Un Wikipediano in residenza al Museo

Scritto da  Sabato, 02 Aprile 2016 

Questo è l’annuncio dato dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologiadi Milano (sì, quello dedicato a Leonardo da Vinci e dove si trova un vero sommergibile in un enorme cortile alberato!) che invita chiunque voglia conoscere meglio la realtà di Wikipedia e della conoscenza a portata di tutti su Internet a venire al Museo per conoscere di persona uno che ci lavora e che è disposto a parlarne a tutti, soprattutto a giovani e perfino ai bambini, che arrivano a frotte. Per tre mesi, da marzo fino a tutto maggio, è iniziata questa attività e il compito del Wikipediano consiste nel facilitare la collaborazione tra gli operatori del museo e la comunità degli utenti di Wikipedia, la libera enciclopedia che viene consultata così di frequente da risultare tra il quinto e il sesto sito più visitato al mondo.

Questo personaggio, che nella vita reale si chiama Marco Chemello, deve anche aiutare i curatori e lo staff del Museo a selezionare il materiale da condividere con l’enciclopedia libera per poter valorizzare meglio l’enorme patrimonio culturale di questo luogo fantastico e raggiungere anche chi qui non può facilmente venirci di persona. Inoltre il Wikipediano in Residenza cura la formazione del personale del museo per fare in modo che diventi abilissimo nell’utilizzo degli strumenti cosiddetti ‘wiki’, come Wikipedia, Wikimedia Commons, Wikisource, nonché le liste di discussione “GLAM - Galleries, Libraries, Archives, Museums”. Cioè non soltanto le voci di tipo enciclopedico digitale ma anche la valorizzazione e la divulgazione di un patrimonio librario, museale e archivistico di diversi aspetti, tutti in fase di digitalizzazione come al MUSE, il Museo delle Scienze di Trento.

C’è poi Wikimedia, che in Italia è ICOM, Comitato nazionale italiano dell’International Council of Museums, organizzazione non governativa creata nel 1946 in rapporto formale con l’UNESCO e presente in tutto il mondo. ICOM Italia svolge un’intensa attività di analisi e di proposta su problemi connessi alla gestione dei musei pubblici e privati nel nostro Paese attraverso i suoi organi nazionali, le commissioni tematiche e i coordinamenti regionali, come la Fondazione Mansutti di Milano, associata a Museimpresa. Non c’è solo un Wikipediano in Residenza: oltre a quello di Milano, ma ci sono Simone Massi per la Fondazione Mansutti, Daniele Pugliesi per il Museo Galileo e Niccolò Caranti per il MUSE di Trento. Tutti e quattro si impegnano a raggiungere gli obiettivi dettati dai musei in accordo con Wikimedia Italia e, per saperne di più, io ho parlato con il gentile Wikipediano del Museo delle Scienze di Milano per farmi raccontare tutto il possibile. Ecco per voi quanto mi ha raccontato.

Prima è nata Wikipedia, poi Wikimedia, che vuole raccontare tutta la realtà che ci sta attorno, ovvero altri siti nati con lo stesso spirito ma non per fare enciclopedia” comincia così il suo racconto. “Wikipedia è nata negli Stati Uniti d’America nel 2001, anzi è più corretto dire che è nata nella rete, forse più sulle edizioni inglesi. Poi sono uscite altre edizioni compresa quella italiana. La Wikimedia Foundation nasce nel 2003: non è su base nazionale ma è un sito nel linguaggio in cui è scritto, tanto che in certi Paesi, in Svizzera per esempio, si leggono pagine in italiano, in dialetto e lingue locali”.

Gli chiedo come nasce tutto questo.
Il tutto nasce quando un gruppo di persone, appassionate alla cultura e disponibili a dedicarvi tempo gratuitamente (nessuno è pagato per scrivere voci), compreso il tempo per fare correzioni e miglioramenti, con tentativi ed errori da considerare. Ora esistono oltre 35 milioni di voci in 280 lingue. Sembrano tante ma in realtà esistono forse 6.500 lingue parlate da gruppi ridotti che non hanno Internet, considerati ‘digital devide’ e ‘gender gap’, ovvero settori in cui più maschi che femmine scrivono. Qui troviamo meno biografie di donne, come scienziate e altro ma stiamo cercando di colmare questo gap”.

Trovo la conversazione molto affascinante: Marco è un uomo magro e dallo sguardo acuto, coi capelli neri e un po’ di barba. Gli chiedo di raccontarmi chi è lui e cosa fa in questo Museo.
Io sono di Vercelli e ho 48 anni, sono consulente di istituzioni culturali. Prima facevo l’architetto, sempre appassionato di computer e creazioni digitali. Un po’ alla volta il mio volontariato è diventato una professione: Wikipedia mi paga le spese e ho fatto una convenzione con ICOM, a cui aderisce Musei Imprese per l’Italia. A breve qualunque persona potrebbe partecipare all’inserimento di materiali procurati dal Museo e che va in Wikipedia e ci sarà maggior bisogno di collaboratori, appassionati e con tempo a disposizione. Il 21 maggio prossimo ci sarà una giornata aperta, un sabato pomeriggio con incontro diretto tra Wikipediani e personale del Museo delle Scienze assieme al pubblico, che potrà scattare foto qui dentro le quali, grazie a una speciale autorizzazione, entreranno direttamente fra i contenuti delle pagine riguardanti il Museo. Si presenterà anche il progetto e ci si potrà rivolgere al progetto GLAM per partecipare seguendo un particolare coordinamento. Grazie a queste partnership, inoltre, Wikimedia Italia potrà offrire ai propri soci anche condizioni agevolate pluriennali per l'ingresso nei musei coinvolti nell'iniziativa”.

La faccenda diventa sempre più appassionante, voglio saperne ancora e chiedo dettagli sul celebre Wikipedia, ad esempio se si può sempre credere a cosa scrive.
Ogni voce si basa sempre su cose scritte e pubblicate in passato e così sono verificabili, ovvero sono voci con fonte di terza, quarta mano. Sarebbe di fatto impossibile verificare fonti di prima mano, cioè da testimoni oculari come si dice, a causa dell’impossibilità della verifica. Inoltre la nostre diventerebbe una fonte primaria mentre invece non è così. Devono esserci voci già pubblicate se no saremmo giornalisti, non una enciclopedia gratuita!”.

Ma allora perché crederci?
Non si danno assolute garanzie di attendibilità ma facciamo continui controlli! E’ un po’ come la carte stampata: un tempo pubblicavano pettegolezzi o porcherie e falsità inventate, ma qui nessuno è pagato. Non c’è motivo per mentire, anche se la neutralità assoluta probabilmente non esiste

E quindi, lo incito?
Su Wikipedia scrivono decine di migliaia di persone con correzioni sempre eseguite volontari che eseguono controlli, compresi le verifiche sulle voci citate da cui sarebbero estrapolate le notizie stesse. Ci sono amministratori dei sistemi che possono anche cancellare…”.

Interessante, la cancellazione!
Siamo un centinaio a poterlo fare e, senza effettuare vere correzioni o controlli, abbiamo le segnalazioni di bufale palesi già pubblicate, finché si decide che fare. Per esempio ogni mese solo Wikipedia Italia aggiunge diecimila voci, compreso l’ampliamento di tante altre voci. Quando io ho cominciato nel 2004, c’erano solo 16 mila covi e già l’anno dopo erano arrivate a 100 mila… E solo a quel punto la stampa ha scoperto Wikipedia!”.

Però, dico io, ci sono anche tutte le vere enciclopedie che oggi sono online, voglio dire roba grossa come la Britannica, la Treccani e via dicendo. Come si muove Wikipedia ora?
Noi vediamo come una grande risorsa tutte le enciclopedie ondine, ma resta il fatto che un tempo le voci sul cartaceo erano brevi, rispetto a quanto si possa fare ondine. Wikipedia basa la sua sopravvivenza su una licenza libera (creative commons) che permette la copia e la diffusione di materiale come pure siti-clone, che includano tutti i contenuti, il che le permette di sopravvivere e propagarsi. Ecco perché strutture culturali come Biblioteche e Musei collaborano oggi con Wikipedia: i musei possono diffondere i loro contenuti, la propria produzione culturale come sta avvenendo ora al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano”.

Ed è tutto gratuito?
Questa collaborazione a costo zero in entrambe le direzioni vede la diffusione dei contenuti di cui sono portatori, per cui non esiste il diritto privato ma il senso pubblico e sia Musei sia Biblioteche non ci mettono proprio tutto ma una parte già digitalizzata, li condivide e li vede leggere da molte più persone”.

Questo rende orgogliosi tutti quanti, sostengo.
La figura del Wikipediano al Museo è nata nel 2010 per la prima volta a Londra, all’interno del British Museum e sul modello dell’Artist in Residence. Il personale si è accorto che la Stele di Rosetta pubblicata su Wikipedia veniva letta 5 volte in più che dalla pagina web del Museo che la mostrava al pubblico! Scoperto che tantissime più persone consultavano il nostro sito rispetto a qualsiasi altro sito culturale, la proposta del Wikipediano in Residenza, dopo 5 settimane al British Museum, ha fatto convincere gli studiosi del museo a collaborare con i wikipediani. Io faccio anche da tutor per i dipendenti del Museo, una volta la settimana e in più facciamo riunioni su voci, immagini, su come selezionare e gestire la comunicazione di eventi aperti al pubblico”.

Si è fatto tardi e il Wikipediano deve tornare ai suoi doveri. Ci si lascia sapendo che io, per lo meno, saprò sempre dove trovarlo… in rete!

Intervista di Daniela Cohen

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