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Ettore Giuradei: bisogna credere nella vita vera dell’uomo Stampa E-mail
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Interviste musica
Scritto da Simone Vairo   
Martedì 17 Maggio 2011 00:00

Mercoledì 18 e sabato 21 maggio Ettore Giuradei, il “sovvertitore impegnato del pop”, sarà impegnato in due date in Emilia Romagna per la presentazione del suo nuovo album “La Repubblica Del Sole” (Novunque/Mizar Records). L’occasione è ghiotta per scambiare due chiacchiere con lui.

 

 

 

Cosa intendi realmente per “La Repubblica Del Sole”?

La repubblica del sole è il tentativo di provare a credere in un sistema diverso da quello attuale che è chiaramente alla frutta. Credere nell’uomo, nella vita vera dell’uomo, fatta di semplici bisogni e piccole necessità non di vizi e comodità.

Ammesso che esista una reale Repubblica Del Sole, chi sarebbe in grado di ricostruirla?

Prima di tutto bisogna distruggere tutto quello che inutilmente abbiamo prodotto negli ultimi 50 anni. Visto che la vita vera è fondata sulla relazione tra uomini siamo proprio noi che dobbiamo avere la voglia e il coraggio di incontrarci e di progettare la destrutturazione del delirio onnipotente economico umano occidentale. Nessuno deve aspettare che nasca un nuovo messia che ci illumini la via della salvezza. Siamo noi che dobbiamo svegliarci al più presto e prenderci le nostre responsabilità.

Le canzoni d’amore (in particolar modo il riferimento va ad “Eva” e “Strega”), per te, cosa rappresentano?

Sia in “Eva” che in “Strega” ho cercato di focalizzare l’attenzione sulla parte essenziale dell’amore: la carnalità, la complicità e il sogno della completezza. In alcuni versi ho provato, anche qua, a smascherare l’ipocrisia della vita di coppia a tutti i costi, del bisogno forzato a creare una famiglia e soprattutto alla tendenza di sopprimere l’essenza dell’altro/a imponendo uno stile di vita familiare/morale che è molto distante dalla verità dell’uomo.

L’Italia è un paese che non da più valore alla musica: ne “Il Vicino” ho notato molto questo aspetto… cosa credi sia cambiato in questi anni?

Come ti dicevo prima siamo in un momento in cui bisogna avere il coraggio di resettare tutto. Lo dice anche Caparezza in uno dei suoi ultimi brani “chi se ne frega della musica”: anche il mondo musicale si è sviluppato in maniera malata, la gente ti ferma per strada non per quello che dici ma perché ti ha visto o sentito in tv o in radio.

Come s’inserisce la letteratura all’interno dei tuoi brani?

Tutti gli autori che hanno condizionato la scrittura degl’ultimi miei brani, da Pasolini a Gaber, sono accomunati da una lucidità incredibile che è sempre riuscita a smascherare i trucchi del potere. Purtroppo sono accomunati anche da un accanimento spietato da parte dell’opinione pubblica, da un abbandono, soprattutto nel momento della morte e dal rammarico di sentirsi spesso incompresi e banalmente semplificati. 

In “Sabatton Le Finestre” parli d’immaginazione: quanta influenza sul tuo modo di scrivere?

In questo momento parecchia perché credo che un eventuale rivoluzione passi da una grande capacità di immaginazione.

Progetti futuri?

Per adesso ci concentreremo molto sul nuovo tour poi vediamo. Sinceramente il sogno che ho è di assistere e partecipare finalmente ad una vera rivoluzione culturale.

 

 

Intervista di: Simone Vairo

Recensioni: ETTORE GIURADEI - La repubblica del sole (Novunque, 2010)

Foto tratte dal profilo Facebook di Ettore Giuradei

Grazie a: Ettore Giuradei, Valentina (Ufficio Stampa Parole & Dintorni)

Sul web: www.ettoregiuradei.com - www.novunque.it

 

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