Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Sabato 28 marzo 2015 alle 17.00

Incontro con il regista e l’attore protagonista

Di Jacques Monitor con Max Thommes, Myriam Mulle e Mja Juric

Lussemburgo 2014

Istitut français centre Saint Louis, Largo Toniolo

Giovedì, 02 Aprile 2015 16:37

“Essere Bob Lang” di Diego Zandel

Istruzioni per l’uso…per scrivere un romanzo. Romanzo nel romanzo; romanzo sull’arte di scrivere un romanzo, ma soprattutto un romanzo con l’escamotage della scrittura che diventa un noir. Diego Zandel dimostra in questo libro singolare la sua consapevolezza e amore per l’arte della narrazione così come la capacità e la vocazione di essere a sua volta scrittore, romanziere, affabulatore e autore di racconti. Il testo cresce su se stesso, al di sopra delle aspettative iniziali perché le istruzioni diminuiscono con il passare delle pagine semplicemente per realizzarsi; finché accade l’inaspettato che è il cuore del romanzo: finzione e realtà si intrecciano, si sovrappongono e si confondono dimostrando quello che uno scrittore consiglia ad un impiegato di banca che sogna di diventare autore: nella vita succedono cose incredibili, ma nel romanzo tutto deve essere credibile anche se la vita supera la fantasia, la scrittura per immaginazione.

Un nuovo spettacolo di Raffaele Curi per gli “Esperimenti di Quaresima” della Fondazione Fendi con Domiziana Giordano, performance nella quale il pubblico, in piedi, è immerso per un’ora in un clima sospeso tra anamnesi mitica e post-moderno: dallo Zoroastrismo ai miti della fertilità, alla vita violenta e aggressiva contro le donne dell’India di oggi. Immagini e parole che scorrono su uno schermo a tutta parete; personaggi muti e nudi su una passerella appesa, fino alla celebrazione della vita, dell’uovo sacro, prima che sia troppo tardi, al di là degli schemi e delle regole.

A metà tra il docufilm e il film intimistico mette a nudo la difficoltà e la voglia, ad un tempo, di amore tra due ragazzi con un handicap, la loro contagiosa voglia di vivere, di ridere di nulla e allo stesso tempo la richiesta di normalità e di essere rispettati nel diritto a scegliere. Il film – che a tratti sembra non aver fatto una scelta precisa nello stile – mette a nudo anche i cosiddetti “normali”, la difficoltà di essere genitore in particolare. Duro e tenero ad un tempo, è un inno ai sentimenti, al desiderio di sognare. Ancora un film sul potere della musica di superare le barriere. Molto credibili le interpretazioni.

Un’idea decisamente originale, per una lettura scorrevole e per raccogliere le idee su un anno spartiacque al quale nessuno aveva mai pensato di dedicare tanta attenzione. Se il ’68 è un simbolo acquisito come per altro il Duemila, la fine degli anni Settanta con riferimento a dodici mesi che hanno cambiato l’Italia, non era mai stata presa in considerazione. Una scrittura piana eppure carica di emozione, attraverso il filtro del vissuto di chi allora era un ragazzo di ventiquattro anni, senza però indugiare su sentimentalismi e personalismi. Un’analisi lucida e sintetica che accostando e raccogliendo fatti e novità di quell’anno, quasi naturalmente si ha un mosaico con un disegno al quale forse non avevamo pensato.

VI edizione Festival del cinema francofono

A Roma arriva il festival del cinema francofono, con una dimensione internazionale simbolica.

24-31 marzo 2015
A Roma al Centre Culturel Français Saint-Louis
Largo Toniolo, 22

La sesta edizione del Francofilm-festival del film francofono di Roma, ideato e organizzato dall’Institut français - Centre Saint-Louis è stata inaugurata con la proiezione del film Timbuktu di Abderrahmane Sissako (già recensito su queste pagine dato che l’avevo visto a Tunisi), pluripremiato ai César 2015 (7 César tra i quali miglior film e migliore regista), nominato agli Oscars, premiato al Fespaco (Burkina Faso) nonché Bayard d’Or du FIFF (Festival internazionale del film francofono di Namur - Belgio), che patrocina per la prima volta il Francofilm. Il Festival è in collaborazione con le Ambasciate e rappresentanze di paesi membri dell'Organizzazione Internazionale della Francofonia; ed è organizzato con il sostegno di Air France, IF Cinema, ed è per la prima volta patrocinato dal FIFF Festival International du Film Francophone de Namur che festeggerà la sua 30esima edizione dal 2 al 9 ottobre 2015. Tutti i film sono in versione originale e sottotitolati in italiano. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

Mercoledì 25 Marzo - ore 18.30
Auditorium, largo Toniolo 22

LIBANO

Ghadi
di Amin Dora

Con l’occasione del debutto dell’"Amleto” a Montalto di Castro, nel teatro che fa parte del circuito dei teatri regionali, abbiamo incontrato nuovamente il regista Filippo Gili per un viaggio dietro le quinte e nei laboratori di un artista. «E’ un progetto che nasce con Daniele Pecci. Quando Daniele mi ha chiesto se volevo curare la regia di un Amleto con lui protagonista, è stato come ritrovarsi un ombrello sotto la pioggia. Era quello che attendevo. Ed è quello che abbiamo cercato di fare. Mettere un ombrello sotto le infinite chance di una lettura di un testo infinito. Un ombrello che copra una sola parte di mondo, il palcoscenico della rappresentazione, ma spoglio di letture forzate, unicamente teso al gioco di analizzare perché, all’alba del ‘600, nacque un uomo che vide il mondo uscire dai suoi binari.»

Giovedì, 19 Marzo 2015 21:26

Carmen - Teatro Argentina (Roma)

Dal 18 marzo al 19 aprile. Un esperimento ardito e rischioso che Martone conduce con mano esperta, osando. La trascrizione in chiave napoletana risulta facilmente naturale, sia in termini di attualizzazione che di contestualizzazione e di credibilità. Funzionano indubbiamente la suggestione musicale, ben riuscita, e l’interpretazione. Interessante la rilettura della figura della Carmen con l’inserimento della cecità. Qualche concessione di troppo agli aspetti dello spettacolo napoletano, del teatro nel teatro.

Un libro decisamente originale, una miniera di informazioni, un testo che è ad un tempo storico e letterario senza dimenticare l’aspetto emozionale e di intrattenimento. Ai molti testi delle canzoni che raccontano, come recita il sottotitolo, l’emigrazione nella canzone italiana, principalmente la nostra altrove, ma anche l’arrivo degli immigrati a partire dagli anni Ottanta del Novecento, la possibilità di ‘scattare’ un’immagine con il telefono sulla grafica del simbolo di ogni canzone in modo da poterla ascoltare. E’ anche un modo per mettere insieme modernità e tradizione con uno stile giovane che ha visto anche in questo tipo di musica prevalere il rap nelle giovani generazioni.

In occasione dei 100 anni dal brutale genocidio, dal 6 marzo al 3 maggio 2015 al Vittoriano la cultura armena si mette in mostra.

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