Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Domenica, 03 Novembre 2019 17:40

Anfitrione - Teatro Manzoni (Milano)

Dal 31 ottobre al 17 novembre, al Teatro Manzoni di Milano, Gigio Alberti e Barbora Bobulova sono in scena con l’ “Anfitrione” di Sergio Pierattini per la regia di Filippo Dini. Un classico rivisitato in modo appropriato, senza lati boccacceschi; raro ormai vedere una commedia amara così gustosa, dall’umorismo intelligente e fine, sempre ben dosato, supportato da un’ottima interpretazione ed affinità tra gli interpreti. Tanti gli spunti da quello della satira politica, alle difficoltà di una coppia, ma soprattutto un’indagine psicologica sottile eppure pungente: la realtà è quella che spesso vogliamo vedere e l’escamotage è che la responsabilità non sia mai personale. La trovata della pièce è attribuirla agli dei. A questo nessun politico aveva mai pensato prima.

Dal 29 ottobre al 3 novembre Michela Cescon firma al Piccolo Teatro Grassi la sua prima regia, restando dietro le quinte e cimentandosi con “La donna leopardo”, l’ultimo romanzo, pubblicato postumo, con cui Moravia chiudeva il ciclo avviato con “Gli indifferenti”. Una sfida ambiziosa per un testo in parte datato e facile alla banalizzazione, che si aggroviglia su stesso. L’ossessione dei meccanismi di coppia, il rischio e la tentazione dello scambio in situazioni ‘confinate’, il dramma della gelosia e la fissazione del sesso al centro della scena. Forse la regia non è riuscita a imprimere un marchio di fabbrica riconoscibile. Interessante l’allestimento, essenziale, moderno, a tratti stridente con lo spettacolo e la storia, come gli interventi di teatro danza che attualizzano la vicenda. In scena, Valentina Banci, Olivia Magnani, Daniele Natali e Paolo Sassanelli.

Venerdì, 01 Novembre 2019 14:22

Capitoni Coraggiosi di Umberto Cutolo

Terzo capitolo della trilogia dei Delitti della Costiera, in questo episodio, riproponendo gli stessi personaggi e lo stesso ambiente, anche con una certa ironia, sembra meno interessato alla tipicità del giallo e al pathos della scoperta e soluzione del duplice ‘omicidio’, rispetto alla caratterizzazione di un microcosmo variegato e curioso. Il libro, sostenuto dal ritmo incalzante della ricerca del colpevole, è un affresco impietoso, senza giudizio e divertito, della società contemporanea con tutti i suoi ingredienti e uno sguardo al passato, alla memoria che si riflette anche nella ricerca linguistica ora popolare, ora sofisticata.

Sabato, 26 Ottobre 2019 14:58

Medea - Tieffe Teatro Menotti (Milano)

Da giovedì 17 a domenica 27 ottobre il Teatro Menotti di Milano presenta la prima meneghina della “Medea” di Euripide diretta da Emilio Russo, concepita per il 72° ciclo di spettacoli classici al Teatro Olimpico di Vicenza, con Romina Mondello nei panni della protagonista. Una versione distillata della tragedia, resa essenziale, lasciando che il testo occupi tutta la scena. Una regia che porta alle estreme conseguenze il teatro di parola fondendolo con il teatro danza, che rimane però sottotraccia. La scena fissa, ridotta al minimo, che riesce a vestire l’azione. Belli i costumi e la musica nella loro semplicità. La Mondello si cala nella parte, impeccabile in termini estetici, forse manca un po’ di potenza tragica.

Lunedì, 21 Ottobre 2019 17:29

La Machine de Turing di Benoit Solès

Il matematico britannico Alan Turing precursore dell’Intelligenza Artificiale, discriminato sessualmente nell’Inghilterra degli Anni Cinquanta del Novecento, è al centro di un lavoro teatrale che ripropone alcune tematiche di grande interesse nella società attuale: la riflessione sull’Intelligenza artificiale, la discriminazione delle minoranze, in questo caso per l’inclinazione sessuale.

Dal 1 al 3 ottobre il Teatro Menotti ha ospitato “66/67”, un concerto di Alessio Boni e Omar Pedrini, con Larry Mancini (voce e basso), Carlo Poddighe (voce, chitarra e tastiere) e Stefano Malchiodi (batteria), su testi di Alessio Boni e Nina Verdelli. Il progetto musicale, nato dall’unione artistica tra Alessio Boni e Omar Pedrini, apre la stagione 2019/2020 del teatro milanese, salvato dal rischio chiusura e recentemente ristrutturato, che conferma la sua vocazione di radicamento territoriale anche grazie a una riuscita iniziativa di crowdfunding. Un susseguirsi in scena di musica, visual, recitato e cantato per coinvolgere il pubblico, con lo scopo di trasmettere la poeticità dei testi, resi poi canzoni grazie alla musica. Brani potenti ed emozionanti della storia della musica, letti e cantati in lingua inglese, che dagli anni ‘60 ad oggi hanno composto la colonna sonora della vita di tanti: John Lennon, Lou Reed, Pink Floyd, Simon & Garfunkel, David Bowie, Bob Marley ed altri ancora. Un teatro-canzone capace di tracciare un excursus su 40 anni di musica che hanno incantato una generazione, dal 1963 al 2003: storia di un’amicizia e di tante emozioni.

Teatro danza, uno spettacolo quello di Monica Maimone - sua l’ideazione e la regia - di grande delicatezza, raffinato, una sorta di fiaba per immagini che trasforma in immagini i versi dei poeti: una sorta di racconto ancestrale, una cosmogonia archetipica, protagonista indiscussa l’acqua che gioca con gli altri elementi, terra, aria e fuoco. Macchine sceniche che si muovono sull’acqua del lago come per incanto, lanterne giganti, un pianoforte bianco: l’azione scenica mimica si snoda sul sottofondo della voce narrante poetica. Uno spettacolo originale che incanta ed emoziona anche per la sua semplicità.

Il teatro è vita, parola, memoria, interazione emozionale, corporeità che si mette in gioco: una vocazione che Dacia Maraini scopre prima della scrittura e che non l’abbandona mai. Ad Arona il matrimonio d’amore viene celebrato con l’acqua, elemento insolito per lo spettacolo che solitamente si svolge in luoghi chiusi come i teatri o aperti come gli anfiteatri, dove la forza, la stabilità e anche la rigidità della terra sono protagonisti; e con la poesia, altra sua grande passione che incontra la voce come suo elemento naturale e diventa recitazione.

Giovedì, 19 Settembre 2019 12:44

La Vita interiore di Alberto Moravia

La vita interiore (pubblicato da Bompiani per i Grandi Tascabili, edizione del 2000) è un romanzo che conclude la trilogia iniziata con Gli Indifferenti, quindi con La noia, di Alberto Moravia, pubblicato nel 1978, dopo sette anni di lavoro e riscrittura, un processo complesso che prende di mira la società borghese per svelarne i vizi. In questa terza tappa, dalla quale cominciamo la rilettura di un classico, forse il meno conosciuto, la simpatia per la dissacrazione dei valori borghesi, si accompagna ad una speculare caricatura dei valori rivoluzionari. Il percorso quasi da romanzo di formazione, sebbene insolito, della protagonista, Desideria, conduce a un doppio fallimento, quello di abbandonare il mondo frivolo, malato e corrotto da cui proviene per atterrare in un finto mondo alternativo, che lei stessa riconosce, alle soglie dell’esame di maturità, passaggio fortemente simbolico, un mondo borghese rovesciato.

Da Londra a Milano, fino al 6 ottobre a Palazzo Reale, con la celeberrima Ofelia di Millais, capolavoro struggente di questa corrente artistica inglese che a metà dell’Ottocento ha rivoluzionato l’arte: una Confraternita contro le regole dell’Accademia e della buona società vittoriana, che trovò nel Medioevo e nel Rinascimento, quindi nell’Italia prima di Raffaello i suoi punti di riferimento. Il gusto del particolare, l’ossessione per i simboli, la letteratura soprattutto d’amore e la Bibbia le sue fonti d’ispirazione; ben prima degli Impressionisti diffuse il gusto della pittura en plein air.

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