Beatrice Mariani, la voglia di raccontare la bellezza della normalità

Scritto da  Domenica, 17 Maggio 2020 

Mentre la vita corre, il secondo romanzo dell’autrice, è la storia di un amore maturo fatto di sfumature

Uscito il 10 marzo, il giorno prima del confinamento definitivo, per Sperling&Kupfer, Mentre la vita corre è il secondo romanzo di Beatrice Mariani che abbiamo incontrato al telefono per farci raccontare la sua voglia di raccontare storie d’amore con un linguaggio semplice, l’impianto proprio di una sceneggiatura e il desiderio di farsi stupire dalla quotidianità. “Scrivere, per l’autrice, resta un modo per vivere altre vite e per sperimentarsi”, non tanto per raccontarsi.

 


Cominciamo proprio dal titolo: com’è nato?
“Come sempre dalla collaborazione tra quello che vede l’autore nel libro e l’editore. Per me è molto importante la parola vita perché è presente in tante forme: il romanzo è certamente una storia d’amore anche se al tempo stesso è un racconto corale. I due protagonisti più che quarantenni sono maturi, strutturati in vite complesse con un passato che pesa sul presente e in parte sul futuro, immersi pienamente nella vita e nella sua densità. L’amore però che non è citato nel titolo ma che è il cuore del libro e in fondo della vita, ribalta le priorità, o quelle che erano tali fino a un momento prima e irrompe nella quotidianità come l’eccezionalità. Così accade mentre la vita corre, veloce e spesso affannato. L’altro titolo sul quale abbiamo ragionato era Felicemente imperfetti che avrebbe messo l’accento sul fatto che la felicità non è mai perfetta.”

Coma nasce questo romanzo?
“L’idea mi è venuta prima del precedente, La ragazza inglese, per la voglia di raccontare la ‘normalità’ che vista da vicino ha una sua eccezionalità nel senso che credo che i personaggi del libro sono il vicino della porta accanto, che possiamo riconoscere e nei quali ci riconosciamo ma al tempo stesso ognuno di noi è unico e originale. La mia ottica è che nella quotidianità ci sia una grande bellezza”.

Senza svelare troppo, di cosa parla il libro?
“Di due persone che si alzano al mattino e cercano di arrivare a sera tra mille incombenze e preoccupazioni, due vite dense di impegni e responsabilità, sempre di corsa, per i quali il sentimento diventa un’opportunità nuova che riesce a farsi strada nelle loro esistenze perché l’amore oltrepassa qualsiasi barriera.”

In ogni libro c’è un po’ dell’autore ovviamente anche quando non prevale la somiglianza. In questo di te cosa c’è?
“In tutti i personaggi c’è qualcosa di me. Ho scelto di sparpagliarmi attraverso le diverse figure. La protagonista è una donna seria, rigorosa, a volte un po’ rigida che ha la funzione di ancorare alla realtà l’uomo; l’altro protagonista ha la leggerezza, eppure una sua profondità. Sono complementari.”

Restando nascosta…e discreta come sei tu.
“Del mio privato sono gelosa e cerco in generale di separare la mia sfera personale da quella di scrittrice proprio perché scrivere è creare, sperimentarsi.”

Mentre parlavi mi è venuto in mente il romanzo Piccole donne di Louisa May Alcott perché per ognuna delle quattro sorelle aveva qualcosa di me ma non riuscivo a trovare nessuna nella quale identificarmi.
“Hai citato uno dei libri della mia infanzia se non il libro con il quale sono cresciuta. Io al contrario mi identificavo totalmente in Jo, l’aspirante scrittrice, e in un certo senso la protagonista del libro”.

Alla scrittura sei arrivata nella maturità anche se questa passione c’è sempre stata. Cos’è scattato?
“Come nel romanzo, la vita è un percorso di tentativi ed errori e come i due protagonisti non mi sono lasciata condizionare dal passato. Ad un certo punto la mia vita personale e la mia carriera hanno trovato una relativa tranquillità lasciandomi maggior respiro e quello che avevo osservato era sedimentato. Fin da bambina amo molto osservare e quindi guardo la vita degli altri con una sana curiosità e nel tempo le esperienze stratificate hanno fatto germogliare in me delle storie”.

Da autrice cos’è cambiato tra i due romanzi?
“Entrambi parlano d’amore ma il primo è quello dei vent’anni, l’amore folle e da favola, la storia di una ragazza ingenua che spinta dal sentimento cambierà la propria vita e quella di chi le sta attorno; il secondo è il sentimento adulto, fatto di sfumature che narra la complessità di una vita piena di emozioni ma di persone che non possono più permettersi di sognare ad occhi aperti. 
Inoltre cambia la prospettiva perché mentre nel primo libro il punto di vista è unico, quello della protagonista, Jane, con maggiori descrizioni e analisi psicologiche; qui come in una sceneggiatura i due punti di vista dei protagonisti si alternano e ogni personaggio ha un suo mondo. Questo cambia in parte anche lo stile che resta però sempre semplice, molto quotidiano, con tanti dialoghi, il modo di scrivere nel quale mi riconosco. Forse ancora più legato alla quotidianità.”

Stai lavorando a qualcosa d’altro?
“A una storia nuova, dove le protagoniste sono tre donne, ma nessuna mi rappresenta. Sono però ancora all’inizio.”

Chi è Beatrice Mariani: è nata a Roma, dove vive con il marito e i due figli. Laureata in Scienze Politiche, lavora da sempre nell'ambito della ricerca e della comunicazione. Questo è il suo primo romanzo. www.beatricemariani.itBeatrice Mariani è nata a Roma, dove vive con il marito e i due figli. Laureata in Scienze Politiche, lavora da sempre nell'ambito della ricerca e della comunicazione. www.beatricemariani.it


Mentre la vita corre
romanzo
Beatrice Mariani
Sperling&Kupfer
Marzo 2020
16,90 euro

Intervista a cura di Ilaria Guidantoni

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