Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

E' in arrivo la ventiduesima edizione del festival “Da vicino nessuno è normale”, promossa da Olinda e presentata da Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Thomas Emmenegger, Presidente di Olinda, e Rosita Volani, direttrice artistica al TeatroLaCucina di cui ricorrono i dieci anni. Con Olinda l’ex Ospedale psichiatrico Paolo Pini, chiuso come manicomio, è stato riaperto come spazio per e con la città, dove l’arte è stata la testa d’ariete per stabilire un dialogo. Continua e si differenzia l’attività teatrale, con una proposta ampia e variegata che mette insieme linguaggi diversi e si apre ad una visione sistemica di residenza artistica.

Lo sguardo al femminile, di quattro donne, tra loro legate, generazioni che aspirano a vivere e a volare lontano, vedendo anche negli aerei che sganciano bombe uccelli di libertà. Sullo sfondo il Libano, sempre in guerra, con quel senso di precarietà e di paura che attraversa e trasforma le vite e anche l’amore e i rapporti più intimi. Un’analisi delicata e spietata ad un tempo dell’esilio e della lacerazione tra nostalgia e voglia di fuga.

Domenica, 27 Maggio 2018 21:11

LIO - Lio canta Caymmi (Crammed Discs, 2018)

L’icona pop francese Lio ritorna sulla scena con un nuovo album, interamente in portoghese, “Lio canta Caymmi”, in omaggio a Dorival Caymmi, cantante e compositore brasiliano di primo piano, grazie alla riscrittura del compositore Jacques Duvall che ha aggiunto dei versi in francese in ogni brano. Un’interpretazione quella di Lio coraggiosa e umile che si presta bene alla malinconia e a un viaggio senza fondo nel Brasile più profondo e struggente.

Lunedì 14 maggio 2018 – alle ore 18,00 - LAZIO INNOVA S.P.A e NOMA WORLD A.P.S. hanno presentato NOMA: UNA SFIDA CREATIVA ALLA VITA, film documentario di Alessandra Laganà e Tommaso Marletta, Vincitore del premio di riconoscimento per il valore umanitario dell’opera all’Accolade Global Film Competition 2017 – (CA) USA. Dall’esperienza personale dell’autrice, nasce un film documentario sul rapporto tra Arte e Malattia. E’ una testimonianza sincera che affronta, senza velo e con l’immediatezza della voce narrante della protagonista, sempre in cammino, il tema delicato della prevenzione oncologica del tumore al seno. Un viaggio straordinario per ritrovarsi, per riscoprire l’essenza, per rigettare il superfluo. L’idea progettuale è di un abbraccio emotivo per trasformare il proprio vissuto in una condivisione sociale. Al centro la musica e il suo valore catartico, il suo potere creativo, passione riscoperta e vera vocazione che Alessandra scopre proprio con la malattia, linguaggio comune con il compagno, ingegnere del suono. Dalla musica nasce il film e la possibilità di salvarsi, con la musica termina per rilanciare un progetto di cura attraverso le note.

La Compagnia XE della coreografa Julie Ann Anzilotti presenta “Erodiade - Fame di Vento 1993/2017” in co-realizzazione con il Maggio Musicale Fiorentino, stagione 2018, al Teatro Goldoni; il 10 maggio si è tenuta la prima (con replica anche il giorno seguente). Ispirata ai frammenti di “Hérodiade”, opera incompiuta del poeta Mallarmé, la coreografia, legata intimamente ad Alighiero Boetti, racconta un’epoca di dialogo tra le arti che rivolge lo sguardo al balletto futurista e a “Parade” di Picasso, come anche al balletto russo del periodo della Rivoluzione. Pulito nel racconto, narrativo, con le danzatrici come marionette, intenso e misurato, è un viaggio al femminile che dimentica gli stereotipi dell’Erodiade più nota, con figure metaforiche e spiriti che possono alludere ad aspetti diversi della donna. Suggestivo il finale sospeso. Interessante la simmetria nei costumi con il gioco dei colori.

“Quel pomeriggio di un giorno da star” di Gianni Clementi con Corrado Tedeschi, Brigitta Boccoli ed Ennio Coltorti, per la regia dello stesso Coltorti, chiude la stagione 2017-2018 del Teatro Manzoni di Milano. Da un’idea di Corrado Tedeschi, portare in scena il film “Quel pomeriggio di un giorno da cani”, scaturisce il ritratto grottesco e amaro, pur tra tante risate, dell’Italia, Paese che punisce invece che promuovere il talento. Il teatro come catarsi è lo spirito che anima questa regia.

Sabato, 05 Maggio 2018 14:20

L’amas ardent di Yamen Manai

Romanzo fresco e originale, insolito per il mondo arabo, riesce a raccontare l’aggressività del mondo contemporaneo attraverso una metafora, riprendendo un modo classico di narrare con uno spirito giovane e leggero anche nella scrittura.

Verso il “dito della Tunisia”, quel nord che tocca l’estremo sud italiano si è tenuto “The Mediterranean forum for Photography” sul tema “le culture del Mediterraneo”, con l’intenzione di riunire artisti internazionali – il Marocco ospite d’onore – per promuovere il dialogo in quest’area attraverso l’arte e rivalutare una zona emarginata del Paese.

La primavera è la stagione per eccellenza della “città dei fiori” che sta vivendo una stagione di vera rinascita, con restauri e aperture di collezioni, una spinta decisa verso il Contemporaneo che sta rinnovando il panorama artistico locale, senza dimenticare la propria identità di studi e la vocazione al restauro che da sempre contraddistingue la città medicea. La nostra passeggiata comincia da Palazzo Strozzi dov’è di scena la mostra “Nascita di una nazione tra Guttuso, Fontana e Schifano” - fino al 22 luglio - per poi spostarsi a pochi passi nell’elegante via Tornabuoni dove è stata aperta la collezione di arte moderna e contemporanea, selezione eccellente, di Roberto Casamonti a Palazzo Bartolini Salimbeni (visitabile su prenotazione) per finire Oltrarno alla Chiesa di Santa Felicita dove in occasione della Pasqua è stato presentato il restauro della “Deposizione” del Pontormo, opera regale, quanto raffinata e moderna; passando per il restauro della Basilica della Natività a Betlemme, presentato a Villa Finaly, sede dell’Università La Sorbone a Firenze, che ha contribuito alla traduzione del filmato documentario dei lavori.

Dal 15 al 30 aprile la zona turistica di Hammamet in Tunisia diventa un laboratorio delle arti con la prima edizione di Hammamet Ville de Lumières, Rencontres de L’Art et la Culture Vivantes, un modo per promuovere un dialogo tra persone di paesi diversi in un momento difficile per il Mediterraneo nel quale l’arte può giocare un ruolo importante rivendicando anche l’opportunità di diventare un’attività professionale. Per la Tunisia, che ha un piccolo mercato culturale sia in termini di numeri per attrarre investimenti, sia di organizzazione, al di là dei singoli talenti, è un’occasione doppiamente preziosa. I 20 artisti invitati lavorano sul posto lasciando la propria opera ispirati dal luogo e dallo scambio di idee e anche di tecniche in uno spazio condiviso.

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