Cristian Cipriani: la verità drammaturgica è elusiva ed effimera

Scritto da  Sabato, 06 Giugno 2009 

Cristian CiprianiL'artista romano Cristian Cipriani si è classificato secondo al concorso d’arte a premi “Art On Stage - Oltre lo Specchio” organizzato da D-Mood con la partnership dell’associazione culturale Pegaso e di SaltinAria.it, abbinato allo spettacolo “Vecchi Tempi” di H. Pinter andato in scena al Teatro Agorà di Roma. Cristian ci dice tutto, ma proprio tutto, sulla sua opera “Riflessi Parziali”.

 

 

 

 

 

Ciao Cristian, bentornato sulle pagine di SaltinAria.it!

 

Grazie, è un piacere essere nuovamente qui con voi.

 

Abbiamo già scoperto molto di te nella precedente intervista. Ora parliamo invece dell’opera “Riflessi Parziali” che ti ha fatto vincere il 2° posto del concorso “Art On Stage”.

 

Il titolo dell’opera è appunto “Riflessi Parziali”. Una donna si trova di fronte ad un armadio composto da due ante a specchio. Un’anta è chiusa e lo specchio ci mostra un’immagine frontale ma parziale, della donna. Si vede il volto di lei rigato dal mascara e gli occhi sono lucidi… ha appena smesso di piangere. L’altro specchio mostra il profilo sinistro della donna. Il volto è nascosto ma è evidente una lettera stretta con forza nella mano sinistra. Il titolo dell’opera è ovviamente incentrato su questo gioco di specchi dove l’idea di ciò che accade è deducibile dall’insieme delle due immagini riflesse. Una ci mostra lo stato d’animo della protagonista, l’altra l’elemento scatenante.

 

Con che tecnica è stata realizzata?

 

È un quadro realizzato con colori ad olio su tela, dove le tonalità scelte sono volutamente scure per dare maggiore teatralità alla scena rappresentata.

 

Leggendo la frase dalla quale si doveva trarre spunto per l’opera, hai avuto subito un’idea precisa?

 

In realtà no. Ad un primo impatto, leggendo la frase sono tante le idee che mi sono balenate per la mente. Una vera e propria idea di cosa realizzare me la sono fatta leggendo l’intero discorso di Harold Pinter, pronunciato al ritiro del premio Nobel e da cui la frase è tratta. Harold Pinter spiega nel suo discorso qual è il suo concetto di teatro e come i suoi personaggi evolvano liberamente all’interno della trama, dove l’unico vincolo a volte è il legame tra una parola e l’immagine che la segue. Io ho cercato di mettere su tela tale concetto. La donna disegnata di spalle è la verità drammaturgica, che come tale è elusiva ed effimera. Le immagini riflesse negli specchi sono parziali rappresentazioni della verità: mostrano lo stato d’animo della protagonista e cosa l’ha causato, ma l’idea di insieme si ha solo osservandole entrambe ovvero vedendo la verità da diverse angolazioni. 

 

Ti aspettavi di arrivare secondo?

 

No, certamente no! Per me è stato un piacere già essere arrivato in finale. Ho partecipato al concorso intrigato dal tema. Un’ottima sfida!

 

“Art on Stage” era abbinato allo spettacolo teatrale “Vecchi Tempi”. Come ti è sembrato? Cosa ti è rimasto dello spettacolo?

 

I dialoghi serrati, non sempre seguiti da azioni esplicative, rendevano difficile la comprensione dello svolgimento della trama. Gli attori sono stati tutti bravissimi soprattutto se si pensa che si sono dovuti confrontare con personaggi e trama piuttosto complessi.

 

Vuoi dedicare il 2° posto a qualcuno?

 

Beh certamente ai miei amici che mi sono stati vicini e che mi hanno dato suggerimenti e consigli e soprattutto sopportato.

 

Quali sono i tuoi prossimi impegni?

 

Innanzitutto fino a fine giugno è in corso la mia personale al ristorante “Zi Gaetana” in via Cola di Rienzo. Inoltre, il 28 giugno in occasione del NUA al Circolo degli artisti presenterò un nuovo quadro su cui ci sto lavorando in questi giorni.

 

Vuoi aggiungere qualcosa?

 

Ringraziarvi per l’attenzione!

 

Bhe, se non c’è due senza tre… alla prossima!

 

Si, arrivederci alla prossima intervista!

 

 

 

 

 

L’opera “Riflessi Parziali”

 


 

 

 

 

 

Intervista di: Ilario Pisanu

 

Argomenti correlati: intervista 2008

 

Grazie a: Cristian Cipriani, D-Mood, Pegaso, Istituto Quasar

 

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