Piera S. : dipingere è la mia vera ossessione

Scritto da  Sabato, 22 Novembre 2008 

Piera S. IntervistaIn occasione di "Polifonie_ART”, esposizione d'Arte polifonica organizzata a Roma dall’agenzia D-Mood allo Zenzero cafè-wine bar dal 21 Novembre al 4 Dicembre, Piera S., artista campana talentuosa e molto sicura di sé, racconta il suo lavoro e la passione che la spinge ad intraprendere percorsi artistici sempre differenti.

 

Chi è Piera S.?

Piera S. è una ragazza nata 24 anni fa, di origini campane, che vive e lavora a Roma da due anni. Ha lavorato come scenografa teatrale e televisiva, illustratrice, restauratrice pittorica, giornalista nel settore di Arte e Cultura ed attrice.

Hai sempre voluto fare l'artista? Mi piacerebbe sapere di più sul tuo incontro con la pittura.

Da piccola passavo del tempo ad “inventarmi”, a sperimentare modus vivendi che avessero delle simbologie evidenti (cosa che mi veniva concessa grazie all’estrema libertà con cui mi hanno educata i miei genitori), perciò oltre al disegno che è una costante nei bambini mi dedicavo ad inventare storie che potessero realmente vivere attraverso la mia persona. Non sapevo esattamente cosa fossero le performance artistiche ma sicuramente vi ero molto vicina! Il vero incontro con la pittura è avvenuto intorno ai 16 anni, dopo anni di liceo trascorsi in classe ad eseguire i ritratti degli insegnanti e dei compagni di scuola.

Hai fatto studi artistici in particolare?

Mi sono laureata presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli con il massimo dei voti ed ho un diploma di Liceo Scientifico. Sono anche abilitata all’insegnamento della Storia dell’Arte, un'altra mia grande passione.

Cosa rappresenta per te la "tua" arte? E pensi che esista veramente una arte propria o, piuttosto, che si è inesorabilmente portati a rielaborare, variare idee e soggetti esistenti?

L’arte è per me un’ esperienza totalizzante. Siamo tutti contaminati da ciò che ci circonda, sarebbe ridicolo pensare all’unicità assoluta. Ma questo non è un male. Il jazz, uno dei miei generi musicali preferiti, mi ha insegnato molto rispetto verso il tema della rielaborazione e del resto tutto il pensiero contemporaneo e multimediale, che io condivido pienamente, si basa sul tema della contaminazione e della rielaborazione. Ciò che conta spesso non è quello che si fa ma come. Per me essere originali significa fare una cosa perché ci si sente quella cosa e non perché é giusto o è opportuno che si faccia. L’ artista lo vedo come colui che è profondamente radicato nel passato, quello stesso passato che lo spinge a conquistarsi delle anticipazioni future.

Creatività e talento: due facce della stessa medaglia o cosa?

Io credo che la creatività sia una molla innata, mentre il talento è un’abilità che si può acquisire con l’ impegno e la costanza nel tempo, in maniera razionale, ovviamente se ci sono delle potenzialità di base.

Fascino e tormento di una tela o di un foglio bianco. Che tipo di approccio scegli nell'accostarti alla pittura o anche al semplice disegno?

Fascino e tormento convivono. Io parto dalla semplice voglia di fare, il cosa me lo suggerisce la vita. Non realizzo mai dei bozzetti preparatori, l’idea iniziale si trasforma nel corso del lavoro stesso e cerco di sperimentare più materiali possibili.

Prima di cominciare hai già individuato i soggetti, la tecnica da usare e i colori, o preferisci sperimentare e affidarti al momento?Che tipo di tecniche utilizzi solitamente?

Ultimamente ricorro per lo più all’acrilico su tela, ma per anni ho dipinto ad olio. L’acrilico lo preferisco per l’immediatezza. Glitter, paillettes, ciglia finte, sono elementi che non mancano mai nelle mie composizioni. Devo dire che mi affascina molto anche il mondo del digitale. Ho realizzato negli anni alcune installazioni multimediali e di recente mi sto appassionando alla fotografia digitale.

Sembra che tu abbia una certa predilezione nel raffigurare musicisti jazz, come mai? Quali altri soggetti stimolano la tua ricerca di espressione?

Ho realizzato molti ritratti di musicisti jazz. Di solito sono persone che ho conosciuto. Il jazz è sempre stata una mia grande passione da quando dipingo. Non a caso mio marito è un musicista. Di recente, invece, i miei lavori affrontano il tema della prostituzione.

Riusciresti a descrivere il tuo stile?

È sempre difficile parlare del proprio stile. Sicuramente nel mio stile ci saranno delle influenze rispetto alla Storia dell’Arte, ma in realtà non ho mai avuto dei punti di riferimento per cui preferisco siano gli altri a vederci più del fashion piuttosto che del kitsch, o dell’espressionismo piuttosto che del classicismo. Queste sono etichette che servono agli altri anziché all’artista stesso.

Concordo. Quanta parte istintiva c'è nei tuoi lavori?

I mie primi lavori erano prevalentemente frutto di istintività, adesso rifletto moltissimo sui miei dipinti, c’è molta costruzione logica.

Esiste nella tua arte un filo conduttore, un qualche denominatore comune?

Il denominatore comune sono ovviamente io, le mie esperienze, il mio modo di filtrare la vita che cambia. Non ho una vera ossessione, se non quella stessa di dipingere (forse per vincere la morte), per cui i miei soggetti variano.

Qual è il lavoro di cui vai più fiera e perchè?

Mi piacciono soprattutto i miei lavori più recenti, come “La Grande Odalisca Romana” e “Paolina in borghese”. Mi sento cresciuta e distante da gran parte dei miei lavori passati.

E quello che non rifaresti mai (o che hai provato a correggere spesso, senza soddisfazione), anche se c'hai lasciato comunque una grossa parte di te?

Non ho mai provato a correggere o ripetere un dipinto, mi annoierebbe troppo.

Secondo te quanto rischio c'è per un artista di non essere compreso fino in fondo e perchè?

La storia ci insegna che ci sono stati molti artisti incompresi, ma oggi sono date molte più possibilità a chiunque di esprimersi e mostrarsi come crede, lasciando poco spazio ai fraintendimenti. Peccato perché a me i fraintendimenti piacciono. Il consenso del pubblico poi è un’altra cosa. Di solito la genialità nell’arte ed il consenso del pubblico rispetto al quale essa si  mostra non coincidono mai.

Ottima osservazione. Mi piacerebbe sapere chi sono i tuoi artisti di riferimento (non solo pittori ma anche musicisti, cineasti, etc.).

Non ho artisti di riferimento. Stimo molto il gruppo artistico di Studio Azzurro, apprezzo la genialità di Maurizio Cattelan anche se le mie ricerche sono distanti dalle loro. Potrei fare un sacco di nomi e allo stesso tempo nessuno perchè di ognuno c’è qualcosa che mi piace e qualcosa che non riesco ad apprezzare. Stupenda la Pop Art. Tra i cineasti prediligo Peter Greenaway, ed in generale il cinema di “nicchia”. La musica la adoro tutta, tranne la musica leggera, ma sono anche un’ipercritica. Credo che tra un po’ inizierò a comporre musica elettronica.

Sembri un’artista davvero eclettica. Sono curioso di sapere perchè secondo te nella scena artistica odierna è così difficile emergere.

Credo che sia difficile emergere perchè c’è un po’ troppa confusione in giro ed i parametri per valutare la qualità di un opera sono piuttosto arbitrari.

L'arte e la cultura in Italia: pensi di poter spendere qualche parola in merito?

L’Italia è un paese ricco di risorse culturali, a differenza di altri giovani artisti, per ora, non sento la necessità di trasferirmi altrove, anche se negli ultimi anni il nostro paese si sta dimostrando alquanto esterofilo.

Parlaci del tuo incontro con D-Mood.

Il mio incontro con D-Mood è avvenuto per caso tramite internet.

Quali opere presenterai alla mostra collettiva “Polifonie ART” organizzata a Roma (dal 21 Novembre al 4 Dicembre 2008 - ndr)?

Alla mostra Polifonie Art presenterò 2 dipinti: “La Grande Odalisca Romana” e “Ma quale libertà”.

Puoi ritenerti soddisfatta del percorso artistico fin qui vissuto? Sai già dove stai indirizzando la tua opera?

Ora che ho concluso i miei studi post-laurea potrò concentrarmi ancora più intensamente sul mio percorso artistico. Ho molti progetti che spero di portare a termine in pochi anni.

Un ultima domanda: cosa consiglieresti a chi ha deciso di intraprendere la tua stessa strada?

A chi deciso di intraprendere questa strada consiglio di non arrendersi mai perché i tempi sono lunghi e di non lasciarsi influenzare troppo dalle tendenze di passaggio e in generale mai fidarsi delle persone che parlano tanto!

Grazie per la disponibilità e un sentito augurio per il futuro.

Un ringraziamento a voi per la passione con cui seguite noi artisti giovani emergenti.

 

 

Intervista di: Fabrizio Allegrini

Grazie a: Piera S., D-Mood

Sul Web: MySpace

 

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