Army: a forza di Pop

Scritto da Giovedì, 13 Febbraio 2014

Armando Fusco, in arte Army, è un artista campano sensibile e in trasformazione. L’ho incontrato “virtualmente” in chat. Una chiacchierata intima su Army artista (compreso il nuovo disco “A forza di fuoco”) e Army uomo.

Ox, Osmel Fabre, è cantautore, musicista, cantante, fotografo, un artista di talento. Ha iniziato a scrivere canzoni intorno ai 14 anni e dopo due anni di lezioni di chitarra classica ha deciso di dedicarsi alla chitarra acustica ritmica e canto. Dopo 9 anni come cantante e frontman del gruppo ska e rocksteady “I Maghi di Ox”, ha deciso di puntare sulla produzione di musica propria, scrivendo, suonando e cantando le proprie canzoni. A fine 2011 ha realizzato il suo primo album ufficiale “When Things Come Easy”. Ora sta lavorando ad un nuovo progetto discografico. Michela Zanarella lo incontra per un'intervista.

Ma come si fa a rinunciare al proprio passato? E poi soprattutto, perché rinunciarvi? Avere vinto la prima edizione di Io canto è forse una parentesi biografica trascurabile, su cui sorvolare? Cristian Imparato - 17enne tenace, intenzionato a coltivare il suo talento abbattendo qualunque ostacolo innanzi a sé - è il primo a sapere di dovere tanto al programma Mediaset che lo lanciò, nel lontano 2010. Che poi tanto lontano non è: sono trascorsi appena tre anni. Ma tra i quattordici e i diciassette anni, sappiamo tutti che razza di metamorfosi avviene nel corpo, nella mente, nello spirito di un ragazzo. Chiaramente, colpisce di più quando la trasformazione riguarda un personaggio pubblico. Cristian era “il brutto anatroccolo” (questo l'epiteto che gli affibbiarono, un po' affettuoso e invero un po' crudele) che incantava il pubblico Mediaset con E penso a te di Battisti. Ora, Anno Domini 2013, il primo vero esame di maturità della sua vita: l'uscita di un disco omonimo, con cui lancia il 'guanto di sfida' ai colleghi cantanti più maturi.

Arhia di grande successo

Scritto da Sabato, 26 Ottobre 2013

ArhiaCon tutto il rispetto per Laterina, provincia di Arezzo - che senza dubbio è una ridente località in cui la qualità della vita è superiore rispetto alle metropoli - ma a vent’anni è lecito il desiderio di scappare dalla periferia. Ci voleva grinta, ambizione ma soprattutto talento per fare il salto: un mix vincente che contraddistingue la band Arhia. Stefano Lazzerini (voce), Alessandro Curto e Aleandro Cioni (chitarra), Fabio Sottani (basso), Riccardo Frontani (tastiere) e Samuele Boschi (batteria): un dream team che ha già conquistato molti giovani, ma pian pianino sta facendo breccia anche tra gli over 40. Chiacchierando col frontman Stefano si intuisce che, forse, il segreto del successo sta tutto in una parolina: semplicità. Non montarsi mai la testa, anche quando il vento è in poppa. E le cose stanno andando veramente bene per questi sei ragazzi. Grazie anche a un padrino d’eccezione come Federico Moccia: galeotto fu il produttore Gioacchino Rispoli, che li fece incontrare. Ora firmano la colonna sonora di Universitari, l’ultima pellicola dello scrittore-regista. E per il film hanno inciso Io per te (disponibile su Youtube), in duetto con Mietta. Il sodalizio con Moccia è destinato a dare molti altri frutti in futuro: girerà anche il video di Questo amore, prossimo singolo del gruppo. L’augurio è che l’intervista qui di seguito faccia da ulteriore volano a una carriera già in ascesa.

Belli ma non dannati. Tutt'altro: sono quattro bravi ragazzi che col linguaggio della musica irradiano al mondo quei valori positivi per merito dei quali si sono formati come uomini. Sono i FourOne, la boy band del momento. Amato Scarpellino, William Di Lello, Gabriele Manzo e Thomas Grazioso: tutti ex concorrenti di Amici, tutti destinati a un avvenire radioso costellato di successi. Lasciamo che loro stessi - dotati di grande presenza scenica ma anche assennati nel fare un bilancio del proprio passato e un preciso quadro prospettico del futuro - ci raccontino che sapore ha un successo di vaste dimensioni, raccolto in un lasso di tempo breve.

La fascinazione del dramma tra musica, gesti e parole. “Una mattina mi sono svegliato e ho avuto una folgorazione…”, comincia così la giornata di un violoncellista che diventa direttore d’orchestra, innamorandosi poco a poco ma inesorabilmente - com’era già accaduto molti anni prima con la musica superando le difficoltà di uno strumento ostico - della lirica, di quel compimento dell’azione drammatica fatta di una fusione tra parole, musica, costumi e recitazione. Oggi quella scoperta vuole che diventi sperimentazione e patrimonio dei giovani.

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