Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

In questo spettacolo, come in “The Governor”, Andrey Moguchy svela la propria caratteristica di impatto visuale e scenografico di grande suggestione, dove l’energia e la forza si sposano con il sogno e una sorprendente eleganza fantasiosa. In primo piano la coralità dell’interpretazione - tutti gli attori sono convincenti e di altissimo livello - e una regia avvolgente rispetto allo spettatore. Il teatro di parola diventa un gioco di incantamento, quasi di prestigio, con momenti giocosi.

Martedì, 25 Dicembre 2018 21:21

Puz/zle - Casa Baltica (San Pietroburgo)

Coreografia raffinata, con un bel lavoro sui corpi e decisamente originale nell’interazione di questi ultimi con la scenografia, composta da attrezzi di scena mobili e versatili. Un lavoro appassionato sul tema dell’integrazione, non solo sotto il profilo sociale ma anche del teatro come luogo d’elezione per il chiasmo delle culture, delle arti e delle attività artigianali artistiche. Grande ricchezza e complessità, impegnativo per la quantità degli elementi inseriti, che ricordano anche nei tanti finali successivi la struttura del pensiero di cultura araba che a volte rischia di appesantire la fruibilità dell’opera e di perdere incisività. Mirabile il lavoro di dialogo tra musica e movimento sia di danza sia di azione.

Geniale e sconclusionato ad un tempo, un’opera mirabile di miniatura, di passione per il dettaglio e gli “elenchi”, una sorta di libro nel libro, come una matrioska di storie: quadri sinottici ripresi da diverse angolature che raccontano con tanto di disegni la vita e i personaggi di un condominio come un puzzle. Qualcuno realizza un puzzle del condominio stesso senza la facciata, mettendo a nudo la vita di questo microcosmo che diviene metafora della vita.

Domenica, 09 Dicembre 2018 20:00

“Donne Donne” di Andrea e Giancarlo Vitali

Racconti, colpi di teatro in atto unico, persino poesie, epigrammi, facezie e molto altro senza poter essere classificato con un genere letterario.
Un’idea originale per un libro, oggetto d’arte, non patinato che intreccia, senza cedere alla didascalia o all’idea della decorazione, arte pittorica, quella di Giancarlo Vitali e la parola. Di un Andrea Vitali in parte sconosciuto che esprime in questo volume il suo amore e la sua personale dedica all’eterno femminino di goethiana memoria.

Variazioni di bianco fino al nero per raccontare una realtà tutta al femminile, simbolo del mondo arabo, lo hammam, luogo di protezione, fuga, confessione, trasgressione, per uomini e donne, evasione, dove l’eco della politica e del terrorismo islamista della décennie noire in Algeria, sessuofobo, si mescola a storie private. Crudo, ironico, soprattutto solidale, con quell’allegria sfrenata che nasconde il dolore e stordisce, propria della danza araba. Lo spettacolo è assolutamente realista pur se sembra folle, grazie anche a interpretazioni molto spontanee. Al centro la dialettica in chiaroscuro tra pubblico e privato, in mezzo il corpo delle donne, raccontato dall’algerina Rayhana per la regia di Serena Sinigaglia.

Spettacolo grandioso, possente, che si appoggia su una grande coralità sostenuta dall’interpretazione convincente degli attori ma soprattutto sulla scenografia, imponente anche se non particolarmente innovativa né raffinata. Interessante l’uso dell’elemento video. Il grottesco militaresco è riproposto senza novità seppur con grande energia. Bella la composizione scenica e dell’azione nonché dei testi per cui il tema della Prima Guerra Mondiale diventa universale, una presa di posizione contro tutte le guerre che disfano e inquinano anche i rapporti personali. Ironico in alcuni punti l’uso della musica.

Il Premio Europa per il Teatro è giunto alla 17° edizione e conferma la sua volontà di dialogo tra i popoli, di ponte tra i Paesi dell’Europa in un momento nel quale l’attualità del confine torna prepotentemente alla ribalta come dimostrano i temi trattati negli incontri, che hanno ruotato intorno a libertà, responsabilità del dialogo e diritti della diversità ma, soprattutto, l’auspicio alla pace. Dopo l’edizione romana legata alla ricorrenza della firma del Trattato di Roma, è la seconda volta per San Pietroburgo, nel 315° anno dalla sua fondazione, che ribadisce la volontà internazionale di essere porta d’Europa, affermando pienamente il teatro russo sulla scena europea alla quale lo legano affinità di storia e struttura.

Dal 9 al 18 novembre al Teatro della Pergola di Firenze Luca Zingaretti dirige Luisa Ranieri in “The Deep Blue Sea”, capolavoro di Sir Terence Rattigan, uno dei più popolari drammaturghi inglesi del XX secolo, immergendo lo spettatore nelle atmosfere della borghesia Anni Cinquanta e nella storia di un intreccio di passioni che lasciano soli. Al centro l’amore, sogno e unica possibilità per vivere ma anche per morire. Una regia pulita, asciutta, scene e costumi molto curati. Protagonista l’interpretazione che rinuncia a ogni sopratono per far uscire lo scavo psicologico.

Un libro decisamente originale, non un saggio su uno stile di vita, non una guida turistica, non un diario di viaggio, eppure tutto questo e non solo: destinazione le capitali del nord, Danimarca e Scandinavia che, al di là di alcuni miti e del recente interesse che la letteratura ha risvegliato, restano comunque misteriose. L’autrice racconta la vita di questi paesi passando da uno all’altro, con una miriade di informazioni, che sgorgano con la spontaneità di una conversazione colta. Luoghi per lei del cuore, studiati e approfonditi, senza quell’eccesso di pathos dei libri di viaggio dei giornalisti. Un libro che mette la voglia di un viaggio al nord, una riflessione su uno stile di vita molto diverso da quello mediterraneo, un oggetto di design esso stesso per l’originalità e la piacevolezza della veste grafica.

Il Mudec conferma la vocazione all’originalità nell’allestimento delle mostre, rendendo insoliti e sorprendenti anche gli artisti più noti: in questo caso Klee non è solo il pittore del cavaliere azzurro, ma un personaggio poliedrico e affascinato dal primitivismo, oltre che dalla satira, dalla beffa e dal gioco.

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