Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Dalla periferia all’Ariston i soldi ostentati e il confronto con un padre assente nel “morocco-pop” di Mahmood, come lo chiama lui; sul palco è energia pura che arriva diretta. Il ritmo c’è tutto e il rap non si contamina troppo, molto radiofonico il brano ha tutti gli ingredienti per essere vincente. L’ammiccamento anche, ma piace, conquista la sala stampa come durante la conferenza la presenza entusiasta e fresca del cantautore. Tra i giovani, che quest'anno non sono una categoria a parte, se i favoriti sembrano Ultimo e Irama perché fanno il pieno ai concerti e stanno vendendo bene senza contare il favore dei social, prende quota Mahmood insieme ad Achille Lauro.

La serata più attesa, almeno in sala stampa, è stata indubbiamente all’insegna dell’abbondanza con 56 artisti sul palco e il super ospite Luciano Ligabue, re della serata, pur con qualche eccesso. D’altronde questo festival è stato il trionfo degli ospiti. Il ritmo finalmente è stato trovato con meno parole e più focus sugli interpreti. Finalmente anche Claudio Bisio ha trovato lo spazio giusto per valorizzare la propria capacità con un monologo, diventato poi a due voci, tra un padre e un figlio, con il rapper Anastasio vincitore di X Factor.

Con “Le nostre anime di notte”, Anna Tatangelo affronta il suo settimo Festival (la prima volta ci è salita a 17 anni quando vinse nella categoria Giovani) e racconta la crisi di coppia con Gigi D’Alessio, in coppia dal 2006, così almeno si è detto e scritto dappertutto (avevano duettato nel 2002 e nel 2004; nel 2010 hanno avuto un figlio Andrea, nel 2017 si sono lasciati per poi tornare insieme).

I Negrita, in gara al 69° Festival di Sanremo con I Ragazzi Stanno Bene 1994-2019, brano scritto e composto dalla band e prodotto da Fabrizio Barbacci che farà parte della raccolta omonima in uscita oggi, dichiarano di star bene. L’album celebra i 25 anni di carriera del gruppo con 33 brani che ripercorrono la storia della band toscana più tre inediti, “I Ragazzi stanno bene”, “Andalusia” e “Adesso basta”.

Secondo anno per Ultimo, all’anagrafe Niccolò Moriconi, cantautore romano, nato il 27 gennaio 1996, da vincitore dell’edizione 2018. Dopo la vittoria nel Festival di Sanremo 2019 nella categoria Nuove proposte con il brano “Il ballo delle incertezze” ha visto esplodere la propria carriera. Ha perso l’aria spaurita, quella timidezza che ha incantato lo scorso anno la platea, ma non la freschezza; in un anno è cresciuto quanto a capacità di stare sul palco e ha fatto un bel lavoro sulla voce.

La notizia è sulla scenografia visto che sono iniziati i lavoro per la realizzazione del nuovo Auditorium Franco Alfano, compositore napoletano morto a Sanremo nel 1954 (conosciuto soprattutto per aver completato le ultime due scene della “Turandot”, l’ultima opera di Puccini, nel 1926), che dovrebbero essere conclusi in sei otto mesi.

Francesco Renga, cinquant’anni, fa un bilancio, si volta indietro con Aspetto che torni, tra la perdita dolorosa della madre anni fa (quando aveva più o meno la stessa età che il cantautore ha adesso) e la malattia dell’Alzheimer del padre, per poi guardare avanti dove c’è un nuovo amore, reale nella sua vita, e la serenità ritrovata che ha messo al riparo dalle tensioni i figli e la ribalta nella vita intima. La canzone sta tutta nella sua voce, il vero strumento che ha tra le mani e che negli anni ha valorizzato, cambiato, cercato di modulare su inclinazioni più moderne. L’idea di Sanremo non era nell’aria, con la nuova uscita in arrivo, ma Claudio Baglioni gli ha mandato un brano scritto da Tony Bungaro che il cantautore, nato ad Udine, ma da sempre a Brescia, sostenitore della qualità della vita di provincia, ha riscritto in una notte tenendo quasi solo il ritornello.

Argentovivo è un flusso di coscienza, un argomento scabroso e difficile, tragicamente originale, un messaggio per figli e genitori, un brano che è una fotografia spietata e non una semplice denuncia perché non è a tesi. Il testo e la messa in scena meriterebbe una mise en espace che conferma le doti di Daniele Silvestri, romano cinquantenni con un album in uscita a primavera. Finalmente qualcuno che osa ma senza ostentazione, senza effetti speciali eppure la canzone è un pugno anche se qualche volta non colpisce a segno.

In gara con L’ultimo ostacolo è in duetto con Fiorello, alla vigilia dell’uscita del nuovo album Viva da morire. Il nuovo brano sembra lasciare le paure alle spalle. “Nel testo – ha dichiarato Paola Turci in conferenza stampa - dico che ‘siamo fuori pericolo’ perché non siamo soli ed è questo il senso della canzone. Voglio immaginare ancora di poter mettere la mia mano nella mano grande del mio supereroe, mio padre, per essere sempre al sicuro, magari per inciampare ma ‘per cadere insieme’ che anche se ci si fa male ci si conforta”.

Classe 1990, il rapper romano Achille Lauro (nome di battesimo Lauro, cognome De Marinis) è un protagonista della nuova scena musicale italiana, partito dalla periferia romana di Montesacro, dove nasce e comincia a farsi conoscere nei giri criminali di quartiere, alle prime registrazioni con il Quarto Blocco, etichetta rap del fratello. In effetti, come emerge da Achille Lauro No Face 1 - Una Produzione De Marinis srl e HQEventS&Production srl in collaborazione con F&P Group srl per la regia di Sebastiano Bontempi e Lauro De Marinis - è il primo documentario, un video diario su Achille Lauro, sul suo mondo e sui suoi progetti, il cantautore nell’ambito della scena musicale divisa tra fra rap e trap, è l’uno e l’altro ed altro ancora.

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