Con l’attore e regista romano Massimo Belli, che abbiamo incontrato nella medina di Tunisi davanti a un thé al Fondouk el-Attarine, abbiamo rievocato una Roma che non c’è più. L’incontro tunisino non è casuale: la nostra amicizia è nata a Roma alla libreria “africana” Griot di Trastevere ma a farci da ponte è stata la Tunisia perché l’occasione del primo incontro è stata la presentazione di un mio libro all’indomani della rivolta del 2011. La sua curiosità era legata a quella patria emotiva che per l’artista potrebbe essere un nuovo laboratorio lontano da una Roma che sembra mancare di vitalità e freschezza. Idealmente ci trasferiamo con la mente nel centro della Capitale, al Teatro dell’Orologio, dietro Corso Vittorio Emanuele. I recenti fatti di cronaca hanno consegnato tristemente questo posto alla storia…ma siamo sicuri solamente per una brevissima parentesi.

Poliedrica, determinata, raffinata e seducente, Guenda Goria è artista dalle mille sfumature e in costante ricerca e sperimentazione: musicista, regista ma soprattutto attrice, oggi nei panni dell’ambiziosa ed assolutamente priva di scrupoli Claudia, in “RISIKO - Quell’ irrefrenabile voglia di potere”, in scena fino al 9 aprile al Teatro della Cometa, uno spettacolo di Francesco Apolloni con la regia di Vanessa Gasbarri. Addentriamoci alla scoperta del suo caleidoscopio di sfumature con questa intervista a tutto tondo.

Una personalità effervescente che sceglie di "nascondersi" dietro il personaggio per lasciarlo agire. Lettrice appassionata capace di non sovrapporsi all'autore. Una vocazione, quella del palcoscenico, che l'accompagna fin da bambina al riparo dalla tentazione della regia...per ora almeno.

Antonio Monsellato, talentuoso attore, alla soglia dei trent’anni, nelle sue vene sgorgano sangue fieramente salentino e una vivida, sincera passione per il teatro, specialmente quello che si fa portatore di impegno civile e di uno sguardo autentico rivolto alla società, per smuovere le coscienze e sollecitare il cambiamento. Questo il suo identikit. Dal 22 marzo sarà uno dei protagonisti di “Risiko”, una tagliente commedia scritta da Francesco Apolloni e diretta da Vanessa Gabarri, pronta ad approdare al Teatro della Cometa. Cogliamo dunque al volo l’occasione per incontrarlo, per scoprire in anteprima le nefandezze del suo torbido personaggio, e avventurarci tra gli altri progetti che lo vedranno coinvolto nel prossimo futuro.

A teatro ci siamo conosciute, quindi ritrovate e poi tornate in questa passeggiata romana. Ho incontrato Francesca Romana Miceli Picardi nella sua terra, la Calabria, a Castrovillari, in occasione dell’edizione 2016 del Calabbria Teatro Festival dove è stata presente come regista e interprete di “Scompaio” (recensito su queste pagine). Quando le ho chiesto quale teatro di Roma avesse voluto raccontarmi, non ha avuto dubbio nel portarmi al Tor di IX che nasce ed è da sempre un Teatro, conosciuto anche come Sala Pirandello, e porta il nome di uno dei più importanti teatri romani distrutto nel 1889 che era conosciuto anche come Teatro Apollo-Tordinona. Nasce, mi ha raccontato, dalla demolizione di edifici pregressi di case popolari e acquista la sua notorietà grazie a Renato Giordano, regista e direttore artistico del teatro. A lui si devono infatti la regia e la presenza nel teatro di spettacoli come “Spoon River” con Mariangela Melato e Michele Placido, ma anche “Satyricon” con Peppe Barra o il “Decamerone” con Albertazzi e Placido; e, ancora, “In Ricordo” con Catherine Deneuve e Michele Placido. La direzione del Tor di IX passa in mano ad Ulisse Benedetti subito dopo la chiusura del Teatro Colosseo allorchè il beat72, nato per volontà di Benedetti, si sposta appunto al Tor di IX.

Abbiamo incontrato Elena Arvigo in occasione delle repliche romane di “Edipo”, ambizioso progetto teatrale della compagnia Mauri Sturno che giustappone due classici immortali, l’ “Edipo Re” e l’ “Edipo a Colono” di Sofocle, con le regie per taluni versi antitetiche di Andrea Baracco e Glauco Mauri. Partendo dai ruoli da lei interpretati, Giocasta e Antigone, abbiamo poi percorso a ritroso alcune delle ultime tappe del suo ricchissimo bagaglio artistico, dai “Monologhi dell’atomica” di Hayashi e Aleksievich ai reportage di Anna Politkovskaja, da Garcia Lorca a Sarah Kane, sino al prossimo lavoro che la vedrà protagonista, L’Imperatore della sconfitta di Jan Fabre, scoprendo in lei una sensibilità curiosa, ricercata ed appassionata.

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