Tommaso Sacchi: la scommessa del contemporaneo sul Lago Maggiore

Scritto da  Sabato, 25 Febbraio 2017 

La spinta all'inedito, alla novità è l'anima del contemporaneo per il curatore che ha affrontato una doppia scommessa: un festival contemporaneo in un luogo fuori da questo circuito. L'edizione di quest’anno ha puntato in particolare sul gioco di squadra e sull'apertura ai giovani. Intervista a Tommaso Sacchi, curatore di CROSS, progetto con focus sui linguaggi performativi ma che si prefigge anche di individuare e formare, sul territorio, un pubblico attivo e partecipativo sui temi dell’arte e della cultura contemporanee.

 

Lei non è nuovo ad esperienze di conduzione di festival e di rassegne. Qual è lo spirito con il quale ha affrontato la terza edizione di Cross e qual è generalmente il suo stile nel presiedere un tale genere di manifestazioni?
«Ogni progetto ha la sua anima e sue particolarità. Nel caso di CROSS il mio approccio al premio parte dalla conoscenza del territorio del Lago Maggiore dove sono cresciuto e ho frequentato le scuole superiori. L'idea è di provare a portare in un luogo, che solitamente rimane fuori dai circuiti dello spettacolo contemporaneo, alcune produzioni inedite che provengono da varie parti del mondo e scommettere sulla relazione virtuosa che in maniera potente e inaspettata si innesca tra il bacino del lago e i performer, nella concezione e creazione delle loro produzioni inedite. Un aspetto questo che emerge ad ogni edizione della residenza e del premio.»

Qual è la cifra caratteristica?
«L’ingrediente fondamentale nella curatela di queste residenze è senza dubbio una forte curiosità che provo nei confronti del “nuovo”, dell’inedito, e che mi spinge a formulare edizioni sempre nuove. Credo che senza una buona dose di curiosità non sarebbe possibile indirizzare, guidare, e dare un valido contributo a un’idea così ambiziosa, che presuppone anche una buona dose di imprevisti, che fanno di questo progetto culturale un'esperienza unica e, per alcuni aspetti, non prevedibile.»

Quanto conta il gioco di squadra?
«Certamente uno degli aspetti più delicati e impegnativi al quale mi dedico è la costituzione di un Pool di giurati, ogni anno diverso, e che viene selezionato con l'idea di avere voci autorevoli e differenti tra loro (artisti, curatori, intellettuali, figure teoriche o accademiche, critici…) a commentare e accompagnare i lavori selezionati. La cosa più entusiasmante è vedere come, trascorsi e punti di vista unici e molto diversi, sono in grado di dare un contributo di scambio e di confronto agli artisti in residenza sul lago, che genera percorsi critici importanti nella formulazione delle nuove produzioni.»

E’ curatore del premio CROSS, giunto alla terza edizione: come nasce l'idea?
«L'idea nasce intorno ad un tavolo circa quattro anni fa nella cucina della mia casa di famiglia proprio sul lago. Un luogo dove spesso mi ritiro volentieri per lavorare. Quel pomeriggio invitai da me Antonella Cirigliano, regista e direttrice di LIS Lab Performing Arts, l’associazione che ora fa da capofila a CROSS, e iniziammo a ragionare sul difficile rapporto tra il territorio lacustre e il contemporaneo. Io curatore e ricercatore nel campo delle arti contemporanee, lei docente e operatrice culturale che da tanti anni svolge attività di direzione artistica in questo territorio, abbiamo pensato che il Lago Maggiore non potesse rimanere schiacciato da una forma di pregiudizio secondo il quale il lago è “passato”, e non può essere considerato né “presente” né “futuro”.
Nacque così l'idea di sfruttare il grande patrimonio architettonico delle ville neoclassiche del lago per ospitare percorsi creativi in residenza. Da subito, per essere plurali e avere uno sguardo globale sul mondo, abbiamo deciso di pubblicare un bando in italiano e in inglese per individuare nuovi talenti che volessero misurarsi con un territorio come questo.»

A chi si rivolge?
Il bando, oggi alla terza edizione, si rivolge quindi a tutti gli artisti, ai gruppi di artisti che hanno un progetto, un'idea, purché inediti, da sviluppare in un periodo di residenza in un luogo carico di grande energia. Non vi sono grossi vincoli che riguardano la possibilità di parteciparvi; infatti tra i 160 progetti provenienti da oltre 20 paesi del mondo dell'anno scorso c'erano artisti esordienti, mid-career e qualche artista affermato.

Cosa caratterizza in particolare l'edizione 2017?
«Quest’edizione parte con una grandissima forza data dalla presenza a Verbania di un centro d'arte e di cultura nuovo per la comunità e che sarà il cuore del progetto CROSS, ovvero il Teatro Il Maggiore.
Un altro aspetto del quale andare molto orgogliosi è la presenza generosa di tre membri straordinari della giuria: Adrian Paci, Federica Fracassi e Ghemon, tre artisti molto diversi tra loro che sapranno sicuramente dare letture e contributi importanti, provenendo da tre percorsi artistici di grande rilievo. Avere prospettive e sensibilità artistiche molto differenti in giuria è un valore aggiunto importante, in linea con la crossmedialità del progetto.

Quale può essere la ricaduta sul territorio e che tipo di ambizione ha rispetto alle stagioni precedenti?
«La ricaduta è evidente in termini di consapevolezza e grande entusiasmo da parte del pubblico locale. C'è un aspetto di natura formativa che non rispetta i soliti canoni della didattica dell'insegnamento, ovvero l'importante percorso che la “Giuria Territoriale" compie nell’ analisi attenta delle proposte, e attraverso l’assegnazione del premio “Città di Verbania”.
Quest'anno oltre 50 donne e uomini residenti sul Lago Maggiore hanno scelto di compiere un percorso di conoscenza, che li porterà a frequentare le residenze e ad avere alcuni momenti di scambio con gli artisti a Verbania.
L’aspetto insieme più ambizioso e straordinario di questo percorso è quello che citavamo in apertura, ovvero la costruzione di una sensibilità collettiva verso opere contemporanee che proprio qui, sulle sponde del lago, prenderanno vita, e magari gireranno il mondo portando con sé il nome del Lago Maggiore.»

 

Intervista di: Ilaria Guidantoni
Sul web: http://crossaward.com

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