Lo chiamano ‘Effetto Serendipity’: apparentemente la tua vita ha imboccato una certa strada ma poi, per una serie di circostanze casuali, ti ritrovi proiettato in un vortice imprevisto. Gisella è entrata nel vortice del teatro a 22 anni. Forse negli anfratti del suo animo covava la voglia latente di esibirsi davanti al pubblico, ma a livello cosciente non sentiva questa urgenza. Ciò che è certo, più che certo, è che negli anni la crisalide si è trasformata in farfalla multicolore. Il talento l’ha affinato spettacolo dopo spettacolo, accompagnato dalla convinzione, molto presente dentro di sé, che recitare è il mestiere più bello del mondo.

Come direbbe il Dr Frankenstein, gridando a squarciagola: SI PUO' FAREEE. Certo che si può fare un musical tratto dal celebre film di Mel Brooks. Anzi, si deve fare, tale e tanto è l'affetto che il pubblico da decenni riversa su questa storia. Personaggi rimasti nell'immaginario collettivo, battute rimaste scolpite nella mente: Frankenstein Junior, ormai, è patrimonio dell'umanità. Il talento, la simpatia, l'impeccabile professionalità della Compagnia della Rancia fanno il resto. Giampiero Ingrassia, formidabile mattatore del palcoscenico, ci racconta questa sua ultima esperienza. E sfoglia insieme a noi l'album dei ricordi di una carriera ormai trentennale.

Alessandro Salvatori è un giovane attore romano, ricco di entusiasmo e creatività, diviso tra la passione per il musical e quella per la commedia brillante all'italiana. Due istinti che si compenetrano alla perfezione nello spettacolo "In 2 sotto a 'na finestra" di cui è protagonista assieme ad Andrea Perrozzi, con il travolgente ritmo comico garantito dalla regia di Paola Tiziana Cruciani. Lo spettacolo, dopo il grande successo riscosso nella scorsa stagione, sarà in scena al Teatro Sette dal 29 gennaio al 10 febbraio. Ne abbiamo parlato con lui per scoprire qualche dettaglio in più su questo progetto divertente  e originale e sulle idee in cantiere per il prossimo futuro.

Arriva direttamente dalla Sicilia uno dei giovani talenti più poliedrici e originali della nuova generazione attoriale italiana: Luigi Tabita, dopo i successi riscossi ne “L’opera da tre soldi” di Brecht al fianco di Massimo Ranieri e Lina Sastri e nello shakespeariano “Come vi piace” diretto da Marco Carniti al romano Globe Theatre, sta per debuttare nel tempio della commedia musicale all’italiana, il Sistina, nello spettacolo “Una vita da strega” con Bianca Guaccero e Francesco Venditti. Tra la genesi della sua passione per la recitazione e i progetti in cantiere per il futuro, Luigi si racconta a trecentosessanta gradi svelando con entusiasmo il suo costante desiderio di cimentarsi in nuove avvincenti avventure artistiche.

Claudia Campagnola torna in scena con “La città di plastica” dal 18 al 23 dicembre al Teatro Ambra alla Garbatella di Roma e si racconta così… “Io ho voglia di dare qualcosa. Di comunicare. Voglia di crescere e il teatro è una grande fortuna che capita. Il teatro è una missione ed io come attrice ho il compito di dare vita al racconto; io sono un mezzo che con voce e corpo emoziona, manda un messaggio”.

“Il primo amore non si scorda mai” è un motto abusato, ma si attaglia perfettamente a Marco Columbro. Scoprì il teatro a 21 anni, e da allora – nonostante i ripetuti ‘tradimenti’ con la TV - il cuore è rimasto sempre lì tra le tavole del palcoscenico. E pensare che cominciò tutto per gioco: per pura goliardia, aveva accettato la scommessa di mettere in piedi uno spettacolo. Niente di serio, insomma. Se non fosse che però la sua “Cantatrice calva” di Ionesco alla fine vinse il primo premio di un concorso. A quel punto lì, la strada era segnata: da Viareggio a Firenze, fino ad arrivare a Milano, città che gli ha portato fortuna su tutti i fronti. Sognava Strehler, come tutti i giovani teatranti degli anni ‘70. Un sogno che non si realizzò mai, ma in compenso incontrò un signore di nome Dario Fo (recitò nella “Histoire du soldat” e ne “Gli arcangeli non giocano a flipper”). Dopo l’esperienza con Fo, era tutto più chiaro: Columbro era nato per sviluppare la corda comica, non doveva far altro che affinarla. E così negli anni Ottanta, ormai rapito dalle luci della ribalta televisiva, divenne uno dei più simpatici e amati personaggi del piccolo schermo. Il resto è storia nota: il successo di “Tra moglie e marito”, programma che non piaceva ai direttori dei TG, perché gli rubava milioni di spettatori; il sodalizio felicissimo con Lorella Cuccarini; le fiction, grazie a cui il grande pubblico ha scoperto il suo talento d’attore. Ci sarebbe poi un capitolo a parte da dedicare alla vita spirituale di Columbro. Ma forse un capitolo non basterebbe: ci vorrebbe un libro.

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