Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Una voce elegante, vibrazioni jazz, testi legati ad un’intimità senza sfociare nel sentimentale, un intreccio di delicatezza e potenza. Interessante la voce, utilizzata come uno strumento, fil rouge della sua ricerca. Abbiamo incontrato questa giovane artista, Sara D’Angelo, in arte Sarah, nata a Pescara, all’indomani dell’uscita del suo album “Le Coincidenze”, pubblicato nello scorso marzo, per farci raccontare com’è nato e cosa nasconde.

Viola Marietti è di scena a Siracusa nei panni di Teucro in “Elena” e Lampitò in “Lisistrata”, in un doppio ruolo fra tragedia e commedia e con due personaggi, ciascuno a suo modo, sia maschili che femminili. Nata a Milano nel 1992, studia canto e danza, diplomandosi alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, e frequentando vari laboratori come quello su “Platonov” di Anton Cecov diretto da Peter Stein, o quello di recitazione cinematografica diretto da Pupi Avati, lavorando con costanza. Con l’estate è al suo debutto teatrale, non solo siracusano, un’occasione che lei stessa definisce straordinaria.

Abbiamo incontrato Viola Graziosi: romana, classe 1979, dai primi anni di vita manifesta la sua passione per il teatro seguendo il padre Paolo Graziosi da dietro le quinte; cresciuta in Tunisia, con una lunga esperienza parigina, per la stagione 2019 del Teatro Greco di Siracusa veste i panni di Elena, la più bella tra le donne, nella tragedia “Le Troiane” di Euripide diretta da Muriel Mayette-Holtz.

Dal 21 al 26 maggio, la Compagnia Colori Proibiti ha portato in scena “Beauty Dark Queen - Lo strano caso di Elena di Troia” al Teatro Franco Parenti di Milano, con la regia di Stefano Napoli. Dimenticate il teatro di parola, almeno come lo conoscete, la parola qui è muta ma eloquente. Parlano i corpi, la musica e soprattutto la regia con un lavoro molto complesso che fa muovere i personaggi della scena facendoli alzare direttamente dal copione. Uno spettacolo difficile da definire nel genere, che tiene insieme suggestioni diverse, guardando al passato della rivista e a certe espressioni del contemporaneo più forte. Con alcuni eccessi tipici del contemporaneo che mette l’accento sull’estremo, spiazzante, ironico eppure con una delicatezza che, come nella fiaba, ricompone il mosaico alla fine. Impossibile non essere affascinati dall’estetica dell’occhio di bue, dell’alternanza della luce diretta ai lunghi silenzi parlanti del buio, a quel senso di magia eco del cinema muto ricreato sotto i nostri occhi. La storia del mito è nota e in scena, nel delizioso spazio minuto del Café Rouge del Teatro Parenti, due uomini, una donna, una dea, una statuetta: sono Menelao, Paride, Elena, Afrodite, Eros. Una dark queen dalla bellezza fatale, il capriccio degli dei, un rapimento, una guerra. Paride, ospite di Menelao, gli rapisce la moglie Elena proprio sotto gli occhi e tra intrighi, gelosie, violenze, Elena sopravvive a tutti gli uomini che l’hanno amata. Per capire la genesi di questo originale progetto e le scelte che lo hanno indirizzato abbiamo incontrato il regista Stefano Napoli.

“PFF - Piano Forte Forte, Trisonata per corpo femminile e pianoforte”, scritto e diretto da Valentino Infuso, con Valentina Cidda Maldesi, dopo Roma, Ancona, Verona, Firenze, Bologna e Napoli arriva a Milano e conclude la tournée 2019 all’ Elfo Puccini; si tratta di un'opera teatrale complessa, molto densa per una voce sola: un’interprete versatile, possente, performer, musicista, cabarettista, attrice drammatica e a suo modo comica. La vita di una donna da prima di nascere alla maturità, sdoppiata con una voce narrante, un escamotage da cinema muto, un incedere per cerchi progressivi con il motivo del refrain che diventa ora ossessione, ora filastrocca. Uno spettacolo singolare, inaspettato, impegnativo: il corpo al centro, prolungamento del pianoforte, che risuona e vibra di una musica interiore. Eppure il corpo è una scatola vuota e la mente un contenitore inutile, semplicemente perché nella vita non c’è nulla da capire.

Domenica, 09 Giugno 2019 15:35

“Bivium” di Bernardo Giusti

Vincitore come opera inedita alla Biennale del Premio di tutte le Arti, 18 novembre 2018 a Firenze, è un romanzo che ripercorre i tormenti di un uomo, legato a un dubbio atroce, un mistero angosciante e la necessità di una scelta, il flusso costante di una coscienza, un dimensione quasi onirica, dove anche lo stile segue il gorgo.

Nel binomio della stagione 2019 del Teatro Greco di Siracusa, Donne e guerra, Elena Arvigo è Andromaca, un femminile che nel nome evoca il maschile, “l’uomo che combatte”, la “donna che combatte come un uomo”, ne “Le Troiane” di Euripide.

Lunedì, 27 Maggio 2019 11:03

"Il treno da Mosca" di Maurizio Lo Re

Un romanzo classico per alcuni aspetti con tutti gli ingredienti, di avventura, intesa nell’accezione esistenziale, non tradizionale, scritto in uno stile che è stato definito in linea con il miglior Graham Greene, dove l’avventura non è fine a se stessa quanto funzionale ad una riflessione sull’inquietudine del vivere. L’avventura è lo stare al mondo quando non si è passivi e non ci si lascia andare allo scorrere del tempo con lassitudine.

Il celebre film di Pupi Avati arriva a teatro, con l’adattamento di Sergio Pierattini e la regia di Marcello Cotugno, portando in scena una metafora crudele della vita: il poker specchio dell’illusione dell’amicizia. Uno spettacolo che ferisce, anche se ci sono momenti di comicità gustosa, sempre intrecciati con il gusto amaro della vita. Interpretazione corale di profilo, con Gigio Alberti nella parte caricaturale del “pollo da spennare”, in realtà avvocato provetto e di magistrale astuzia. Avvolgenti e coinvolgenti la scenografia e il gioco delle luci con le pareti che cambiano secondo le atmosfere e un’immaginaria parete vetrata sul cortile. Una resa d’effetto e di grande modernità.

Un giallo non giallo, un romanzo che racconta la cronaca dolce amara di un paesino, acuto sguardo tagliente sulla vita e i vizi della provincia, una penna velocissima quella di Dino Cassone, che non risparmia nessuno e con un certo disincanto e un tono divertito anche con il lettore ne chiede la complicità per raccontare una vicenda dalle tinte fosche. Gustoso.

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