Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Sabato, 16 Settembre 2017 15:58

Gianfranco Uber, vignettista per diletto

Una storia singolare di una vocazione precoce messa da parte e riscoperta, in mostra Conversano a Lector in fabula. Conversazione con un genovese, informatico, che dopo una carriera in banca ha scelto di seguire “il fatto del giorno” disegnandolo. Dall’ispirazione di Iacovitti ad una ricerca personale e la voglia di condividerla con i giovani.

Man Ray, l’uomo infinito, per la prima volta una personale dell’artista a 360 gradi nel sud d’Italia, dal 15 luglio al 19 novembre 2017. Una mostra completa, anche di oggetti, ben articolata, nelle sue otto sezioni, che racconta l’uomo e non solo questo artista versatile tra fotografia, pittura, scultura, cinematografica, grafica con un percorso singolare che ha saputo unire New York a Parigi. Molto piacevole l’allestimento con illuminazione diretta sulle opere, un risultato pulito e fruibile.

L'edizione 2017 del Todi Festival conferma la linea della nuova gestione, con una spinta all'innovazione, un radicamento sul territorio - l'attenzione si allarga ad un'offerta ampia della cultura del territorio - e uno sguardo mirato ai giovani e anche ad un pubblico di non habitué del teatro. Senza la scelta di un tema guida, al centro la condizione della donna, la violenza, presente in tanti spettacoli, e la musica.

Lunedì, 11 Settembre 2017 17:10

“La forza del destino” di Marco Vichi

Noir nero, con un finale fosco, e purtroppo di sorprendente attualità: la banalità del male verrebbe da dire. Una scrittura elegante da romanzo, attenta allo scavo psicologico del personaggio protagonista, il commissario Bordelli, e la decisione di ritirarsi a vita privata ma non troppo nella campagna fiorentina. Un romanzo che è anche un affresco corale del Chianti amato dall’autore e della primavera del 1967 quando la città toscana era reduce dell’alluvione.

Una piccola mostra per sognare, trasportati tra Hollywood e quel set che fu l’Europa, in particolare l’Italia, specialmente Roma, con un allestimento leggero e delicato, organizzato in sessioni dagli Anni Venti ai favolosi Anni Sessanti: protagonisti i volti dei divi simbolo con un taglio originale: il cinema visto dall’occhio del fotografo e della macchina da presa, all’incrocio tra tecnica di produzione, laboratorio dietro le quinte, e immagine creativa per eccellenza.

Le Erinni, figure mitologiche femminili inquietanti, tornano in questo spettacolo “Erinni o del rimorso” di ORTIKA - gruppo teatrale nomade, in chiave moderna con un’accezione psicanalitica e socialmente connotata sulle problematiche che riguardano il femminile e le donne in genere, offrendo anche una chiave contemporanea, come un esempio, di natura mediatico-televisiva e una sorta di teatro nel teatro. Apprezzabile la scenotecnica di Alice Colla dove l’elemento simbolico dell’acqua è centrale. La realizzazione è però un po’ confusa, forse ambiziosa, mettendo insieme tanti generi e stili, con salti di linguaggio.

“La musica dell’anima” racconta attraverso l’appassionata Pamela Villoresi la figura di Eleonora Duse fuori dagli aspetti del divismo e del lirismo sentimentale ai quali siamo abituati. Lo spettacolo è ben sostenuto dal testo di Maria Letizia Compatangelo, ben scritto, ben documentato, che restituisce una donna completa, un’eroina dell’interiorità come non la si immagina: impegnata per le donne, innovatrice, non vittima se non di se stessa e del suo disperato bisogno di sognare che l’ha portata agli amori difficili. La recitazione è didascalica anche nella rievocazione estetica, appassionata con la musica che prende un suo spazio come uno spettacolo nello spettacolo perché come dice alla fine “La musica è stata la mia vita, il futuro il mio destino”. E si sente tutta la sua sofferenza di essere nata troppo presto.

Per la prima volta al Todi Festival arriva una sezione di teatro off grazie all’idea voluta da Roberto Biselli, direttore del Teatro di Sacco di Perugia, di aprire al grande pubblico il teatro non tipico da abbonamento e cartellone, offrendo una guida con il dibattito nella mattina successiva, dopo aver approcciato a livello emozionale lo spettacolo. Il festival ha chiesto ai critici coinvolti - Andrea Porcheddu, Sergio Lo Gatto, Alessandro Toppi, Maddalena Giovannelli e Francesca Romana Lino - di scegliere uno spettacolo, senza paletti e criteri prefissati. Il primo assaggio lo scorso anno era stato proprio con uno spettacolo di drammaturgia contemporanea dello stesso Biselli che ha fatto presagire l’interesse del pubblico. Così il Teatro Nido dell’Aquila ha ospitato questa novità, con un programma di 8 giornate articolato in 7 spettacoli proposti e commentati da 5 critici teatrali, un osservatorio critico di formazione degli spettatori, un convegno sulle buone pratiche in materia di formazione, 4 masterclass per drammaturghi e artisti e 1 blog.

Torna dopo diciassette anni alla Versiliana Enrico Lo Verso, palermitano cresciuto a Siracusa, portando tutta la sua sicilianità questa volta anche con la lingua: un ritorno doppio, anche perché con questo spettacolo che ha compiuto un anno di tournée è risalito sul palcoscenico dopo anni, felice di non avere intercapedini con il pubblico. Una vocazione scritta nel suo dna.

Inaugurata la nuova illuminazione del museo realizzata dallo studio Ferrara Palladino Lightscape focalizzato sull’illuminazione dei dipinti e delle opere più che sugli ambienti. L’idea è di inserirsi in armonia con una casa museo, una dimensione storica non creata ad hoc come contenitore espositivo, favorire una fruizione ottimale dell’opera senza forzature e interpretazioni critiche, oltre che promuovere il risparmio energetico. Il nuovo approccio valorizza i dettagli con soluzioni che ricordano i lampadari tradizionali, in versione stilizzata.

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