Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Con l’occasione del debutto dell’"Amleto” a Montalto di Castro, nel teatro che fa parte del circuito dei teatri regionali, abbiamo incontrato nuovamente il regista Filippo Gili per un viaggio dietro le quinte e nei laboratori di un artista. «E’ un progetto che nasce con Daniele Pecci. Quando Daniele mi ha chiesto se volevo curare la regia di un Amleto con lui protagonista, è stato come ritrovarsi un ombrello sotto la pioggia. Era quello che attendevo. Ed è quello che abbiamo cercato di fare. Mettere un ombrello sotto le infinite chance di una lettura di un testo infinito. Un ombrello che copra una sola parte di mondo, il palcoscenico della rappresentazione, ma spoglio di letture forzate, unicamente teso al gioco di analizzare perché, all’alba del ‘600, nacque un uomo che vide il mondo uscire dai suoi binari.»

Giovedì, 19 Marzo 2015 21:26

Carmen - Teatro Argentina (Roma)

Dal 18 marzo al 19 aprile. Un esperimento ardito e rischioso che Martone conduce con mano esperta, osando. La trascrizione in chiave napoletana risulta facilmente naturale, sia in termini di attualizzazione che di contestualizzazione e di credibilità. Funzionano indubbiamente la suggestione musicale, ben riuscita, e l’interpretazione. Interessante la rilettura della figura della Carmen con l’inserimento della cecità. Qualche concessione di troppo agli aspetti dello spettacolo napoletano, del teatro nel teatro.

Un libro decisamente originale, una miniera di informazioni, un testo che è ad un tempo storico e letterario senza dimenticare l’aspetto emozionale e di intrattenimento. Ai molti testi delle canzoni che raccontano, come recita il sottotitolo, l’emigrazione nella canzone italiana, principalmente la nostra altrove, ma anche l’arrivo degli immigrati a partire dagli anni Ottanta del Novecento, la possibilità di ‘scattare’ un’immagine con il telefono sulla grafica del simbolo di ogni canzone in modo da poterla ascoltare. E’ anche un modo per mettere insieme modernità e tradizione con uno stile giovane che ha visto anche in questo tipo di musica prevalere il rap nelle giovani generazioni.

In occasione dei 100 anni dal brutale genocidio, dal 6 marzo al 3 maggio 2015 al Vittoriano la cultura armena si mette in mostra.

Sabato, 14 Marzo 2015 17:33

“Nedjma” di Kateb Yacine

Nedjma - in arabo stella, nome di donna - è il titolo del primo e più celebre romanzo, in francese, dello scrittore algerino Kateb Yacine che dell’Algeria sotto i francesi ha fatto il suo tema centrale di militanza e di estetica. Dalla critica questo romanzo è infatti considerato un punto di partenza imprescindibile per l’affresco complesso, contraddittorio, rabbioso e a tratti struggente che ci restituisce del Paese.

Il primo incontro è stato sul palcoscenico del Teatro Elfo Puccini a Milano per lo spettacolo “Prima di andar via” del quale è autore e interprete principale, un ruolo che mi è parso cucito addosso al personaggio tanto che alla fine non riuscivo a distinguere l’attore dal protagonista della vicenda. Soprattutto il testo mi ha colpita, l’originalità di affrontare il tema dell’”addio tra vivi”, della morte scelta - ma non si tratta banalmente di suicidio - e l’uso della parola. Ascoltare Filippo Gili è ritrovare la parola, la sua carnalità, la voce come verso umano, l’originario pensare dell’uomo che sussurra, grida, declama e nella lingua trova una visione del pensare.

Mercoledì, 11 Marzo 2015 19:49

Clandestini - Teatro de' Servi (Roma)

Dal 10 al 29 marzo. Una commedia dolce-amara, più amara che dolce, con qualche nota agra come la vita dei clandestini, quelli del domani e a testa in giù. In un possibile 2031, l’autore immagina siano gli italiani a sbarcare nell’Africa sub-sahariana in cerca di fortuna. Una comicità sincera, un grande affiatamento di squadra che sembra divertire autenticamente gli attori prima che il pubblico. Allestimento e musiche indovinati.

Lunedì 2 marzo è andato in scena "Le rotaie della memoria", il commovente spettacolo della compagnia Eco di fondo vincitrice (in ex-aequo con "A qualcuno piace…Fred!" di Epos Teatro) della prima edizione del Premio Riccardo Pradella, riconoscimento istituito dall’Accademia dei Filodrammatici per ricordare una delle figure portanti della sua storia: Riccardo Pradella, attore e regista, promotore della riapertura del Teatro Filodrammatici negli anni ’70 e, per moltissimi anni, tutor del corso di recitazione della scuola per attori, scomparso nell’agosto del 2012. Il Premio, rivolto alle giovani compagnie, composte in maggioranza da ex allievi dell’Accademia dei Filodrammatici, dà la possibilità ai vincitori di mettere in scena il proprio spettacolo all’interno del cartellone del Teatro Filodrammatici. La compagnia Eco di fondo con lo spettacolo "Le rotaie della memoria" ha vinto il Premio Pradella grazie alla sua sensibilità nel confrontarsi con il contemporaneo e nello svolgere una continuativa ricerca su temi etico-sociali.

E’ la prospettiva originale il punto di forza della mostra, la lettura della poetica pittorica di Matisse attraverso la suggestione arabo-orientale della decorazione, arabesque come recita il sottotitolo. Interessante l’accostamento a reperti storici di ceramica turca e araba di diverse provenienze ed epoche che hanno influenzato il protagonismo del colore nel pittore francese. E ancora maschere e oggetti provenienti da un mondo “altro e lontano” come il moucharabieh di Fez, quasi tutti provenienti dal museo parigino di Quai Branly dedicato appunto alle civiltà extra-europee. Da segnalare l’attività di costumista per Daghilev che riportano ai suoi viaggi in Russia e a uno scambio che in quegli anni interessò molti artisti.

Nexo Digital e I Wonder Pictures in collaborazione con Unipol Biografilm Collection

presentano

NATIONAL GALLERY

di Frederick Wiseman

Mercoledì 11 marzo, per un solo giorno al cinema

Trailer qui https://www.youtube.com/watch?v=-wJZ30AyoyQ&feature=youtu.be

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