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In un coloratissimo e caleidoscopico scenario sixties, i Telesplash ci raccontano “Bar Milano”. Il loro è un divertentissimo album, pieno di leggerezza, dove si respira la scanzonata aria delle colline d’Arezzo, dove confluiscono passioni, stimoli, storie di provincia, sogni e amori. Ci racconta tutto il cantante Marco “El pazo” Rossi.
Ironicamente ho scritto che il nome Telesplash “fa tanto quiz anni ’80 condotto da Mike Bongiorno”. Invece cosa vuol dire e come è nato? Il nome Telesplash deriva dal fatto che all'inizio della nostra esperienza dovevamo trovare un nome qualsiasi alla band in vista di un contest che sarebbe stato la nostra prima"imperdibile" esibizione! Poiché tutti avevamo la Telecaster, scegliemmo di usare la locuzione TELE aggiungendo “splash” perché faceva rima con Clash (una delle nostre band preferite), ovviamente il tutto a caso, senza pensarci più di tanto. Il nome si rivelò subito "fortunato"; arrivammo ultimi, battuti da una cover band dei Guns ‘n’ Roses, che veniva dal Casentino (vi lascio immaginare l'accento di Axl…). Per fortuna, negli anni siamo molto migliorati… spero anche loro! Nel vostro disco “Bar Milano” andate a ripescare atmosfere sixties: come te lo immagini quel periodo?
Innegabilmente un periodo di esplosioni creative, economiche e sociali. Ovviamente per noi sono stati gli anni ‘90 ad essere cruciali. Crediamo che siano due decadi molto "simili", con le dovute distinzioni! In linea di massima ci immaginiamo i ‘60 come gli anni ’90, ma ancora più fighi! Il Bar Milano esiste davvero? Il Bar Milano esiste ma ha un nome diverso. E’ il bar dove noi "provinciali" passiamo tutto il nostro tempo libero. …ovvero? La vita in quel posto è simile a quella nel bowling del Big Leboswsky , ma in salsa aretina. Tra partite a scopa , matti di ogni genere, sfide a biliardino epiche… Il tutto senza l'ombra di donna sotto i 60 anni!!! Da qui la decisione di metter su una band. Ci fossero state donne in giro nel bar forse avremmo preso un’altra strada! Il bar, soprattutto in provincia, diventa fulcro di incontro. E’ la “piazza” dei piccoli paesi. Io mi ricordo che quando ero adolescente, nel mio paesello di 600 anime, ci passavo gli interi pomeriggi… Come dicevo, il bar è davvero fulcro vitale per noi. Tutti, ovviamente, abbiamo le nostre vite, i nostri lavori, le nostre aspirazioni, ma quando si torna a “casa” (Ponticino, il paese di Pupo!) è li che ci rincontriamo tutti, ed è sempre come se non te ne fossi mai andato. Questa col crescere diventa un’abitudine bellissima, quasi una seconda famiglia goliardica. “Io prendo la Winston Blu e la capovolgo a testa in giù” presente nella title track è una citazione a Cesare Cremonini? Eheh! In realtà la canzone dice “Gibson blu” ma il cantante (ovvero, io!) ha problemi seri di dizione! …oddio, e il recensore (ovvero, io!) ha seri problemi di udito! A parte questo, il progetto Telesplash è diverso dai Lùnapop. Noi siamo una band nel senso più classico del termine. Non c'è nessun “Cremoni” tra noi. Suoniamo, scriviamo, arrangiamo come un’unica mente. Ovviamente siamo leggeri come lo erano loro ma più raffinati, secondo noi, nello stile dei pezzi. Detto questo, l’altra grande differenza è che per ora abbiamo venduto un millesimo dei loro album, maledizione! L’album sprigiona ironia e divertimento. Vi siete più divertiti a scriverlo, suonarlo o eseguirlo live? Ci divertiamo molto di più a suonarlo live, ma chi si è divertito di più è sicuramente il nostro produttore (Daniele Landi) a registrarlo! Anzi è stato così rilassante e facile che finito il lavoro avrebbe volentieri re-iniziato da capo! (ride) I vostri artisti di riferimento? The Beatles, Battisti, The Clash e poi tutte le tonnellate di musica consumate nel tempo. Ah, dimenticavo, ovviamente, il nostro vicino di casa, Pupo! Vuoi aggiungere qualcosa? A.A.A. Chiunque avesse materiale edile o di arredamento, pannelli fonoassorbenti, frigobar, ecc… ci contatti perché stiamo ristrutturando la sala prove e ormai i debiti ci stanno 'strozzando'! Se so qualcosa vi faccio un fischio! Grazie! Avanti di questo passo il prossimo disco sarà tristissimo e malinconico. TELESPLASH sono: El pazo: voce, chitarra Cencio: chitarra Bomber: batteria Cala: basso, cori Intervista di: Ilario Pisanu Recensioni correlate: TELESPLASH - Bar Milano (Forears, 2010) Grazie a: Marco Rossi dei Telesplash, Valentina Galano di ForEars Sul web: www.myspace.com/telesplash |