Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Giulia Casieri, classe 1995, nata a Sesto San Giovanni, comune della città di Milano noto come la Stalingrado d’Italia, è nelle nuove proposte di Sanremo 2018 con “Come stai”, un titolo che ricorda gli storici successi di Vasco Rossi e Mina, per un brano diverso nella musica e nel testo: una canzone che narra delle problematiche che la cantante ha dovuto fronteggiare fino ad oggi, scritta insieme ad Andrea Ravasio e prodotta da Discipline. Una scalata al termine di pochi anni di studio, durante i quali l’innamoramento per la musica è cresciuto a poco a poco, fino a diventare il modo di raccontarsi e di “aggiustare” alcune parti di sé.

Sabato, 03 Febbraio 2018 15:23

L'ultimo harem - Teatro di Rifredi (Firenze)

Al Teatro di Rifredi è andato in scena “L'ultimo harem”, liberamente ispirato ai racconti de “Le mille e una notte” e di Nazli Eray, ai saggi di Ayşe Saraçgil e al romanzo autobiografico “La terrazza proibita” della scrittrice marocchina Fatema Mernissi. Lo spettacolo, scritto e diretto da Angelo Savelli vede come protagonisti Serra Yilmaz, Valentina Chico e Riccardo Naldini; le scene e i costumi sono di Mirco Rocchi, mentre il disegno luci è firmato da Roberto Cafaggini. Il risultato - in scena da tredici anni (con oltre 25mila spettatori solo a Firenze) - è decisamente originale, sul filo del tema del racconto e della forza interiore del raccontare che è soprattutto donna, in un’atmosfera fiabesca che sembra di cartapesta. Davvero convincente l’interpretazione di Serra Yilmaz.

Ci vuole un titolo alla Lina Wertmuller per raccontare Leonardo Monteiro, questo ragazzo nato a Roma, con un orizzonte internazionale, ma profondamente radicato nella sua casa Italia. Al centro della sua arte la passione per la musica, il vero amore, declinata all’inizio nella danza - fin da bambino danzava cantando - e poi nella musica, ma sempre con la voglia di sognare in grande e la fiducia nell’amore, al di là della fine delle storie, come racconta anche il suo brano a Sanremo 2018, “Bianca”.

Dal 24 al 28 gennaio è andato in scena in prima nazionale, al Piccolo Teatro Studio Melato, “Matilde e il tram per San Vittore”, scritto e diretto da Renato Sarti, tratto dal libro “Dalla fabbrica ai lager” di Giuseppe Valota, con Maddalena Crippa, Debora Villa, Rossana Mola e Marika Giunta/Giulia Medea nel ruolo di Matilde. A causa degli scioperi che dal 1943 paralizzarono i grandi stabilimenti del Milanese, le case operaie di Sesto San Giovanni, Milano, Cinisello e dei comuni limitrofi furono teatro di retate che portarono alla deportazione nei lager di 570 lavoratori. “Matilde”, attraverso le voci di madri, mogli, sorelle e figlie dei deportati, mette in luce il “non eroismo” di chi si oppose al nazifascismo. Lo spettacolo ha il merito di unire il teatro di informazione storica e di denuncia con il gusto della narrazione e della finzione senza ridursi al teatro-giornalismo che sta diventando di moda. I riferimenti precisi alle cronache non fanno perdere il testo di attualità e gli argomenti noti si vestono di emozioni e di tenerezza in certi momenti. Uno spettacolo intenso, possente, che riesce a dare una visione, quasi cinematografico. Davvero brava Maddalena Crippa, nel doppio ruolo di narratrice e di coprotagonista, che conferma la sua grande versatilità.

Mirkoeilcane al secolo Mirko Mancini, è un cantautore nato a Roma il 6 maggio 1986; parteciperà al Festival di Sanremo 2018 tra le Nuove Proposte dove è arrivato passando da Sarà Sanremo 2017 con il brano “Stiamo tutti bene”, canzone che racconta il viaggio di un migrante in mare visto dagli occhi di un bambino. Canzone struggente e davvero intensa - musica e parole di Mirko Mancini, prodotta da Steve Lyon, con il quale ha curato gli arrangiamenti (già produttore di Paul McCartney, Depeche Mode e The Cure), e per la parte strumentale affidata a Domenico Labanca (piano), Alessandro Luccioli (batteria) e Francesco Luzzio (basso) - che sorprende per certi aspetti, nel tono, rispetto ad altri suoi brani. Rapper che racconta la Roma becera e pecoreccia, con il nuovo testo, pur restando fedele alle tematiche sociali, assume una vena poetica. Mirkoeilcane ha lavorato come chitarrista in studio, suona dal vivo con diversi artisti e ha composto numerose colonne sonore come quelle della web serie “Forse sono io”, dei corti “Memories”, “Il lato oscuro” e “Quattro battiti” e del film “I peggiori”; dal 2016 ha intrapreso una carriera da solista (con il primo disco omonimo). Lo abbiamo incontrato alla vigilia della partenza per le prove a Sanremo.

Mercoledì, 24 Gennaio 2018 18:22

“Il naso della Sfinge” di Roberto Radimir

Un diario di famiglia, quello di una famiglia di italiani d’Egitto, che decidono di lasciare una terra non loro con la quale hanno però un legame viscerale, al tempo della dittatura di Nasser. Una narrazione che sembra un romanzo eppure è intrecciata indissolubilmente a fatti di cronaca e ad un affresco sociale giornalistico. Lo spaccato di un mondo cosmopolita che non esiste più, dove si è smarrita la ricchezza della differenza, che sopravvive per fortuna nella memoria di chi lo ha vissuto. Pagine di una storia orale preziose con un interessante punto di vista sul mondo della lingua e delle lingue e una piacevole chiave ironica.

Compostezza, lucidità, un’eleganza sorprendente che nasconde la violenza della donna, del femminile, non solo di una donna, facendo a meno dell’aggressività. E’ questo il senso del personaggio interpretato da Federica Di Martino ne “Il Padre” di August Strindberg per la regia di Gabriele Lavia, che ha debuttato al Teatro della Pergola di Firenze. A quasi due anni di distanza dall’ultima intervista, rincontriamo l’attrice in un contesto completamente diverso: Federica ha la stessa determinazione, partire dal lavoro sulla corporeità per assumere quanto più possibile il personaggio che mette in scena, lasciando da parte se stessa.

Al Teatro Manzoni una serata unica nell’ambito del ciclo “Personaggi e Protagonisti: incontri con la Storia”, il “Format che cambia la Storia” giunto all’ottava edizione. Lunedì 15 gennaio è stata la volta di “Coco Chanel, colpevole o innocente?”, a cura di Elisa Greco. Il Presidente della Corte Giudicante è il magistrato del Tribunale dei minori di Milano Luca Villa, mentre a sostenere l’accusa è l’Avvocato penalista Ilaria Li Vigni con i suoi testimoni di accusa: il giornalista, capo redattore di Marie Claire, Antonio Mancinelli e la giornalista del Tg1 Rai di moda e costume Paola Cacianti. In contraddittorio l’avvocato Cinzia Calabrese nel ruolo di avvocato difensore affiancato dai suoi testimoni di difesa: la giornalista del Corriere della Sera Maria Luisa Agnese, e l’imprenditore e presidente della Maison Gattinoni Couture Stefano Dominella. A vestire i panni della protagonista Coco Chanel, la stilista e imprenditrice, oltre che scrittrice, Chiara Boni. Idea decisamente originale per stampa e mondo del diritto e una prova attoriale singolare con una grande capacità di improvvisazione e sorprendente estro interpretativo. E’ la cifra dell’ironia ad aver accompagnato la serata con il pubblico che partecipa dal vivo e firma il finale, nel ruolo di giuria popolare. Verdetto a sorpresa.

Sabato, 20 Gennaio 2018 13:35

Sabbie mobili - Teatro Martinitt (Milano)

“Sabbie mobili”, una commedia di Alessandro Benvenuti, P. Aicardi, Nino Formicola e Carlo Pistarino, diretta dallo stesso Benvenuti, è in scena dall’11 al 28 gennaio al Teatro Martinitt di Milano: una favola straniante, un clima surreale, un modo certamente originale di proporre il cabaret, che racconta un viaggio reale e al tempo stesso immaginario alla ricerca di se stessi e la difficoltà del rapporto con gli altri che si rivela però indispensabile per vivere. Bravi gli attori che riescono a superare anche qualche lunghezza ed esilità della trama.

Domenica, 14 Gennaio 2018 18:05

Utøya - Teatro Filodrammatici (Milano)

Dal 9 al 14 gennaio è andato in scena al Teatro Filodrammatici di Milano “Utøya” di Edoardo Erba con la regia di Serena Sinigaglia e protagonisti Arianna Scommegna e Mattia Fabris, una co-produzione ATIR Teatro Ringhiera - Teatro Metastasio di Prato. Una regia e soprattutto una riscrittura decisamente originali e coraggiose, a cominciare dalla scelta del soggetto e dalla fonte, un saggio giornalistico. Autentico teatro di parola che usa simboli per il cambio di scena, virtuale, a sottolineare come voce e luci possano disegnare il teatro quale reale spazio immaginario.

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