Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Una sorprendente opera prima con un tocco noir, psicologicamente profondo, impeccabile nella conduzione, di struggente tristezza: scelta degli interpreti e cura degli ambienti, abiti, luci e musiche di grande raffinatezza. Il dramma tutto interiore che vive un bambino “trapiantato” in un altro Paese, nutrito di un amore che non sa comunicare, dove l’austerità e la severità sono scudi del malessere. Sullo sfondo il periodo tetro che dalla Grande Guerra porterà l’affermazione dei totalitarismi. In costume ma non storico, niente di didascalico e già visto.

Una mostra di grande raffinatezza che tocca l’epoca tarda delle icone dal ‘600 che ha respirato il soffio del Barocco europeo, nel cuore del centro di Roma. La mostra, come recita il sottotitolo, la preghiera e la misericordia, vuole esprimere l’essenza della cristianità e la valenza universale dell’arte russa attraverso i secoli, spaziando tra le maestranze di Mosca e San Pietroburgo e quelle delle regioni rurali più tradizionali, attraversando tematiche differenti.

Il Concorso letterario “Una città che scrive” si arricchisce nella seconda edizione del 2018 di una sezione dedicata alla dislessia. L’idea è una coincidenza fortunata: la vittoria di un ragazzo dislessico che ha concorso. Da qui la convinzione che la scrittura sia terapeutica, come molte attività creative e possa giovare a chiunque di noi perché non esiste forse uno standard di normalità e i ragazzi dislessici e con altri problemi scolastici che sembrano insormontabili dimostrano grandi doti di creatività.

Nella cornice prestigiosa e suggestiva del Palazzo nobiliare della famiglia Corsini un’esposizione ricca e di alto profilo anche in termini di allestimento, con un pubblico attento e appassionato. Articolata su due piani, è la pittura la protagonista incontrastata, più che in passato, e l’arte spazia da gioielli antichi e maschere greche precedenti all’era cristiana ai quadri di Carla Accardi: un ventaglio di secoli e di arti che lasciano grande spazio naturalmente alla pittura toscana di Otto e Novecento fino agli anni Ottanta del secolo scorso. Il mobile rimane nelle retrovie specie quello toscano.

In Piazza Signoria dal 22 Settembre 2017 al 21 gennaio 2018, la mostra promossa dal Comune di Firenze e Biennale Internazionale di Antiquariato di Firenze, ideazione del progetto e direzione artistica di Fabrizio Moretti e Sergio Risaliti. La Mostra è a cura di Francesco Bonami, con l’Organizzazione Mus.e.. Continua il dialogo tra passato e presente nella città che ambisce ad ospitare il nuovo Rinascimento, l’apertura alla contemporaneità. Una grande totem di un artista internazionale inaugura la XXXa Biennale dell’Antiquariato.

19-27 OTTOBRE | VIII EDIZIONE
Prìncipi e princìpi
Il sistema geopolitico fra interessi nazionali e valori universali

Nel cuore della Capitale italiana, in Campidoglio, simbolo del dialogo internazionale e della cultura fra tradizione e innovazione, si è aperto il Festival della Diplomazia, giunto alla sua VIII edizione: la crisi degli strumenti per la pace messi appunto all’indomani della Seconda Guerra Mondiale per promuovere la convivenza tra i popoli, rilancia il ruolo della cultura e dell’arte come ponte e strumento principe nella valorizzazione delle differenze. Ad aprire i lavori l’artista Michelangelo Pistoletto con il suo tavolo del Mediterraneo e il terzo Paradiso.

Per il centenario dell’opera “La Rondine” di Giacomo Puccini, mai rappresentata prima a Firenze, il Teatro del Maggio Musicale la sceglie per aprire la stagione del Maggio Musicale 2017/2018, rendendo omaggio a un grande musicista bollato spesso come un romantico e del quale il pubblico apprezza soprattutto le arie. Critica e pubblico sono stati spesso spiazzati da quest’opera e si è detto e scritto di tutto, sottolineando l’insuccesso della Prima a Bologna e il suo tono da operetta. Forse piuttosto un’anticipazione del musical, della migliore tradizione. Firma la regia di questo nuovo allestimento Denis Krief con luci, scene e costumi che esaltano gli aspetti moderni di un’opera anti-romantica, sia musicalmente, sia nella storia, sia nell’allestimento, puntando sulla recitazione e il dialogo degli interpreti con la musica.

“Inchiostro”, un nome che appare inattuale nel mondo del digitale che racconta bene l’intimità con la parola: indelebile, graffiante eppure delicato come la voce di Letizia Fuochi. Suoi i testi e musiche, composte con Francesco Cusumano; chitarre classiche, acustiche, elettriche, basso, arrangiamenti; Daniele Bao, programmazioni, archi, trombone, arrangiamenti; Claudia Duranti, arpa in “Dolceamaro”; Michele Staino, contrabbasso; Pablo Cancialli, percussioni; Oretta Giunti, batteria; Rio Mezzanino, arrangiamenti in “Indelebile”.

La città medicea diventa per due giorni faro del Mediterraneo, sotto il segno e il sogno del sindaco visionario Giorgio La Pira che, alla fine degli anni Cinquanta del Novecento, intuì l’importanza del Mediterraneo e del dialogo tra i popoli e il ruolo centrale dell’Italia nel continente liquido. La serata al Teatro della Pergola condotta da Ferdinando Ceriani, coordinatore artistico del progetto realizzato dal regista Maurizio Scaparro, unisce letture e narrazioni di storie di migranti, il video del debutto a Roma di Memorie di Adriano, imperatore simbolo del Mediterraneo come crocevia, e sonorità contaminate come quelle di Peppe Servillo, Eugenio Bennato, l’ormai storica Orchestra di Piazza Vittorio e la prima orchestra formata interamente da donne “arabe”, Almar’à, nata proprio a Firenze.

Lunedì, 23 Ottobre 2017 17:53

“Le otto montagne” di Paolo Cognetti

Un testo originale, pulito, scritto in uno stile semplice, scorrevole, senza nessuna voglia di stupire e di sedurre il lettore. Un libro di grande umiltà che racconta una storia di amicizia e di solitudine, di grande amore per la natura e la scoperta della vita attraverso le regole della natura e per questo oggi di grande impatto per la sua inattualità. La montagna non è un soggetto di moda, soprattutto se si narra la vita fuori dal tempo di montanari su un alpeggio della Val d’Aosta. Certamente una grande lezione di umiltà anche per come è scritto.

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