nostro essere: Il Rock Progressivo Sinfonico, marchio di fabbrica de Le Orme da sempre. Il sostegno dei fan, unito alla collaborazione di Enrico Vesco e di Guido Bellachioma, sono stati elementi importanti per la buona riuscita di questo nuovo progetto.

Come nasce la collaborazione con Maurizio Monti (autore dei testi de "La via della seta")?

Con Guido Bellachioma, che ha collaborato alla parte letteraria(storia, libretto e grafica) si cercava un autore in grado di supportare il nuovo progetto, Guido, ci parlò di Maurizio Monti (Patty Pravo, Cocciante, Mina ecc. ) dopo aver letto le sue liriche, ci rendemmo subito conto che era un autore eccezionale, un poeta, insomma la persona giusta per questo nuovo album e in seconda battuta conosceva  bene la voce di Jimmy Spitaleri, avendo scritto i testi per il suo secondo album solista “Uomo irregolare”. I suoi versi evocativi  hanno aggiunto a “La via della seta” un ulteriore tocco di magia.

Le Orme sono una realtà importante del progressive rock italiano: al giorno d'oggi cosa è rimasto, secondo voi, di quel genere musicale?

PFM, BMS, Osanna, New Trolls, Trip, Arti e Mestieri, Area, Metamorfosi, Latte e Miele, La locanda delle fate, Nuova raccomandata con ricevuta di ritorno, sono tutti gruppi ancora in attività e quasi tutti hanno all’attivo nuovi album con brani inediti, questa è la dimostrazione che il prog Italico è vivo e tiene alto il vessillo di una delle musiche più interessanti di tutti i tempi.

Dopo molti anni percepite ancora una buona risposta dal vostro pubblico?

La musica quando è di spessore non ha tempo  e accomuna persone di ogni età, come succede ancora oggi ai nostri  concerti, giovani e meno giovani, famiglie intere, cantano e si divertono assieme a noi nella gioia della musica trasformando il concerto sempre in una grande festa.  “La via della seta” in un paio di mesi ha venduto più di 6000 copie, entrando in classifica al 95° posto e vi assicuro che oggi per una prog band  è un enorme successo. 

Ben nota è sempre stata, nei vostri brani, la capacità di sperimentare varie sonorità di ogni genere: quali sono state le principali influenze per "La via della seta"?

Premesso che idealmente “La via della seta” potrebbe essere un ponte che collega i due periodi progressivamente storici de Le Orme, 71/74 e 96/2004, sono i periodi per noi più importanti, che collocano Le Orme nella sfera delle più importanti band del panorama Progressive mondiale. Le influenze principali vengono dalla storia che si narra nel “concept”, dalla musica orientale rivisitata per l’occasione, dalla nostra venezianità che si assapora in certe melodie e infine dalla musica classica, grande passione e fonte di ispirazione che Le Orme hanno da sempre.

Si potrebbe affermare che la migrazione o il viaggio siano la 'valvola'tematica che unisce tutte le tracce dell'album? Ma, soprattutto, che si percepisca il senso d'unione e di appartenenza a 'qualcosa' alla fine del viaggio?

Il viaggio e la migrazione sono parte della "valvola tematica" dell'album, il concetto delle composizioni de "La via della seta"parte da questa idea, non sono state unite a posteriori in modo posticcio. Il "concept" è alla base del lavoro, non arriva in un secondo momento, quando bisogna trovare una bella giustificazione artistica. Viaggio, quindi, non solo in senso geografico, ricerca di una cultura comune che, proprio dalla conoscenza di luoghi, idee, religioni così lontani, diventa patrimonio di popoli che neanche si conoscono, ieri come oggi… questi sono i "Mondi che si cercano", appunto il titolo di uno strumentale dell'album. Il senso di appartenenza a questa idea "comune" di cultura globale, senza barriere, è il fine ultimo di questo viaggio, il capolinea de "La via della seta".

 

 

La nuova line up:

Michi Dei Rossi : batteria, percussioni

Michele Bon : organo Hammond, piano, synth, tastiere e cori

Fabio Trentini : basso, bass pedals, chitarra acustica e cori

Con

Jimmy Spitaleri : voce

William Dotto : chitarre elettriche e chordal tapping in L’alba di Eurasia

Federico Gava : piano, synth e tastiere

 

Leggi il programma completo di Civitella Progressive Rock Festival  

 

 

Intervista di: Simone Vairo

Grazie a: Le Orme, Donato Zoppo (Ufficio Stampa Synpress44)

Sul web: www.leorme-officialfanclub.com -

 

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