Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Mercoledì, 21 Marzo 2018 18:38

“La striscia di cuoio” di Angelo Gaccione

Racconti brevi, alcuni brevissimi, istantanee puntuali anche quando raccontano un'atmosfera fiabesca, sospesa: sono quadri di vita ordinaria della borghesia intellettuale, del nord per lo più, talora circostanziata come cronache e foto in presa diretta. Una scrittura raffinata, composta, tra nel panorama contemporaneo e pure non volutamente preziosa. C'è una nota noir, un senso di morte che sgomenta, che spesso arriva improvviso e inevitabile come nella vita. Nessuna nota pulp, nessun compiacimento. È un esercizio di stile alto.

1 febbraio – 3 giugno 2018

Il Mudec conferma la propria originalità e la vocazione a cercare aspetti non detti anche per i più consumati fruitori di mostre con “Frida. Oltre il Mito”, in programma dal 1 febbraio al 3 giugno 2018, con oltre 200 opere tra dipinti, fotografia e disegni. In questa mostra che è la mostra che tutti si aspettavano dall’apertura del museo, l’attenzione a Frida al di là del personaggio mondano e della curiosità, talora morbosa, sulla sua biografia sentimentale e del dolore: al centro la complessità dell’artista, la prima donna della storia dell’arte che ha fatto del proprio corpo un manifesto. Nell’attenzione alla sua arte una rilevanza centrale è assunta dal recupero del mondo precolombiano del quale fu collezionista e in questo influenzata dal pittore, compagno e marito a più riprese della sua vita, Diego Ribera: non solo curiosità archeologica quanto riflessione e rinnovamento estetico. Mudec ha tra l’altro una collezione permanente di questo tipo di arte.

Lunedì, 12 Marzo 2018 18:42

“Le Premier Sexe” di Éric Zemmour

Pamphlet, il “primo sesso” che ricorda da vicino nel titolo e nello spirito Le deuxième sexe dell’esistenzialista Simone De Beauvoir ma con una prospettiva rovesciata. Pungente, ironico, ben documentato, l’ottica conservatrice d’Éric Zemmour porta avanti la rivincita degli uomini più che contro le donne contro un inno all’uguaglianza omologante. Uno sguardo implacabile sulla realtà, dal mio punto di vista non molto condivisibile, soprattutto sotto il profilo etico, quanto però stimolante. Un’ottica ormai insolita, quella della diversità dei sessi, della tutela del modello tradizionale della famiglia, anche se difeso ad oltranza con tutti i suoi limiti e carichi pendenti. Certamente un modo per mettere i puntini sulle i rispetto ad una visione che talora è buonista senza essere davvero buona. In ogni caso un ritratto acuto ed arguto della società che cambia. Colto ma divertente. Da leggere, anche per poter dire la propria in modo più circostanziato.

Dal 27 febbraio al 4 marzo, al Teatro della Pergola di Firenze, ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione ha presentato “La classe operaia va in Paradiso”, liberamente tratto dal film di Elio Petri, con la regia di Claudio Longhi, la drammaturgia di Paolo Di Paolo e l’interpretazione dell’ensemble di attori che la stagione scorsa ha raccolto successi ed entusiasmo con la trilogia “Istruzioni per non morire in pace”. Regia e costruzione strepitose, originali, complesse ma godibilissime. Spettacolo lungo e articolato, riesce a garantire un ritmo dinamico per tutta la durata dell’azione, alternando momenti di commozione, di ironia, perfino di divertimento, con uno scambio tra cinema e teatro in una continuità tra video e interpretazione per la prima volta in un reale dialogo: le scenografie sul palco si prolungano nelle proiezioni. Non teatro nel teatro, ma cinema nel teatro: il dietro le quinte della nascita di un film che diventa rappresentazione e oggi spettacolo tridimensionale. Interessante anche la prospettiva storica di critica cinematografica che non fu così favorevole al film. Ben dosati gli inserti delle canzoni che diventano cabaret di impegno sociale. Lo spettacolo si dipana a trecentossessanta gradi, coinvolgendo il pubblico e la platea, perfino i palchi dove gli attori si affacciano per lanciare proclami e volantini, con una struttura complessa ed in costante movimento che fa immergere lo spettatore nella vicenda. Una piacevole conferma il talento di Lino Guanciale, apprezzato di recente anche nelle fiction televisive e al cinema, che dimostra di saper tenere vigorosamente la scena e di aver grande versatilità.

Domenica, 04 Marzo 2018 17:31

Scale bianche e nere con Giovanni Allevi

La vocazione alla “rottura” con l’accademia, senza il gusto della provocazione ma nel dialogo costante con la musica, fatta di emozioni e di grande disciplina, che Giovanni Allevi coltiva con umiltà, curiosità e anche uno sguardo timidamente divertito. Abbiamo incontrato Allevi sul treno di ritorno dal Festival di Sanremo, al suo rientro a Milano dove vive, dopo la maratona nella Giuria degli Esperti per le serate finali della manifestazione musicale.

“Personaggi e Protagonisti: incontri con la Storia”, l’ ottava edizione 2017-2018 del “Format che cambia la Storia”, dopo il grande successo dei primi due appuntamenti, torna con “Lady Diana, colpevole o innocente?” a cura di Elisa Greco, una serata unica ed intrigante intorno alla cosiddetta “Principessa del popolo” o “Principessa dagli occhi tristi”, che ha creato una rottura nella famiglia Reale inglese, diventando un idolo, a cominciare dalla stampa: manipolata o manipolatrice? Al di là del verdetto della giuria - gli spettatori - probabilmente la verità sta nel mezzo. Un’occasione diversa di teatro-giornalismo in forma e sostanza di processo. In primo piano le interpretazioni dell’avvocato Annamaria Bernardini De Pace, nel ruolo della difesa, e dei testimoni: lo scrittore Derek Allen, per l’accusa, ed il giornalista Antonio Caprarica, per la difesa. Una formula divertente e curiosa, di vera improvvisazione teatrale.

Domenica, 25 Febbraio 2018 14:06

"Aden Arabie" di Paul Nizan

Aden Arabie, celeberrimo per il suo incipit, è una sorta di diario di viaggio, a metà tra il saggio e la riflessione personale che racconta in realtà un anti-viaggio, la delusione della ricerca di altro e la scoperta dell’inganno dell’uomo che ovunque è asservito al denaro mentre solo nella storia e nella poesia assume dignità. E ‘ il volto scuro dell’esistenzialismo, agli antipodi con l’idea dell’uomo nuovo sognato da Camus. E’ in fondo un rinunciatario che si ripiega in un mondo borghese dal quale proviene. Leggerlo perché testimonia e completa un’epoca di lacerazioni e contraddizioni e in questo caso anche di austera coerenza: l’uomo che disse sempre no. Per questo messo da parte. Bella, colta la scrittura, poetica e sintetica ad un tempo anche se il filo è relativamente faticoso da seguire.

Sabato 3 e domenica 4 febbraio a Firenze al Teatro di Cestello è andato in scena “Processo a Pinocchio”, psico-commedia musicale, scritta e diretta da Andrea Palotto, con musiche originali dal vivo e protagonisti Cristian Ruiz e Luca Giacomelli Ferrarini. Testo surreale e noir con storie che si intrecciano, tra realtà e fiaba passando per la psicoanalisi, timbro che sta caratterizzando questa stagione teatrale di drammaturgia contemporanea. La scrittura offre spunti di riflessione interessanti, anche se a volte è faticoso il passaggio dal sogno alla realtà.

Mercoledì, 21 Febbraio 2018 19:00

Film “al-Jaida” di Salma Baccar (Tunis)

Un film di grande respiro, struggente, tenero, ironico,, a tratti rabbioso: una denuncia sociale dove il tema privato delle relazioni uomo-donna si sposa al destino di un popolo: ben girato e interpretato in modo convincente, è una testimonianza critica della società tunisina, dalla responsabilità del colonialismo sotto le mentite spoglie dell’emancipazione perché l’ignoranza fa comodo per manipolare le genti, al cammino coraggioso verso l’Indipendenza in una forte rispondenza tra pubblico e privato, rispettivamente libertà e dignità di un popolo e della donna. Una storia che si ripete o rischia di ripetersi: il film è un invito a vigilare alle strumentalizzazioni della religiosa. Interessante il girato mai lezioso eppure documentato.

Record di ascolti per Sanremo 2018, musica al centro ma anche parole e teatro, con il focus sui testi. Il Festival di Sanremo 2018 tenta una via nuova e convince con un record di ascolti: il direttore artistico Claudio Baglioni premia la musica, vera protagonista della kermesse e Pierfrancesco Favino si rivela un ottimo compagno di viaggio sperimentandosi come uomo di spettacolo a 360 gradi, unendo ironia e divertimento alla capacità di commuovere. I testi sono forse la parte migliore di quest’edizione, valorizzati soprattutto dalla novità dei duetti. Pur con qualche incertezza interpretativa qua e là, è stato un festival al maschile nel quale il quadrifoglio femminile ha scelto l’amore autobiografico, spiccando per le voci. Smentito l’annuncio di un Sanremo focalizzato sull’amore, dimostra soprattutto negli interpreti più giovani una grande attenzione al sociale, mentre l’amarcord un po’ autoreferenziale domina i campioni storici. Interessante l’urgenza dei giovani ragazzi di confessarsi senza diventare autobiografici ma interpretando la musica come un linguaggio universale.

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