Gihèn Ben Mahmoud: Passion Rouge II - La terza chiave

Scritto da  Martedì, 08 Gennaio 2013 

È disponibile su www.ultimabooks.it, e nei principali digital store, l’e-book “PASSION ROUGE II: La Terza Chiave”, spy story a fumetti scritta dalla disegnatrice tunisina GIHÈN BEN MAHMOUD.“PASSION ROUGE II: La Terza Chiave” (edizioni Narcissus, distribuzione Simplicissimus Book Farm srl, 58 pagine, prezzo € 6,99) racconta la storia di Elyssa Haddad, vedova di un ex politico libanese e amministratore unico della più grande azienda farmaceutica del Medio Oriente. Dopo la misteriosa uccisione del consorte in America, Elyssa eredita l’azienda e si trova a dover far fronte a tutti i problemi e conflitti con nemici storici, falsi alleati e soci cospiratori del marito, ma l'impresa più difficile le si presenta quando in gioco è la vita del figlio Omar.

 

 

 

Domanda fondamentale: come si diventa scrittore di fumetti?
Lo si diventa professionalmente dal momento in cui si ha una storia interessante da raccontare, e c’è qualche editore disposto a pagarvi per farlo. Invece la scoperta del talento, avviene nel modo più naturale, da giovani, o giovanissimi. Quando si sente portati a scrivere e immaginare. E la cosa più ovvia del mondo. Penna e fogli, e tanta immaginazione.

 

PASSION ROUGE II: La Terza Chiave racconta le vicende di Elyssa Haddad, donna, moglie di un uomo potente, poi vedova e madre. Cosa ha influenzato la creazione di un personaggio così? Quali modelli sono incarnati in Elyssa?
Modelli non lo so. Ma è una donna quasi completa. Una manager di successo. Bella. Forte desiderata. E anche potente. Il sogno di tutte le donne. Non mi sono riferita a nessuno. Ma penso che sia anche una donna con un bel passato carico di enigmi e sofferenze. E come tutti noi ha un suo percorso di vita non indifferente. Sicuramente potrebbe essere un modello per tante donne. E una guerriera che non ha mai mollato.

 

Qualora il personaggio Elyssa fosse stato impersonato da un uomo, quali avversità avrebbe evitato e quali altre avrebbe incontrato?
Non riesco ad immaginare Elyssa un uomo. Per il semplice motivo che sin dall’inizio è una donna. Con problemi e pensieri da donna. Se fosse un uomo non sarebbe la stessa persona. Poi Elyssa già è circondata da uomini. Tranne le due antagoniste importantissime nella storia, lei è la donna che fa muovere le carte in tavola. Penso che i problemi suoi siano legati più a fattori di interesse finanziario e potere che a fattori di appartenenza di genere maschile o femminile.

 

La Terza Chiave è il secondo capitolo di una storia più ampia ovvero PASSION ROUGE. Da dove nasce l'idea di creare una spy story del genere e qual'è il valore aggiunto di ambientare tutto in Tunisia?
Passion Rouge è la serie. L’idea è nata in modo spontaneo, perché non mi piace scrivere per la Tunisia una storia sociale. Già se ne parla troppo del sociale in tv e cinema. Per il pubblico tunisino sarebbe l’ennesima storia che parla di un quotidiano che già conoscono e gli sta anche antipatico. Avevo pensato la storia soprattutto per lo svago mentale. Per il piacere di immaginare un profilo diverso. Per contrastare la realtà, banale e crudele sotto certi aspetti, troppo monotona. Abbiamo bisogno di azione, sogni e lotte dove tutto era tranquillo (prima della rivoluzione) La Tunisia non ha una grande tradizione di fumetto. E metterla come punto di riferimento della storia è venuto ovvio, come omaggio da parte mia alla mia terra natale, e come legame forte con il mediterraneo.

 

Qual'è il futuro di questa saga?
Non lo saprei. Per ora penso di fermarmi al terzo capitolo. Se non viene qualche altra proposta. Sono contraria al dilungare le storie senza utilità. L’importante è sempre il contenuto e la qualità del volume. Il terzo capitolo s’intitola : la Rosa e la Pistola.

 

Il Medio Oriente è un luogo di incredibile interesse. Quanto, l'Occidentale medio, è conscio delle potenzialità e delle ricchezze che, attraverso la propria cultura, questi luoghi offrono e quanto è il NON CONOSCIUTO che, volente o nolente, bisognerebbe svelare?
Purtroppo è un tasto dolente per me personalmente, ed è una battaglia personale: fare conoscere la nostra cultura, arte e ricchezza altrove. Abbiamo tanto da dare, raccontare e fare scoprire al mondo. Purtroppo i media non aiutano tanto a volte. Specialmente la televisione e il cinema, che sono potentissimi. Siamo oscurati spesso, la storia viene scritta dai vincitori. Siamo popoli che hanno a loro volta una storia e un certo spessore. E se non fosse per via della ‘primavera araba’, la Tunisia non avrebbe mai interessato nessuno, tranne che per le cartoline turistiche o i soliti cursus nei villaggi a Hammamet o Djerba!

 

Nello specifico la letteratura a fumetti, quanto può aiutare questo processo di smantellamento del pregiudizio?
Ricordo l’esempio eccellente di Corto Maltese… viaggi verso popoli e culture lontane… penso che il fumetto sia capace di tutto. Basta solo crederci e farlo bene. Come artista. Poi se ci aiutano anche gionali, radio e altri mezzi di comunicazione… il mondo prima o poi si accorgerà che esistiamo, e abbiamo una nostra parola da dire.

 


Intervista di: Giovanni Villani
Grazie a: Gihèn Ben Mahmoud e Ufficio Stampa Parole & Dintorni
Sul web: http://gihenbenmahmoud.blogspot.it - http://www.facebook.com/gihenben https://twitter.com/gihenbenmahmoud

 

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