Salvatore Avola: lo stile e l’istinto

Scritto da  Giovedì, 31 Luglio 2008 

Da poco affacciato nel caleidoscopico mondo dell'arte contemporanea, Salvatore "Turi" Avola ci parla di stile, di gioia di vivere e della pittura come vero e proprio strumento di crescita personale.

 

 

 

Il tuo primo incontro con la pittura.

È avvenuto per puro caso in un momento particolare della mia vita, che io definirei di cambiamento, di grande evoluzione e crescita interiore. Era il 2004 e avevo necessità di "coprire" un buco nel soffitto della mia mansarda e mi è venuto in mente di fare un quadro a tempera, in cui ho riprodotto la mia visione della vita attraverso delle linee astratte.

Il successo del quadro, tra gli amici, mi ha stimolato tantissimo spingendomi così verso i colori ad olio, incuriosito io stesso da questo tipo di comunicazione non verbale. L'anno successivo mi resi conto di non avere adeguate conoscenze tecniche di pittura e di gestione delle proporzioni, così mi sono iscritto ad un corso privato sotto la guida di un'artista professionista. Il corso è stato una full immersion di tre mesi; la cosa, poi, mi ha aiutato ad intraprendere la mia esperienza da autodidatta. Credo però che in futuro, per perfezionare ancora alcuni aspetti della mia tecnica, un altro corso non mi farebbe poi tanto male!

Cosa significa per te essere creativi al giorno d'oggi?

Credo che voglia dire non fermarsi mai con la mente ed evolvere sempre. Credo inoltre che per me sia un grande stimolo cercare sempre l'originalità, essendo in continuazione spinto dalla ricerca di uno stile personale, per potermi differenziare da tutto e da tutti.

Ti rifai a qualche movimento artistico in particolare?

No. Non so se in modo inconscio lo faccio ma cerco di spaziare tanto e, come dicevo prima, di trovare un mio stile personale.

Le tecniche che prediligi.

Olio su tela, forever.

Esiste nella tua pittura un filo conduttore, un denominatore comune, che è l'immagine femminile. Simbolo di un vuoto esistenziale o pura ossessione figurativa?

Sì, è vero, se lo si vuole definire filo conduttore. I miei lavori hanno sempre come soggetto il corpo femminile perché il corpo della donna ha delle forme meravigliose. Ma posso tranquillamente dire che la mia è soltanto semplice ossessione figurativa...

I colori utilizzati hanno una qualche radice simbolica?

No. Amo i colori caldi o comunque di forte impatto. Però non mi piace il verde!

Il disegno, secondo te, rappresenta una forma di espressione autonoma oppure è la classica anticamera al dipinto vero e proprio?

Il disegno e il dipinto sono due forme di espressione differenti, mi capita di fare dei carboncini ma non con lo scopo di rappresentarli su tela.

Cos'è, secondo te, l'originalità? E si può parlare di originalità anche nel panorama artistico odierno o la pittura, al pari di altre forme espressive, è fatta solo da una reiterata e caotica serie di variazioni sul tema?

Da poco tempo conosco questo mondo e sicuramente non posso dire di conoscerlo bene, ma comunque di artisti veri o potenziali artisti, che rendono le proprie opere particolari, attraenti, diversi da quello abbiamo visto fino ad oggi ce ne sono molti. Anche se poi c'è una gran quantità di dipinti, disegni o forme d'arte varia che non fa altro che raffigurare in modo diverso quello che abbiamo già visto. In fondo i grandi temi che ispirano l'umanità ruotano sempre intorno agli stessi valori, pertanto l'originalità sta nel riuscire a trovare il proprio stile attraverso il quale differenziarne le sottili sfumature.

Il lavoro di cui vai maggiormente fiero e perchè.

"La Vertigine", perché lo considero un lavoro completo, in cui si vede la mia crescita e in cui sono riuscito a rappresentare molto da vicino quella che era l'idea di partenza.

E quello più tormentato?

"Smoke", ma è piaciuto e piace ancora molto.

L'arte, secondo te, può parlare?

Assolutamente si. Deve. Dipende poi dal tipo di rappresentazione e non è facile riuscirci. Io ci sto provando. È ciò che perseguo.

E tu cosa vuoi dire veramente?

Beh, uno dei miei obiettivi è quello di riuscire a lanciare dei messaggi anche di carattere sociale o politico, ma sempre rappresentando il corpo della donna in ogni sua forma! La strada è ancora lunga, Dovrò lavorarci ancora molto.

 

Intervista di: Fabrizio Allegrini

Grazie a: Salvatore Avola

Sul Web: Equilibriarte - MySpace

 

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