Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Conferenza stampa – Sala Lucio Dalla (Sanremo)

La città protagonista nelle ultime edizioni del festival con un dialogo tra i fiori, eccellenza e simbolo di cultura locale, e la musica. Con la sessantottesima edizione arriva il lancio del fiore, anzi dei fiori contro la violenza sulle donne con l’iniziativa del sindaco.

Lunedì, 05 Febbraio 2018 21:01

"Tutti gli uomini di Victoria"

Tutti gli uomini di Victoria è una commedia francese del 2016 sofisticata e drammatica con un lieto fine sospeso, che ha inaugurato la Settimana della Critica del Festival di Cannes. La regista francese Justine Triet definisce il film una “commedia disperata” sulla vita caotica di una donna moderna. Al cinema dal 25 gennaio con Merlino Distribuzione.

Dal 5 dicembre 2017 al 18 marzo 2018 a Firenze, Presso La Galleria dell’Accademia di San Marco, una mostra di nicchia, molto raffinata ci introduce nel mondo delle arti e mestieri della Firenze medioevale, intrecciando pittura e tessitura. Suggestiva l’ambientazione e l’allestimento anche se non sempre fruibile. Con poche opere è lo spunto per un argomento molto trascurato.

Società delle Belle Arti. Circolo degli Artisti “Casa di Dante” (Firenze)

MA-EC Milan Art & Events Center, prima Galleria Cinese in Italia per l’arte contemporanea, ha presentato M’illumino d’immenso. Mostra personale di Zhang Xiexiong alla Società delle Belle Arti. Circolo degli Artisti “Casa di Dante” di Firenze, dal 13 al 25 gennaio 2018, artista “di sistema”, che ha studiato a Mosca, e che sorprende, con la sua tecnica a olio, per l’affinità con i pittori toscani macchiaioli e post macchiaioli, sia per i soggetti sia per lo stile. Suggestioni orientali, traspaiono quando entra l’elemento dell’acqua e nelle visioni notturne, con suggestive “Venezie cinesi”.

Lunedì, 05 Febbraio 2018 19:56

ArteFiera 2018 – Fiera (Bologna)

Il punto sul contemporaneo italiano, si conferma la scelta della nuova guida

Mosaico ricco e vivace concentrato sul mondo italiano, il dominio incontrastato del nord in termini di presenza – Milano in testa – e un panorama articolato tra Emilia-Romagna e Toscana. La scelta è il contemporaneo per eccellenza, la ricerca fotografica al centro con proposte variegate, un ritorno al colore e all’attenzione all’artigianalità.

Dal 25 gennaio all’11 febbraio al Teatro Filodrammatici di Milano è in scena “La scuola delle scimmie”, scritto e diretto da Bruno Fornasari, con Tommaso Amadio, Emanuele Arrigazzi, Luigi Aquilino, Sara Bertelà, Silvia Lorenzo, Giancarlo Previati ed Irene Urciuoli, una produzione del Filodrammatici, con il sostegno di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo - Progetto NEXT 2017/2018. Uno spettacolo originale che conferma un rinnovato slancio nella programmazione del teatro milanese, testi nuovi, cartellone estremamente vario, attenzione all’attualità e a temi sociali, senza perdere la capacità di volare. Uno spettacolo complesso nella struttura, con attori di grande versatilità e padronanza scenica.

Giulia Casieri, classe 1995, nata a Sesto San Giovanni, comune della città di Milano noto come la Stalingrado d’Italia, è nelle nuove proposte di Sanremo 2018 con “Come stai”, un titolo che ricorda gli storici successi di Vasco Rossi e Mina, per un brano diverso nella musica e nel testo: una canzone che narra delle problematiche che la cantante ha dovuto fronteggiare fino ad oggi, scritta insieme ad Andrea Ravasio e prodotta da Discipline. Una scalata al termine di pochi anni di studio, durante i quali l’innamoramento per la musica è cresciuto a poco a poco, fino a diventare il modo di raccontarsi e di “aggiustare” alcune parti di sé.

Sabato, 03 Febbraio 2018 15:23

L'ultimo harem - Teatro di Rifredi (Firenze)

Al Teatro di Rifredi è andato in scena “L'ultimo harem”, liberamente ispirato ai racconti de “Le mille e una notte” e di Nazli Eray, ai saggi di Ayşe Saraçgil e al romanzo autobiografico “La terrazza proibita” della scrittrice marocchina Fatema Mernissi. Lo spettacolo, scritto e diretto da Angelo Savelli vede come protagonisti Serra Yilmaz, Valentina Chico e Riccardo Naldini; le scene e i costumi sono di Mirco Rocchi, mentre il disegno luci è firmato da Roberto Cafaggini. Il risultato - in scena da tredici anni (con oltre 25mila spettatori solo a Firenze) - è decisamente originale, sul filo del tema del racconto e della forza interiore del raccontare che è soprattutto donna, in un’atmosfera fiabesca che sembra di cartapesta. Davvero convincente l’interpretazione di Serra Yilmaz.

Ci vuole un titolo alla Lina Wertmuller per raccontare Leonardo Monteiro, questo ragazzo nato a Roma, con un orizzonte internazionale, ma profondamente radicato nella sua casa Italia. Al centro della sua arte la passione per la musica, il vero amore, declinata all’inizio nella danza - fin da bambino danzava cantando - e poi nella musica, ma sempre con la voglia di sognare in grande e la fiducia nell’amore, al di là della fine delle storie, come racconta anche il suo brano a Sanremo 2018, “Bianca”.

Dal 24 al 28 gennaio è andato in scena in prima nazionale, al Piccolo Teatro Studio Melato, “Matilde e il tram per San Vittore”, scritto e diretto da Renato Sarti, tratto dal libro “Dalla fabbrica ai lager” di Giuseppe Valota, con Maddalena Crippa, Debora Villa, Rossana Mola e Marika Giunta/Giulia Medea nel ruolo di Matilde. A causa degli scioperi che dal 1943 paralizzarono i grandi stabilimenti del Milanese, le case operaie di Sesto San Giovanni, Milano, Cinisello e dei comuni limitrofi furono teatro di retate che portarono alla deportazione nei lager di 570 lavoratori. “Matilde”, attraverso le voci di madri, mogli, sorelle e figlie dei deportati, mette in luce il “non eroismo” di chi si oppose al nazifascismo. Lo spettacolo ha il merito di unire il teatro di informazione storica e di denuncia con il gusto della narrazione e della finzione senza ridursi al teatro-giornalismo che sta diventando di moda. I riferimenti precisi alle cronache non fanno perdere il testo di attualità e gli argomenti noti si vestono di emozioni e di tenerezza in certi momenti. Uno spettacolo intenso, possente, che riesce a dare una visione, quasi cinematografico. Davvero brava Maddalena Crippa, nel doppio ruolo di narratrice e di coprotagonista, che conferma la sua grande versatilità.

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