Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

“PFF - Piano Forte Forte, Trisonata per corpo femminile e pianoforte”, scritto e diretto da Valentino Infuso, con Valentina Cidda Maldesi, dopo Roma, Ancona, Verona, Firenze, Bologna e Napoli arriva a Milano e conclude la tournée 2019 all’ Elfo Puccini; si tratta di un'opera teatrale complessa, molto densa per una voce sola: un’interprete versatile, possente, performer, musicista, cabarettista, attrice drammatica e a suo modo comica. La vita di una donna da prima di nascere alla maturità, sdoppiata con una voce narrante, un escamotage da cinema muto, un incedere per cerchi progressivi con il motivo del refrain che diventa ora ossessione, ora filastrocca. Uno spettacolo singolare, inaspettato, impegnativo: il corpo al centro, prolungamento del pianoforte, che risuona e vibra di una musica interiore. Eppure il corpo è una scatola vuota e la mente un contenitore inutile, semplicemente perché nella vita non c’è nulla da capire.

Domenica, 09 Giugno 2019 15:35

“Bivium” di Bernardo Giusti

Vincitore come opera inedita alla Biennale del Premio di tutte le Arti, 18 novembre 2018 a Firenze, è un romanzo che ripercorre i tormenti di un uomo, legato a un dubbio atroce, un mistero angosciante e la necessità di una scelta, il flusso costante di una coscienza, un dimensione quasi onirica, dove anche lo stile segue il gorgo.

Nel binomio della stagione 2019 del Teatro Greco di Siracusa, Donne e guerra, Elena Arvigo è Andromaca, un femminile che nel nome evoca il maschile, “l’uomo che combatte”, la “donna che combatte come un uomo”, ne “Le Troiane” di Euripide.

Lunedì, 27 Maggio 2019 11:03

"Il treno da Mosca" di Maurizio Lo Re

Un romanzo classico per alcuni aspetti con tutti gli ingredienti, di avventura, intesa nell’accezione esistenziale, non tradizionale, scritto in uno stile che è stato definito in linea con il miglior Graham Greene, dove l’avventura non è fine a se stessa quanto funzionale ad una riflessione sull’inquietudine del vivere. L’avventura è lo stare al mondo quando non si è passivi e non ci si lascia andare allo scorrere del tempo con lassitudine.

Il celebre film di Pupi Avati arriva a teatro, con l’adattamento di Sergio Pierattini e la regia di Marcello Cotugno, portando in scena una metafora crudele della vita: il poker specchio dell’illusione dell’amicizia. Uno spettacolo che ferisce, anche se ci sono momenti di comicità gustosa, sempre intrecciati con il gusto amaro della vita. Interpretazione corale di profilo, con Gigio Alberti nella parte caricaturale del “pollo da spennare”, in realtà avvocato provetto e di magistrale astuzia. Avvolgenti e coinvolgenti la scenografia e il gioco delle luci con le pareti che cambiano secondo le atmosfere e un’immaginaria parete vetrata sul cortile. Una resa d’effetto e di grande modernità.

Un giallo non giallo, un romanzo che racconta la cronaca dolce amara di un paesino, acuto sguardo tagliente sulla vita e i vizi della provincia, una penna velocissima quella di Dino Cassone, che non risparmia nessuno e con un certo disincanto e un tono divertito anche con il lettore ne chiede la complicità per raccontare una vicenda dalle tinte fosche. Gustoso.

Dal 7 al 26 maggio è in scena al Teatro Filodrammatici di Milano “Appiccicati - un musical diverso” di Ferran González, Alícia Serrat e Joan Miquel Pérez, con la regia di Bruno Fornasari: l’escamotage del teatro nel teatro, per due ore spassose accompagnate da un testo spiritoso, irriverente e originale, con un finale tenero e un gran ritmo. Regia puntuale e interpreti brillanti, con una scena fissa che non annoia e si traveste con suggestioni da ombre cinesi che ammiccano all’idea del film di animazione.

Commedia agrodolce sulla fine dell’amore e l’inizio di un’altra storia: la difficoltà di lasciarsi, la facilità di incontrarsi, forse eccessiva. Un male universale che il mondo contemporaneo ha esasperato. La coppia nel lungo periodo sembra non funzionare ma nessuno vuole stare solo e così, tra equivoci e sotterfugi, si diventa prigionieri dell’altro e di se stessi. Il Teatro Filodrammatici, senza perdere il suo stile, il gusto per il linguaggio a volte un po’ troppo diretto e per la fotografia della società che ci circonda, sceglie questa volta, in modo insolito, un po’ di intrattenimento con “Senza glutine” di Giuseppe Tantillo, prodotto dall’Argot di Roma.

“Il senso della vita di Emma” è uno spettacolo ricco e complesso, con testo e regia di Fausto Paravidino, con la sua stessa presenza in scena; difficile da definire, in bilico tra commedia e tragedia, sulla difficoltà del vivere, la sua evoluzione imprevedibile e sorprendente che denuncia come l’amore non basti. Il senso è l’accettazione non passiva della vita che, verrebbe da dire con il protagonista de “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo, “non è né bella né brutta ma originale”. Grande interpretazione corale, forse un po’ sopra le righe e sovreccitata nella prima parte. Interessanti la scenografia e l’utilizzo dell’arte come metafora della vita, dell’arte contemporanea come sovvertimento del senso.

Lunedì, 29 Aprile 2019 16:26

“Uva noir” di Gabriella Genisi

Il filone del noir, che sia giallo, thriller, legal thriller o altro è il genere più amato dagli italiani, uno specchio della realtà nel quale riconoscersi, tra vizi e virtù. C’è uno strano compiacimento che in Puglia sta dando diversi scrittori. Una è Gabriella Genisi che ha inventato il personaggio del commissario Lolita Lobosco, single sexy – con alcuni elementi quasi caricaturali, come le camicette che le tolgono il respiro - amante del buon cibo, donna capace che non si ferma davanti a nulla e che ha tutti i tic delle donne sole in carriera. E’ un profilo femminile, mediterraneo, intelligente e verace, con un carattere che non ha tutti risulta digeribile eppure in certi aspetti molto tenera.

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