Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Nuova sperimentazione da un classico monumentale per Massimiliano Finazzer Flory, che gioca questa volta non solo con la voce e le parole ma esalta l’interpretazione, la diversificazione dei personaggi, mettendo sempre al centro il testo. La parte più gestuale è affidata alla danza, che è anche maschera, perfettamente sincronica con la voce dei ruoli multipli del protagonista. In alcuni passaggi la resa è commovente.

Serata al Teatro Argentina di Roma
Sesto appuntamento del Festival Internazionale delle Letterature
Martedì, 17 giugno 2014

 

Tre testi inediti per un autore congolese attualmente residente a Los Angeles, Alain Mabanckou; un algerino a Parigi, Yasmina Khadra e un istrione italiano, Stefano Benni leggono tre brani inediti ispirati alla frase di Elias Canetti, ‘Ognuno ma proprio ognuno, è il centro del mondo’, scelto da Maria Ida Gaeta come fil rouge della manifestazione. Nessun egocentrismo, ma il recupero dell’uomo, della sua centralità, una riflessione sul senso dell’uomo in un mondo nel quale non c’è più il poeta e la profonda solitudine che ne segue di Khadra; il senso del mondo che diventa casa in questo villaggio planetario dove la migrazione si è trasformata in una condizione esistenziale comune, per taluni una scelta, di apertura, per altri purtroppo una necessità, come racconta Mabanckou; e ancora la terra dalla parte degli insetti e una critica feroce all’umanità che si sente superiore, ma che è dominata dall’alto dagli insetti su cui poggia i piedi nella performance fiammeggiante di Benni.

15 aprile – 20 luglio 2014


Cinema
Arte
Fotografia
Letteratura
Poesia
Critica


Più che un omaggio all’intellettuale controverso, amato, odiato e sospettato sia da destra che da sinistra. La mostra restituisce a 360 gradi l’uomo e la sua complessità, la sua sofferenza con l’inattualità di allora che lo rende oggi attuale. Un visionario maledetto dei mali della società, di grande sensibilità che pagò in prima persona il coraggio della trasgressione. Un allestimento tridimensionale che usa i video non in modo decorativo e racconta 25 anni di Roma.

12 giugno – 4 luglio 2014


La sensualità è materia, così primaria che diventa fluida, oltre l’organicismo che la ridurrebbe al sesso. Cosa immaginate quando sentite sensualità? Corpi che danzano, bocche che si sfiorano, mani che si accarezzano e si intrecciano? Dimenticate tutto questo. Il suo mondo è infinitamente più piccolo e più grande. E’ un’attitudine, come ci racconta Mario Guerra in uno spazio singolare, dove cibo e sensi si uniscono nell’origine primaria, semplicemente vita anche se distillata.

Teatro nel teatro, un dramma mediterraneo che rivela l'esplosione ancora in corso dei fermenti arabi e l'implosione della riva nord come sistema altrettanto fallito. E' un viaggio esistenziale ed etico che nell'incontro e scontro tra due civiltà costringe entrambe a una riflessione su se stesse, nonché ad un ripensamento dei propri difetti, ai limiti di ogni posizione. Certamente è una critica feroce alla mortificazione e incomprensione della donna, vittima prescelta di ogni società, ma anche analisi spietata sulle donne. Un testo asciutto, graffiante e di grande onestà intellettuale.

Edito dalla Federazione dei Centri Studi “Aldo Moro e Renato Dell’Andro”


Un’esposizione complessa e completa della figura di Aldo Moro, la sua formazione, il suo pensiero, l’analisi psicologica dell’uomo visto attraverso le sue opere e gli amici, ma anche i nemici più vicini, nonché il suo operato politico e le sue linee di pensiero e, allo stesso tempo, un affresco imponente di un’epoca che è l’Italia di ieri e di oggi, dalla fine del Fascismo agli sgoccioli degli Anni ’70, spartiacque storico. Un testo di ampia lettura, anche per il suo formato non agevole, che invita ad una consultazione ponderata e insieme uno testo per storici e universitari. E’ una ricostruzione articolata, con dovizia di particolari e riferimenti documentari che resta in ogni caso anche una confessione di grande stima e un atto di amicizia da parte di chi è vissuto vicino allo statista pugliese. E’ l’occasione per ripercorrere anni cruciali, in lungo e in largo attraverso una figura di spicco, complessa e articolata, che oggi diventa più facilmente decifrabile grazie alla maturità dei tempi, allo stemperarsi della faziosità e all’evidenza che non tutto ci è stato raccontato per davvero.

Un libro di Guido Liguori


Il ritratto di uno dei leader dell’Italia del dopoguerra, della storia della democrazia, protagonista degli Anni ’70 e della sua tragicità. Il libro illustra la natura dell’uomo rispetto alla cultura e al suo pensiero, in particolare per quanto attiene la visione politica.

Introduzione di Saverio Fossati


Un’iniziativa singolare, coraggiosa per alcuni aspetti – pubblicare un libro senza l’autore (vivente) che non è un classico riconosciuto – di grande attualità. Romanzo di ambiente politico, anzi parlamentare, il libro è uno spaccato sulla vita dell’avvocato Guidi, coprotagonista di una pletora di gente inutile, irriverente, fannullona, affarista che ha caratterizzato l’Italia di ieri e di oggi, o almeno la sua più insigne rappresentanza. E’ l’analisi spietata di un mondo intramontabile, scritta con stile fiorito e termini che oggi appaiono desueti, allo stesso tempo con piglio civettuolo e caustico insieme, un vero piacere alla lettura.

E’ la terza raccolta di versi di Floriana Porta - poetessa, fotografa e pittrice, nata a Torino nel 1975 – la seconda che leggo dopo “Verso altri cieli” - nella quale questa volta il mare è protagonista assoluto. Il mare è presente in tutte le composizioni, brevi e brevissime, citato o meno espressamente, quale elemento dell’ambiente naturale e ancor più della natura interiore, dimensione esistenziale e metafora del vivere, quant’anche interlocutore – quasi uno specchio dell’io, infinito e profondo come l’inconscio – con il quale la protagonista dialoga e attraverso il quale si interroga.

Martedì, 20 Maggio 2014 18:41

Dirittinscena 2014 - Teatro Italia (Roma)

Si è tenuta domenica 18 maggio al Teatro Italia la seconda edizione di "Dirittinscena, Festival teatrale antimafie e per i diritti umani" organizzato dall'Associazione Culturale La Casa de Asterion, con il patrocinio di Amnesty International e del Forum dei Giovani. Dieci gli spettacoli scelti tra le tante opere che hanno partecipato alle preselezioni sul tema dei diritti umani, della lotta alla mafia e ad ogni forma di criminalità come il tema dei rifiuti tossici al centro di “Tutto il mio amore” o della follia omicida dei giovani, nella rilettura di “Delitto e castigo”, per restare in tema di attualità e cronache; ma anche la denuncia di ogni forma di sopruso come nello spettacolo visionario “Abbascio ‘a grotta” di Antonio Grana che mette in scena il tema della violazione dell’infanzia, dell’aggressività sugli omosessuali e le donne. Il significato è racchiuso nel messaggio di saluto che Giorgio Napolitano, informato del festival, ha inviato sottolineando che da sempre uno dei compiti del teatro è di far riflettere la società sui suoi mali, con l’obiettivo di denunciarli e di estirparli. Con la chiave dell’impegno civile ma leggendo questo appuntamento anche come l'opportunità di offrire cultura in senso generale ed una via per i giovani che vogliono conquistare il palcoscenico. La mia scelta cade su due testi, ben resi in chiave di monologo, interpretati rispettivamente da un uomo e da una donna, da segnalare oltre allo spettacolo già citato.

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