Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Una mostra inedita, ricca di 53 sue opere che raccontano il primo e più felice periodo dell’artista russo, e di 85 tra icone, stampe popolari ed esempi di arte decorativa. Il Mudec conferma la sua vocazione a focalizzarsi sull’artista raccontandolo: in questo caso attraverso oggetti e atmosfere dei paesaggi russi che lo hanno ispirato. Originale la presentazione con un allestimento suggestivo e funzionale ad un tempo.

Una città in festa, tra cortile e spazi reinventati, cercando di assaporare una Milano in rinascita: in mostra linee morbide, colore, accostamenti in soliti e molta voglia di giocare, oltre il lusso e l’effetto speciale.

Dal 20 al 30 aprile. Riscrittura pulita, essenziale, visionaria, centrata sulla modernità della follia, eppure siciliana, anzi sicilianizzata fino al midollo, quella proposta da Alessandra Pizzi per “Uno nessuno centomila” di Luigi Pirandello, con protagonista Enrico Lo Verso. E’ questo il connubio dialettico e intrigante, quasi simbiotico tra regia e interpretazione attoriale: un monologo polifonico di un mattatore che non recita ma incarna lo spirito pirandelliano, assumendolo. Un abito cucito su misura dalla regista ma trasformato sulla scena, vissuto.

Dal 25 aprile al 14 maggio. E' un coraggioso inno al diritto di sognare, quello in scena al Teatro de' Servi con la commedia "Non rubateci i sogni", scritta e diretta da Bernardino de Bernardis: un testo originale in cui il lieto fine è solo una promessa, un monito; il primo piano è dedicato alla lotta alla criminalità e alla camorra, alla battaglia per la libertà del cuore che diventa un inno a Napoli ma anche a tutti coloro che sono in grado di non rinunciare. Ben interpretato dall’autore-regista e da una compagnia di giovani talentuosi attori, con una cura particolare nella scelta musicale che alleggerisce.

Traduzione di Andrea Di Gregorio

Dalle indagini del commissario Charitos in Grecia, a quelle del suo collega Murat sulle infiltrazioni mafiose in Germania, dalle rotte dei migranti a un prete ortodosso che mette a rischio la sua vita per aiutarli, dal fallito attentato a Hitler alle persecuzioni contro i greci nella Turchia degli anni ‘50, Petros Markaris raccoglie in questo libro tutte le sfumature del suo Mediterraneo: il giallo, la critica sociale, il racconto autobiografico.

10 marzo 2017 - 23 luglio 2017

Sensazionale e raffinata ad un tempo la mostra di Bill Viola che sceglie una declinazione metaforica in viola, gioca senza ammiccare in una rispondenza stimolante del Rinascimento come recupero della tradizione e apertura alla novità. In quest’idea è racchiusa l’arte elettronica dell’italo-americano che definisce la propria opera cinema, un modo per guardare non più davanti a sé ma dentro e portarla nella vita quotidiana. La dilatazione del tempo e l’amplificazione dell’ordinarietà acquista un senso fantastico, emozionale, di amplificazione fino al sublime e allo spaventoso: in una parola arte.

Da lunedì 10 aprile a giovedì 4 maggio, il Piccolo Teatro di Milano ospita nelle proprie sedi i cinque appuntamenti della tradizionale Rassegna Milano per Gaber, promossa dalla stessa Fondazione, con il sostegno del Comune di Milano, della Regione Lombardia e della Fondazione Cariplo. Il debutto è con Maria Laura Baccarini, brava, potente, versatile, ironica, a tratti dura ma anche lirica - una voce di grande armonia e possibilità - che assimila la lezione del cabaret, rendendolo quasi impercettibile. Non è una mattatrice ma una protagonista della scena, che non imita Gaber, non lo rievoca neppure, ma ne restituisce l’anima…a modo suo.

Per la prima volta in Italia gli ultimi taccuini del grande poeta maledetto, l’ultimo Verlaine giudicato minore. Una traduzione che entra in empatia con l’autore e ci restituisce la vivezza delle emozioni e quella lingua di rottura del grande poeta, colto, raffinato ma anche utilizzatore della lingua popolare, attento ai dialetti e alla canzone, che gioca con la rima e con registri diversi. Pagine di “miseria nera” eppure ironiche, con uno spirito bozzettistico, dedicate ai ricoveri frequenti e al viaggio in Olanda, situazioni ambivalenti perché costituiscono, rispettivamente, un confinamento e una fuga, ma anche un momento di recupero e di cura.
Il libro ha il merito di restituire Verlaine al lettore moderno che scopre scritti godibili, freschi e di grande attualità nel suo plurilinguismo e vivezza pittorica, oltre il poeta per addetti ai lavori.

“La donna che disse no”, scritto e diretto da Pierpaolo Saraceno, con protagonisti lo stesso Saraceno e Mariapaola Tedesco, è in scena all’ Ar.Ma Teatro di Roma dal 13 al 16 aprile nella versione completa (dopo il “corto” presentato lo scorso autunno al Calàbbria Teatro Festival, che avevamo avuto l’occasione di seguire con interesse); uno spettacolo intenso che fonde un teatro manifesto con l’appassionata vicenda di una violenza su una donna, con una forte accentuazione della fisicità che nella prima parte della pièce assume il volto di una performance.

L’incontro con un pianista piemontese che ha incontrato le sonorità mediterranee unendole alle suggestioni del nord, sui toni del jazz.

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