Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Sabato, 24 Gennaio 2015 14:45

Julien Zoluà - Teatro Due (Roma)

Dal 21 al 25 gennaio. Chiude Cantieri contemporanei - l'Officina promozionale di drammaturgia contemporanea curata dal Teatro Due di Roma - lo spettacolo "Julien Zoluà", che vede tra gli interpreti proprio l'organizzatrice della rassegna, la giovane Roberta Azzarone. Lo spettacolo ha debuttato in occasione del Venice Open Stage, festival internazionale di giovani interpreti, a luglio 2014; scritto da Giulio Maria Corso (attualmente interprete del personaggio di Phil in "Rapunzel" al fianco di Lorella Cuccarini), si è aggiudicato il premio Siae Nuova Drammaturgia Under 35.

Giovedì, 22 Gennaio 2015 21:29

Da Balla a Dalla - Teatro Sala Umberto (Roma)

Dal 20 al 25 gennaio. Un omaggio che Dario Ballantini rende all’amico e grande cantautore Lucio Dalla, reinterpretando una parte scelta della sua straordinaria produzione artistica. Un caso singolare, un artista all’ombra di un artista, non semplice imitazione o reinterpretazione. Una “reincarnazione" originale che svela Dalla attraverso la storia di Ballantini, a dimostrazione dell’altro come specchio e del potere dell’arte. Ironico, raffinato, virtuoso nell’esibizione con un valente gruppo di musicisti, trasformista, cantante, una nota cabarettistica ma soprattutto narratore, cantastorie che testimonia la fucina tra lo scherno e l’impegno civile e sociale che è da sempre la città di Livorno.

Mercoledì, 21 Gennaio 2015 21:07

Un diavolo per capello - Teatro de' Servi (Roma)

Dal 6 al 25 gennaio. Ricci e capricci sul palcoscenico del Teatro de’ Servi dal 6 al 25 gennaio, con la commedia "Un diavolo per capello", scritta da Cinzia Berni e Roberto Marafante. In scena la stessa Cinzia Berni, Maria Lauria, Marilena Frasca, Francesca Ceci, Davide Clivio e Pascal Persiano. Spassoso, quotidiano, così tanto da sembrare vero. E’ la credibilità la cifra di questo spettacolo che è come sfogliare una rivista di gossip. Ogni tanto fa bene, per prendere una boccata di ossigeno e distrarsi dagli affanni della vita. I personaggi sono tutti calati perfettamente nel ruolo, scelti e “adattati” a misura. Il tono leggero e pettegolo non perde il ritmo, che anzi nella seconda parte ci regala qualche spunto dolce-amaro di saggezza comune.

In programma a Firenze uno spettacolo scritto e diretto dalla cantautrice fiorentina Letizia Fuochi. L’artista lavora al femminile con il femminile, narrando e cantando storie di donne interpretate da un gruppo tutto al femminile, tre generazioni che dialogano passandosi il testimone. Al centro di “Noche negra” la storia di Gerda Taro, reporter comunista di guerra e compagna del fotoreporter Robert Capa, impegnata nel fermare l’avanzata franchista nella Spagna del 1937. Muore durante la resistenza e lascia un repertorio ricchissimo di immagini e materiale che documentano il lavoro e l’impegno civile in prima linea, forse per troppo tempo oscurato dal più famoso compagno di vita.

Bradisismo, precarietà, ricordi, paure, sospetti… sono alcuni degli “ingredienti” presenti nella commedia, o meglio ancora nella tragicommedia "Uscita di emergenza", scritta da Manlio Santanelli, che vede in scena - al Teatro della Cometa dal 7 al 25 gennaio - Vittorio Viviani e Gino Auriuso per la regia di Enrico Maria Lamanna. Spettacolo decisamente originale, impegnativo e difficile da raccontare, monologo doppio più che dialogo interpretato magistralmente con un allestimento raffinato. Una nuova tragicommedia in grado di reinventare quel teatro napoletano troppo spesso datato, stantio o volgarizzato. Una metafora a tratti strampalata, con un linguaggio allusivo e dotto tra le righe, sulla vita dove non resta che un’uscita di emergenza che a volte fa paura imboccare.

Un mondo onirico e per la dimensione europea molto lontano dalle fiabe conosciute anche se gli archetipi restano gli stessi, trasfigurati, strampalati per il nostro modo di sentire e a volte difficilmente traducibili. Talora si resta disorientati perché difficile comprendere il percorso, la simbologia e la battuta, e nello stesso tempo affascinati da uno stile e da luoghi immaginifici. Una grande operazione di memoria nel segno del dover di ricordare un popolo che ha rischiato di essere annientato.

Milano, Museo Poldi Pezzoli
Dal 7 Novembre 2014 al 16 Febbraio 2015

Originale l’idea della presentazione di una bottega che segna tipicamente un’epoca e la riscoperta di un grande artista, Antonio Pollaiolo, che fu soprattutto orefice mentre al fratello Piero sembrano attribuite definitivamente le quattro dame, fulcro di questa esposizione. Splendide sì anche se l’eco della mostra ne supera l’entità. Milano, si sa, è maestra nel marketing. L’esposizione racconta soprattutto, in modo ammiccante, il dialogo tra classicità e modernità con una mostra fotografica correlata, a tema, e pone Milano e in particolare il Museo Poldi Pezzoli, uno dei simboli della città, quale chiasmo culturale e vetrina italiana nell’anno dell’Expo.

Domenica, 11 Gennaio 2015 16:29

Walter Bonatti fotografie dai grandi spazi

Milano, Palazzo della Ragione Fotografia
13 novembre 2014/8 marzo 2015

Sabato, 10 Gennaio 2015 14:51

Italiani! - Teatro Manzoni (Milano)

Dal 9 all’11 gennaio. Uno spettacolo strepitoso di un artista completo, che lavora su se stesso prima che sul palcoscenico a trecentosessanta gradi, entrando in empatia e in dialogo con il pubblico senza forzature, slabbrature, eccessi. Decisamente originale, nella comicità e negli spunti in mezzo a tanta, troppa satira, volgare e ripetitiva. Difficile da raccontare, certamente da vedere, dal teatro nel teatro che critica e autocritica il teatro; alla storia dell’Italia dalle origini quando era un ammasso di isole forse attaccato all’Africa ai giorni d’oggi; alla ferocia del sarcasmo del quotidiano fino all’invito e al messaggio di speranza a restare perché gli Italiani siamo noi, non gli altri. Uno stimolo alla responsabilità e all’autoironia, in una gag continua che coinvolge i suoi tecnici assistenti sul palco e un gioco di attrezzi di scena singolare. Tra le righe colto, di una comicità estremamente raffinata.

Gustosa commedia in salsa piccante, comicità intelligente e a suo modo raffinata, con una parte en travesti che aggiunge ilarità. La curiosità di conoscere la versione francese c’è perché è evidente l’adattamento nella traduzione per i riferimenti e le battute che non scivolano in effetti banali, poco credibili o volgari. Ben interpretata, con buon ritmo e originale.

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