Riccardo Antonelli: l’istinto alla radice del travaglio artistico

Scritto da  Giovedì, 05 Febbraio 2009 

Riccardo AntonelliLa pittura di Riccardo Antonelli, giovane e promettente artista toscano, è maturata in silenzio. Della sua opera non si può fare a meno di notare la forte matrice istintiva, oltre che una profonda ricerca coloristica che rivela una fertile e tormentata sensibilità artistica.

 

 

Chi è Riccardo Antonelli?

Ragazzotrentaduenne toscano di provincia, schivo e profondamente pessimista, costretto a vivere di notte con il colore e di giorno in un'officina. Amante dell'amore della sua compagna Gilda e di quello che il colore gli trasmette quando si chiude nel suo studio.

Hai sempre voluto fare l'artista? Mi piacerebbe sapere di più sul tuo incontro con la pittura.

Sono dell'idea che l'arte risiede in tutti, poi il mezzo di comunicazione con cui la si espone e multiplo: c'è la pittura, la poesia, la musica e la cucina. Tutto è arte se almeno una persona si ricorda di quello che hai creato, anche un buon piatto di pasta! Il primo ricordo artistico risale ai tempi dell'asilo, quando disegnavo i miei giocattoli ed i trattori. Mi rendo conto solo ora che fin da allora era una necessità viscerale esprimermi con le mani ed i colori.

Mi piacerebbe sapere se hai fatto studi artistici in particolare.

Ho avuto degli ottimi insegnanti. Poi nel '99 sono arrivato al liceo artistico di Sansepolcro, in cui ho ricevuto ulteriori stimoli a continuare a creare. Tuttora frequento diversi artisti della mia città, soprattutto per poter sentire in me sempre il continuo bisogno di crescere, perché se si ascoltano solo voci "amiche" ci si siede sul "trono" e si muore artisticamente.

Disegnare è stato il tuo primo vero amore. Secondo te il disegno rappresenta una forma di espressione autonoma oppure è la classica anticamera al dipinto vero e proprio?

Sono dell'idea che il disegno, riferito alla pittura, è l'essenza di tutto. Lo è lo stesso concetto di bidimensionalità della realtà: è un passaggio scontato quello del disegno, anche inconsciamente, di noi stessi. Persino nell'astratto o nell'informale si parte da un concetto che non è altro che la sintetizzazione estrema del pensiero, quindi di un'immagine o di una scena quotidiana reale, ovvero oggettiva.

Che tecniche utilizzi solitamente sia nel disegno che nella pittura?

Nel disegno uso tecniche classiche, anche se sono fortemente attratto dai toni scuri. Nella pittura, invece, nell'ultimo anno sto lavorando con la spatola, di cui mi sono innamorato, per la sensazione diretta che mi trasmette il colore. Uso spatole che ho creato io, molto flessibili, quasi una pittura con le dita.

So che un'altra delle tue passioni è la pittura a olio. Che particolari caratteristiche possiede?

La pittura ad olio è il passaggio che sto vivendo adesso. È stato un regalo della mia compagna di qualche natale fa e cosi ho scoperto un materiale che riesce a seguire le sfumature della mia anima. Banale, sì, ma mi dà queste sensazioni.

Che tipo di approccio scegli nell'accostarti alla tela? I soggetti, la tecnica da usare, i colori sono già nella tua testa o preferisci sperimentare e affidarti al momento?

Sono sempre alla ricerca di immagini che mi emozionino, logico. Preferisco cercare immagini in bianco e nero che mi diano la completa libertà nell'interpretazione del colore. Poi la realizzazione per me è un processo indescrivibile. Trovata la musica giusta, mi lascio trascinare dalla sensazione che mi trasmette l'immagine, viene tutto spontaneo, lavoro in completa incoscienza accademica, senza regole, non ritorno mai sopra un lavoro quando finisco. Due o tre ore e sono appagato!

Riusciresti a descrivere i tratti salienti del tuo stile? Quanto istinto c'è nei tuoi lavori?

Molto istinto, forse troppo. A volte prendo coscienza dopo qualche settimana di quello che ho creato perché appena finito, ho un inevitabile rigetto dello stesso e non riesco ad accettare quello che esprimo. Un conflitto interiore che determina la mia continua ricerca di qualcosa che mi rappresenti appieno e che so non accadrà mai.

Cosa rappresenta per te la "tua" arte? E pensi che esista veramente una arte propria, originale o che, piuttosto, soprattutto nel panorama artistico odierno, si è portatiinesorabilmentea rielaborare, variare idee e soggetti esistenti?

L'autenticità dell'artista sta nell'essere riconoscibile, questo è quello che dicono gli esperti di settore. Ma trovare una linea di giudizio nell'arte risulta sempre relativamente banale, in quanto non esistono parametri credibili se non quelli dettati, ahimè, dai commercianti d'arte e dai critici. Per quanto riguarda l'influenza di stili esistenti, ritengo quasi scontato che ognuno di noi ripercorra, se pur in piccola parte, esperienze visive passate che incidono inevitabilmente su ogni nostra creazione.

Alcuni dei tuoi lavori ricordano i dipinti della corrente Neorealista degli anni quaranta come i ritratti di Lucian Freud. C'è in te una qualche inclinazione ad indagare o, perlomeno, a descrivere con i pennelli le diverse sfumature dell'animo umano?

La mia pittura, come quella di molti altri miei colleghi, è l'intreccio di diverse chiavi di lettura che si fondono nel lavoro finale. Io amo la luce e i contrasti, che mescolati alle vibrazioni che percepisco dal soggetto, creano sfumature cromatiche con le quali mi piace giocare.

È possibile riconoscere nella tua pittura un filo conduttore, un qualche denominatore comune? Pensi di esprimerti completamente con i pennelli?

Al momento i miei lavori sono sentitamente istintivi e appassionati, in quanto in poco tempo riesco a gettare sul supporto le emozioni che sento con tanta energia, risultando dinamici e intensi, perlomeno questo è quello che trasmettono a me.

Esiste un pittore o un movimento artistico per te più influenti?

Amo l'impressionismo, dal quale spero di poter assorbire con il tempo la capacità dei maestri di questa corrente di leggere ed interpretare le luci e le atmosfere, anche se sento che la mia direzione artistica sta prendendo altre direzioni.

Mi piacerebbe che descrivessi in maniera sintetica alcuni dei lavori a cui ti senti maggiormente legato o, comunque, di cui vai più fiero.

Purtroppo non sono in grado di valutare positivamente i miei lavori, è più facile per me fare una lista di quelli che non posso vedere.

Ma c'è un dipinto che non rifaresti mai o che hai provato a correggere spesso senza soddisfazione?

Molti, troppi, anche se il ritratto della mia compagna risulta tuttora la vera utopia artistica, forse perché dopo tante opere ancora non ho capito se questa sia o meno un'emozione troppo grande per stare su un supporto.

La tua creatività ti appaga a sufficienza o vivi il tuo lavoro come una continua e tormentata ricerca?

Credo che dopo 8 ore in fabbrica, starne altre 4 in studio e fare le 3 di mattina quasi tutti giorni sia un chiaro sintomo di dipendenza.

Secondo te quanto rischio c'è per un artista di non essere compreso fino in fondo e perché?

Non mi preoccupo di questo, sarebbe deleterio per i miei stimoli.

E com'è stata recepita fino ad oggi dal pubblico la tua arte?

Positivamente, anche se nessuno è cosciente del vero travaglio da cui nasce una mia opera.

Nella scena artistica odierna quanto è difficile riuscire ad emergere, a farsi conoscere e perché.

Molto difficile, ormai si tratta quasi esclusivamente di fortuna e spesso di compromessi e investimenti. Un mondo che paragono spesso alla politica.

Pensi che ci sia la necessaria cultura in Italia affinché artisti giovani come te abbiano una meritata visibilità?

In Italia il problema è che l'arte è sinonimo di investimento, quindi finanziare un giovane con l'acquisto risulta un privilegio per pochi, specialmente in un contesto di provincia come la mia Valtiberina in Toscana.

Ti ritieni soddisfatto del percorso artistico fin qui vissuto? Cosa miglioreresti, dove stai indirizzando la tua opera?

Credo che non lo sarò mai. Il mio unico pensiero e poter continuare a finanziare la mia passione, non potrei mai smettere.

In conclusione, mi piacerebbe sapere dove e quando esporrai prossimamente.

Sono stato invitato ad esporre presso il Castello degli Estensi a Ferrara nel Maggio scorso in una collettiva, e sto facendo le selezioni per la Biennale d'Arte Contemporanea a Firenze.C'è, inoltre, un progetto per questa estate della mia compagnia di artisti per una esposizione a Neuchâtel in Svizzera.

Grazie Riccardo per la disponibilità e un sincero augurio per il futuro.

Grazie a voi per lo spazio che riservate a noi giovani artisti emergenti.

 

 

 

Intervista di: Fabrizio Allegrini

Grazie a: Riccardo Antonelli

Sul Web: Equilibriarte, Art-Meter, Pittori e Quadri

 

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