Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Giuseppina Torregrossa si conferma una narratrice d’eccezione, di grande ironia, graffiante, spesso indirettamente autoironica.

Edoardo Barbone è un giovane attore bolognese, con la virtù dell’umiltà, la forza della determinazione ed il coraggio dell’impegno per rilanciare un teatro che sia educativo, attento a quello che accade nel sociale. L’orizzonte è quello del teatro greco, con la rivisitazione e l’attualità del mito e l’attenzione tutta protesa al disagio giovanile: “la scommessa”, ha dichiarato Edoardo Barbone, “è di raccontare la tragedia con leggerezza”. Lo abbiamo incontrato alla vigilia dell’anteprima de “La notte di Antigone”, il nuovo spettacolo della compagnia Eco di Fondo che mette insieme il mito del coraggio del femminile e la debolezza, il maltrattamento politico del maschile, nella rilettura alla luce della vicenda di Polinice, interpretato dall’attore con un chiaro riferimento al martirio di Stefano Cucchi. Dalla scuola dei Filodrammatici di Milano, la voce di chi ama stare sul palcoscenico e vestire pelli diverse.

“Tangeri”, lo spettacolo musicale di Gianni De Feo, diretto e interpretato dallo stesso regista, su testo di Silvano Spada - produzione Florian Metateatro in collaborazione con Off-Off Theatre - conclude l’edizione 2019 della rassegna Lecite/Visioni con la prima milanese del 1° dicembre al Teatro Filodrammatici di Milano, un omaggio a Lindsay Kemp; il testo riscopre la figura del celebre cantante e ballerino spagnolo Miguel de Molina, nato a Malaga nel 1908 in una poverissima Andalusia. Perseguitato dalla dittatura franchista a causa delle sue idee antifasciste e della dichiarata omosessualità, costretto alla fuga, resta un’icona del canto nel mondo iberico ed ispanico, totalmente sconosciuto in Italia. Abbiamo incontrato Gianni Di Feo per saperne di più.

A partire dall’indagine sui rapporti di Carmelo Bene con il sacro, inteso nell’accezione più ampia di fenomeno rituale, il volume di Vincenza Di Vita sfocia in una riflessione sul femminile beniano e non solo. Un piccolo libro molto denso e certamente complesso, una riflessione filosofica non tanto sul teatro ma nel teatro, che presuppone una conoscenza ampia e variegata da Pinocchio, a Shakespeare, dal teatro crudele di Antonin Artaud a Genet di Notre-Dame-des-Fleurs. Una fascinazione dell’autrice in un percorso molto ardito.

L’uomo che conquistò il mondo con un cappello, Giuseppe Borsalino, partito da un paesino vicino ad Alessandria, fondatore di una dinastia, di un’azienda moderna e di un simbolo di eleganza maschile, è il protagonista dell’omonimo romanzo di Rossanza Balduzzi Gastini, che ha vinto il Premio Confindustria nell’ambito del Premio Biella Letteratura e Industria 2019. Un romanzo che racconta la storia di un ragazzo, difficile, ribelle capace di sognare in grande, con una ricostruzione minuziosa per quanto complessa di una parabola eroica, di altri tempi e di grande attualità. Una storia che non indugia sul mondo privato del protagonista raccontando attraverso le vicende di Giuseppe Borsalino una delle mirabolanti imprese italiane e soprattutto un grande affresco dell’Ottocento nazionale, dal punto di vista sociale, della storia e della cultura.

Con “Falstaff e il suo servo”, in scena al Piccolo Teatro Strehler, dal 19 novembre al 6 dicembre, Franco Branciaroli e Massimo De Francovich, diretti da Antonio Calenda, danno vita a una nuova, inedita coppia teatrale, che, tra dramma e commedia, evoca le avventure di Falstaff e le burle di cui è vittima. Una versione molto classica, senza scenografia, palcoscenico spoglio e costumi ricchi, con una regia che rende Shaskespeare più leggero, dimenticando il lato grottesco, la comicità drammatica di Falstaff per accentuarne la leggerezza. Il dramma del Bardo diventa una sorta di commedia settecentesca. De Francovich domina la scena, con discrezione e un’altezza alla quale bastano i mezzi toni.

E’ giunto alla quarta edizione il Mit Jazz Festival, andato in scena nelle giornate del 4, 11 e 18 novembre al Piccolo Teatro Grassi e al Teatro Studio Melato di Milano; la rassegna si è conclusa con un omaggio a Lucio Dalla e al jazz delle sue canzoni e della sua formazione, un binomio funzionale nella Bologna degli anni ’60, centro importante di questo genere musicale in Italia: “Lo swing di Lucio Dalla” con la Civica Jazz Band. Lo spettacolo, introdotto da Maurizio Franco, è un’antologia che corre lungo quarant’anni di carriera, attraverso dieci brani, i più noti e qualcosa che ormai non si ascolta più, attraverso arrangiamenti molto personalizzati e fortemente eterogenei. Passionalità che incontra virtuosismo, grande tecnica e l’idea del dietro le quinte, dell’improvvisazione tipica del jazz, che rende lo spettacolo un concerto dal vivo nell’atmosfera di un locale più che confezionato per un teatro, sotto la direzione arguta e spiritosa di Enrico Intra.

E’ stata presentata l’VIII edizione del festival “lecite/visioni - storie di amori LGBT, promosso dal Teatro Filodrammatici di Milano sotto la direzione artistica di Mario Cervio Gualersi che si terrà dal 27 novembre al 1 dicembre, con lo slogan “l’amore è amore”, sostenuto dal Comune di Milano. L’attenzione è focalizzata in particolare sulla drammaturgia del sud e sulla scrittura femminile ancora poco presente nei testi italiani.

Il Festival Internazionale della Nuova Danza di Aosta (svoltosi dal 20 al 27 ottobre), è giunto alla IV edizione, sotto la direzione artistica di Marco Chenevier e Francesca Fini; organizzato dalla compagnia TiDA Théâtre Danse, sta diventando uno degli appuntamenti più interessanti per la nuova scena delle arti performative con oltre 30 eventi.

Un libro come un romanzo, perché romanzo non è, una storia, anzi il racconto di storie nella Livorno del Seicento, luogo di incontri e scontri del Mediterraneo, a metà strada tra Roma e la Francia, dove genti e religioni si mescolavano non senza difficoltà, che non stavano necessariamente nelle diversità. Storie nelle quali vittime e carnefici stanno da entrambe le parti, un modo diverso di rileggere la storia, attraverso i processi. Soprattutto la prima parte una lettura intrigante su una città che è un simbolo.

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