Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Dal 30 ottobre al 9 novembre. Un testo davvero bello per un teatro di parola che non chiede nulla, se non di essere letto, asciutto e originale, soprattutto nel primo tempo che rende compiuta la storia: pagine evocative di una vicenda esistenziale, la confessione e il ricordo di un amore finito al femminile, il quale però diventa metafora della relazione uomo-donna che svela la debolezza maschile, quella del filosofo contro l’uomo, del coraggio di sfidare dio e soccombere alla morale borghese tanto denigrata. La storia diventa altresì una metafora di un secolo. Piacevole e aggraziata la mise en espace con una scelta accurata della musica e il sax dal vivo; efficace oltre che suggestivo l’uso del video.

Con l’occasione dell’arrivo del coreografo di origine italiana, Leonardo Montecchia, a Tunisi, lo abbiamo incontrato per conoscerlo. Insieme alla compagnia tunisina di danza di Selim Ben Safia - la cui voce sarà presto su questi spazi - presenterà il primo novembre lo spettacolo ''Hors-lits'', un concetto del tutto nuovo ed originale di concepire la danza contemporanea con l'obiettivo di promuovere la creatività tunisina e favorire gli scambi tra artisti della scena internazionale. Questo nuovo format prevede che gli spettatori partecipino all'evento spostandosi da una casa all'altra durante ogni performance: tre case distinte, tre atti, un solo pubblico ed ingresso gratuito. La conversazione si è svolta in francese perché Leonardo, malgrado la sua origine italiana, capisce la nostra lingua ma ha difficoltà a scriverla (la versione originale è disponibile sul blog Il Chiasmo del Mediterraneo). Su SaltinAria, in esclusiva, il testo in italiano.

Giovedì, 30 Ottobre 2014 20:57

“Les belles de Tunis” di Nine Moati

Un romanzo e un affresco storico lungo mezzo secolo della vita di Tunisi, una ricostruzione minuziosa della topografia della città, dei luoghi, della vita quotidiana, di quel melting pot che era soprattutto e che forse non è più la Tunisia. Attraverso tre generazioni di donne, la storia di una famiglia e di una società in continua trasformazione, dal mondo aristocratico dei tempi del Bey fino agli anni neri della seconda Guerra mondiale e gli episodi di nazismo che hanno scosso profondamente la società locale dove la presenza ebraica era forte e storicizzata; quindi lo zenith della bella vita, come racconta l’autrice, negli Anni ’50, mentre cresce l’insofferenza per la presenza francese; fino all’Indipendenza, lo stesso anno in cui nella vicina Algeria comincia l’inferno della guerra con la Francia.

Mercoledì, 29 Ottobre 2014 18:32

"Quando Milano era da bere", di Angelica Russotto

Uno spaccato della Milano Anni Ottanta, la stagione dell’edonismo, crasso e craxiano, con una dose di qualunquismo che ha portato all’implosione della società bene e non perbene.

Una passeggiata attraverso il tempo con la voglia di rendere viva Siracusa e non solo vetrina e museo di un passato lontano; lo sguardo colto, puntuale, con dovizia di riferimenti ed insieme una guida insolita per conoscere la città, l’angolo della Sicilia del sud-est, chiasmo greco-arabo, confluenza di due mari, terzo polo tra Catania e Palermo, imponenti e assolutiste. Non un saggio, ma un racconto in presa diretta, a tratti divertito, che spazia dai monumenti ai personaggi più lontani come Archimede e Platone quanto vicini come Elio Vittorini. Un mosaico che ci viene restituito nella sua interezza, tra sapori, profumi, ricette, note storiche e di costume e la voglia di renderne l’unicità.

Giovanni Segantini (1858-1899), uno dei più grandi pittori europei di fine Ottocento, è la metafora di una situazione esistenziale di confine tra le eredità e le tradizioni della grande pianura e quelle più segrete e meno conosciute della macro-regione alpina, in una mostra che raccoglie per la prima volta a Milano oltre 120 opere da importanti musei e collezioni europee e statunitensi.

Dal 22 ottobre al 2 novembre. Uno spettacolo che testimonia l’attualità della tragedia greca, il suo prestarsi ad una modernizzazione non rischiando di essere snaturata. Un bel lavoro, quello proposto dal collettivo Mitipretese, che diventa nella versione al femminile un processo a dio, un canto corale nel quale il femminile grida contro la guerra, male assoluto, che si abbatte soprattutto sulle donne e sui bambini.

La nuova sezione dedicata ai corti teatrali ha concluso la quarta edizione del Calabbria teatro Festival. “Il coraggio fa…90!” si aggiudica questa edizione fra i tre finalisti.

Uno spazio ai giovani e alla velocità che l’attualità chiede alla cultura, anche al teatro che, quale specchio della vita, è invitato a dare un’opportunità di qualità alla sintesi.

In attesa della prima dello spettacolo “Il mio secolo non mi fa paura!”, il 30 ottobre prossimo all'Accento Teatro di Roma, abbiamo incontrato l’attrice Annachiara Mantovani.

"Sissy Boy" è stato lo spettacolo - un monologo tratto da una storia vera ambientata negli Stati Uniti e adattata con ironia e incisività all’ambiente italiano - incastonato nel cuore della giornata dedicata dal Calàbbria Teatro Festival agli ‘amori diversi’, non riconosciuti. Una prova di valore per un testo articolato, complesso, sottile, che merita una lettura oltre lo spettacolo; una regia essenziale ma altamente simbolica che nasce intrecciando il testo alla scenografia e all’interpretazione come un percorso iniziatico.

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