Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Abbiamo incontrato Mario Lavezzi, autore, cantautore e produttore, impegnato a rimettere al centro del sistema discografico la musica, fatto che sembra tutt’altro che scontato, garantendo più opportunità soprattutto ai giovani con due progetti, la petizione per la modifica del regolamento del Festival di Sanremo e Campusband, Musica & Matematica 3, terza edizione dedicata agli studenti con la musica in testa.

Venerdì, 30 Marzo 2018 10:25

“A Calais” di Emmanuel Carrère

Traduzione a cura di Lorenza Di Lella e Maria Laura Vanorio

Un libro breve e denso, un viaggio dentro Calais nella cosiddetta Giungla, quella degli immigrati cercando di raccontare una città non uno zoo dove giornalisti, fotografi e scrittori vanno come in una riserva indiana. Carrère ha il pregio della curiosità reale, non dell’intenzione: racconta non spiega e non procede per tesi, nemmeno quello buone o buonista. Racconta uno spaccato fatto di persone e una città dove viene voglia di andare.

Venerdì, 30 Marzo 2018 10:02

“Jezabel” di Irène Némirovsky

Romanzo folgorante, con una scrittura incisiva, un noir psicologico, implacabile che squarta il profilo del femminile nei suoi lati deteriori. Di una modernità straordinaria al di là del contesto storico, per altro ben ambientato e dettagliato, quasi cinematografico. Con una scrittura pungente, rapida e scorrevole, partendo da un processo, la storia di una donna, bella, ricca, con una vita sgargiante ma profondamente infelice e terribilmente crudele. L’autrice riesce magistralmente a tenere con il fiato sospeso fino alla rivelazione finale, sconcertante. Al di là degli eccessi fa breccia in noi e credo in molte ci si possa guardare allo specchio in una società molto diversa da quella francese degli anni Trenta ma per certi aspetti simile: il divieto di invecchiare per le donne e il senso profondo di una donna che nasce dall’essere amata, ammirata e riconosciuta dallo sguardo maschile.

Il nuovo album dei toscani Baustelle, che fa tappa alla Feltrinelli Red di Firenze, scommette sul racconto dell’amore ai nostri giorni, in un mondo arrabbiato che sembra però aver voglia di ritrovarsi nelle relazioni sentimentali. Per questo la band si rivolge al Novecento senza puntare sull’attualità e la guerra resta sullo sfondo. Torna invece in primo piano la parte musicale e le parole si fanno corporee anche in modo provocatorio.

Cover art Paola Cannatella

Un reportage giornalistico a tutti gli effetti, un modo “gentile” per entrare in un paese misterioso, fascinoso quanto inquietante nella percezione europea; un diario di viaggio e un diario intimo emozionale in forma di fumetto. Ha il pregio della leggerezza nella narrazione del dolore, della curiosità del quotidiano di un vissuto, sperimentato in prima persona, senza tralasciare di spiegare la realtà e soprattutto l’autoironia a cominciare dal disegno.

Mercoledì, 21 Marzo 2018 18:38

“La striscia di cuoio” di Angelo Gaccione

Racconti brevi, alcuni brevissimi, istantanee puntuali anche quando raccontano un'atmosfera fiabesca, sospesa: sono quadri di vita ordinaria della borghesia intellettuale, del nord per lo più, talora circostanziata come cronache e foto in presa diretta. Una scrittura raffinata, composta, tra nel panorama contemporaneo e pure non volutamente preziosa. C'è una nota noir, un senso di morte che sgomenta, che spesso arriva improvviso e inevitabile come nella vita. Nessuna nota pulp, nessun compiacimento. È un esercizio di stile alto.

1 febbraio – 3 giugno 2018

Il Mudec conferma la propria originalità e la vocazione a cercare aspetti non detti anche per i più consumati fruitori di mostre con “Frida. Oltre il Mito”, in programma dal 1 febbraio al 3 giugno 2018, con oltre 200 opere tra dipinti, fotografia e disegni. In questa mostra che è la mostra che tutti si aspettavano dall’apertura del museo, l’attenzione a Frida al di là del personaggio mondano e della curiosità, talora morbosa, sulla sua biografia sentimentale e del dolore: al centro la complessità dell’artista, la prima donna della storia dell’arte che ha fatto del proprio corpo un manifesto. Nell’attenzione alla sua arte una rilevanza centrale è assunta dal recupero del mondo precolombiano del quale fu collezionista e in questo influenzata dal pittore, compagno e marito a più riprese della sua vita, Diego Ribera: non solo curiosità archeologica quanto riflessione e rinnovamento estetico. Mudec ha tra l’altro una collezione permanente di questo tipo di arte.

Lunedì, 12 Marzo 2018 18:42

“Le Premier Sexe” di Éric Zemmour

Pamphlet, il “primo sesso” che ricorda da vicino nel titolo e nello spirito Le deuxième sexe dell’esistenzialista Simone De Beauvoir ma con una prospettiva rovesciata. Pungente, ironico, ben documentato, l’ottica conservatrice d’Éric Zemmour porta avanti la rivincita degli uomini più che contro le donne contro un inno all’uguaglianza omologante. Uno sguardo implacabile sulla realtà, dal mio punto di vista non molto condivisibile, soprattutto sotto il profilo etico, quanto però stimolante. Un’ottica ormai insolita, quella della diversità dei sessi, della tutela del modello tradizionale della famiglia, anche se difeso ad oltranza con tutti i suoi limiti e carichi pendenti. Certamente un modo per mettere i puntini sulle i rispetto ad una visione che talora è buonista senza essere davvero buona. In ogni caso un ritratto acuto ed arguto della società che cambia. Colto ma divertente. Da leggere, anche per poter dire la propria in modo più circostanziato.

Dal 27 febbraio al 4 marzo, al Teatro della Pergola di Firenze, ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione ha presentato “La classe operaia va in Paradiso”, liberamente tratto dal film di Elio Petri, con la regia di Claudio Longhi, la drammaturgia di Paolo Di Paolo e l’interpretazione dell’ensemble di attori che la stagione scorsa ha raccolto successi ed entusiasmo con la trilogia “Istruzioni per non morire in pace”. Regia e costruzione strepitose, originali, complesse ma godibilissime. Spettacolo lungo e articolato, riesce a garantire un ritmo dinamico per tutta la durata dell’azione, alternando momenti di commozione, di ironia, perfino di divertimento, con uno scambio tra cinema e teatro in una continuità tra video e interpretazione per la prima volta in un reale dialogo: le scenografie sul palco si prolungano nelle proiezioni. Non teatro nel teatro, ma cinema nel teatro: il dietro le quinte della nascita di un film che diventa rappresentazione e oggi spettacolo tridimensionale. Interessante anche la prospettiva storica di critica cinematografica che non fu così favorevole al film. Ben dosati gli inserti delle canzoni che diventano cabaret di impegno sociale. Lo spettacolo si dipana a trecentossessanta gradi, coinvolgendo il pubblico e la platea, perfino i palchi dove gli attori si affacciano per lanciare proclami e volantini, con una struttura complessa ed in costante movimento che fa immergere lo spettatore nella vicenda. Una piacevole conferma il talento di Lino Guanciale, apprezzato di recente anche nelle fiction televisive e al cinema, che dimostra di saper tenere vigorosamente la scena e di aver grande versatilità.

Domenica, 04 Marzo 2018 17:31

Scale bianche e nere con Giovanni Allevi

La vocazione alla “rottura” con l’accademia, senza il gusto della provocazione ma nel dialogo costante con la musica, fatta di emozioni e di grande disciplina, che Giovanni Allevi coltiva con umiltà, curiosità e anche uno sguardo timidamente divertito. Abbiamo incontrato Allevi sul treno di ritorno dal Festival di Sanremo, al suo rientro a Milano dove vive, dopo la maratona nella Giuria degli Esperti per le serate finali della manifestazione musicale.

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