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Lili Rocha, l’unica rocker brasiliana ad aver raggiunto fama internazionale (specialmente in Italia) pubblica il suo album in inglese, “Lili Rocha Rocks!”: undici tracce di buon rock classico ma dal sapore fresco. Ce ne parla in questa intervista.
Lili, sei la prima cantante brasiliana ad aver raggiunto successo internazionale con il rock. Che spazio c'è per questo genere di musica in Brasile, che è noto per tutt'altre sonorità?
Il rock è un genere molto popolare in Brasile, soprattutto quello internazionale, quindi americano ed inglese. Per esempio, quando io ero molto piccola, mi ricordo del successo strepitoso dei Police in Brasile. Pink Floyd è un altro esempio di formazione rock, che ha fatto grande successo in Brasile e che mi ha influenzato quando ero una teenager. In ultimo, i Rolling Stones sono riusciti a riunire più gente a Rio che il Papa. Allora, direi che si può dire che il rock fa parte della nostra tradizione musicale moderna. E’ vero, però, che il Brasile stesso non ha creato tanti artisti rock, perché la nostra musica è più nota per la sonorità tipica del Brasile, cioè, la samba, la bossa nova, l’axe e altri stili popolari. Abbiamo avuto certi artisti rock nel passato, come Casuza e Raul Seixas, ma una trazione vera e propria di rock non esiste. Per quello, finora non è nato ancora nessun cantante rock brasiliano che ha fatto successo nel mondo. Questa è una cosa che voglio cambiare…. Che cosa hai portato invece nella tua musica della tradizione brasiliana? Nei miei primi tre album la musica latina era molto presente. Brani come “Yemanjà”, “Querré” o “Me Deixa Sonhar” erano molto influenzati dalla mia terra, non solo nella ritmica, ma anche nelle parole e nell’atmosfera della musica. A quali modelli ti ispiri con la tua musica (immagino internazionali)? I miei grandi idoli femminili sono Cher e Tina Turner sul piano internazionale. In Italia, mi sento molto vicina a cantanti come Patty Pravo e Gianna Nannini. Poi, artisti come Bruce Springsteen, Neil Young e Vasco Rossi mi piacciono molto. Da tempo lavori con produttori americani, ma cosa ha significato per te stavolta cantare in inglese?
Il mio produttore da nove anni è un ragazzo svizzero che ha vissuto per molto tempo in America e che dall’inizio ha scritto le canzoni in inglese e italiano. L’italiano per me è come una seconda lingua madre, in cui ho sempre cantato. L’inglese, invece, è una lingua molto difficile per me e ho dovuto sudare tanto per riuscire a cantare i miei brani in questa lingua. Come artista, se vuoi il successo globale, sei costretta a cantare in inglese e la verità è che l’inglese è una lingua molto adatta al canto e mi piace quanto l’italiano. La tua biografia ci racconta un rapporto particolare con l'Italia, dove sei arrivata grazie a un concorso, poi frequentando anche l'Accademia di Musica Italiana. Cosa ti lega al nostro paese? Da quando ero piccola ho sognato di cantare in inglese. Non so perché. Poi, quando ero in Svizzera, mi sono trovata in un contesto italiano e per fortuna ho incontrato un maestro di musica che era italiano e che gestiva una accademia di musica per gli italiani a Zurigo. Lui ha educato la mia voce e mi ha insegnato a cantare in italiano. Ho un’ amore speciale per l’Italia e la mia carriera è partita dall’ Italia. I miei primi dischi sono stati registrati a Milano e ho fatto più di 80 concerti in Italia. Sono molto legata a questo paese. Vuoi aggiungere qualcosa? In maggio, vado in America per fare dei concerti a New York, Los Angeles e Miami per promuovere il mio disco “Lili Rocha Rocks!”. Sono molto emozionata, perché è un altro sogno che si realizza: una brasiliana che canta rock nel paese dov`è nato il rock! Intervista di: Fabrizio Corgnati Recensioni correlate: LILI ROCHA - Lili Rocha Rocks! (Idea, 2010) Grazie a: Lili Rocha, Gaetano Petronio (Uff. Stampa Parole & Dintorni) Sul web: www.lilirocha.com - www.myspace.com/lilirocha |