Alessandra Fusi: immaginazione illustrata

Scritto da  Domenica, 16 Novembre 2008 

In occasione di "Trick or Treat?", evento espositivo collettivo di illustrazioni per favole e toys organizzato dall’agenzia D-Mood allo Zenzero cafè-wine bar di Roma dal 24 Ottobre al 7 Novembre, Alessandra Fusi, una delle artiste coinvolte, ci racconta come nasce la sua passione e quanto sia ricco e sempre pieno di scoperte il lavoro dell’illustratore.

 

Quando hai iniziato a disegnare?

Mah…Quando sono nata forse! O comunque da quando sono stata in grado di tenere una matita in mano. Mia zia ha giocato un ruolo importante in questo, raccontandomi favole e disegnandole per me (avevo una fitta corrispondenza con le fate!). Però allo stesso tempo ero convinta di non saper disegnare, almeno non “come si deve” (cioè come mia zia), finché il mio primo giorno di asilo mi hanno fatto disegnare una bandiera, che a detta della Maestra Lina era venuta benissimo. E da lì in poi non ho più smesso!

Perché illustrare? L'illustrazione come accessorio o cosa?

Perché è divertente. Perché è la cosa che mi riesce meglio (o forse l’unica che mi riesce davvero) e perché mi offre un’ottima scusa per non crescere mai. Scherzi a parte, ho scoperto di amare l’illustrazione mentre frequentavo un piccolo corso di fumetto (pensa un po’). E no, non credo che sia un accessorio, almeno io cerco di fare in modo che non lo sia: a mio avviso una storia può essere raccontata anche solo attraverso le immagini (anzi, a maggior ragione, dato che quello del disegno è un linguaggio universale) poi è ovvio che il testo può essere, ed è, importante ma deve interagire col disegno, come due mondi complementari e imprescindibili che narrano la stessa storia. La formula “testo di qua e disegno di là” diventa noiosa ormai e comunque anche in quel caso l’illustrazione può e deve saper raccontare qualcosa in più.

Alessandra e la sua opera in un aggettivo o, meglio ancora, in un’illustrazione.

Aggettivo no, troppo difficile, non posso darmelo da sola. Anche scegliere un’illustrazione è difficile. Meglio tre! O almeno due…No? Ok, vada per Alice e lo Stregatto. È da un po’ di tempo a questa parte che Alice mi sta (molto piacevolmente) ossessionando, come se non fosse già una delle mie storie preferite in assoluto! Ho anche un progetto in sospeso con Alice. Quindi incrocio le dita sperando che presentarla qui mi sia anche di buon auspicio!

Favola contemporanea o i classici di un tempo?

Classici di un tempo per sempre…Magari in stile contemporaneo. Tipo una bella favola di Neil Gaiman!

Quanto la storia da illustrare può limitare la creatività di un illustratore?

Mah...Per me avere dei confini, dei punti (o spunti) di partenza su cui iniziare a fantasticare è un aiuto più che una limitazione. Interpretare è divertente tanto quanto creare (tanto più che non si inventa mai nulla dal nulla). Quindi non è così limitante. A meno che non sia proprio una storiaccia che non mi piace per niente! Ma in tal caso si può sempre non farla.

Che tipo di approccio hai nell'accostarti alle storie?

Le leggo al volo cercando di immaginarle. Poi non le guardo più per un po’, le lascio girovagare su e giù tra la testa e la pancia, facendo qualche schizzo ogni tanto. Poi rileggo, faccio una ricerca su google (se ci sono ambientazioni, elementi particolari che non ho ben in mente o dettagli che potrei aggiungere a collage) e alla fine suddivido la storia nelle varie parti da illustrare e inizio a schizzare le tavole. Questo quando la storia non è mia, altrimenti è diverso, perché non devo digerire la storia per poi fare i disegni, nascono insieme.

Si può rischiare alcune volte nell’illustrazione di sembrare troppo “didascalici”?

Si, soprattutto se c’è molto testo con molte descrizioni che lasciano poco spazio alle interpretazioni. E se la storia è noiosa. Però insomma, credo si possa sempre trovare un modo per giocare con il testo.

Parlaci del tuo stile.

Aiuto! Perché io ho uno stile? Di già? No, davvero, in realtà proprio non so rispondere. Posso dirti quale immaginario mi piace e cerco di trasportare nei miei disegni: il circo, il mimo, i vecchi giocattoli, le bambole, le atmosfere un po’ antiche. E poi posso dirti che a volte le persone trovano i miei disegni un po’ inquietanti. Non so perché, non lo faccio di proposito. Forse è per via della musica che ascolto!

Quali tecniche si usano di solito, puoi indicarcene qualcuna? E tu quale utilizzi?

Beh, quali si usano di solito non saprei. Anche perché in realtà si può usare, e si usa, di tutto. Ci sono le “tecniche illustrative di base” che ti insegnano a scuola: tempera, acquerello, acrilico, matite ecc. Ma quelle sono sperimentazioni didattiche. Poi volendo le si usa tutte insieme. Io utilizzo tutte quello che ho scritto sopra assieme a: olio, trementina, china, ecoline, penna a sfera, carta, forbici, colla, sale, caffè, carte colorate, pennarellini. Vogliamo aprire una cartoleria?

Qual è la misura dell'originalità per un illustratore?

Che super-domandone! Nessuno inventa mai niente, quindi è normale ed è più che giusto rubare con gli occhi da tutto quello che si ha intorno. Poi io credo che sia importante prendere tutto rimescolarlo, rimaneggiarlo e farlo uscire dalle proprie mani nel modo più personale possibile, cercando di essere severi e obiettivi. Non è sempre facile, io per prima mi ritrovo a “scopiazzare” spudoratamente senza nemmeno rendermene conto lì per lì. Poi sta a me correggermi o continuare a scopiazzare, e credo che sia meglio correggermi. Anche se non tutti la pensano così (e talvolta così facendo sembra lavorino anche di più). Ma ho dato una risposta che non c’entra niente?

Reputi che l'immaginazione sia una parte fondamentale del tuo lavoro? Oppure si parte sempre da schemi prefissati o comunque da stereotipi del genere?

Fondamentalissima! Gli stereotipi e gli schemi ci sono sempre, ma il punto sta proprio nel cercare di liberarsene. Così dopo ci si diverte di più!

Hai artisti di riferimento o una corrente?

Ci vorrebbe un papiro per rispondere a questa…Cercando di stringere in due parole direi il Pop Surrealism (o Low Brow) e tutti gli artisti che ne fanno parte. E la rivista Juxtapoz in generale. Più una marea di nomi di illustratori!

L'illustratore rimane sempre un po' bambino?

L’illustratore non saprei. Io si.

Parlaci del tuo incontro con il progetto D-Mood.

Ho saputo delle selezioni per questa mostra grazie alla mia amica illustratrice Flavia Sorrentino. E così.

Cosa presenterai alla mostra collettiva “Trick or Treat?” organizzata a Roma (dal 24 Ottobre al 7 Novembre 2008 - ndr)?

Tre illustrazioni (una di Alice e due di una mia storia) e un quadro a olio, Lady Whilelmina Ufesce.

Mi piacerebbe conoscere l'opera a cui ti senti più legata e perché.

Una mia opera? O un’opera in generale?

Tutte e due...

Di opera non mia direi senza dubbio Laume, Di Brian Froud. Perché ha segnato l’inizio di tutto il mio percorso (e perché Laume è ancora il mio nickname in ogni forum o chat, eh eh!). Tra le mie opere non so… E’ sempre difficile. Così su due piedi direi Mademoisielle Escargot, perché è stato il mio primo quadro a olio in una cornice “stile favola”..E forse anche perché l’ho venduto e mi manca un po’.

L’illustrazione oggi in Italia. Croce o delizia?

Croce. Non si offre un minimo di spazio né di fiducia alle nuove mani, ai nuovi talenti. Gli unici disposti a pubblicare emergenti sono i nuovi editori, emergenti anche loro. E quindi clamorosamente al verde! Anche loro non hanno vita facile, quindi non si può fargliene una colpa. Tuttavia mi sono sentita dare delle risposte davvero deprimenti, come: “Tu sei brava, ma noi non pubblichiamo cose nuove, solo quello che già sappiamo che venderà. Vai dagli spagnoli, loro danno spazio ai giovani. Poi se il tuo libro va bene in Spagna lo ri-pubblichiamo in Italia”. E allora a questo punto spero che perdonerete il mio scarso patriottismo, ma io preferisco lavorare per l’estero.

Quanto è difficile emergere, farsi conoscere e perché.

Difficile è difficile, ci vogliono perseveranza e testa dura. E una bella corazza sulla quale far rimbalzare tutti i rifiuti. Però oggi c’è internet che offre un’enorme possibilità di spargere la voce e farsi pubblicità da soli. Mi domando cosa avrei fatto altrimenti!

Ti ritieni soddisfatta del percorso artistico fin qui vissuto? Cosa miglioreresti, dove stai portando la tua opera?

Soddisfatta no, non è MAI abbastanza!! Soddisfatto è morto d’inedia qualche settimana fa, non lo sapevi? Scherzi a parte, io ho appena iniziato quindi ho ancora molto da fare, da imparare. Però è anche vero che in tre anni ho fatto più cose di quelle che avevo immaginato. Soprattutto non avrei mai, mai pensato di fare una mostra. Figuriamoci in una galleria! Figuriamoci a Monmatre! E invece… Dove sto portando la mia opera non lo so. Più che altro dove mi sta portando lei! Da parte mia vorrei trasferirmi all’estero per un po’, magari in Francia. Cosa migliorerei… Col senno di poi eviterei certi errori, tipo affidarmi ad agenzie inutili e truffaldine. Ma gli errori servono per imparare, quindi…

Mi ha fatto molto piacere scambiare quattro chiacchiere insieme Alessandra ma, soprattutto, di avermi fatto conoscere così da vicino il magico e caleidoscopico mondo dell’illustrazione per favole

Grazie a voi di avermi fatta sentire speciale facendomi quest’intervista!

 

 

Tra la Terra e l'acqua: book trailer

 



Intervista di: Fabrizio Allegrini

Grazie a: Alessandra Fusi, Maura Bonelli, Agenzia D-Mood

Sul Web: Sito Ufficiale - MySpace - D-Mood

 

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