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Valerio Manni: maiali, oche, somari, lupi, sciacalli, topi e serpenti Stampa E-mail
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Interviste musica
Scritto da Simone Vairo   
Giovedì 10 Febbraio 2011 00:00

valerio manniDissacratore, audace e irriverente, Valerio Manni lancia il nuovo singolo “S.P.Q.R.”. Il brano ha suscitato un gran clamore sui network e gli organi di stampa nazionali in seguito all’intervista dello scorso autunno rilasciata negli studi di Radio Padania. Come un cantacronache, Valerio riprende la metafora tratta dalla “Fattoria degli animali” di Orwell in cui gli amministratori rappresentano la classe dirigente, ovvero i politici, per ritrarre attraverso un affresco riportato in musica l'allegra fattoria di maiali, oche, somari, lupi, sciacalli, topi e serpenti che contraddistingue la politica italiana contornata da sindacalisti faccendieri e giustizialisti del forense.

 

 

Il collegamento Orwell - Bossi  è spuntato casualmente?

Mi trovavo negli studi di Radio Padania nell’ottobre scorso per un’intervista sul mio album precedente ospite di un programma sulla musica indipendente. Quella mattina, dopo aver letto le dichiarazioni di Bossi mi è venuta in mente la metafora di Orwell sui maiali equiparati agli amministratori, ovvero ai politici, e ho deciso di abbozzare un canzone composta sul momento.

Come mai, secondo te, in un periodo di forte censura il tuo brano ha riscosso così tanti consensi?

La canzone vera e propria uscirà in questi giorni sulle radio, quindi deve ancora far fortuna… Mentre penso che l’intervista con la canzone abbozzata ha suscitato tanto clamore perché penso che sia un tema molto attuale, legato al Federalismo, alle differenze tra Nord e Sud, e Roma in tutto questo gioca un ruolo fondamentale. Poi all’intervista è stato associato un video in cui abbiamo inserito tutti, calciatori, paparazzi, politici, nonché attori e calciatori simbolo di una certa romanità. Essendo questi ultimi molto suscettibili, e poco inclini all’autoironia, è scoppiato poi il putiferio attraverso le loro reazioni, devo dire in molti casi sproporzionate e al limite della civiltà…

Quanto è importante il ruolo del cantautore in Italia oggi?

Buh, bisognerebbe chiederlo a quelli che escono da “X-Factor” o da “Amici”, non sono loro i cantautori di oggi in Italia? O forse di canzoni ne scrivono ben poche e di progetti artistici non se ne vede l’ombra. Una volta i cantautori erano impegnati, scrivevano testi con allusioni sociali, politiche, avevano qualcosa da dire perlomeno. Oggi rispecchiano la mediocrità generale, sono il frutto di questa società anestetizzata dai mass media e da chi manovra gli interessi, votata alla superficialità e all’apparenza.

Quanta importanza ha, per te, il popolo e la sua storia di rivolte contro il potere?

Immenso! Io sono meridionale, e la questione del Brigantaggio mi ha colpito molto. Siamo tutti rivolti ai festeggiamenti dell’Unità d’Italia ma nessuno si ricorda cosa ha implicato per il Sud. Milioni di persone hanno dovuto abbandonare il meridione per cercare fortuna altrove, altri milioni sono stati uccisi e torturati, mentre i pochi sopravissuti hanno dovuto soccombere alle nuove leggi dello stato sabaudo. Senza contare dello scempio delle risorse e delle riserve auree depredate. Ma l’Italia è un paese che si porta dietro pagine di storia irrisolte e ferite aperte da millenni, e mette tutto a tacere senza risolvere nulla.

“S.P.Q.R”  vuol essere, quindi, un inno per tutta L’Italia?

Assolutamente sì, anche perché parafrasando il significato latino, tutti i politici che gravitano nella capitale hanno appartenenze partitiche e provenienze da ogni regione d’Italia come avveniva nel passato per quanto riguardava i senatori delle varie legioni dell’Impero. Poi quello che avviene a Roma si sa, avviene anche in Italia, e quindi l’utilizzo del nome S.P.Q.R. non è più una prerogativa solo dei romani.

La realtà di Torino, invece, in riferimento al tuo b-side pensi sia davvero così cambiata? Meno aristocratica o più sobria?

Bah, dopo i Savoia il potere è passato nelle mani della Fiat, ed è ancora rimasto saldamente nelle loro mani, mentre si è fatto strada un gregge senza Agnelli di radical-chic che utilizza la cultura, dalla musica al cinema, per portare avanti i propri interessi e monopolizzare ogni cosa attraverso anche la politica. Ma Torino, l’è na bela cità…

Quali altri cantautori, a parte Gipo Farassino, hanno influenzato il tuo pensiero? Quali, soprattutto, altri scrittori sono stati fonte d’ispirazione?

Tra gli scrittori piemontesi citerei Alfieri, Pavese, Fenoglio, tra quelli italiani Pirandello, Svevo, i poeti Saba, Montale, Caproni, mentre tra gli stranieri Oscar Wilde, T.S. Eliot, e tra i contemporanei Houellebecq. Tra i cantautori Tenco e Gaetano su tutti!

Progetti futuri?

Beh, spero che i due singoli vengano trasmessi dalle radio (anche dai  network più famosi), per poter registrare anche il disco, che sarebbe il mio secondo, dove voglio inserire anche alcune canzoni nuove scritte anche in inglese. Poi mi auguro che il clima in Italia migliori, perché a proposito di estero, sono in tanti ormai che migrano altrove per cercare fortuna!

 

 

 

Intervista di: Simone Vairo

Grazie a: Valerio Manni, Paolo Tocco (Ufficio Stampa Protosound)

Sul web: www.valeriomanni.it

 

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