Un’attrice per la quale la musica è come l’acqua per un pesce ma che non può fare a meno del tragico perché spaziare è essenziale, nella vita come nell’arte. Recitare nei grandi spazi aperti dei teatri antichi è tornare alle origini del teatro e alla sua vocazione.

Spogliare il tragico della teatralità per arrivare al vero delle emozioni, questo è il claim dell’attrice di origini abruzzesi, Elettra nella tragedia omonima di Sofocle per la regia di Gabriele Lavia: pura energia di una fisicità che sorpassa le parole e le risucchia come fa in scena con il coro, che diventa l’onda del suo inconscio più profondo, voce materna che si muove come in una danza.

"Peperoni Difficili" è stato senza dubbio uno degli spettacoli più acclamati delle ultime due stagioni teatrali milanesi, con mesi di repliche da "tutto esaurito" al Teatro Franco Parenti e l'approdo all'Elfo Puccini nell'ambito della rassegna Padiglione Teatri in occasione dell'Expo. Finalmente questa originale commedia, perfetto connubio tra tradizione umoristica italiana ed inediti sentieri di riflessione, tra sferzate di saporitissima ironia e subitanei impeti di commozione, raggiunge anche Roma, dove resterà in scena al Teatro Vascello fino al 15 maggio. Abbiamo incontrato Rosario Lisma, autore, regista ed uno dei protagonisti della pièce, per scoprire la genesi e il cammino sin qui percorso da questo lavoro teatrale, gettando al contempo uno sguardo ai progetti in cantiere per il prossimo futuro.

Approda finalmente a Roma, al terzo anno di tourneè sui palcoscenici italiani, l'universo visionario ed ultraviolento di "Arancia Meccanica": non un adattamento qualsiasi del romanzo del 1962 di Anthony Burgess o dell'epico film che nel '71 ne ricavò Stanley Kubrick, ma il vero e proprio testo teatrale che lo stesso Burgess scrisse nel ’90 per la Royal Shakespeare Company. Una produzione Teatro Bellini/Fondazione Teatro di Napoli, per la regia di Gabriele Russo, che restituisce vigorosamente la potenza icastica della pièce e la sua capacità di indurre le coscienze ad interrogarsi sulle radici della violenza che permea in profondità il nostro quotidiano. Abbiamo incontrato Sebastiano Gavasso, in scena nel ruolo dell'efferato drugo Dim, per approfondire la genesi di questo spettacolo e l'ineffabile alchimia che ne ha decretato il successo, rivolgendo anche lo sguardo ai numerosi altri progetti che attualmente vedono protagonista il giovane e talentuoso attore romano.

Particolare e sperimentale adattamento dell’omonimo romanzo di Gianrico Carofiglio, lo spettacolo teatrale itinerante e di denuncia sociale "Ad occhi chiusi" continua a riscuotere successo nel pubblico, con una programmazione di repliche che si protrarrà durante il mese di aprile. Abbiamo incontrato Sara Allegrucci, produttrice e interprete della pièce.

Sono gli uomini senza voce, quelli ridotti al silenzio, considerati dalla società persi da perdizione, come diceva di un amore non tollerato Marguerite Duras in "Occhi blu, capelli neri", che interessano a Galliano Mariani. Sono le persone considerate solo individui da rieducare o da restituire come vuoti a perdere in una discarica della vita, quelle alle quali l’attore presta la sua attenzione, non per schierarsi contro coloro che pretendono di stare dalla parte dei giusti ma perché ci sia uno spazio per ognuno di noi. Dopo aver particolarmente apprezzato il precedente lavoro da lui interpretato, "Sissy Boy", abbiamo incontrato Mariani in occasione delle repliche romane del suo nuovo progetto "Millennium Bug" - firmato da Sergio Gallozzi e diretto da Christian Angeli - liberamente ispirato a "Il Maratoneta" di Luca Coscioni.

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