Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Sabato, 26 Ottobre 2019 14:58

Medea - Tieffe Teatro Menotti (Milano)

Da giovedì 17 a domenica 27 ottobre il Teatro Menotti di Milano presenta la prima meneghina della “Medea” di Euripide diretta da Emilio Russo, concepita per il 72° ciclo di spettacoli classici al Teatro Olimpico di Vicenza, con Romina Mondello nei panni della protagonista. Una versione distillata della tragedia, resa essenziale, lasciando che il testo occupi tutta la scena. Una regia che porta alle estreme conseguenze il teatro di parola fondendolo con il teatro danza, che rimane però sottotraccia. La scena fissa, ridotta al minimo, che riesce a vestire l’azione. Belli i costumi e la musica nella loro semplicità. La Mondello si cala nella parte, impeccabile in termini estetici, forse manca un po’ di potenza tragica.

Lunedì, 21 Ottobre 2019 17:29

La Machine de Turing di Benoit Solès

Il matematico britannico Alan Turing precursore dell’Intelligenza Artificiale, discriminato sessualmente nell’Inghilterra degli Anni Cinquanta del Novecento, è al centro di un lavoro teatrale che ripropone alcune tematiche di grande interesse nella società attuale: la riflessione sull’Intelligenza artificiale, la discriminazione delle minoranze, in questo caso per l’inclinazione sessuale.

Dal 1 al 3 ottobre il Teatro Menotti ha ospitato “66/67”, un concerto di Alessio Boni e Omar Pedrini, con Larry Mancini (voce e basso), Carlo Poddighe (voce, chitarra e tastiere) e Stefano Malchiodi (batteria), su testi di Alessio Boni e Nina Verdelli. Il progetto musicale, nato dall’unione artistica tra Alessio Boni e Omar Pedrini, apre la stagione 2019/2020 del teatro milanese, salvato dal rischio chiusura e recentemente ristrutturato, che conferma la sua vocazione di radicamento territoriale anche grazie a una riuscita iniziativa di crowdfunding. Un susseguirsi in scena di musica, visual, recitato e cantato per coinvolgere il pubblico, con lo scopo di trasmettere la poeticità dei testi, resi poi canzoni grazie alla musica. Brani potenti ed emozionanti della storia della musica, letti e cantati in lingua inglese, che dagli anni ‘60 ad oggi hanno composto la colonna sonora della vita di tanti: John Lennon, Lou Reed, Pink Floyd, Simon & Garfunkel, David Bowie, Bob Marley ed altri ancora. Un teatro-canzone capace di tracciare un excursus su 40 anni di musica che hanno incantato una generazione, dal 1963 al 2003: storia di un’amicizia e di tante emozioni.

Teatro danza, uno spettacolo quello di Monica Maimone - sua l’ideazione e la regia - di grande delicatezza, raffinato, una sorta di fiaba per immagini che trasforma in immagini i versi dei poeti: una sorta di racconto ancestrale, una cosmogonia archetipica, protagonista indiscussa l’acqua che gioca con gli altri elementi, terra, aria e fuoco. Macchine sceniche che si muovono sull’acqua del lago come per incanto, lanterne giganti, un pianoforte bianco: l’azione scenica mimica si snoda sul sottofondo della voce narrante poetica. Uno spettacolo originale che incanta ed emoziona anche per la sua semplicità.

Il teatro è vita, parola, memoria, interazione emozionale, corporeità che si mette in gioco: una vocazione che Dacia Maraini scopre prima della scrittura e che non l’abbandona mai. Ad Arona il matrimonio d’amore viene celebrato con l’acqua, elemento insolito per lo spettacolo che solitamente si svolge in luoghi chiusi come i teatri o aperti come gli anfiteatri, dove la forza, la stabilità e anche la rigidità della terra sono protagonisti; e con la poesia, altra sua grande passione che incontra la voce come suo elemento naturale e diventa recitazione.

Giovedì, 19 Settembre 2019 12:44

La Vita interiore di Alberto Moravia

La vita interiore (pubblicato da Bompiani per i Grandi Tascabili, edizione del 2000) è un romanzo che conclude la trilogia iniziata con Gli Indifferenti, quindi con La noia, di Alberto Moravia, pubblicato nel 1978, dopo sette anni di lavoro e riscrittura, un processo complesso che prende di mira la società borghese per svelarne i vizi. In questa terza tappa, dalla quale cominciamo la rilettura di un classico, forse il meno conosciuto, la simpatia per la dissacrazione dei valori borghesi, si accompagna ad una speculare caricatura dei valori rivoluzionari. Il percorso quasi da romanzo di formazione, sebbene insolito, della protagonista, Desideria, conduce a un doppio fallimento, quello di abbandonare il mondo frivolo, malato e corrotto da cui proviene per atterrare in un finto mondo alternativo, che lei stessa riconosce, alle soglie dell’esame di maturità, passaggio fortemente simbolico, un mondo borghese rovesciato.

Da Londra a Milano, fino al 6 ottobre a Palazzo Reale, con la celeberrima Ofelia di Millais, capolavoro struggente di questa corrente artistica inglese che a metà dell’Ottocento ha rivoluzionato l’arte: una Confraternita contro le regole dell’Accademia e della buona società vittoriana, che trovò nel Medioevo e nel Rinascimento, quindi nell’Italia prima di Raffaello i suoi punti di riferimento. Il gusto del particolare, l’ossessione per i simboli, la letteratura soprattutto d’amore e la Bibbia le sue fonti d’ispirazione; ben prima degli Impressionisti diffuse il gusto della pittura en plein air.

Giovedì, 05 Settembre 2019 17:06

"Tu reviendras" di Brahim Metiba

Gli scrittori algerini di espressione francese, la maggior parte per altro, si confermano a mio parere la miglior voce attuale della francofonia per lo stile elegante, incisivo, scorrevole e ad un tempo poetico. Tu reviendras, romanzo autobiografico – non si sa se di finzione - scritto come un diario intimo, dell’ingegnere algerino residente a Parigi, Brahim Metiba, racconta lo scontro fra tradizione e trasgressione: il ritorno a casa di un figlio disconosciuto per la sua omosessualità. Struggente e delicato, è ad un tempo la vicenda della necessità di ritrovare la propria infanzia per continuare, la nostalgia per l’Algeria e insieme la denuncia o forse solo l’amarezza di trovarsi di fronte ad un paese in costruzione – o decostruzione – che, per quanto magnifico, fa male al cuore.

E’ sold out la prima del nuovo spettacolo teatrale di e con Marco Travaglio per il decennale della festa de Il Fatto Quotidiano a La Versiliana di Marina di Pietrasanta, con il nuovo stile da caffè letterario di questo luogo storico, che fa apparire molto lontani i dibattiti anche politici dei tempi di Romano Battaglia. Viene proposto uno sguardo piccato sulla realtà politica: questa volta il giornalista se la prende soprattutto con la stampa e con il lato ridicolo, per non dire grottesco, della cosiddette fake news. Alla fine non si sa più quale sia la realtà e quale la finzione. Bersaglio il partito unico, trasversale, quello degli affari. Una requisitoria che sembra più una lezione di giornalismo spettacolarizzata che uno spettacolo di teatro-giornalismo.

Ha il sapore di un viaggio lungo tutti i sud del mondo il nuovo tour di Renzo Arbore e della sua Orchestra Italiana, dalla tradizione napoletana al Mediterraneo che guarda al Nord Africa fino al Brasile. Vero ambasciatore della musica italiana nel mondo, capace di reinventare la nostra storia musicale e, ispirandosi ad essa, attingere al jazz e a linguaggi e lingue varie con grande originalità e un timbro moderno. Renzo Arbore, uno degli ultimi antichi come si è definito lui stesso, tra i ragazzi degli Anni Cinquanta, si conferma un grande animale da palcoscenico, fa un passo indietro, regista, presentatore, trait-d’union tra i vari elementi e voci della sua Orchestra alla quale affida l’energia della voce e del timbro. I momenti migliori restano quelli musicali, soprattutto quando si siede al piano anche se si definisce un musicista della domenica e se è diventato famoso con la televisione, l’altra televisione, reinventata, degli Anni Ottanta.

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