Bruno Spiezia: la fotografia è il riflesso del nostro pensiero

Scritto da  Martedì, 02 Giugno 2009 

bruno spieziaBruno Spiezia, fotografo di Roma, si è classificato terzo (ex aequo con Chris Rain) al concorso d'arte a premi "Art On Stage - Oltre lo Specchio" organizzato da D-Mood con la partnership dell'associazione culturale Pegaso e SaltinAria.it, abbinato allo spettacolo "Vecchi Tempi" di H. Pinter andato in scena al Teatro Agorà di Roma. Bruno ci parla della sua arte e dell'opera salita sul podio.

 

 

 

 

 
 

Ciao Bruno, ci racconti di te dal punto di vista artistico?

 

Io ho sempre trovato l'Arte uno degli elementi vivi della vita. Nel mio percorso ho sempre sentito l'esigenza di comunicare attraverso le mie immagini l'emozione, la stessa che provo quando credo in una mia idea o progetto che intendo poi condividere con gli altri. Nasco artisticamente con la pellicola e attraverso di essa incomincio a comprendere le tematiche maggiormente stimolanti con le quali mi confronto. Dopo aver acquisito le basi tecniche incomincio a seguire le mie ispirazioni dalle quali nascono alcuni lavori interessanti come "Nude Sensualità", una mostra fotografica dedicata al nudo artistico: i colori femminili miscelati nelle mie immagini con assoluta eleganzaavvicinanoi corpi, le emozioni, raccontando vari aspetti della femminilità stessa. La mostra avviene ad Arezzo presso il coffee O' Clock curata dalla dott. Rita Carioti. Scrivono di me… "Esso raffigura la donna con originale e particolare concezione: unisce in armonica simbiosi i colori della natura alle forme sinuose della bellezza". Aggiungerei a questo il mio concetto da cui è partito tutto il lavoro e dal quale le mie immagini hanno trovato la loro collocazione: "La donna percorre la propria vita attorniata dai colori; questi colori che ne dipingono le emozioni, a loro volta vengono utilizzati per attrarre, per sedurre… la donna quindi non più rappresentata spoglia dei suoi indumenti, ma seppur nuda, comprende una propria tonalità". Trovo che il ritratto sia una delle tematiche artisticamente più stimolanti e difficili da eseguire, perché racchiude in sé molti elementi variabili, perché racchiude una parte della nostra anima. Tutti i grandi fotografi, seppur conosciuti per altre tematiche, hanno cercato nel tempo di misurarsi con il ritratto e sicuramente rimane artisticamente un'espressione tra le più belle della fotografia.

 

Sei un fotografo al 100% oppure utilizzi altre tecniche?

 

Sono un fotografo al 100%; come dicevo nella precedente domanda nasco fotograficamente con la pellicola e quindi con la camera oscura e tutti gli aspetti legati alla fotografia tradizionale. Naturalmente come tutti sanno la tecnica si evolve e sul mercato sono apparse le macchine digitali e anche il il lavoro al computer ha preso il sopravvento incontrastato sulla camera oscura come mezzo di post produzione. Mi sono avvicinato al digitale con il dovuto rispetto e ho messo a frutto le basi dell'analogico, cercando di mantenere sempre un legame post produttivo tra quello che si eseguiva in laboratorio e quello che oggi è possibile raggiungere in post produzione. Mi piace nella mia ricerca avvicinarmi quanto più possibile alle tonalità delle pellicole in bianco e nero, o nei toni caldi di certe pellicole a colori. La fotografia e il fotografo sono due componenti che viaggiano nella stessa direzione, il messaggio che contiene l'immagine deve essere immediato verso tutti coloro che osservano un determinato scatto.

 

Cosa cerchi di catturare con l'obiettivo?

 

"La Fotografia è il riflesso del nostro pensiero; ciò che osserviamo viene congelato all'interno di un fotogramma appagando il nostro desiderio di esprimere l'attimo." Questa è una mia frase che descrive in poche parole cosa è per me la fotografia. Bisogna sicuramente trovare il feeling con il soggetto sia esso inanimato che pieno di vita; l'obiettivo è un'estensione di noi stessi, di ciò che il nostro occhio osserva, di ciò che la nostra mente immagazzina in continuazione e c'è una parte di noi che in anticipo isola un particolare, un soggetto, e focalizza poi l'immagine. Ecco, in quel lasso di tempo, che può essere anche un solo piccolo istante, noi siamo lì ad attendere che tutto sia come il nostro cuore ha visto e in quel momento il nostro obiettivo catturerà quell'attimo fermandolo in maniera definitiva dentro un fotogramma.

 

Ci sono dei soggetti che prediligi?

 

Certamente come tutti ho le mie preferenze… Il ritratto, il nudo artistico femminile, il fashion, il glamour, l'emotive… la natura e le sue innumerevoli sfumature, gli animali, le forme geometriche, il reportage urbanistico… Ma mi ritengo abbastanza poliedrico e, a parte qualche genere in cui personalmente proprio non mi riconosco, per il resto amo misurarmi e cercare di esprimere il mio punto di vista fotografico.

 

Hai un artista o una corrente artistica a cui ti ispiri?

 

Ci sono artisti che ho avuto la fortuna di conoscere di persona, artisti che mi hanno colpito per la loro capacità comunicativa, altri perché nel loro minimalismo trovavano il modo di fondere emozioni ed essenzialità. Non c'è in finale un artista oppure una corrente cui mi ispiro, ma credo fermamente che si debba comunicare un pensiero, delle emozioni, un modo di vedere il mondo che ci circonda. Sicuramente possono esserci autori che maggiormente trovano il mio consenso, ma mi piace esprimere me stesso seguendo il mio istinto e misurandomi con ciò che cerco di rappresentare.

 

Sei arrivato 3° al concorso "Art On Stage" con l'opera "Femminili riflessi": ce ne parli?

 

Certamente. Nasce da una collaborazione con la modella protagonista dello scatto; la mia idea era quella di creare un doppio riflesso attraverso due specchi, uno protagonista del punto di ripresa, e l'altro tenuto dal soggetto e che ritraeva il volto del soggetto stesso. Luce naturale e quindi ecco apparire un viaggio nella persona, nel suo animo esile e allo stesso tempo forte, dallo sguardo intimo che ti portava "oltre lo specchio" lo stesso specchio che la ritraeva. Chiusa quindi nei suoi pensieri ma leggibile nel suo riflesso, un riflesso di donna silenzioso e universale nella sua bellezza.

 

Leggendo la frase dalla quale si doveva trarre spunto per l'opera, hai avuto subito un'idea chiara oppure hai dovuto pensarci?

 

No, ho avuto un'idea abbastanza chiara e mi trovavo in sintonia con il tema del concorso.

 

Com'è avvenuta la tua partecipazione al concorso?

 

Tramite la D-Mood (Maura Bonelli) ho avuto l'invito di partecipazione al concorso che ho trovato decisamente interessante.

 

Ti aspettavi di arrivare sul podio?

 

Certamente lo speravo, ma non era semplice perché tutti i concorrenti erano meritevoli.

 

Tra le varie opere arrivate in finale, quale preferivi e perché?

 

Il secondo classificato (Cristian Cipriani, ndr) era il mio preferito perché in modo evidente era riuscito a creare nella sua opera diversi strati attraverso i quali il concetto del concorso in questione era egregiamente rappresentato.

 

"Art on Stage" era abbinato allo spettacolo teatrale "Vecchi Tempi": ti è piaciuto? Cosa ti è rimasto dello spettacolo?

 

Lo spettacolo teatrale "Vecchi Tempi", un viaggio nella natura umana… riflessioni ed esposizioni di miliardi di sfaccettature dei protagonisti. Si entra piano piano in un vortice dove vengono messe a nudo mille debolezze, mille sfumature. Con la Bonelli vera mattatrice assoluta e capace di catapultarti nella sua ingenuità e un secondo dopo nel suo sottile filo emotivo. Mi è piaciuto sicuramente e ho trovato interessante la rappresentazione di questo spettacolo di Harold Pinter, sotto la regia di Gennaro Paraggio. Mi sono rimasti dello spettacolo sfumature, pensieri, riflessioni dalle quali tirar fuori ennesimi aspetti e completare tutto l'ingranaggio comunicativo di questa rappresentazione.

 

Vuoi dedicare questo 3° posto a qualcuno?

 

Si, certamente è una bella domanda questa; la dedico a chi amo e credo sia naturale pensare in tal senso.

 

Quali sono i tuoi prossimi impegni?

 

Un impegno a breve è un lavoro dedicato ai terremotati dell'Abruzzo. Un reportage che racconta attraverso le immagini diversi aspetti, quelli legati al senso di aggregazione o semplicemente di vita all'interno di una tendopoli dove le persone si aiutano nella speranza di un ritorno alla normalità… e quella di cosa hanno subito. Sarebbe come un colore in mezzo a tanto grigio, non elemento dal fascino morbido ma come componente monotematica di una realtà che lentamente cerca di rimettersi in moto sulle ali di una volontà che non si piega anche di fronte ad un dramma enorme, così come lo è stato e lo è quello del popolo abruzzese. In questo devo ringraziare molte persone che mi hanno permesso di portare avanti questo progetto e che hanno condiviso insieme a me le emozioni. La responsabile del campo Francesca Fermentino, Domenico Sarpi senza cui sarebbe stato veramente difficile realizzare il tutto, tutta la protezione civile e la loro disponibilità e non ultima la mia collaboratrice Federica Romeo che ha curato moltissimi aspetti organizzativi e ha realizzato insieme a me moltissime immagini.

 

Vuoi aggiungere qualcosa?

 

Si, aggiungerei qualcosina… i miei progetti sono tanti e a volte non sempre si riesce a dare forma ad un'idea che ha molto di buono in sé. Mi piacerebbe pensare che da qui possa esserci un punto di partenza che coinvolga le persone, che altri possano credere nell'arte della fotografia e in quello che attraverso di essa si cerca di comunicare. Un piccolo punto di partenza rivolto a chiunque ami immergersi nell'immagine e stabilire un punto di comunicazione con lei. Oggi siamo spesso immersi da milioni di video, reportage dalle zone di guerra… eppure abbiamo bisogno di armonia, di soffermarci davanti ad un fotogramma e di apprezzarne i contenuti. Ecco il mio aggiungere è la speranza che ci sia spazio e voce all'arte della fotografia perché è una delle forme più belle e comunicative che ci siano e che ha poco spazio in termini artistici.

 

 

 

 

 

L'opera "Femminili Riflessi"

 

Femminili Riflessi - Bruno Spiezia

 

 

 

 

 

Intervista di: Ilario Pisanu

 

Grazie a: Bruno Spiezia, D-Mood, Pegaso, Istituto Quasar, Faenas Cafè

 

Sul web: www.brunospiezia.it - Facebook - MySpace

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