Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Mercoledì, 24 Dicembre 2014 10:09

"La traversata del deserto" di Marinette Pendola

La forma del romanzo tradisce, in modo per altro rivelato dall’autrice alla fine, in un capitoletto storico, un’autobiografia che è altresì l’affresco di un’epoca. Il libro è infatti una metafora, la traversata del deserto, il passaggio, la sfida e non un semplice viaggio dove il deserto è uno spazio di solitudine, di sospensione della vita, allegoria della condizione esistenziale del migrante, colui che non è né da una parte né dall’altra. Non solo, il profugo, una volta giunta a destinazione, per lungo tempo spesso resta in una condizione di precarietà, di estraneità e di sospensione appunto tra due rive.

 

La traversata del deserto
di Marinette Pendola
Arkadia/narrativa
Euro 13,00

 

Leggi la recensione integrale sul Chiasmo del Mediterraneo.

La Tunisia dall’indipendenza alla transizione

Un libro dalla scrittura piana, chiara, sintetico ma ben documentato. Un’analisi onesta senza che l’autore parteggi in modo evidente, attento a cogliere l’evoluzione della Tunisia nel contesto del Mediterraneo. Per me è stato un testo di verifica che potrei sottoscrivere punto per punto e il cui contenuto ho sposato e in parte proposto in modo diverso nei miei libri sulla Tunisia. Ritrovarsi, concordi, nelle disamine e nelle conclusioni, quando chi scrive è una studiosa della materia, oltre ad essere tunisina, è stato confortante come lettore. Lo ritengo un libro utile da consultare e per avere spunti bibliografici per chi lavora su queste tematiche e allo stesso tempo di piacevole lettura anche per chi non è addetto alla materia.

Dal 16 dicembre al 4 gennaio. Il titolo traccia lo spirito ironico, pungente e a tratti graffiante di questa commedia, giocosa e con qualche livido ad un tempo: riformulato con una domanda, la risposta sarebbe certamente negativa. I segreti ci sono eccome, soprattutto quelli inconfessabili a noi stessi. Ognuno ne ha, anche con il proprio inconscio e con ogni amore che si rispetti. L’importante è comunque confessarli, prima o poi. Antonello Costa porta in scena - con Gianpiero Perone, Giuseppe Cantore e le tre effervescenti presenze femminili di Laura De Marchi, Claudia Ferri e Annalisa Costa - una commedia goliardica nella quale anche gli attori si divertono, un inno divertito all'amicizia e all’amore, declinati come ‘malattie inguaribilmente umane’.

Lunedì, 15 Dicembre 2014 20:06

“Il silenzio e il tumulto” di Nihad Sirees

Un libro snello, colloquiale, senza arabeschi stilistici, nel quale l’autore presenta la propria storia senza alcun camouflage tanto che spesso si rivolge al lettore direttamente, per specificare, per scusarsi, per condividere.

Una bella idea, un appuntamento importante per la Capitale per rilanciare il teatro, una serata surreale dove se i premi sono un’occasione di promozione, questa volta non è purtroppo stata raccolta a dovere. Non per le premiate, quanto per la regia e la manifestazione. Miglior attrice italiana under 35 Licia Lanera, esponente di spicco del nuovo teatro, indubbiamente capace, versatile nella prova del suo monologo su una storia di violenza di coppia. Miglior attrice straniera Katharina Schüttler, garbata e attenta nel suo racconto personale che esalta l’amore per il teatro come il mondo del possibile nato da un’immagine di Lucca. Omaggio alla carriera per Piera Degli Esposti, decana del nostro teatro, personaggio irruente e mattatrice della scena. Purtroppo anche negli intermezzi, fatta eccezione per la prestazione canora misurata di Cristina Zavalloni, un inno alla volgarità, tra parolacce, battute di poco gusto ed ammiccamenti di basso livello che il pubblico sembra gradire. Senza una vera e propria regia di presentazione. Una visione triste del nostro teatro, certamente una rappresentazione realistica della società italiana, indubbiamente molto lontana dall’idea greca del popolo che si educa a teatro ma anche dal sano divertimento dei Romani.

Tiziana Foschi torna in teatro con il nuovo testo del giovane autore Antonio Pisu “Lettere di Oppio”, che debutta a Roma dal 9 al 14 dicembre al Cometa Off. Attrice estremamente versatile, Tiziana Foschi qui nelle vesti della protagonista, la signora Wellington, spazia dal comico al drammatico, dando corpo a una donna particolarmente intensa. Il testo di Antonio Pisu ci accompagna in un’epoca affascinante, parlandoci di dinamiche tra esseri umani eterne nel tempo. Una storia sempre attuale, narrata con taglio moderno, che fa divertire, riflettere e appassionare. Accanto a Tiziana Foschi sul palco troviamo l’autore Antonio Pisu, nei panni del giovane maggiordomo.

Dal 2 all'8 dicembre. Un musical originale che smentisce l’idea che questo genere di spettacolo sia solo di matrice anglosassone. Noto per l’inizio che è poi anche la conclusione, un refrain diventato quasi un modo di dire, dietro l’aria scanzonata cela l’impegno della metà degli Anni Settanta, per certi versi precursore di battaglie sociali e civili. E’ un inno alla libertà del cuore e alla consapevolezza delle scelte, oltre i precetti e i pregiudizi da entrambe le parti, una par condicio ante litteram, singolare. Lo spettacolo, che nella versione attuale presenta qualche attualizzazione, privilegia l’interpretazione e la musica - interamente cantata dal vivo - rispetto alla macchina scenica che a volte domina con lo sfavillio questo genere teatrale. Animato da un grande ritmo coinvolge senza mai far accusare la stanchezza dimostrando la modernità del musical, che spesso ci appare datato. La regia interpreta la migliore tradizione della commedia all’italiana, che con il sorriso racconta problemi e crucci, vizi e drammi della società. Resta infine una lode al potere della musica e dell’arte.

Sabato, 06 Dicembre 2014 21:09

Amleto - Teatro Litta (Milano)

Dal 27 novembre al 7 dicembre la Compagnia Teatro Libero è in scena presso il Teatro Litta di Milano con l'"Amleto" di William Shakespeare, proposto con la regia e l'interpretazione di Corrado d’Elia. Versione metropolitana, resa contemporanea, scomposta in quadri di esposizione con dissolvenze luminose e sonore, stridenti, come i sentimenti violenti di Amleto. Una rilettura quasi psicoanalitica dalla parte di Amleto, un’autoanalisi tra follia, coscienza, desideri contrastanti di vendetta e di giustizia: dove finisce l’una e inizia l’altra? Una prospettiva originale, leggermente claustrofobica e ossessiva, un lavoro di grande sforzo per gli attori che devono inserirsi con agilità in una macchina complessa. Ottima l’interpretazione corale. Testo smembrato, ridotto, mai snaturato.

Dal 2 al 7 dicembre. Una storia tragica di tutti i giorni, tragicamente nostra, perché appartiene ad una quotidianità nascosta e dimenticata dagli stessi figli: una madre lasciata in mano ad una badante che finisce per diventarle figlia, amata e odiata. Due donne, infine, in un dialogo serrato, a tratti violento e claustrofobico, che si detestano perché si specchiano l’una nell’altra. Fino all’epilogo, inaspettato, tenero e crudele, sospeso. Bella interpretazione, testo ben scritto anche se un po’ esasperato.

Giovedì, 04 Dicembre 2014 21:10

La fine delle bugie (e della Milano da bere)

Angelica Russotto, una ragazza degli Anni Ottanta che ha corso tanto

"Novità in libreria, l'urlo orgasmico di una donna alla vita"

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