Cristian Cipriani: sperimentazione e fascino musicale

Scritto da  Sabato, 06 Dicembre 2008 

In occasione di "Polifonie_ART”, esposizione d'Arte polifonica organizzata a Roma dall’agenzia D-Mood allo Zenzero cafè-wine bar, Cristian Cipriani, eclettico artista romano sempre a metà tra tradizione e nuove tendenze dell’arte digitale, ci racconta come la sua passione si ispiri molto da vicino al mondo della musica.

 

 

È stato il caso a farti incontrare con la pittura o è stato, più che altro, una qualche forza d'attrazione interiore lenta e sotterranea?

È una passione spontanea che ho sempre avuto sin dall’infanzia. Mi è sempre piaciuto disegnare. A s cuola disegnavo dappertutto ho interi libri e diari pieni dei miei scarabocchi… ancora oggi in alcuni momenti il disegno mi aiuta a rilassarmi e a trovare la giusta concentrazione.

Hai fatto studi artistici in particolare?

No, ma ho avuto la fortuna di conoscere una persona stupenda che mi ha insegnato molto e ha fatto crescere in me il desiderio di apprendere questa bellissima arte. Era un insegnante di disegno, anche lei artista.

Quindi la tua base in disegno è piuttosto solida. È possibile conoscere il tuo percorso artistico fin qui maturato?

Ho attraversato una prima fase di sperimentazione in cui passavo dal dipingere ritratti a paesaggi e facevo ricorso a tecniche diverse. Attualmente, sto concentrando i miei sforzi nel proporre su tela opere realizzate con la tecnica ”ASCII Art”. Tecnica di disegno digitale basata sull’utilizzo dei caratteri ASCII come elemento base per produrre immagini. Il formato dei caratteri è generalmente a larghezza fissa come quelli di una tradizionale macchina per scrivere e l’applicazione su tela di tale tecnica (nata in ambito informatico) ha il vantaggio di creare diversi punti di osservazione. Avvicinandosi all’opera si possono osservare i singoli caratteri e la loro dislocazione, allontanandosi si ha una visione di insieme che diventa sempre più dettagliata man mano che la distanza aumenta. Nei miei lavori, comunque non mancano particolari disegnati. Il giusto mix aggiunge, infatti, maggiore espressività all'opera.

A questo punto ti chiedo cosa significa per te esprimersi.

Riuscire a mostrare quello che si ha dentro, manifestare i propri interessi, le proprie emozioni e renderle immagini su tela. Dare una visione del proprio mondo interiore in pochi centimetri quadrati.

Nell'arte figurativa, o nell'arte in genere, si può pensare di riuscire ad esprimersi totalmente?

È un percorso difficile e io non penso di esserci ancora riuscito. Ma, certo, l’arte è un modo di veicolare le proprie emozioni e renderle manifeste.

Qual è solitamente il tuo approccio alla tela, misurato o imprescindibilmente istintivo?

Misurato, sicuramente. Istintivamente elaboro un’idea ma poi questa diventa un progetto e il progetto una tela. Ma il processo di creazione è lento e passa tra diverse fasi: l’entusiasmo, la paura, la caparbietà e il compiacimento.

Il tuo è un approccio molto lucido, complimenti. Mi piacerebbe sapere se hai già una qualche idea dei soggetti da raffigurare prima di cominciare a dipingere.

Sì, certamente, anche se a volte le idee maturano mentre realizzo il soggetto

Quali sono i tuoi soggetti prediletti? Soffri per caso di una qualche "ossessione" figurativa?

Prediligo gli strumenti musicali come il violino, la tromba, il sassofono o la chitarra…tutti strumenti che fanno parte di molti miei dipinti. Sarà perché mi sarebbe piaciuto saperli suonare o perché mi affascinano e basta…

Beh, per quanto ci riguarda la tua “ossessione” verso gli strumenti musicali è più che gradita! Cosa togli di te stesso al tuo fare arte? E cosa non puoi fare a meno di mettere invece?

Forse la razionalità. A volte mi piacerebbe far scorrere in modo più fluido le mie emozioni su tela. Far traspirare alla tela la mia personalità. Di cosa non farei a meno? Probabilmente del mio gusto artistico, mi piace il modo in cui scelgo e accosto le diverse tonalità di colore a seconda del soggetto.

 

Sono curioso di sapere quali sono gli ostacoli che incontri maggiormente durante l’incidentato cammino del processo creativo?

Il panico a metà opera… l’idea che il processo non si completi o che ci sia un intoppo. In questi casi faccio una pausa, anche di giorni. Abbandono la tela… il tempo porta consiglio!

Quale definizione dai alla creatività del giorno d'oggi?

La creatività è l’impulso che ti spinge a veicolare emozioni, sentimenti e sensazioni in idee e progetti. Si è veramente creativi quando l’opera manifesta in modo originale la personalità stessa dell’artista.

E all'originalità, invece? Quand'è che un artista può dirsi veramente originale?

Quando sperimenta nuove modalità di fare arte che sappiano al contempo comunicare, denunciare o provocare.

Che tecniche utilizzi di solito, a parte quel canale di sperimentazione in ASCII art di cui parlavi prima?

Olio e acrilico. Prediligo l’olio per la brillantezza e la possibilità che dà nel sfumare da un colore all’altro. L’acrilico per la sua immediata praticità.

Che importanza dai al colore, invece, per te ha una qualche radice simbolica?

Il colore è ciò che dà vita alle cose, deve essere scelto appositamente per mettere in evidenza il particolare. Mi piace far emergere le figure dalla tela e il colore è l’elemento base con cui ottenere questo effetto.

Scorrendo parte dei tuoi lavori, raccolgo diversi richiami al mondo della musica e del cinema, mi sbaglio? Non può essere altrimenti vista la tua passione verso gli strumenti musicali…

Non sbagli! Amo il cinema e la musica. Il cinema è fonte di ispirazione nei miei quadri. Mi piace citare personaggi che ho amato nei film, mentre la musica è quell’elemento che non può mai mancare nella mia vita quotidiana come in quell’artistica. Cinema e musica sono a loro volta delle arti e renderle su tela è anche un modo per omaggiarle.

Il lavoro a cui ti senti più legato emotivamente? E quello che non rifaresti mai?

È lo stesso. “Amore Materno”, olio su tela 100x70 realizzato in tecnica ASCII art, rappresenta una mamma che allatta un bambino. E’ stato il mio primo lavoro con questa tecnica. A dire il vero, pensavo sarebbe stato anche l’ultimo, visto la fatica, il tempo e il sudore che mi è costato! Lo sforzo creativo mi ha dato in realtà nuovi impulsi e nuovi stimoli che ho recepito solo con il passare del tempo.

Quanta incompiutezza c'è nei tuoi lavori?

Un lavoro è sempre incompiuto. Diciamo che è finito quando mi stanco di rivederlo. Quando penso che lo sforzo di migliorare il dettaglio o di rendere diversamente un particolare è tale, che preferisco passare ad un nuovo progetto…Ma spesso, a distanza di tempo, mi capita di ritornare su lavori terminati e di migliorare quel particolare o aggiungere dei dettagli.

Pensi che l'incompiutezza nell'opera di un pittore possa avere qualche valenza artistica?

Incompiutezza è la ricerca dell’espressione. Un lavoro è veramente compiuto quando con esso si riesce ad esprimere totalmente il proprio io. L’arte pittorica, come le altre forme intellettive, è una ricerca della propria personalità.

Concordo pienamente con te. Hai un artista o una corrente artistica a cui ti ispiri?

No, ma mi piace citare nei miei lavori artisti del passato che adoro. Ad esempio, gli occhi senza pupille sono un omaggio a Modigliani; mentre l’oro e le trame che ho realizzato in alcuni quadri richiamano Klimt. Partecipo spesso e volentieri a mostre o visito gallerie e musei in giro per l’Italia e per l’Europa.

Puoi parlarci del tuo incontro con D-Mood?

Ho saputo di questa bella iniziativa in modo del tutto casuale. E’ stato un vero piacere apprendere di essere stato selezionato e di partecipare a questo progetto insieme a tanti artisti talentuosi e in gamba.

Quali lavori hai presentato alla mostra collettiva “Polifonie ART” organizzata a Roma (dal 21 Novembre al 4 Dicembre 2008 - ndr)? Puoi descriverceli brevemente?

Ho presentato quattro lavori. Oltre ad “Amore Materno”, ho presentato altre tre mie opere: “Chaplin”, realizzato con colori acrilici su tela, è un ritratto volutamente invecchiato e malinconico dell’attore, visto nei panni del suo personaggio “Charlotte”. L’intenzione in questa opera è di enfatizzare il peso di una maschera che incombe sull’attore stesso. “Amore a Prima Vista”, realizzato con colori ad olio su tela è una   reinterpretazione di una scena tratta dal film "Lo Sceicco" con Valentino e Ayres in cinque sequenze elaborate secondo il formato della pellicola a 35mm rispettando l'aspect ratio 1.33 utilizzato nella realizzazione del film. La sequenza scelta fa riferimento al primo incontro tra i due protagonisti. Mostra uno scambio di sguardi così intenso da colpire immediatamente lo spettatore. Bastano pochissimi primi piani senza l'utilizzo della parola per far capire allo spettatore quali siano le reali intenzioni e il carattere dei due protagonisti. Ogni immagine o primo piano è l'evidenza di un preciso stato d'animo del protagonista:

1° sequenza - Distrazione: Lo sceicco (Valentino) colloquia con un militare ma è distratto da qualcosa dietro il suo interlocutore

2° sequenza - Interesse: Lo sceicco e il militare interrompono la conversazione rivolgendo lo sguardo verso qualcosa

3° sequenza - Passione: Uno sguardo molto passionale dello sceicco, ci fa intendere cosa è oggetto delle sue attenzioni

4° sequenza - Stupore: La ragazza (Ayres) viene investita letteralmente quasi intimorita dallo sguardo penetrante di Valentino

5° sequenza - Compiacimento: La ragazza (Ayres) abbassa lo sguardo imbarazzata ma allo stesso tempo è compiaciuta delle attenzioni che lo sceicco le rivolge

La scelta di accostare il colore rosso e di non mostrare figure in secondo piano è per dare maggiore evidenza al tema conduttore del concorso per cui ho scelto di rappresentare la sequenza proposta. Il quadro è stato selezionato nel concorso SilentART di quest’anno, realizzato con la collaborazione del GAI e il patrocinio del comune della Vale d’Aosta. “Musica, Maestro!” realizzato con colori acrilici, rappresenta un musicista alle prese con un violino. L’uomo è posto in secondo piano rispetto allo strumento, elemento centrale dell’opera. La figura è bidimensionale con sovrapposta una medesima realizzazione in tecnica ASCII Art. Lo sfondo, invece,  è tamponato bianco su bianco. Quest’opera è rappresentativa del mix tra arte digitale e figurativa che cerco di proporre nelle mie opere.

Nella scena artistica odierna quanto è difficile riuscire ad emergere, a farsi conoscere e perchè.

È molto complesso emergere. Sono molte le persone che tentano di farsi largo, ognuno con le proprie ambizioni. Le opportunità di avere una buona visibilità poi non sono molte.

Pensi che iniziative come quelle organizzate dall'agenzia D-Mood come “Polifonie ART” possano aiutare in qualche modo a crearsi, quantomeno, visibilità?

Sì, sicuramente, più un artista mette in mostra le sue opere in contesti interessanti come “Polifonie ART” più aumentano le possibilità di avere visibilità

Esporrai ancora nel prossimo futuro? Se sì, dove e quando?

Nell’immediato, esporrò per una personale il 12 dicembre al Foollyk club in Vicolo della Fontana a Roma, ma ho programmi anche per gennaio. Vi invito a restare aggiornati sulle mie prossime esposizioni sul mio sito: www.cristiancipriani.com

Grazie per la chiacchierata Cristian, in bocca al lupo per il futuro e vieni a leggerci spesso!

Grazie a voi, non mancherò.

 

 

 

 

Intervista di: Fabrizio Allegrini

Grazie a: Cristian Cipriani, Salvatore “Turi” Avola, D-Mood

Sul Web: Sito Ufficiale, MySpace

 

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