Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

La spinta all'inedito, alla novità è l'anima del contemporaneo per il curatore che ha affrontato una doppia scommessa: un festival contemporaneo in un luogo fuori da questo circuito. L'edizione di quest’anno ha puntato in particolare sul gioco di squadra e sull'apertura ai giovani. Intervista a Tommaso Sacchi, curatore di CROSS, progetto con focus sui linguaggi performativi ma che si prefigge anche di individuare e formare, sul territorio, un pubblico attivo e partecipativo sui temi dell’arte e della cultura contemporanee.

A teatro ci siamo conosciute, quindi ritrovate e poi tornate in questa passeggiata romana. Ho incontrato Francesca Romana Miceli Picardi nella sua terra, la Calabria, a Castrovillari, in occasione dell’edizione 2016 del Calabbria Teatro Festival dove è stata presente come regista e interprete di “Scompaio” (recensito su queste pagine). Quando le ho chiesto quale teatro di Roma avesse voluto raccontarmi, non ha avuto dubbio nel portarmi al Tor di IX che nasce ed è da sempre un Teatro, conosciuto anche come Sala Pirandello, e porta il nome di uno dei più importanti teatri romani distrutto nel 1889 che era conosciuto anche come Teatro Apollo-Tordinona. Nasce, mi ha raccontato, dalla demolizione di edifici pregressi di case popolari e acquista la sua notorietà grazie a Renato Giordano, regista e direttore artistico del teatro. A lui si devono infatti la regia e la presenza nel teatro di spettacoli come “Spoon River” con Mariangela Melato e Michele Placido, ma anche “Satyricon” con Peppe Barra o il “Decamerone” con Albertazzi e Placido; e, ancora, “In Ricordo” con Catherine Deneuve e Michele Placido. La direzione del Tor di IX passa in mano ad Ulisse Benedetti subito dopo la chiusura del Teatro Colosseo allorchè il beat72, nato per volontà di Benedetti, si sposta appunto al Tor di IX.

Venerdì, 24 Febbraio 2017 16:33

Voci del Teatro - Viaggio dietro le quinte

Dopo anni e anni di frequentazione dei palcoscenici romani ho cominciato ad avere un bagaglio di incontri, conoscenze e spesso amicizie con chi calca il palcoscenico e spesso lavora dietro le quinte. Così ho pensato di intraprendere un viaggio nei teatri romani che forse non sarà esaustivo e non ha questa pretesa ma è un modo insolito di conoscere una città e una delle sue anime dato che fin dall’antichità Roma è uno dei luoghi simbolo dello spettacolo.

Tutti gli in gradienti di un romanzo che fanno di un esordiente uno scritto: il clima cresce in modo non scontato fino ad un intreccio che si ricompone, incredibile ma possibile come la buona scrittura sa arri curare, sul filo di un equilibrio tra costruzione ed emozione. La storia di un’amicizia matura, adulta, con un realismo che in certi casi sembra spietato come lo è il protagonista con se stesso. Il tema centrale della morte è coraggioso, ambizioso, originale nell’approccio senza idilli né drammi, mentre scorre una colonna sonora jazz che racconta l’autore senza gusto accademico né di sfoggio. Un realismo magico, con una punta di noir, un libro delicato e insieme duro, nelle pieghe della vita e dell’emozione che può regalare il quotidiano. Perché in fondo ogni esistenza è unica e può regalarci effetti speciali.

Una piazza contemporanea e un cenacolo del pensiero libero per costruire un’utopia possibile: spazio di studio, lettura, condivisione ma anche promozione e diffusione delle scienze sociali con iniziative didattiche e performative nel cuore di Milano con l’idea di reinterpretare in modo innovativo la conoscenza.

Lo stilista spagnolo che fa volare con le scarpe

Una passione per l’armonia dei piedi, per il teatro, per l’architettura, la curiosità per la natura e, in una parola, la passione per il bello. Un trionfo di ricchezza senza l’eccesso della ridondanza, la voglia di stupire e del lusso a tutti i costi. Una virtuosità non leziosa che racconta una dimensione di vita multiculturale, ricca di suggestioni diverse.

Edizione numero 41 con la direzione di Angela Vettese con molte novità, lo sguardo concentrato soprattutto sull’Italia dove Milano, il nord e le Regioni Emilia-Romagna e Toscana fanno la parte del leone – assente il sud – con un focus sul contemporaneo in senso stretto e la fotografia al centro delle nuove frontiere dell’arte.

Un diario di memorie di un uomo innamorato di una terra, simbolo di una patria del cuore e di un amore, che diventa anche una guida di viaggio. Interessante soprattutto per i riferimenti storici di una storia per lo più dimenticata, quella del Novecento, e dei rapporti travagliati e misconosciuti tra Italia e Grecia. Un affresco sociale di una terra che solo la vita quotidiana ed emozionale può restituire.

Mercoledì, 15 Febbraio 2017 21:19

L’indecenza e la forma - Teatro Argentina (Roma)

Prima nazionale per “L’indecenza e la forma (Pasolini nella stanza della tortura)” di Giuseppe Manfridi, uno spettacolo di Marco Carniti con Francesca Benedetti e Sebastian Gimelli Morosini, con le musiche di David Barittoni, una Produzione Teatro di Roma - Teatro Nazionale, andata in scena al Teatro Argentina di Roma per una serata unica, lunedì 13 febbraio. Debutta uno spettacolo potente, viscerale, che tocca corde profonde, ruvide, scandalose, con un linguaggio diretto, violento e poetico ad un tempo. Lo stile e i temi sono quelli della tragedia greca dove l’enfasi non è aggiunta ma timbro naturale che sposa la forma tipica della natura: il sublime che è racconto cristallizzato in mito. Un’interpretazione forte, di grande preparazione, per un testo che è una confessione in stile declamato, di estrema complessità: il nodo ancestrale del femminino nella sua ambiguità e cura che strangola accanto alla colpevolezza del padre (Saturno che divora i figli). La tragedia e l’archetipo pasoliniano confermano la loro grande attualità.

Come ogni artista “maledetto” Jean-Michel Basquiat, scomparso nel 1988 a soli 27 anni, è riuscito nell’arco brevissimo di pochi anni a costruire una leggenda attorno alla sua figura e alla sua arte. Il Mudec diventa un nastro discreto che lascia fuoriuscire limpida l’energia lacerata di questo insolito talento. Allestimento discreto e molto curato nell’accompagnamento didascalico.

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