Asia Morante: l’etica nell’hard

Scritto da  Francesco Mattana Giovedì, 13 Giugno 2013 

La definiscono ‘la pornodiva della porta accanto’. Un titolo che, nella nostra epoca contrassegnata dalla liberalizzazione dei costumi, suona un po’ come una Medaglia al Valor Civile. La milanese Asia Morante ha intrapreso un percorso professionale che alcuni disapprovano, ma il più delle volte sono critiche provenienti da sepolcri imbiancati. Sempre rimanendo in tema di Vangelo, anche i sinottici raccontano di Gesù che perdonò la peccatrice Maria di Magdala “poiché ha molto amato”. Lo stesso avrebbe fatto con Asia, che oltretutto peccatrice non è - e tra l'altro, avendo frequentato a lungo il mondo dell'hard, per contratto le veniva richiesto di “conoscere in senso biblico” molti uomini. Sta vivendo una fase di passaggio: dopo la partecipazione a Uomini e donne e la parentesi a luci rosse, desidera mettersi alla prova come scrittrice. Se è vero che la vita di ognuno di noi è un romanzo, la sua storia è un racconto rocambolesco, fatto di grandi passioni e molti colpi di scena.

 

 

 



Milanese di nascita, origini crotonesi per parte di madre. Il filosofo Vico diceva: “Quando Roma era un villaggio di pastori, a Crotone insegnava Pitagora”
Mi fa piacere che abbia espresso questo pensiero perché tengo molto alle mie origini calabre. La mia passionalità, il mio vivere senza i filtri del pregiudizio, ma soprattutto il mio essere una persona semplice sono caratteristiche tipicamente del Sud.
Tre modelli di donna pescati dalla storia dell’arte: La nascita di Venere di Botticelli; Ritratto di Jeanne Hebutern di Modigliani; Grande nudo di Picasso. Quale di questi ritratti femminili somiglia più a Milano?
Condivido la premessa di questa domanda, cioè che Milano è donna. Sceglierei Picasso, esprime a pieno la confusione e lo smarrimento della metropoli. Uno spaesamento che si riflette anche nella vita notturna: meno ragazzi nei locali, meno voglia di divertirsi, molta inquietudine.
In Italia c’è ancora chi è convinto che il sesso è farina del diavolo.
Ognuno di noi ha dentro di sé una parte santa e una parte diavola. Il ‘diavolo in me’ lo tengo celato nella vita privata ma lo sfodero nel mestiere. Non voglio comunque giudicare chi la pensa in maniera diversa: la mia apertura mentale mi consente di comprendere le ragioni degli altri.
L’hard è una meta o un punto di partenza?
È un passaggio. Sarebbe sbagliato negare una stagione della vita che comunque mi ha dato il benessere economico.
Come attrice qual è il tuo modello?
Mi piace molto Monica Bellucci, credo sia una donna di grande classe. Si parva licet, fisicamente un po’ le assomiglio.
Ilona Staller fondò tra le polemiche il Partito dell’Amore. Ti solletica una scelta simile?
Cerco di tenermi a debita distanza dalla politica. Il mio messaggio politico è semplice, non c’è bisogno di fondare un partito per promuoverlo: dimostrare che la scelta di ruoli trasgressivi al cinema non ha niente a che spartire con la mia vita privata, fatta di normalità e affetti consolidati.
Modello Minetti e modello Boldrini. Quale dei due fa più bene alla politica italiana?
Dico Minetti perché penso che questo giocare sulla chiave della sensualità diretta e smaccata può attirare alla politica persone che generalmente non se ne interessano.
Provieni da Uomini e donne, spesso etichettato come simbolo della TV spazzatura. È più trash il programma della De Filippi o un TG con immagini troppo cruente?
Uomini e donne a mio avviso fa solo del bene: la gente al pomeriggio sente il bisogno di rilassarsi con cose banali, un po’ di leggerezza nella vita ci vuole. Poi ammiro molto Maria De Filippi: è una persona tosta, ho voluto partecipare anche perché desideravo conoscerla.
Cosa distingue un hard di qualità da un banale prodotto di consumo?
È una differenza che si coglie immediatamente a occhio nudo. Ho sempre lavorato esclusivamente in produzioni ad alto livello. Questo ha significato fare meno film ma con la certezza di avere a che fare con professionisti.
Se ci fosse un Inferno, immaginiamo che ti troveresti a tuo agio nel girone dei lussuriosi.
Se proprio devo stare all’Inferno come minimo voglio la certezza di stare di fianco al Diavolo, essere la sua donna.
Che rapporto hai col trascendente?
Credo al 100%. Ma è un discorso che non voglio approfondire. La considero una faccenda molto seria e il rischio è che chi legge l’intervista non interpreti nella giusta profondità le mie parole.
“È sporco il sesso? Certo, ma solo se è fatto bene” (W.Allen)
Impagabile l’ironia di Woody Allen. Parlandone però seriamente, trovo che il sesso non sia affatto sporco.
“Il sesso: la fatica è tanta, il piacere è effimero, la posizione è ridicola” (P.Chesterfield)
Bisognerebbe domandarsi quali ragazze frequentava Chesterfield.
“Quando le cose non funzionano bene in camera da letto, non funzionano bene neanche in soggiorno” (W.Masters)
Verissimo. Dev’esserci un feeling a 360 gradi con la persona che ami.
Un consiglio a un adolescente che per la prima volta si accosta al sesso.
La mia prima esperienza sentimentale è stata un’infatuazione totale: dai quattordici ai ventidue per me esisteva solo quella persona. Il consiglio è dunque di non donarsi al primo venuto, ma fare in modo che per tutta la vita rimanga un bel ricordo della persona con cui hai cominciato.

 

 

Intervista di: Francesco Mattana

 

 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP