Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Un libro di Guido Liguori


Il ritratto di uno dei leader dell’Italia del dopoguerra, della storia della democrazia, protagonista degli Anni ’70 e della sua tragicità. Il libro illustra la natura dell’uomo rispetto alla cultura e al suo pensiero, in particolare per quanto attiene la visione politica.

Introduzione di Saverio Fossati


Un’iniziativa singolare, coraggiosa per alcuni aspetti – pubblicare un libro senza l’autore (vivente) che non è un classico riconosciuto – di grande attualità. Romanzo di ambiente politico, anzi parlamentare, il libro è uno spaccato sulla vita dell’avvocato Guidi, coprotagonista di una pletora di gente inutile, irriverente, fannullona, affarista che ha caratterizzato l’Italia di ieri e di oggi, o almeno la sua più insigne rappresentanza. E’ l’analisi spietata di un mondo intramontabile, scritta con stile fiorito e termini che oggi appaiono desueti, allo stesso tempo con piglio civettuolo e caustico insieme, un vero piacere alla lettura.

E’ la terza raccolta di versi di Floriana Porta - poetessa, fotografa e pittrice, nata a Torino nel 1975 – la seconda che leggo dopo “Verso altri cieli” - nella quale questa volta il mare è protagonista assoluto. Il mare è presente in tutte le composizioni, brevi e brevissime, citato o meno espressamente, quale elemento dell’ambiente naturale e ancor più della natura interiore, dimensione esistenziale e metafora del vivere, quant’anche interlocutore – quasi uno specchio dell’io, infinito e profondo come l’inconscio – con il quale la protagonista dialoga e attraverso il quale si interroga.

Martedì, 20 Maggio 2014 18:41

Dirittinscena 2014 - Teatro Italia (Roma)

Si è tenuta domenica 18 maggio al Teatro Italia la seconda edizione di "Dirittinscena, Festival teatrale antimafie e per i diritti umani" organizzato dall'Associazione Culturale La Casa de Asterion, con il patrocinio di Amnesty International e del Forum dei Giovani. Dieci gli spettacoli scelti tra le tante opere che hanno partecipato alle preselezioni sul tema dei diritti umani, della lotta alla mafia e ad ogni forma di criminalità come il tema dei rifiuti tossici al centro di “Tutto il mio amore” o della follia omicida dei giovani, nella rilettura di “Delitto e castigo”, per restare in tema di attualità e cronache; ma anche la denuncia di ogni forma di sopruso come nello spettacolo visionario “Abbascio ‘a grotta” di Antonio Grana che mette in scena il tema della violazione dell’infanzia, dell’aggressività sugli omosessuali e le donne. Il significato è racchiuso nel messaggio di saluto che Giorgio Napolitano, informato del festival, ha inviato sottolineando che da sempre uno dei compiti del teatro è di far riflettere la società sui suoi mali, con l’obiettivo di denunciarli e di estirparli. Con la chiave dell’impegno civile ma leggendo questo appuntamento anche come l'opportunità di offrire cultura in senso generale ed una via per i giovani che vogliono conquistare il palcoscenico. La mia scelta cade su due testi, ben resi in chiave di monologo, interpretati rispettivamente da un uomo e da una donna, da segnalare oltre allo spettacolo già citato.

Lunedì, 19 Maggio 2014 19:05

Il folle sogno di un mondo impossibile

Un docufilm, un documentario, una performance nella quale l’arte trasforma la vita, il dolore, la malattia e la morte grazie alla capacità di sognare. Si sogna un mondo impossibile, non migliore, come quello di Don Chisciotte, perché la vita è più forte di tutto, ma i sogni la superano. Una grande lezione: l'arte non può sostituirsi alla vita né vincere le cause ma rende la vita tale, un valore, in una dimensione di gioco di grande serietà che nasce dalla consapevolezza del valore della follia. La realizzazione è un dettaglio.

Siamo alla vigilia dell’uscita del film "La mia vita amore per sempre", della regista barese Roberta Bellini, sceneggiatrice e attrice nello stesso. E’ tratto da una storia vera delle sue parti, girato a Bitonto, e vede coinvolto il soggetto quale protagonista nella vicenda, Gianvito Leone, ventisettenne che sin da bambino subisce la vita, fatta di stenti, problemi sociali ed economici, affetto da cardiopatia grave. Il ragazzo dagli occhi tristi subisce due delicati interventi al cuore...l'incontro con l'attrice Roberta cambia le loro vite: dramma, romanticismo, azione, gelosia, intrighi. Abbiamo incontrato la regista per saperne di più.

Dal 6 maggio all'1 giugno. Una scelta singolare, provocatoria, che arriva addosso e scuote: un musical per raccontare l’orrore, non solo tratto da una storia vera, cronaca dei nostri giorni, ma che la ricalca, come se…ed è ancora peggio perché i nuovi protagonisti, Jessica e Christian, sono tra i tanti possibili imitatori del male che fa più proseliti, si sa, del bene. Potente gioco di luci, in un ambiente singolare, un palcoscenico sdoppiato, una regia strutturata, belle le voci soprattutto dei giovani protagonisti e valida decisamente l’interpretazione. Il musical ha pretese e lo spettacolo convince appieno, nel ritmo incalzante e originale: due tempi, per due storie, non solo il seguito; la cronaca fino al processo e alla condanna, la vita in carcere fino alla libertà e il nuovo incontro tra i protagonisti, ma soprattutto il vissuto mediatico. “E’ tutto uno show” è lo slogan di un programma televisivo che diventa metafora assurda della nostra società che è incollata alla tv e conquistata dal sangue che batte perfino lo sport. Impegnativo, malgrado la forte ironia e la capacità di giocare; non è un amusement, è un testo che fa riflettere e decisamente originale, che dimostra che il musical a volte può essere solo italiano.

Domenica, 11 Maggio 2014 19:26

L'arte del comando. L'eredità di Augusto

Museo dell’Ara Pacis
25 aprile – 7 settembre 2014

 

La storia narrata è protagonista di questa esposizione insieme al suo contenitore, l’Ara Pacis, splendido perché consente di viverci dentro. L’altare celebrativo espone se stesso e racconta il mito di Roma allusione al potere politico e religioso come categoria universale, e il culto della personalità fino al delirio, da Augusto a Hitler. Un po’ faticosa la lettura, lunga, e il procedere simultaneo dei pannelli secondo la storia degli uomini guida da una parte, le opere dall’altra che non seguono la temporalità, ma la tematica.

Sabato, 03 Maggio 2014 14:47

La Caccia - Teatro dell’Orologio (Roma)

Dal 2 all' 11 maggio. Testo interessante, con grande ritmo che mantiene per tutta la sua durata fino all’epilogo paradossale e aperto. Ironico, graffiante, crudele, racconta una storia di ordinaria follia, oggi di attualità più che mai: un colloquio può diventare spietato, una questione di vita e di morte in tutti i sensi. Pur di ottenere un lavoro cosa si è disposti a fare? Una vera caccia all’uomo nella quale tutti sono prede e cacciatori ad un tempo, certamente e comunque vittime di un gioco assurdo e violento, occasione per disvelare i buchi neri che sono nel fondo dell’umanità. Autore e regista si identificano come la messa in scena dove la regia è tutta nel testo e anche la scenografia è quasi superflua. Un testo che per dare il meglio di sé ha bisogno di grandi interpreti.

Una mise en espace delle nuove leve della Scuola Silvio D’Amico che promettono bene, dosata con accuratezza tra lettura e interpretazione in una successione di quadri espositivi legati da un filo conduttore come gli stralci di racconti che rimettono insieme. Il testo è scabro, con alcuni accenni poetici ed una grande ironia: il racconto amaro con la delicatezza, il disincanto, una punta di rabbia di una giovinezza mancata, quella di una generazione vissuta nel socialismo. Originale il punto di vista: dalla parte delle ragazze e soprattutto delle ‘cattive ragazze’.

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