Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Dal 29 gennaio al 15 marzo. C’è un teatro che non ha bisogno di stupire per incantare, che riesce a trasferire il respiro di un sogno ad un fatto di cronaca, offerto come una ballata allo spettatore per indurlo ad una riflessione ad ampio spettro su un secolo di storia americana globalizzata. Al centro la dialettica del denaro che da strumento e benedizione diventa ossessione e avidità. Quando il mondo ridotto a mercato, a valore dove tutto ha un’etichetta, soffoca l’identità religiosa e la memoria dei padri a favore della nazionalità che è, ancora una volta, un modo di nominare il mercato. Un lavoro di grande raffinatezza, elegante, dove il togliere arricchisce, dove la cura meticolosa del particolare non è un dettaglio decorativo ma una sottrazione, nella scenografia come nei costumi e perfino nei gesti, nella parola. Tutto diventa stilizzato, eppure caricaturale. Un lavoro orchestrale senza picchi, dove il primo violino si nutre dell’accompagnamento. Magistrale. Compiuto.

Il buon teatro di una volta, curato nelle scene e specialmente nella colonna sonora; costumi che non lesinano l’attenzione al particolare; valida interpretazione corale degli attori. Giuliana Lojodice si conferma una vera signora del teatro. E’ la recitazione dove protagonisti indiscussi sono la voce e la mimica più che gesti, grida e grandi prestazioni fisiche. Il testo, pur in alcuni aspetti datato, si gusta ampiamente, “ruminato” dagli attori: dialoghi ben scritti, temi attuali del rapporto complesso madri-figlie e del denaro come grande regolatore delle relazioni umane.

Romanzo con uno sfondo forse autobiografico, in parte, e comunque molto vicino alla novella, alla tradizione del raccontare dove il confine tra la realtà e la fantasia è sfumato dal ricordo e dalle emozioni, Il fossato ci regala la vita intrecciata - e per certi aspetti forzatamente unita - di due famiglie nella campagna toscana degli anni Cinquanta del Novecento. Non ci sono descrizioni paesaggistiche precise, né riferimenti di una geografia antropizzata se non per la citazione, mi pare una sola volta, delle montagne Apuane, che fanno pensare ai paesaggi versiliesi, a quella campagna che degrada sul mare delle colline pisane e livornesi, lontana dalla campagna toscana del Chianti o della Maremma che è forse l’immaginario più tipico che si ha della regione. D’altronde Marisa Cecchetti è nata in provincia di Pisa, romanziere, scrittore di racconti e poeta, insegna Lettere e ha collaborato con varie riviste.

Semplicemente la storia di una donna tra l’austerità piemontese e la goliardia napoletana sullo sfondo di un mondo che cambia.

Storia per l’infanzia con i classici elementi fantastici, gli elementi di quotidianità che sembra piacciano sempre di più ai bambini di oggi e una morale che non è proprio un messaggio a lieto fine tipico. E’ un insegnamento della vita che sembra suggerirci che comunque vale la pena spendersi al meglio per quello che se ne ricava interiormente, per il sorriso che riusciamo a dare agli altri, soprattutto se sono dei bambini, anche se la realtà non è pronta a premiarci per il merito.

Un premio per ricordare, non solo per attingere alla memoria, quanto per incentivare e promuovere nuovi testi. Sul testo e sul valore della parola ha puntato la prima edizione. Vincitore tra l’altro un allievo di Riccardo Cavallo, Roberto Attias, con un testo di grande impatto e impegno civile. Gli stralci letti dei tre testi finalisti commuovono, intrigano, appaiono ben costruiti. Interessante e decisamente originale, con un’ironia sottile, quello firmato da Tiziano Rovai.

Sabato, 24 Gennaio 2015 14:45

Julien Zoluà - Teatro Due (Roma)

Dal 21 al 25 gennaio. Chiude Cantieri contemporanei - l'Officina promozionale di drammaturgia contemporanea curata dal Teatro Due di Roma - lo spettacolo "Julien Zoluà", che vede tra gli interpreti proprio l'organizzatrice della rassegna, la giovane Roberta Azzarone. Lo spettacolo ha debuttato in occasione del Venice Open Stage, festival internazionale di giovani interpreti, a luglio 2014; scritto da Giulio Maria Corso (attualmente interprete del personaggio di Phil in "Rapunzel" al fianco di Lorella Cuccarini), si è aggiudicato il premio Siae Nuova Drammaturgia Under 35.

Giovedì, 22 Gennaio 2015 21:29

Da Balla a Dalla - Teatro Sala Umberto (Roma)

Dal 20 al 25 gennaio. Un omaggio che Dario Ballantini rende all’amico e grande cantautore Lucio Dalla, reinterpretando una parte scelta della sua straordinaria produzione artistica. Un caso singolare, un artista all’ombra di un artista, non semplice imitazione o reinterpretazione. Una “reincarnazione" originale che svela Dalla attraverso la storia di Ballantini, a dimostrazione dell’altro come specchio e del potere dell’arte. Ironico, raffinato, virtuoso nell’esibizione con un valente gruppo di musicisti, trasformista, cantante, una nota cabarettistica ma soprattutto narratore, cantastorie che testimonia la fucina tra lo scherno e l’impegno civile e sociale che è da sempre la città di Livorno.

Mercoledì, 21 Gennaio 2015 21:07

Un diavolo per capello - Teatro de' Servi (Roma)

Dal 6 al 25 gennaio. Ricci e capricci sul palcoscenico del Teatro de’ Servi dal 6 al 25 gennaio, con la commedia "Un diavolo per capello", scritta da Cinzia Berni e Roberto Marafante. In scena la stessa Cinzia Berni, Maria Lauria, Marilena Frasca, Francesca Ceci, Davide Clivio e Pascal Persiano. Spassoso, quotidiano, così tanto da sembrare vero. E’ la credibilità la cifra di questo spettacolo che è come sfogliare una rivista di gossip. Ogni tanto fa bene, per prendere una boccata di ossigeno e distrarsi dagli affanni della vita. I personaggi sono tutti calati perfettamente nel ruolo, scelti e “adattati” a misura. Il tono leggero e pettegolo non perde il ritmo, che anzi nella seconda parte ci regala qualche spunto dolce-amaro di saggezza comune.

In programma a Firenze uno spettacolo scritto e diretto dalla cantautrice fiorentina Letizia Fuochi. L’artista lavora al femminile con il femminile, narrando e cantando storie di donne interpretate da un gruppo tutto al femminile, tre generazioni che dialogano passandosi il testimone. Al centro di “Noche negra” la storia di Gerda Taro, reporter comunista di guerra e compagna del fotoreporter Robert Capa, impegnata nel fermare l’avanzata franchista nella Spagna del 1937. Muore durante la resistenza e lascia un repertorio ricchissimo di immagini e materiale che documentano il lavoro e l’impegno civile in prima linea, forse per troppo tempo oscurato dal più famoso compagno di vita.

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