NOMA: una sfida creativa alla vita - WE GIL (Roma)

Scritto da  Sabato, 26 Maggio 2018 

Lunedì 14 maggio 2018 – alle ore 18,00 - LAZIO INNOVA S.P.A e NOMA WORLD A.P.S. hanno presentato NOMA: UNA SFIDA CREATIVA ALLA VITA, film documentario di Alessandra Laganà e Tommaso Marletta, Vincitore del premio di riconoscimento per il valore umanitario dell’opera all’Accolade Global Film Competition 2017 – (CA) USA. Dall’esperienza personale dell’autrice, nasce un film documentario sul rapporto tra Arte e Malattia. E’ una testimonianza sincera che affronta, senza velo e con l’immediatezza della voce narrante della protagonista, sempre in cammino, il tema delicato della prevenzione oncologica del tumore al seno. Un viaggio straordinario per ritrovarsi, per riscoprire l’essenza, per rigettare il superfluo. L’idea progettuale è di un abbraccio emotivo per trasformare il proprio vissuto in una condivisione sociale. Al centro la musica e il suo valore catartico, il suo potere creativo, passione riscoperta e vera vocazione che Alessandra scopre proprio con la malattia, linguaggio comune con il compagno, ingegnere del suono. Dalla musica nasce il film e la possibilità di salvarsi, con la musica termina per rilanciare un progetto di cura attraverso le note.

 

Il racconto in prima persona di una sopravvissuta ad uno dei mali femminili più devastanti che decide, proprio davanti alla notizia del suo cancro, di trasformare quest’esperienza in un progetto artistico corale fondando un’Associazione di Promozione Sociale e Culturale, Noma World, collettivo di 20 artisti, alcuni dei quali hanno un vissuto di malattia, che hanno realizzato il film senza percepire alcuna ricompensa. Lo spettacolo ha solo ricevuto una sovvenzione del Ministero della Salute e da AIOM che sono servite per la copertura delle spese delle riprese.
Un Film doppiamente autobiografico, nato, come ci ha raccontato l’autrice da una colonna sonora, perché Alessandra ha perso la mamma dello stesso male e a lei è dedicato questo lavoro e soprattutto la rinascita: “la musica è la mia forza” ha dichiarato, che le ha permesso di vivere una seconda vita. Avvocato e musicista, calabrese “naturalizzata” romana, una vita nelle istituzioni, che non le hanno fatto dimenticare la musica ma hanno confinato partiture e suoni ai momenti liberi, ai sogni. I “momenti indimenticabili, come ha dichiarato l’autrice, agghiaccianti, perché legati al rischio del momento, meravigliosi perché, se lo si capisce, non si è soli di fronte a un dramma”, hanno risvegliato quella passione che è diventata la sua vocazione.
NOMA, il cui logo riflette una costellazione universale in cui tutti i punti si equivalgono e dialogano, è il titolo di un progetto concreto che testimonia la possibilità di “riuscirci” e contiene in sé vari significati: una lacerazione (dall’omonimo termine greco), un percorso itinerante (noma-de), ma anche una parte di carci-noma. Non è un caso che il film, un viaggio, vede la protagonista camminare sempre tranne in due scene, quella nella quale ricorda la mamma e alla fine per il ringraziamento agli artisti che hanno lavorato con lei.
L’incontro con il regista Andrès Arce Maldonado suggella l’idea di trasformare questo itinerario in un film che sia testimonianza di rigenerazione per coloro che hanno avuto un’esperienza di malattia analoga a quella di Alessandra, e che dia dei significativi messaggi sull’importanza della prevenzione in salute.
E’ girato tra Roma, Milano, Reggio Calabria, Lanzarote, Torino e Palermo, con la produzione esecutiva e il sound design di Tommaso Marletta, compagno della protagonista che ha co-vissuto il dolore, mutandolo in un originalissimo materiale creativo.
Il messaggio sociale racconta l’importanza dell’arte e della musica in primis per tornare a vivere – e non accontentarsi di sopravvivere – sottolineando l’importanza essenziale della vicinanza degli affetti da una parte, della prevenzione medica dall’altra.
Lei sa che se non avesse fatto i giusti controlli per tempo, questa situazione le sarebbe sfuggita di mano: “questa è una testimonianza che vorrei lasciare a tutte le donne, ha dichiarato: la consapevolezza e la cura del sé possono fare la differenza tra la vita e la morte.”

La notizia del film l’ho saputa direttamente da Alessandra Laganà, amica e prima collega di anni romani, alla quale ho chiesto di raccontarmi il dietro le quinte.

Qual è stato il primo pensiero, dopo lo sconforto immagino, della scoperta del male?
“Durante la Risonanza Magnetica ho vissuto una scissione, il mio corpo si preparava per andare in battaglia, ma la mia mente doveva andare altrove. Così, ho deciso di trasformare i rumori assordanti della Risonanza in note musicali… E’ come se io avessi saputo fin dal primo momento che il male era entrato in me e fin da subito non mi sono identificata con essa. I rumori assordanti della macchina nella mia testa si disarticolavano e si ricomponevo e sono uscita da quel tunnel pensando che sarebbero dovuti diventare musica.”

E anche parole e immagini. Il percorso creativo ti ha accompagnata durante e dopo la malattia: com'è avvenuto?
“Giorno per giorno ho cercato di liberare la mente dall’ossessione della malattia proprio grazie all’arte, alla musica, alle immagini e alle parole che sono state raccolte in un testo non pubblicato, un diario di viaggio. E’ nata prima la colonna sonora e poi il girato, fino a quando io sono entrata nelle riprese per raccontare e cantare la mia storia, accompagnata da testimonianze di medici, amici e artisti che hanno partecipato a questo viaggio creativo, condividendone le emozioni”.

Ci racconti qualcosa del ruolo della musica in questo film e la tua scoperta-riscoperta della musica?
“E’ il nucleo, come ho accennato dal quale sono partita che mi ha accompagnata costantemente e il risultato è un gruppo di 20 artisti di cui 13 musicisti, 1 colonna sonora, 8 canzoni, 2 sogni sonici, composti, suonati e registrati durante il viaggio NOMA-de di Alessandra e Tommaso AKA Plot Noir. Ci tengo a dire che sono musiche senza spartiti, registrate senza prove, che attingono a sonorità contemporanee, includono improvvisazioni e canzoni d’autore. Per il design della produzione artistica, Tommaso ha scelto una modalità da “cronisti d’assalto”, che ha consentito di catturare la verità dell’istante e valorizzare i musicisti, rispettando le peculiarità e trasformando le diversità in unicità.”

E’ un'autobiografia con alcuni elementi narrativi o di fantasia oppure è una sorta di reportage?
“Non c’è nessuna finzione né a livello di forma, di confezionamento né di narrazione solo la mia storia dalla diagnosi nel 2015 alla cura attraverso l’affetto e l’arte e l’annuncio dei nuovi progetti.”

Mi piacerebbe sapere qualcosa sull'interpretazione nel film.
“In realtà non c’è una vera e propria interpretazione perché la scelta è stata non di voler essere un’attrice quale non sono ma la narratrice. Io sono solo l’attrice protagonista della storia nella realtà. All’inizio avevo scritto dei monologhi pensando a delle attrici che interpretassero i vari momenti del viaggio ma non volevo diventasse una fiction e poi ho avuto molta cura nel cercare di non urtare la sensibilità di persone malate, che magari stanno peggio di me o che non ci sono più o di altre persone vicine a chi sta male. Ho preferito narrare con la semplicità di chi si mette a nudo. Non c’è trucco, non ci sono parrucche né scene le cui riprese sono state girate due volte. Io stessa in alcune scene sono stanca, con il viso segnato, a volte distrutto perché magari ero nella fare clou della terapia. Ho mostrato quello che c’era cercando la verità, minimizzando appunto l’interpretazione. Non volevo la pornografia della malattia, non volevo storie a lieto fine perché la mia è una scommessa che si gioca giorno per giorno. Non sono guarita, non mi sento un eroe, mi sento solo una donna che vive pienamente e la vita – si sa – è rischio.”

Questo film mi pare di capire non è un punto di arrivo ma un trampolino di lancio per noi progetti.
“Con Noma onlus intendiamo promuovere il benessere psico-fisico attraverso l’arte e la creatività a cominciare dai proventi del film che andranno a vantaggio dei temi alla base dell’ispirazione del racconto. In particolare abbiamo messo a punto S.O.M.A., corpo in greco, acronimo di Spazio Operativo per la Musica e l’Arte che è il risultato di ricerche scientifiche che provano gli effetti positivi della musica sulla salute. Attraverso una serie di iniziative vogliamo realizzare una cassaforte emotiva, una sorta di abbraccio collettivo la cui mia testimonianza anche sotto il profilo scientifico possa essere tradotta socialmente. L’idea è di offrire spazi appropriati con un progetto itinerante perché persone con una malattia si ritrovino fuori dal mondo sanitario.”

Scheda film
TITOLO: NOMA
GENERE: Film Documentario Autobiografico
REGIA: Andrés Arce Maldonado
AUTORI: Alessandra Laganà, Tommaso Marletta
MUSICHE ORIGINALI: Alessandra Laganà e Tommaso Marletta aka Plot Noir.
PERSONAGGIO PRINCIPALE: Alessandra Laganà
SCENEGGIATURA: Alessandra Laganà, Tommaso Marletta, Enrico Di Fabio
FOTOGRAFIA: Andrés Arce Maldonado
MONTAGGIO: Andrés Arce Maldonado, Alessandra Laganà, Tommaso Marletta
PRODUZIONE: NOMA World – Associazione di Promozione Sociale
TRATTO DAL LIBRO: NOMA “dal tubo della risonanza ai luoghi della mia rinascita” di Alessandra Laganà
STORYTELLING • GRAPHIC DESIGN: Fabio Zanino e Anna Gallo
VISUAL ART: Stefano Giorgi
PAESE: Italia
PERIODO: 2017
DURATA: 69’
LOCATION: Roma/Milano/Reggio Calabria/Lanzarote/Torino/Palermo.
CON IL CONTRIBUTO: Ministero della Salute / Aiom – Associazione Italiana Oncologia Medica

NOMA: una sfida creativa alla vita
Lunedì 14 maggio 2018 – alle ore 18,00 -
WE GIL
Largo Ascianghi, 5, 00153 Roma RM
Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni

Intervista di Ilaria Guidantoni

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