In vista dell’uscita dell’album di debutto “Incredibile”, abbiamo incontrato la giovane band milanese dei Thema, che ci ha raccontato di voler essere “fresca e diretta”, con un pop che resti in testa, parlando d’amore e di vita, senza interesse per il sociale, se non come dimensione interiore.

Abbiamo incontrato Mario Lavezzi, autore, cantautore e produttore, impegnato a rimettere al centro del sistema discografico la musica, fatto che sembra tutt’altro che scontato, garantendo più opportunità soprattutto ai giovani con due progetti, la petizione per la modifica del regolamento del Festival di Sanremo e Campusband, Musica & Matematica 3, terza edizione dedicata agli studenti con la musica in testa.

La vocazione alla “rottura” con l’accademia, senza il gusto della provocazione ma nel dialogo costante con la musica, fatta di emozioni e di grande disciplina, che Giovanni Allevi coltiva con umiltà, curiosità e anche uno sguardo timidamente divertito. Abbiamo incontrato Allevi sul treno di ritorno dal Festival di Sanremo, al suo rientro a Milano dove vive, dopo la maratona nella Giuria degli Esperti per le serate finali della manifestazione musicale.

E’ stata la notizia dell’edizione 2018 che per una volta ha messo a tacere possibili gossip, l’ipotesi di esclusione della coppia formata da Ermal Meta e Fabrizio Moro per il ritornello tratto da una precedente canzone dello stesso autore, Andrea Febo; archiviata la vicenda, “Non mi avete fatto niente” è tra i brani favoriti nella finale di stasera. La sala stampa si è ingolosita ed eccitata, a mio parere cavalcando una vicenda spinosa che poteva garantire la notizia, ma oggi sembra brindare al duo. Si sono conosciuti lo scorso anno a Sanremo, e quest’anno si sono presentati con una canzone contro la paura dopo gli attentati di Manchester che, nella versione duettata con Simone Cristicchi, è diventata giornalismo di denuncia. Uno sguardo alla cronaca, un taglio sociale, senza perdere la narrazione e l’intimità dell’emozione.

Enrico Ruggeri torna a Sanremo con grande entusiasmo assieme al suo gruppo storico dei Decibel, con "Lettera dal Duca", e ha detto “se qui ci sono già stato, e vincitore due volte, in questo frangente suonando con i miei amici e con Midge Ure ho provato una grande emozione". La soddisfazione forse è dovuta anche alla fresca nomina, conferitagli dal conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, alla cattedra di storia di musica italiana del Dopoguerra. “E’ interessante che in un luogo deputato alla musica classica si possa raccontare il rock perché significa che il solco tra le varie categorie della musica si è annullato.”

La strana coppia, come è stato detto, formata da Diodato (al secolo Antonio Diodato), di origini pugliesi e dal trombettista siciliano di Augusta Rosario Paci, detto Roy, cantante e musicista che ha partecipato a oltre 400 dischi, punta a sperimentarsi su altri orizzonti e con nuovi artisti.

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