|
Quindici anni di storia e i Fine99 continuano ad essere portatori di novità. Raramente è facile trovare tanta ferocia abbinata ad elevata qualità. “Fino alla fine”, il loro nuovo album, è la dimostrazione che questo può avvenire anche nel vecchio stivale.
E’ sepolto nella notte dei tempi ma da dove nacque il nome Fine99? È la domanda che ci fanno tutti, sperando in una risposta seria… che purtroppo non c'è… (hahahahaaha). È nato anni fa, in sala prove e sinceramente nessuno si ricorda perché. A noi piace perché "suona" bene, lasciamo a voi la libertà di interpretare. “Fino alla fine” è il vostro secondo album e mostra un chiaro passo avanti rispetto a “Fine99”. Quanto siete soddisfatti del lavoro svolto e quali sono le differenze rispetto al precedente?
Siamo contentissimi del nostro lavoro per due motivi: il primo è che ci rappresenta a pieno e il secondo che la sua creazione ci ha strappati per un anno intero; ci abbiamo messo amina e corpo e speriamo si senta. Il lavoro precedente era sicuramente di più facile ascolto, magari più diretto, ma non c'è paragone. Quali sono le scelte che non rifareste e quali quelle che si sono rivelate giuste durante la produzione di quest’album? Non credo che ci siano cose che alla fine avremmo fatto diversamente o almeno in maniera totale. Abbiamo avuto tutto il tempo per decidere cosa ci piaceva e cosa meno, poi è ovvio che a lunga distanza certe cose sarebbero state diverse, ma non pensiamoci. Può sembrare banale chiederlo ma è sicuramente una scelta coraggiosa quella di unire la lingua italiana alle vostre sonorità. Quanto vi è sembrato d’ostacolo questo nella vostra carriera? Sono 15 anni che cantiamo in italiano, per qualcuno è un ostacolo per altri è un punto a favore. Per noi è semplicemente "naturale". Raccontateci l’esperienza di girare il video di “Carillon”.
È stato divertentissimo: cinque giorni di freddo, pioggia, sangue finto a litri, trucco pesante e tanta voglia di divertirsi; sicuramente ce la ricorderemo tutti! Si è creata una grande sintonia tra noi, il regista Ludovico Galletti e le comparse. “Fino alla fine” attraversa una molteplicità di stili. Quali sono le vostre influenze e quali i vostri obiettivi musicalmente parlando? “Fino alla fine” credo che sia l'incontro di sei persone, non ci siamo posti il problema del genere o dello stile mentre lo scrivevamo, sono stati l'orecchio e il cuore che ci hanno guidati. Ci piaceva? Ok, il pezzo è fatto! Obiettivi precisi non ne abbiamo, stiamo già studiando cose nuove e saranno ancora più contaminate. Come procedete nella scrittura dei brani? Chi scrive i testi e chi si occupa della musica? Nasce dalla sala prove, da un riff, tutti assieme o a volte da una base buttata giù al volo alle 4 del mattino; proviamo, ascoltiamo e se va è nostra. I testi vengono invece stesi quasi sempre prima della registrazione: ce li teniamo come effetto sorpresa!!! Perché la scelta di “Baby I Love You” come ghost track?
È nata in fase di registrazione, per scherzo, ma ci è piaciuta tanto da inserirla nell'album; come potrai capire ci piace prendere tutto come se fossimo al primo live o al primo cd, mai prendersi troppo sul serio e forse questa è la chiave giusta. Progetti per futuri concerti? Stiamo programmando per settembre i nostri live, sono la nostra linfa. Volete aggiungere qualcosa? Certo!!! Vuoi un cracker????? FINE99 sono: Fisty: Voce Anto: Chitarra/Voce Maury: Sinth.seq/DrumMachine Mele: Batteria Festa: Chitarra/Scream Diego: Basso Intervista di: Danilo Sabelli Recensione FINE99 - Fino alla fine (My Motion Records, 2011) Grazie a: Fine99, Elena Scarazzati - IndieBox Music @ 360° Foto da Profilo Facebook Artista/Gruppo Fine99 Sul web: www.myspace.com/fine99ninetynine |