Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Un libro d’altri tempi, di critica letteraria o, meglio testuale, che presuppone o può affiancare una lettura approfondita e ad ampio spettro dell’opera di Jean Genet. Testo prezioso ed erudito di analisi dei testi in senso classico, lascia l’autore del libro, Neil Novello, dietro le quinte per concentrarsi totalmente sull’oggetto della critica, senza dare giudizi di sintesi né sposare tesi ma facendo parlare i singoli testi. Quasi una parafrasi di questo galeotto, ladro, omosessuale che nella sessualità anche brutale e nel tradimento, trova gran parte di una certa poetica. Senza indirizzare il lettore Novello mette in luce la modernità dello scrittore francese, soprattutto delle ultime opere, dedicato alla denuncia civile, al mondo “arabo”, portavoce dei diritti degli immigrati maghrebini in Francia e, in generale, solidale con tutti i déraciné della storia, dal ladro, al condannato.

L’anima mediterranea del festival Sete Sóis esonda a Pontedera e nelle sue periferie

E’ stato presentato al Palazzo del Consiglio Regionale della Toscana, a Firenze la XXVI edizione del Festival Internazionale Sete Sóis Sete Luas che si è svolto dall’ 8 al 25 luglio a Pontedera e dal 12 luglio anche a Roma a Palazzo Barberini. L'iniziativa promossa dal Comune di Pontedera, con il sostegno della Regione Toscana, della Nuova Imaie e della Banca Popolare di Lajatico, con la collaborazione della Pro Loco di Montecastello, il Gruppo Culturale Ricreativo il Mattone de La Rotta, l’Auser, l’Ospedale Lotti e l’Ufficio Turistico della Valdera, quest’anno si moltiplica e anima periferie e luoghi insoliti di Pontedera. Il festival conferma la sua volontà di unire popoli e storie diverse, rivitalizzando luoghi e tessuti urbani difficili, attraverso il linguaggio universale dell’arte, allargando il Mediterraneo oltre i confini naturali per diventare una metafora di un mare che unisce, chiasmo di culture.

Poesia, semplice, cruda, essenziale, senza nulla di eccedente eppure folgorante. Coglie come una frusta l’anima di un mondo, l’Africa arida e densa di storia orale portata dal vento, violentata da mani avide, che fa i conti con la colonizzazione e la sua eredità, che si sforza di convivere con la diversità, senza lasciarsi vincere, omologare, né sedurre dai diamanti. E’ una terra che ruggisce e sanguina di un sole violento che brucia la terra e non è sinonimo di vita. Scritto in inglese da chi ha lottato per il proprio popolo e ha cercato di farlo in maniera universale.
Stringata e accurata l’introduzione di Marisa Cecchetti, traduttrice che ha curato l’edizione preziosa, illustrata, che nella resa italiana coglie la grande poeticità, la violenza e l’animo struggente ad un tempo del poeta, cercando di mantenersi aderente al testo inglese e, se possibile, arricchendolo nel trasferire la profondità della nostra lingua alla musicalità inglese.

Lunedì, 16 Luglio 2018 12:23

Porci con le ali – La Compagnia (Firenze)

Nell’ambito delle iniziative per ricordare il Sessantotto – “Dieci anni in movimento 1968-1977 - non poteva mancare Porci con le ali, un libro, poi un film e quasi un manifesto sessuo-politico dell’adolescenza ai tempi della rivolta studentesca. Un film censurato e contestato che come il libro presenta una gioventù goffa e tutto sommato conformista incapace di essere davvero diversa ed originale, vittima della logica del gruppo e del privato che diventa pubblico. Una sessualità noiosa, esibita, in qualche modo subita come un imperativo al pari della sessuofobia della generazione precedente. Il film non vola ma è imprescindibile per conoscere quel periodo di grande confusione che mette insieme cose diverse.

Un romanzo dai toni noir e rossi come la passione travolgente, vestita di bianco etereo, trasparente come la pelle candida e sottile della protagonista. Un libro conturbante che ha il sapore antico delle storie di passioni e intrighi, forse anche per l’ambientazione: una Palermo torrida nei giorni del Ferragosto, con l’acqua che scarseggia; palazzi nobili decadenti; un’aristocrazia frivola e ignara delle lacerazioni della vita; uno stile impeccabile che copre vicende torbide. Stile elegante che mescola la lingua dialettale all’italiano colto, e lo condisce con un’ironia sapiente, velata quanto graffiante che sa di sicilianità.

Dal 1952 per la prima volta il Premio letterario Bancarella sbarca all’Isola d’Elba, sostenuto dalla Proloco di Marciana Marina che ha fortemente voluto la manifestazione: la finale sabato 7 luglio ha presentato la sestina vincente che sarà sul palco a Pontremoli il 22 luglio.

LA MANO CREATIVA
Aart Schonk, uno scultore olandese in Toscana
Firenze, Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte

Domenica, 08 Luglio 2018 11:25

Eliseo Mattiacci “Gong”

Forte di Belvedere
Firenze
2 giugno – 14 ottobre 2018

a cura di Sergio Risaliti in collaborazione con Studio Eliseo Mattiacci

Promossa dal Comune di Firenze
Organizzazione e coordinamento Mus.e

E’ stata definita una storia d’amore quale tributo a Jane Eyre di Charlotte Brönte ed è in questo suo romanticismo non tradizionale, in quello che l’amore ha di assoluto e proprio per questo per il suo lato anticonformista, con il gusto tutto al femminile dell’innamorarsi dell’amore e saper fare i conti con la realtà, con la capacità di darsi senza condizioni che il romanzo della scrittrice esordiente, manifesta la sua inattualità e in questo originalità. Il coraggio, pur ambientando la storia ai giorni nostri, nei grovigli della società romana malata e corrotta, di usare un profilo che è autentica narrazione.

Seconda prova narrativa del genere Giallo classico del giornalista Umberto Cutolo, La scapece assassina, gustoso titolo per un frizzante noir ambientato nella Costiera amalfitana. Secondo episodio di una trilogia non perde il mordente, anzi si fa più appetitoso, intreccio complesso di figure e personaggi ben scolpiti, un tocco alla Hitchcock in versione pop moderna, che prende in giro quell’italietta arrogante e di media statura, a volte piccola piccola, che si lascia incantare dai miti: chef stellati, esotismo prêt-à-porter e successo fatto di soldi e belle donne anche se prese in prestito. Ben scritto, non manca, accanto ad una sagace ironia, colta, momenti lirici dedicati al paesaggio e alla memoria familiare, soprattutto culinaria.

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