Indizi per scoprire la scrittrice Maria Masella

Scritto da  Concetta Padula Domenica, 07 Maggio 2017 

Chi legge desidera spesso scoprire qualcosa di più sugli scrittori, Maria Masella risponde sinceramente ad alcune domande su di sè, sui suoi personaggi e la scrittura.

 


Nei primi romanzi, l’uomo Antonio è pieno di illusioni ed anche il detective Mariani continua ad “illudersi sempre” e a rimanere sorpreso riguardo alle “motivazioni” che spingono il colpevole o i colpevoli ad agire.
Nel primo romanzo scritto e pubblicato “Morte a domicilio” l’uomo Antonio ha già perso molte illusioni, anche se il motivo non è detto. In “Primo” che è il prequel, ambientato quattro o cinque anni prima e scritto per settimo, Antonio ha ancora illusioni, è “fresco”. In tutti l’investigatore Mariani continua a sorprendersi scoprendo le motivazioni non solo dei colpevoli, ma anche dei quasi innocenti. Penso che indaghi soprattutto per scoprire il “perché”. Sono le motivazioni a dirci chi sono gli altri. Ad Antonio e a Mariani gli altri interessano!

Non ha paura che il detective Mariani “crescendo” venga fagocitato dal materialismo sociale?
No. Resterà un uomo con ideali, pur sapendo che possono essere un ostacolo alla carriera e alla vita comoda.

Mariani è un detective sui generis con i suoi pregi e i suoi difetti, potrebbe elencarcene alcuni?
Crede in un mondo in cui ogni persona abbia eguali diritti. Non sopporta le etichette e le discriminazioni. Neppure i muri. Secondo me è un pregio, secondo altri un difetto… E’ ostinato, ma ha crisi di apatia. Non ama la burocrazia. Non gli piace dare ordini e, quando li riceve, pensa prima di obbedire. Anche questi possono essere pregi o difetti.

Questi pregi e questi difetti, secondo lei, limitano il personaggio o lo avvicinano al pubblico?
Dai riscontri penso che lo avvicinino. Piace che sia un uomo normale, non un super eroe. I lettori ci si ritrovano. Tutti i romanzi sono scritti in prima persona e al presente: i lettori diventano lui, uomo come loro.

Lei ha creato, più che un personaggio, un “uomo-pensante”. C’è qualcosa che lega la scrittrice Masella al detective Mariani o all’uomo Antonio? Se sì, cosa?
Mariani cammina per pensare, come me. Mariani ritorna e ritorna e ritorna su un problema, come ho sempre fatto io, non fermandosi alla prima impressione. Mariani non ama la burocrazia e l’aspetto che meno amavo del mio lavoro di insegnante era proprio la burocrazia. Antonio ama Genova e il suo mare, come me. Antonio crede in un mondo di uguali, come me. Ho subito un grave incidente, come Antonio. Come lui ho trascorso nove ore aspettando, mentre mio padre veniva operato al cuore (lui aspetta la madre Emma). Diciamo pure che tutti i dettagli ospedalieri sono esatti e vissuti.

Grazie a Carlo Frilli

Intervista di Concetta Padula

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