|
I Sursumcorda ci raccontano il loro ultimo disco “La porta dietro la cascata”: un mare di violini in amore, un oceanico spirito in festa. Risponde alle nostre domande Giampiero “Nero” Sànzari, cantante chitarrista e polistrumentista (caratteristica, quest'ultima, comune anche agli altri membri della band!).
Sursumcorda! Che nome gioioso ed incoraggiante! Da dove deriva? Per darvi ed infondere un po’ di coraggio? Eh, caro Giovanni, questo è uno dei tanti significati, è un'esortazione, un po' come dire “stammi bene” o “su con la vita”, ma lo abbiamo scelto anche per la presenza della parola “corda”, elemento fondamentale dei nostri strumenti, che significa anche “cuore”, una sorta di rimando alla musica del sentimento. Definirvi è piuttosto complicato. Lo vuoi fare tu?
Preferiamo pensare che Sursumcorda non appartenga a un “genere” ma piuttosto ad uno “stile”, per questo chi ci ha recensito fino ad oggi ha carpito la nostra originalità senza riuscire a collocarci in un ambito definito. Sursumcorda concepisce la musica come un linguaggio capace di mettere in contatto mondi diversi, partendo da un’idea testuale e melodica italiana. L'uso di strumenti provenienti da tutto il mondo e musicisti di estrazione diversissima rafforzano la leggibilità del testo e consentono all'ascoltatore di viverne appieno la poeticità. Cos’è la Nova Musica Italiana? E' una delle tante definizioni che ci sono state date, ci ha fatto molto piacere riceverla, a qualcuno potrebbe venire in mente l' “Ars nova” anche se nel nostro caso un confronto è decisamente pretenzioso, penso piuttosto che serva ad evidenziare semplicemente il nostro sforzo innovativo. Secondo te è utile etichettare un genere? Può aiutare l’ascoltatore o è solo un vincolo per la musica stessa? Inquadrare in un genere è un modo per semplificare verbalmente quello che si è ascoltato. Purtroppo non sempre è facile spiegare la musica a parole e il genere arriva in soccorso, facilitando un' idea di massima. Può risultare vincolante, ma è inevitabile. Giampiero, oltre ad essere il cantante, sei il depositario di tanti strumenti quanto meno insoliti in una “band” moderna. Dove li peschi? Che magia aggiungono alla vostra musica?
E' una mania non solo mia, ma di tutti i Sursumcorda: nei miei viaggi cerco sempre strumenti particolari e chiedo di portarmi strumenti a chi si appresta a partire. Ogni strumento è capace di trasportarti dove è nato, ogni strumento è capace di rendere uniche le proprie melodie. L'accostamento atipico, inusuale, di strumenti lontani geograficamente e culturalmente, dai timbri molto diversi, se fatto con gusto e cognizione di causa può creare un'interazione sinestetica, un connubio poetico. “La porta dietro la cascata” è un’opera complessa e matura che ha visto avvicendarsi numerosi musicisti oltre a voi. Com’è stato trasmettere e condividere la propria musica con questa orchestra? Com’è stata la lavorazione di questo doppio Cd? E' stato un duro lavoro: un anno e mezzo in studio di registrazione. Uno di quegli album fatti come si faceva una volta, tutto suonato. E' stato prezioso e fondamentale il lavoro di Fausto Dasé e dell'Accademia del Suono di Timur Semprini, grazie ai quali è stato possibile mettere insieme menti così diverse. Non lo definirei però un lavoro complesso, nonostante la ricchezza dei suoni e degli arrangiamenti questo disco mantiene una leggerezza e un'immediatezza inaspettata, l'importante è attraversare l'impatto della cascata e farsi cullare dalle note. Al vostro attivo avete anche la composizione di diverse colonne sonore: puoi raccontarci come si svolge e in che modalità la creazione di musica per film? Ci siamo occupati di documentari dagli argomenti molto diversificati: arte, storia, attualità, impegno sociale. Otto in tutto. La lavorazione delle musiche avviene in modo molto naturale: la possibilità di usare un ampio parco strumenti ci consente di adattare facilmente il nostro stile agli argomenti trattati. Molti registi si sono accorti che una musica non connotata come la nostra favorisce l'attenzione dello spettatore sull'immagine. Il vostro sito è ricchissimo (e molto elegante, nota a margine) di contatti. Quanto vi ha aiutato la rete a far conoscere la vostra arte?
Il sito è stato strutturato da Gianluca Sorace, web designer e grandissimo musicista (Hollowblue). Abbiamo sempre puntato sull'uso della rete stando attenti alle sue repentine evoluzioni. Il nostro sito nasce dall'idea che la comunicazione debba essere basata sulla completezza e sull'aggiornamento in tempo reale. Siete al momento in tournee in diversi teatri italiani. Nella vostra formazione è entrato a far parte Pietro Cardarelli; in simbiosi con le opere dell’artista il vostro concerto/spettacolo cosa diventa? Come reagisce il pubblico? Pietro è un'artista, poliedrico ed eccentrico. Oltre a curare l'aspetto grafico (copertina CD e sfondi sito) ha costruito scenografie sui cambi ritmici impostando lo spettacolo sull'aspetto cromatico e cinematografico, esaltando il dinamismo tipico del live e delle coreografie di Silvia Alfei. Il risultato è davvero unico. La frase che sentiamo più spesso nel dopo-concerto è “il vostro concerto è stato una vera sorpresa”. SURSUMCORDA sono: Giampiero Sanzari: voce, chitarra, kalimba Piero Bruni: chitarre, banjo, whistle, dulcimer Francesco Saverio Gliozzi: violoncello, piano Emanuele Cedrone: percussioni, grooves, chitarre Fabio Carimati: batteria Intervista di: Giovanni Villani Recensione: SURSUMCORDA - La porta dietro la cascata (Dasè Sound Lab, 2010) Grazie a: Giampiero Sanzari, Sursumcorda, Ufficio Stampa Parole & Dintorni Foto dal profilo Facebook di Sursumcorda Sul web: www.sursumcorda.it - www.myspace.com/sursumcorda1 |