Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Domenica, 19 Gennaio 2020 12:34

Skianto - Teatro Niccolini (Firenze)

Dal 14 al 19 gennaio al Teatro Niccolini di Firenze è in scena “Skianto” di Filippo Timi, con Salvatore Langella: uno spettacolo-monologo, esuberante e debordante come l’istrione umbro, che racconta la sua favola grottesca, noir, aprendo allo sberleffo e alla trasgressione, non per deridere o per il gusto della provocazione tout court ma per raccontare la vita e i suoi dolori in modo salace. Timi non fa sconti, nemmeno a se stesso, portando in scena una grande energia e la propria autoironia, guardando il mondo però con uno sguardo tagliente, dissacrante senza dimenticare la tenerezza. Il mondo dei bambini è spesso al centro della sua attenzione, quelle bocche cucite dagli adulti a cui Filippo dà voce. Spettacolo pirotecnico che conferma la prodezza di Timi, non senza qualche compiacimento e insistenza di troppo che talora mette da parte i testi, che meritano sempre attenzione.

Dal 7 al 12 gennaio Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Fondazione Teatro della Toscana e Mittelfest 2019 presentano Maddalena Crippa e Giovanni Crippa in “L’infinito tra parentesi” di Marco Malvaldi, per la regia di Piero Maccarinelli, spettacolo tratto dal libro del celebre romanziere, giallista e chimico toscano “L'infinito tra parentesi. Storia sentimentale della scienza da Omero a Borges” (pubblicato da Rizzoli nel 2016). Il tema del rapporto tra due mondi o, se vogliamo, tra due tipi di conoscenze apparentemente lontani, la cultura scientifica e quella umanistica, che si intrecciano continuamente nelle nostre vite, è stato il punto di partenza di questo progetto immaginato dal regista, che firma lo spettacolo, in cui si mescolano continuamente teatro e scienza. Testo intelligente, arguto, frizzante che i due fratelli, per la prima volta in scena insieme, rappresentano con una credibilità disarmante, è una riflessione sulla dialettica della vita e il suo equilibrio precario tra contrari. Altrimenti si starebbe su una gamba sola. Ma anche uno spaccato del mondo universitario, spesso meschino e pieno di rivalità che non si addice al luogo della cultura per eccellenza, eppure così veritiero.

Il 2020 si annuncia ricco di impegni per Silvia Siravo che sarà al Carcano di Milano con “La cena delle belve” (dal 9 al 19 gennaio), poi al Palladium a Roma nel ruolo di Elena ne “Le Troiane” di Seneca e in Sicilia con “Erano tutti miei figli” con la regia di Giuseppe Dipasquale, ma anche in mostra con le sue opere pittoriche. L’abbiamo incontrata per farci raccontare la sua voglia di spaziare e di giocare con l’ironia.

Singolare il titolo che annuncia l'ultima parte del libro, un viaggio di sola andata, senza voltarsi indietro, com'è d'altronde la natura della vita circense. Un romanzo che racconta la grande ascesa del mondo del circo, dal circo equestre, lo spettacolo del dressage da cui ha avuto origine e i suoi cambiamenti che costringono la comunità nomade a cambiare luogo.

Uscito in libreria lo scorso ottobre, Ismail e il grande coccodrillo del mare della bolognese Costanza Savini, con Prefazione di Giovanni Discolo, esperto di mediazione culturale e cooperazione euro mediterranea, racconta una storia di grande attualità, quella di un ragazzo africano sbarcato sulle coste della Sicilia, scappato dalla guerra civile per inseguire un sogno, che ha il sapore della fiaba.

Domenica, 22 Dicembre 2019 20:57

Emily Dickinson - Teatro Niccolini (Firenze)

E’ andato in scena al Teatro Niccolini di Firenze, in prima nazionale, “Emily Dickinson - Vertigine in altezza” di Valeria Moretti, per la regia di Emanuele Gamba, con protagonista Daniela Poggi, interprete della poetessa; un piccolo grande spettacolo, potente nella sua grazia come la vita incendiaria eppure nascosta della scrittrice, “una vita minuta come un insetto” dice di se stessa un personaggio il cui mondo immenso è tutto in una stanza e nel suo giardino di narcisi. Fuori la sua stessa famiglia, che secondo Emily si vergogna di lei e l’America bigotta e puritana della seconda metà dell’Ottocento. Daniela Poggi ha un’immensa grazia e una fermezza che la tiene in scena oltre un’ora senza pause, con una gestualità e una parola che sono flussi continui, pacati, senza affanno, mai fuori misura eppure forti come quella fragile donna malata che nessuno capiva e che non voleva pubblicare le proprie poesie ma solo scrivere. Lo spettacolo è delizioso, velato di malinconia e di mestizia che non diventa rabbia, ma una strana rassegnazione combattiva, una dosatura che la messa in scena rispetta perfettamente. Suggestiva e originale la scenografia, una grande scatola nera tappezzata di fiori, gli stessi che vestono i mobili e la poetessa; poi tutto diventa bianco ottico, minimale, esageratamente nudo. Luci e proiezioni di grande impatto mentre i versi struggenti, la delicatezza del giardino evocato sfrigolano contro i suoni di musiche elettroniche, e incrociano silhouette proiettate oltre le pareti, nere quando la stanza è a fiori, a fiori quando la stanza diventa bianca.

Giuseppina Torregrossa si conferma una narratrice d’eccezione, di grande ironia, graffiante, spesso indirettamente autoironica.

Edoardo Barbone è un giovane attore bolognese, con la virtù dell’umiltà, la forza della determinazione ed il coraggio dell’impegno per rilanciare un teatro che sia educativo, attento a quello che accade nel sociale. L’orizzonte è quello del teatro greco, con la rivisitazione e l’attualità del mito e l’attenzione tutta protesa al disagio giovanile: “la scommessa”, ha dichiarato Edoardo Barbone, “è di raccontare la tragedia con leggerezza”. Lo abbiamo incontrato alla vigilia dell’anteprima de “La notte di Antigone”, il nuovo spettacolo della compagnia Eco di Fondo che mette insieme il mito del coraggio del femminile e la debolezza, il maltrattamento politico del maschile, nella rilettura alla luce della vicenda di Polinice, interpretato dall’attore con un chiaro riferimento al martirio di Stefano Cucchi. Dalla scuola dei Filodrammatici di Milano, la voce di chi ama stare sul palcoscenico e vestire pelli diverse.

“Tangeri”, lo spettacolo musicale di Gianni De Feo, diretto e interpretato dallo stesso regista, su testo di Silvano Spada - produzione Florian Metateatro in collaborazione con Off-Off Theatre - conclude l’edizione 2019 della rassegna Lecite/Visioni con la prima milanese del 1° dicembre al Teatro Filodrammatici di Milano, un omaggio a Lindsay Kemp; il testo riscopre la figura del celebre cantante e ballerino spagnolo Miguel de Molina, nato a Malaga nel 1908 in una poverissima Andalusia. Perseguitato dalla dittatura franchista a causa delle sue idee antifasciste e della dichiarata omosessualità, costretto alla fuga, resta un’icona del canto nel mondo iberico ed ispanico, totalmente sconosciuto in Italia. Abbiamo incontrato Gianni Di Feo per saperne di più.

A partire dall’indagine sui rapporti di Carmelo Bene con il sacro, inteso nell’accezione più ampia di fenomeno rituale, il volume di Vincenza Di Vita sfocia in una riflessione sul femminile beniano e non solo. Un piccolo libro molto denso e certamente complesso, una riflessione filosofica non tanto sul teatro ma nel teatro, che presuppone una conoscenza ampia e variegata da Pinocchio, a Shakespeare, dal teatro crudele di Antonin Artaud a Genet di Notre-Dame-des-Fleurs. Una fascinazione dell’autrice in un percorso molto ardito.

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