Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Il primo incontro è stato sul palcoscenico del Teatro Elfo Puccini a Milano per lo spettacolo “Prima di andar via” del quale è autore e interprete principale, un ruolo che mi è parso cucito addosso al personaggio tanto che alla fine non riuscivo a distinguere l’attore dal protagonista della vicenda. Soprattutto il testo mi ha colpita, l’originalità di affrontare il tema dell’”addio tra vivi”, della morte scelta - ma non si tratta banalmente di suicidio - e l’uso della parola. Ascoltare Filippo Gili è ritrovare la parola, la sua carnalità, la voce come verso umano, l’originario pensare dell’uomo che sussurra, grida, declama e nella lingua trova una visione del pensare.

Mercoledì, 11 Marzo 2015 19:49

Clandestini - Teatro de' Servi (Roma)

Dal 10 al 29 marzo. Una commedia dolce-amara, più amara che dolce, con qualche nota agra come la vita dei clandestini, quelli del domani e a testa in giù. In un possibile 2031, l’autore immagina siano gli italiani a sbarcare nell’Africa sub-sahariana in cerca di fortuna. Una comicità sincera, un grande affiatamento di squadra che sembra divertire autenticamente gli attori prima che il pubblico. Allestimento e musiche indovinati.

Lunedì 2 marzo è andato in scena "Le rotaie della memoria", il commovente spettacolo della compagnia Eco di fondo vincitrice (in ex-aequo con "A qualcuno piace…Fred!" di Epos Teatro) della prima edizione del Premio Riccardo Pradella, riconoscimento istituito dall’Accademia dei Filodrammatici per ricordare una delle figure portanti della sua storia: Riccardo Pradella, attore e regista, promotore della riapertura del Teatro Filodrammatici negli anni ’70 e, per moltissimi anni, tutor del corso di recitazione della scuola per attori, scomparso nell’agosto del 2012. Il Premio, rivolto alle giovani compagnie, composte in maggioranza da ex allievi dell’Accademia dei Filodrammatici, dà la possibilità ai vincitori di mettere in scena il proprio spettacolo all’interno del cartellone del Teatro Filodrammatici. La compagnia Eco di fondo con lo spettacolo "Le rotaie della memoria" ha vinto il Premio Pradella grazie alla sua sensibilità nel confrontarsi con il contemporaneo e nello svolgere una continuativa ricerca su temi etico-sociali.

E’ la prospettiva originale il punto di forza della mostra, la lettura della poetica pittorica di Matisse attraverso la suggestione arabo-orientale della decorazione, arabesque come recita il sottotitolo. Interessante l’accostamento a reperti storici di ceramica turca e araba di diverse provenienze ed epoche che hanno influenzato il protagonismo del colore nel pittore francese. E ancora maschere e oggetti provenienti da un mondo “altro e lontano” come il moucharabieh di Fez, quasi tutti provenienti dal museo parigino di Quai Branly dedicato appunto alle civiltà extra-europee. Da segnalare l’attività di costumista per Daghilev che riportano ai suoi viaggi in Russia e a uno scambio che in quegli anni interessò molti artisti.

Nexo Digital e I Wonder Pictures in collaborazione con Unipol Biografilm Collection

presentano

NATIONAL GALLERY

di Frederick Wiseman

Mercoledì 11 marzo, per un solo giorno al cinema

Trailer qui https://www.youtube.com/watch?v=-wJZ30AyoyQ&feature=youtu.be

Dal 18 Febbraio 2015 al 30 Maggio 2015

Curatori Paola Zatti in collaborazione con il Museo Rosso di Barzio

Una retrospettiva di alto valore, per la natura delle opere e per l’aspetto simbolico: omaggio all’artista torinese, con un’esperienza parigina, milanese di adozione. Scultore e fotografo, ribelle all’accademia, precursore del superamento delle barriere tra le arti, di grande modernità, infaticabile sperimentatore di tecniche.

Sfortunato poeta legato per le sue radici all’Italia e considerato il precursore della letteratura ‘multiculturale’ e ‘multietnica’, parola che non amo, quasi sconosciuto. Nato da genitori di origini italiane - il padre era di Trapani, la madre aveva ascendenti maltesi e genovesi – il 6 febbraio 1892 in via bab souika a Tunisi; frequentò la Scuola Primaria francese di Tunisi, ma ben presto dovette cercarsi un’occupazione per alleviare la precaria situazione economica della propria famiglia numerosa. Fu assunto come ragioniere. Quando aveva cinque anni, una caduta dalle scale lo aveva reso invalido. Non godeva, inoltre, delle simpatie dei “monelli” del suo quartiere, a La Goulette, dove viveva la “piccola Sicilia”. La sua salute s’incrinò sempre di più, anche a causa di un’esistenza scarsa di affetti. Dopo un periodo di ricovero nell’Ospedale Coloniale Italiano “G. Garibaldi”, il 30 settembre del 1921 fu trasferito in Italia, alla Vignicella, il nosocomio psichiatrico di Palermo. Aveva, infatti, mantenuto la nazionalità del padre. Dalle cartelle cliniche, risulta essere deceduto per “marasmo” nel 1922. La sua salma sarebbe finita in una fossa comune.

Un omaggio alla parola, che è il verso dell’uomo, alla parola pronunciata, declamata, alla parola per eccellenza, quella poetica che è all’origine del teatro. Non solo poesia e teatro ma poesia a teatro. La scommessa in un mondo troppo veloce e distratto perché la poesia torni ad essere parte del quotidiano: è la parola universale per eccellenza che tutti cercano anche se pochi sanno dire. Un’occasione altresì per dar voce ai giovani, perché nuovi poeti crescono e non sono solo l’ombra dei grandi, e un punto di ritrovo per chi vuole incontrare la poesia.

Il bello dell’Italia è un’occasione per guardarsi allo specchio, non come un Narciso, ma attraverso lo sguardo degli altri, un esercizio corretto e sorprendente grazie alla giusta distanza anche se negli occhi dei corrispondenti esteri talora c’è un incantamento romantico, come un apprezzamento profondo e l’analisi di case history e di fenomeni con occhio abituato all’indagine.

Lunedì 23 febbraio è andato in scena al Teatro Filodrammatici di Milano “A qualcuno piace… Fred!”, lo spettacolo dedicato al mito di Fred Buscaglione, scritto e interpretato da Maurizio Pellegrini insieme alla Chamber Swing Orchestra e giunto ormai alla sua quarta stagione consecutiva di repliche.

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