Nella Centrale Idroelettrica di Fies a Dro è in corso in questi giorni la trentacinquesima edizione del festival Drodesera, crocevia di performing art, danza, teatro ed arti visive internazionali. Abbiamo incontrato Virginia Sommadossi, responsabile della comunicazione, dell'immagine e delle relazioni esterne per questo magmatico epicentro di cultura e sperimentazione, che ci ha svelato l'incarnazione di quest'anno del festival e i numerosi progetti che animano questo hub culturale attivo 365 giorni all’anno sui linguaggi del contemporaneo, attraverso il sostegno di giovani artisti e realtà imprenditoriali legate all’innovazione.

Dire il tragico è stringere la mano alla contraddizione, accogliendola, standoci dentro, in una parola, aprendo le porte alla vita dove i generi letterari non sono separati come nei manuali. E’ rendere attuale l’universale senza forzature e volgarizzazioni, addomesticarlo, senza enfasi e senza appunto teatralizzazione per restituirlo autentico e credibile, fuori dagli stereotipi. Attingere dall’archivio della vita per recitare e non da quello molto più limitato e usurato del teatro è la scommessa della regia di Gili, fino al 22 luglio “in scena” con un laboratorio su "Casa di bambola" di Henrik Ibsen.

Arriverà il giorno in cui, accoccolata sul divano di casa e col portatile sulle ginocchia, scriverà la propria autobiografia. Materiale con cui riempire un libro ne avrà tanto, davvero tanto, solo che bisognerà pure trovare un titolo gagliardo, per invogliare la gente a leggerlo. Propongo Monica e il desiderio, come il film di Ingmar Bergman. Ma niente di pruriginoso, come qualcuno maliziosamente potrebbe intendere. Il desiderio della Faggiani è più nobile: è voglia di sincerità nei rapporti umani, di coerenza tra etica pubblica ed etica privata, di amore inteso come condivisione e non come possesso, di arte con la A maiuscola. Questa sono io, attualmente al Teatro Libero, è il suo ultimo impegno di stagione.

Simone Giustinelli si è confermato nel corso dell'ultima stagione come uno dei più interessanti registi della nuova scena teatrale romana. La caparbietà della sua ricerca di linguaggi contemporanei e forme artistiche all'insegna del travalicare generi e categorie drammaturgiche troppo rigidamente codificate, lo rende uno dei nomi da tenere assolutamente d'occhio nel prossimo futuro. Dopo la sua rilettura di "4.48 Psychosis" di Sarah Kane e del "Girotondo" di Arthur Schitzler, si prepara al debutto in autunno con una sua nuova regia su un testo di Pinter. Lo abbiamo incontrato per scoprire l'origine della sua passione per il teatro ed i prossimi progetti in cantiere, che Simone ci ha raccontato in un'interessante intervista a tutto tondo.

Signori si nasce e io lo nacqui”, diceva il grande Totò. Il principe De Curtis, persona geniale ma anche complessa e piena di contraddizioni, era sì consapevole del fatto che la nobiltà d''animo è tutto ciò che conta eppure, allo stesso tempo, ha sempre vissuto le proprie radici araldiche come un riscatto dalle origini povere e plebee. Il principe Urbano Barberini - col quale abbiamo intrattenuto una piacevolissima conversazione al S.Babila tra una replica e l'altra di Il cambio dei cavalli, ultima brillantissima intuizione drammaturgica della grande Franca Valeri - ha intrapreso in un certo senso il percorso inverso: discendente di una delle più antiche e prestigiose famiglie di Roma, non ha mai desiderato ostentare questi privilegi di nascita. Si considera cittadino tra i cittadini, indignato come la maggior parte di noi per la scarsa attenzione delle istituzioni al patrimonio paesaggistico e architettonico della nostra meravigliosa Italia.

Debutta al Teatro India in prima nazionale "La Guerra Grande - Storie di gente comune", il nuovo progetto del giovane e talentuoso regista Roberto Di Maio, spettacolo che ad un secolo di distanza riscopre le testimonianze del primo conflitto mondiale, raccontandole attraverso il linguaggio e le tecniche della contemporaneità, in una armonica commistione di stili. La trama della pièce è liberamente tratta da "La Guerra Grande. Storie di gente comune", volume curato nel 2014 dallo storico Antonio Gibelli ed edito da Laterza. Protagonista in scena sarà Stefano Fresi, nei panni di un insegnante di italiano, durante la guerra ufficiale al fronte addetto al controllo della corrispondenza epistolare dei combattenti, al fianco di Lucrezia Guidone, Diego Sepe, Rosario Petix, Beatrice Fedi, Piero Cardano e Giulio Cristini. Abbiamo incontrato Di Maio in prossimità del debutto di questo atteso lavoro per scoprirne la genesi e l'inedito punto di vista rivolto ai drammatici eventi di cui si celebra il centenario.

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