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Abbiamo scambiato due chiacchiere con Zibba, cantautore di Savona, in occasione del suo concerto al Circolo degli Artisti (Roma). Zibba ci ha parlato del suo rapporto con la poesia e con la dimensione live. E del suo ultimo disco con Almalibre “Una cura per il freddo”.
Come definiresti il tuo rapporto con la poesia? Charles Cristopher Parker definiva la musica "il rapporto più intimo che hai con te stesso". Per me vale questa cosa sia per la musica che per la poesia. Viscerale, intenso ed esattamente in linea con me stesso. Svogliato, talvolta esageratamente intimo, non scolastico, privo quasi di nozioni fondamentali, ed estremamente reale nella sua non esistenza fisica. Ma la poesia un po' è così. Credo sia l'unica cosa ingiudicabile, almeno per me. Nessuno può dirti se la tua poesia vale qualcosa o meno. Stai parlando direttamente da un buco nel petto e non dalla bocca. Quando Bukowski definisce Parigi come una rivista di moda dimenticata sulla panchina della fermata del metrò mi si stringe tanto il cuore che fatico a respirare. La poesia è strana. Non ho risposto alla tua domanda, lo so… Ho avuto un problema: ho tentato di definire la tua musica; di seguito ho scoperto che non ti piace essere etichettato. Le influenze musicali che fanno parte del tuo processo compositivo sono davvero tante… come riassumeresti il tuo percorso sonoro?
Giovanissimo pianista in erba incontra cinque attempati bluesmen con i quali a quattordici anni durante un assolo di organo capisce che quella sarebbe stata l'unica sensazione da portare con se per sempre, poi crea band rock and roll con il compagno di banco del liceo, poi incontra il Bale e tuttora con lui prova a mettere in musica emozioni che siano condivisibili perché la sua fottuta non voglia di morire lo porta a voler lasciare un piccolo segno in questa società odierna. Ci sono poche cose che mi interessano al mondo. Amore, musica, condivisione. La musica ha in se tutto. Non mi piacciono le etichette. Vero. Sulla porta di casa mia c'è ancora quella del precedente inquilino. Come è nato il disco “Una cura per il freddo”? Quattro anni di gioia, stenti, pianti, donne, amori finiti ed iniziati. Musicisti, amici, incontri. Un disco che racconta molto e si propone come piccola cura per chi ha freddo dentro, o fuori. Un disco costato troppi pensieri e troppi soldi ma che mi sta regalando attimi di intensa magia. Mi ricordo di me con uno zaino e un registratore, da solo in giro per le capitali d'Europa a registrare i suoni della strada convinto che sarei tornato a casa con qualcosa di nuovo da raccontare. Ricordo le giornate a teatro passate e provare i suoni di chitarra. Le bestemmie perché il tipo con la motosega non ci mollava un attimo mentre nel calore d'agosto provavo a registrare qualcosa con le finestre aperte. Nato come tutto dalla vita di tutti i giorni. Dalle esperienze e da quello che ne deriva a livello emotivo che poi, se fai questo lavoro, diventa canzone. L'idea di un brano si trova a metà tra l'esperienza e la descrizione: in te vedo entrambe queste caratteristiche. Quale consideri più vicina al tuo modo di scrivere? Ti senti più soggetto o narratore? Entrambe, hai ragione. Mi sento soggetto quando scrivo, e narratore quando sono sul palco. Ma non è la definizione perfetta. Mi guardo dall'alto spesso, come in un'esperienza extracorporale e quando non mi viene voglia di sputarmi in testa mi viene quella di starmi ad ascoltare. Perché sono fondamentalmente una persona che ha una grande paura di aver sbagliato qualcosa ma che si cerca dentro, si guarda si osserva e prova dai propri errori ad imparare qualcosa per se e per gli altri. Hai mai pensato, per un live, di unire le tue canzoni ad un impatto anche visivo? Ovvero creando una sorta di spettacolo/concept show?
Ci ho pensato, ma penso a troppe cose. Se qualcuno avesse una telecamera piazzata di nascosto in casa mia penserebbe che sono uno scemo. La mia compagna lo sa. Ogni giorno mi vengono idee nuove. Se avessi fondi illimitati a disposizione farei di tutto. Film, libri, performance. Ogni istante la mie mente elabora qualche novità da portare nella vita. Spero che un giorno qualcuno mi aiuti a realizzare parte di queste cose. Oppure di trovare una cura per questa mia malattia nel voler fare, fare, fare… Mettiamola così, hai delle idee per questo concept? Parliamone… perché io avendone troppe poi sono portato ad abbandonarle per eccesso di enfasi. Stanca. Quali sono gli autori che maggiormente ti hanno ispirato musicalmente e letterariamente? Mi limito ad una lista di nomi? Musica: Thomas Waits, Van Morrison, Bob Marley, Oscar Peterson, Sonny Rollins, Stevie Wonder… potrei non finire mai continuando a citare solo mostri sacri… Letteratura: Bukowski, Calvino, Orwell, Rigo Righetti (nuovo libro, geniale)… e anche qui stessa cosa. Diciamo che non sono un grande ricercatore, mi piace quello che mi piace. E negli ultimi anni trovo sempre meno roba figa. Se voglio stupirmi o godere tanto devo andare a ritrovare i miei miti. Non so come mai, ma anche quando mi dicono "ascolta questo, che figo" ci trovo sempre qualcosa che non mi piace. Poi corro a casa, metto su Astral Weeks e capisco perché Come descriveresti il tuo rapporto con il pubblico? Un bello scambio. Sembrerà strano ma ricevo tutti i giorni decine di commenti o mail o messaggi di persone che mi fanno sentire importante, che la mia musica lo è per loro. Questo è una scambio bellissimo. Loro ascoltano la mia musica trovandovi qualcosa che li attrae ed emoziona, e quando me lo fanno presente è come se mi tornassero il favore. Capisci? Mi piace abbracciarmeli, sentirli con me. Come una grande famiglia. Credo nella famiglia. E quanto più è grande tanto più mi piace. Qualcuno ha detto "ad un concerto di Zibba è come se fossi nel suo salotto a sentirlo raccontare" e questa è la cosa più bella che ho sentito riguardo alla mia musica. Progetti futuri? Dischi, concerti e belle cose fino alla morte. Ed un figlio. Nulla più… Grazie per questa intervista, un grande abbraccio. Intervista di: Simone Vairo Leggi anche: Report concerto @ Circolo degli Artisti (Roma) - 25/03/2011 Leggi anche: Recensione ZIBBA & ALMALIBRE - Una cura per il freddo Grazie a: Zibba, Paolo Tocco - Protosound Polyproject Foto: Profilo Facebook di Zibba |