Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Al Cinemino di Milano Show Bees ha presentato lo spettacolo “17 Borders Crossings”, un viaggio attraverso 17 frontiere, che si terrà, in lingua inglese, dal 3 al 6 marzo al vicino Teatro Franco Parenti. Un monologo insolito, sul viaggio e le avversità delle frontiere, un luogo che per l’autore e interprete Thaddeus Phillips non esiste fisicamente, anzi è inconcepibile, tramutandosi in una barriera ora comica, ora tragica, ora ideologica.

In occasione dello spettacolo “Vivi! Come il mare - pièce per due delfini”, in scena dal 13 al 28 febbraio allo Spazio Tertulliano di Milano, patrocinato dall’Associazione ambientalista Marevivo e diretto da Giuseppe Scordio, che ha curato anche il testo insieme a Eleonora Cicconi, abbiamo incontrato il regista. Uno spettacolo che si iscrive in un progetto per la promozione, attraverso l’arte e le emozioni, di una sensibilizzazione al tema del mare, intergenerazionale, e soprattutto di un invito al fare nella quotidianità. Il progetto che coinvolge la programmazione del Tertulliano fa propria la lezione della sostenibilità: produrre meno ma produrre meglio.

Raccolta poetica che trae origine nel titolo da una delle 11 composizioni poetiche, uscita nel 1957, dopo l’anno problematico e orribile, il 1956, spartiacque per una riflessione politica e sulla società. Libro di grande e inaspettato successo per la poesia, suscitò non poche polemiche. Raccoglie liriche strepitose, folgoranti per la capacità lirica di immortalare una realtà talora banale e volgare. Raffinate e disturbanti quel tanto da essere un autentico invito alla riflessione, capaci di scuotere le coscienza dal torpore di una vita comoda e inconsciamente scomoda e pigra.

Il nuovo album, 30 anni di carriera, l’annuncio del tour live che si concluderà a settembre prossimo all’Arena di Verona sono i temi al centro della conferenza stampa di Marco Masini in vista di Sanremo 2020. Trent’anni di carriera sul filo del racconto che seguono un ragazzo che cresce e i tempi che cambiano, la rivoluzione musicale, passando dalla rabbia a toni più pacati, facendosi più domande. In anteprima per la stampa “La parte chiara”, uno dei quattro brani inediti di “Masini+1, 30th Anniversary”, in uscita il 7 febbraio.

Lorenzo Loris è un regista che scova testi inediti in italiano di drammaturgia contemporanea e al contempo scommette sui classici della letteratura del Novecento per renderli testi teatrali. E’ ora in scena all’Out Off di Milano con “Sleepless. Tre notti insonni” di Caryl Churchill, con la traduzione di Paola Bono. Due attori decisamente credibili e convincenti - Elena Callegari e Mario Sala - con una regia scandita da tre episodi senza soluzione di continuità, in una sorta di dissolvenza cinematografica. Il testo lascia qualche dubbio, e abbiamo incontrato Lorenzo Loris per capire la sua scelta.

In occasione dello spettacolo “L’isola di Arlecchino”, una nuova produzione Piccolo Teatro di Milano per la regia di Stefano de Luca, ispirata al reale naufragio del cargo che trasportava scene e costumi di “Arlecchino servitore di due padroni” di Giorgio Strehler, abbiamo incontrato Andrea Coppone, leccese, classe 1983, che interpreta il ruolo di Arlecchino. In scena soprattutto l’attualità di un personaggio che è l’eterno bambino, incline alla meraviglia delle occasioni che si offrono, pronto a pagare le conseguenze delle proprie azioni. Andrea rilancia il teatro delle maschere come una scuola di vita, un viaggio iniziatico che dev’essere modernizzato per non scadere negli stereotipi; un invito a mettersi sempre alla prova, anche fisicamente.

Alessandro Bini, fiorentino, autore di storie e scrittore ironico di testi cominci per il teatro è uscito in libreria con I Fracassati, romanzo edito da Mauro Pagliai Editore, un quadro senza sconti di un quartiere fiorentino, quello del Mercato Centrale, che conosce molto bene. Un intreccio di storie che si coagulano intorno al bar, vite minute, con gioie e affanni quotidiani, che riflettono però il mondo delle relazioni al tempo di Internet e soprattutto dei sociale e di un mondo mediatizzato, vero bersaglio di Alessandro. Il punto di vista è quello delle relazioni, non solo sentimentali e familiari ma anche lavorative, in un divenire precario e spesso inconsistente. Il romanzo, quasi un reportage, non sviluppa tesi, come se il narratore non ci fosse o meglio lo si scorge nei personaggi, nella voce che racconta, quasi mai realmente esterna, senza diventare un occhio giudicante. La critica però c’è, sottile tra le righe, e prende di mira l’incapacità di saper usare il proprio strumento migliore per vivere, secondo Bini, la ragione, delegando l’autocoscienza. Una lingua parlata che sorge spontanea come un flusso di coscienza, nutrendosi di quello che ascolta, una lingua spontanea, che sembra senza rilettura. Certamente più spontanea di quella studiata ad effetto dei messaggi che sembra diretta ma non lo è.

Dal 21 al 26 gennaio, è in scena al Teatro Manzoni di Milano uno spettacolo scritto da Davide Calabrese, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli, con la regia di Giorgio Gallione: gli Oblivion presentano “La Bibbia riveduta e scorretta”, uno spettacolo frizzante, arguto, non provocatorio ad ogni costo, mai volgare; grande ritmo, citazioni colte in versione pop, molta ironia su cosa sia la modernità, su quanto conti la comunicazione, sull’imperio delle leggi di mercato e l’inevitabile confronto tra le generazioni, tra padre e figlio, qui in versione teologica in salsa rap con la diatriba tra Dio e Jesus C. Senza essere dissacrante, diverte sinceramente. Molto belle le voci.

Giovedì, 23 Gennaio 2020 18:34

"Nella stanza" di Emily Dickinson

Una poesia intima, tutta interiore, chiusa in una stanza e aperta all’infinito, con una forte connotazione spirituale – anche se non religiosa come dichiara la poetessa – di rottura rispetto alla metrica e alla retorica accademica, con i suoi “trattini” tra le parole, l’assenza della rima e un verseggiare quasi in prosa. Il dolore di una donna la cui ribellione e rivendicazione di una propria autenticità oltre qualsiasi schema, perfino l’indifferenza alla pubblicazione, è una rivoluzione silenziosa, pacifica, di chiusura all’incomprensione del mondo per volare dentro sé stessa. L’amore appare alla stregua di Dio come l’unica forza in grado di annullare ogni barriera, un’esigenza forte eppure mai vissuta, come una suora sempre vestita di bianco, nella sua clausura aperta all’infinito di una stanza e un giardino della casa paterna. La natura una grande consolazione, le api, le farfalle, i moscerini e soprattutto i fiori, veri e unici compagni della propria vita. Nei suoi versi appare spesso la morte, presenza triste e malinconica mai tragica: più dolorosa è l’incertezza come una morte immortale. Anche il tempo nella dialettica tra l’eterno dietro di noi e l’immortale davanti a noi è presente come una costante forza vitale avvolta dalla malinconia di una gioia persa prima di essere gustata: l’amore (probabilmente per il Reverendo che non la ricambiò).

Giovedì, 23 Gennaio 2020 18:11

"Sulle ali dell'avventura" di Nicolas Vanier

Sulle ali dell’avventura è un romanzo di formazione, insieme una favola ecologica, scritta da Nicolas Vanier con la collaborazione di Virginie Jouannet, già autore e regista di Belle&Sebastien e dell’omonimo film.

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