Andrea Croci è uno tra gli interpreti più versatili, intensi e carismatici del panorama teatrale musicale italiano. Dopo averlo apprezzato in alcune delle più interessanti produzioni di questo genere degli ultimi anni - dal faraonico "La Bella e la Bestia" alle atmosfere gotiche di “Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street” - lo incontriamo in occasione della presentazione al Teatro Olimpico di Roma, in forma di concerto, dello spettacolo "Fantasmi a Roma" per farci svelare l'origine della sua passione per il palcoscenico, le tappe più significative che hanno costellato la sua carriera e qualche segreto su questo nuovo interessante progetto.

Edoarco PurgatoriIn molti riconosceranno in Edoardo Purgatori il giovane e impetuoso attore che ha saputo far battere il cuore delle adolescenti italiane recitando nell'ultima serie della fiction "Un medico in famiglia". In realtà la sua più profonda e inderogabile passione è però quella per il teatro, il suo talento ed entusiasmo brillano al massimo della vividezza sulle assi del palcoscenico, dove si confronta con l'impegnativa drammaturgia contemporanea di autori come Labute e Rueff, con l'umiltà di mettersi costantemente in gioco ed un'energia contagiosa. Lo abbiamo incontrato a Roma in una chiacchierata davvero piacevole, per raccontare Edoardo a trecentosessanta gradi, dalla sua formazione internazionale alle sua aspirazioni artistiche, dai prossimi progetti in cantiere all'impatto con l'improvvisa popolarità e affetto del pubblico.

Il cammino di avvicinamento a "Still Life (2013)" volge al termine: lo spettacolo debutterà in data unica al Teatro Argentina di Roma martedì 25 giugno, una serata-evento civile nel Teatro della città, un piccolo contributo dell’ensemble ricci/forte per tentare di combattere la discriminazione identitaria. Un massacro a cinque voci per una vittima, annientata dal bullismo omofobico. Un "omaggio" per ricordare l'adolescente romano, uno dei tantissimi, che si è tolto la vita impiccandosi con la sua sciarpa rosa. Ne abbiamo parlato con Anna Gualdo, una delle protagoniste dello spettacolo, attrice di ineffabile carisma e singolare potenza espressiva, nonchè da quasi un decennio compagna di viaggio e musa ispiratrice della inarrestabile coppia di drammaturghi.

Quanta saggezza in Cesare Pavese quando affermava che 'essere giovani è non possedere se stessi'. C'è chi, come la Compagnia Hypocrites, ha declinato in maniera del tutto personale l'aforisma del langhigiano. Come le cavallette, questi ragazzi saltabeccano da un autore all'altro, da un ruolo al suo (apparente) contrario: non fai a tempo a gustarti l'avvincente rilettura di Pinter che il giorno successivo già ti sfoderano la cupa visionarietà di Alan Moore. Da Sleuth a Vendetta, con un intervallo di appena ventiquattro ore l'uno dall'altro: più facile a dirsi che a farsi. Loro ce la fanno: prendono un film di successo e lo traducono in pièce teatrale, senza far minimamente rimpiangere allo spettatore il precedente su pellicola. Hanno cominciato nel 2008 con Le relazioni pericolose, ora sfornano idee a getto continuo. Merito loro, ma anche del Teatro della memoria che per primo gli ha offerto uno spazio in cui dar forma ai propri sogni. Giovanissimi, il più vecchio di loro ha pressoché un quarto di secolo. La più piccola della comitiva, Claudia Campani, merita una Special Mention: prima volta in assoluto che si esibiva da attrice su un palco, è stata semplicemente una bomba. Una Ivy che avrebbe riempito di adrenalina pure le vene di Natalie Portman. Con lei sul palco Andrealberto Bettini, Lorenzo Rossini, Mattia Morini, Claudio Tamiazzo e Daniela Baldinotti (i primi due, la sera prima, hanno restituito alla grande l'indole spiazzante del Nobel inglese). Il tutto coordinato da Antonio Giannino (portavoce di tutto il gruppo nell'intervista che leggerete), erede di Queneau nel gusto di mettere insieme arte e matematica (ma cosa sarebbe Antonio senza la preziosa collaborazione della sceneggiatrice Chiara Azzolini). Facciamoci tutti caso: le piccole compagnie creano un entusiasmo tra il pubblico che le più blasonate se lo sognano. Tra spettacoli, workshop, stage intensivi per avvicinare i liceali alla recitazione, Hypocrites naviga a vele spiegate nei marosi del teatro. Ci mettono talento, ma anche molta sincerità. La sincerità degli Hypocrites: un ossimoro che funziona.

Terza tappa del nostro percorso di avvicinamento a "Still Life (2013)", il nuovo spettacolo con cui l'ensemble ricci/forte omaggerà il ventennale della storica rassegna del Garofano Verde, affrontando il tema della discriminazione, del mobbing psicologico identitario che determina la repressione dell’immaginazione e spinge all'auto annientamento. In questa tappa incontriamo uno degli attori più recentemente approdati nella compagnia, Francesco Scolletta, lasciandoci conquistare dal suo contagioso entusiasmo che, ben miscelato a naturale talento interpretativo e risoluta determinazione, regalerà sicuramente preziosa linfa vitale a questo attesissimo progetto.

“Siamo in missione per conto di Dio”: questo era il leitmotiv che accompagnava le scorribande dei Blues Brothers. Le nostre due amiche, con più umiltà ma uguale tenacia, lo traducono in: “Siamo in missione per conto della compagnia Effort”. Non è certo per mero capriccio che si sono buttate anima e corpo su questo progetto: è la passione per il teatro, trascinante e inarrestabile, il motore delle loro convulse giornate. Solo il destino porta due biografie così differenti a incrociarsi. Il caso ha voluto che due tipologie fisiche e caratteriali difformi si incontrassero. Da quel dì ormai lontano non si sono più lasciate. Squadra che vince non si cambia, recita il proverbio: dopo il successo di Closer al Tertulliano, hanno trovato ulteriore conferma a questa loro convinzione. Non è la prima volta che da spettatori ci accostiamo al testo di Patrick Marber: ogni volta, il piacere di una storia coinvolgente, che parla di sentimenti, paure e frustrazioni universali. Alessandra e Valentina, come sempre, hanno messo a disposizione il proprio bagaglio di talento e ispirazione creativa. Con l’aiuto dei partner in scena Gianluca Sollazzo e Simone Spinazzè, della regista Adriana Milani e dell’acting coach Michael Rodgers è venuta su una pièce coi fiocchi.

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