Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Dal 14 aprile al 30 luglio 2017 alle Scuderie del Quirinale è di scena la mostra Da Caravaggio a Bernini. Capolavori del Seicento italiano nelle collezioni reali di Spagna, lettura originale e sinottica dell’arte del periodo quale testimonianza, attraverso una selezione di dipinti e sculture, dei legami politici molto stretti e delle strategie culturali stabilite tra la corte spagnola e gli stati italiani nel corso del XVII secolo. Allestimento raffinato e curato particolarmente nell’illuminazione.

Dal 19 maggio 2017 al 2 maggio 2018 al Museo Salvatore Ferragamo di Firenze la mostra “1927 il ritorno in Italia” – Salvatore Ferragamo e la cultura visiva del Novecento: uno sguardo alla Firenze artistica e in fermento della fine degli Anni Venti, quando il “ciabattino delle dive” scelse di abitare nella città medicea proprio per la sua capacità di coniugare arte, artigianato e innovazione tecnologica. Un allestimento delizioso che mima l’interno di una nave e racconta la metafora di un migrante di talento che divenne creatore di scarpe uniche senza dimenticare il gusto artigianale, la tradizione locale, né chiudersi alle possibilità dell’innovazione industriale. Un percorso fantastico dentro la nave che portò Salvatore Ferragamo all’avventura negli Stati Uniti e in particolare un viaggio nella Firenze vivace di quell’epoca. Uno sguardo davvero originale.

Nell’ambito delle iniziative per i 70 anni del Piccolo, ben 25.500 giorni di Teatro, è andato in scena allo Strehler di Milano un lavoro appassionato e accurato, condotto da Ute Lemper (voce dello spettacolo) a partire dal 1987 con un grande progetto discografico, dedicato ai compositori di origine ebrea e alla loro musica, straziante testimonianza dell’orrore; al fianco della cantante ed attrice tedesca Vana Gierig (pianoforte), Daniel Hoffman (violino), Gilad Harel (clarinetto), Romain Lecuyer (basso) e Victor Villena (bandoneon). Due ore ininterrotte di emozioni che raccontano la creatività che nasce dalla contaminazione tra i popoli e il difficile equilibrio tra incontro e scontro di civiltà. Statuaria, elegante, possente e con un velo di umiltà, Ute Lemper si conferma un’artista di grande statura.

Domenica, 25 Giugno 2017 10:09

Arman 1954-2005 – Palazzo Cipolla (Roma)

Una mostra gioiello sul grande artista francese naturalizzato americano, noto come Arman, originale nel suo essere pittore che realizza sculture, precursore dell’installazione come rottura delle barriere tra le arti, sospeso tra Dadaismo e Surrealismo, archeologo dell’oggi, fece del violino rotto e riassemblato il suo simbolo.

Pintoricchio, Pittore dei Borgia e il Mistero Svelato di Giulia Farnese ai Musei Capitolini dove è esposta per la prima volta la Madonna, ritenuta dal Vasari il ritratto di Giulia Farnese, amante di papa Alessandro VI Borgia, accanto al più noto Bambin Gesù delle mani. Una mostra che restituisce il posto che merita ad un pittore trascurato per il parere del celebre critico e grande innovatore: iniziatore di una reinterpretazione della classicità il cui gusto si diffuse nella pittura dal tardo Quattrocento.

La prima edizione di Lector in Tavola arricchisce l’edizione 2017 di Lectorinfabula, festival delle idee di respiro europeo organizzato dalla Fondazione Giuseppe Di Vagno, intitolata ad un partigiano locale ucciso dal Regime fascista.
Per saperne di più abbiamo incontrato Gianvito Mastroleo, Presidente della Fondazione di Vagno, Filippo Giannuzzi, Segretario Generale della Fondazione e Direttore dei festival e Thierry Vissol, Direttore del Centro Di Vagno «LIBREXPRESSION» per la promozione della libertà d’espressione e la satira politica.

È tempo di Assaggi di Stagione al Teatro de’ Servi per l’anteprima della nuova stagione 2017/2018, appuntamento fisso di questo teatro, patria della commedia d’autore a Roma che ripropone la solita formula “cinematografica”: i trailer degli spettacoli. Format che si conferma indovinato. La nuova stagione è un ventaglio di proposte decisamente variegato per i temi: rispetto ad altre stagioni indietreggiano temi sociali quali il precariato e l’immigrazione, o meglio sono presentati attraverso storie quotidiane, filtrati dalla quotidianità, senza diventare il soggetto della pièce. Relazioni amorose, sogni e malintesi, sempre al centro della commedia tra risate e amarezze. C’est la vie.

Il JMC, Journées Musicales de Carthage, festival musicale di Cartagine è andato in scena dal 9 al 14 aprile; quest’anno ha puntato su una forte apertura internazionale e sull’innovazione, oltre che sui bambini e un concorso arabo-africano. L’edizione 2017 ha deciso di “rischiare” scegliendo un gruppo metal per il concerto finale.

Dal 7 all’11 giugno al Teatro Argentina di Roma va in scena “La musica è pericolosa”, spettacolo-concertato con la direzione artistica di Nicola Piovani: alle tastiere e alla fisarmonica Rossano Baldini; al sax e clarinetto Marina Cesari; al violoncello, chitarra e mandoloncello Pasquale Filastò; alla batteria e percussioni Ivan Gambini; al contrabbasso Marco Loddo; al pianoforte lo stesso Nicola Piovani. Le luci sono di Danilo Facco e il suono di Massimiliano Martelli; gli elementi scenici sono curati da Maria Rossi Franchi, mentre la produzione è della Casa Editrice Alba e della Compagnia della Luna. Piovani si rivela un narratore raffinato, garbato, quasi schivo e di grande cultura, generoso con il pubblico. Lo spettacolo è la colonna sonora del cinema italiano dall’ “Intervista” di Federico Fellini alla produzione di Roberto Benigni, ma è anche costellato di molte canzoni cantautoriali. Infine un inno alla musica che fa paura come la bellezza più profonda nell’incontro con l’arte.

La critica letteraria esce dall’accademia per ricostruire senza la rigidità della cronologia o delle tematiche la figura a tutto tondo di un premio Nobel d’eccezione troppo presto dimenticata: Grazia Deledda. Attraverso un carteggio inedito, a 80 anni dalla morte della scrittrice nuorese e a 90 dal Nobel, il libro e la ricerca appassionata di Rossa Dedola conferma il respiro europeo di una grande donna sarda. Un testo che restituisce un affresco della cultura italiana e dei suoi intrecci internazionali, fino alla lontana india del poeta Tagore e del letterato Angelo De Gubernatis: di come il Paese legge il mondo e di come l’Italia viene letta nel primo Novecento. Al centro un ritaglio psicologico del quale l’autrice del libro evidenzia come il premio e la condanna della Deledda sia stata la sua “invenzione”, la Sardegna, un’isola sui generis, eppure fortemente mediterranea, tra culti ancestrali e aperture verso il futuro, proprio come la sua protagonista. Catalizzatrice di problemi sociali e di un’emancipazione femminile tra le righe che non aveva bisogno di ideologie e proclami e che sapeva far convivere in sé la società maschilista sarda con quella matriarcale per necessità. Il libro è anche l’occasione per riflettere sul tema della corrispondenza come stile di vita.

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