Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Una conversazione con Giuseppina Norcia su mito, bellezza e oralità

La scrittrice siracusana Giuseppina Norcia, una formazione di studi classici, una lunga esperienza di ‘riletture’ della civiltà classica, non nuova alla scrittura legata al mito, torna in libreria con A proposito di Elena, pubblicato da VandA, dal 4 giugno in libreria. L’abbiamo raggiunta al telefono per farci raccontare come nasce questo libro e il messaggio che nasconde. Elena di Sparta è un personaggio controverso e fascinoso, emblema della bellezza pericolosa, portatrice di una complessità che spesso è sfuggita alla critica. Simbolo della contraddittorietà è una bellezza che si salva ma non salva, anzi è all’origine di una guerra; metafora di un femminile contraddittorio: usato dagli uomini; spesso disprezzato dalle donne. Una tessitrice che racconta la metafora della vita.

Mentre la vita corre, il secondo romanzo dell’autrice, è la storia di un amore maturo fatto di sfumature

Uscito il 10 marzo, il giorno prima del confinamento definitivo, per Sperling&Kupfer, Mentre la vita corre è il secondo romanzo di Beatrice Mariani che abbiamo incontrato al telefono per farci raccontare la sua voglia di raccontare storie d’amore con un linguaggio semplice, l’impianto proprio di una sceneggiatura e il desiderio di farsi stupire dalla quotidianità. “Scrivere, per l’autrice, resta un modo per vivere altre vite e per sperimentarsi”, non tanto per raccontarsi.

Domenica, 03 Maggio 2020 14:41

“L’altra verità” di Alda Merini

Un diario sentimentale struggente, il racconto del vissuto in manicomio, una lucida follia, fatta di consapevolezza e di dolore, di grande amarezza per il trattamento sub-umano cui sono sottoposti i cosiddetti malati di mente, anche se in fondo la malattia mentale non esiste. Un confinamento brutale, non scelto, fatto di prigionia e umiliazioni perché il malato, vittima, viene trattato da colpevole, spogliato della propria dignità: la sessualità, i vestiti, la possibilità di curarsi. In mezzo a tanto smarrimento una certezza, che l’unica cosa che salva è l’amore. L’unica luce è Pierre e la bambina che daranno alla luce. Un grande inno alla vita, nonostante tutto.

Lunedì, 20 Aprile 2020 16:54

"Nelle alte vie" di Pietro Salvati

Un racconto lungo firmato Pietro Salvati, pseudonimo dello scrittore gattinarese Roberto Travostino, che firma con il suo nome la prefazione, a metà tra il racconto filosofico, nella prima parte, con una ricerca etimologica, corretta e qualche aspirazione a diventare un percorso di formazione, e il diario intimo che probabilmente attinge da elementi biografici di vita vissuta. Il riferimento alle Confessioni di Sant’Agostino è in qualche modo dichiarato, personaggio dal quale il protagonista si distacca per poi riavvicinarsi.

Un nome che tutti conoscono, per la nozione di sadismo a cui il Marchese ha dato un nome, un titolo noto per il film omonimo di Piera Paolo Pasolini, pochissimi lo hanno letto, relativamente pochi visto, vuoi per la censura, vuoi alla fine per un certo disinteresse. Un testo lungo, metodico, quasi ossessivo come la perversione che sta al centro, eredità dello spirito illuministico. Nell’insieme un testo deludente, ripetitivo, ossessivo, privo di qualsiasi erotismo, letteratura pornografica di basso livello. Eros alle estreme conseguenze, imparentato con Thanatos, solo con la morte, privo di vita e di piacere. L’uomo sovrano di sé e degli altri, ridotti a sudditi, prigionieri senza guerra.

Scimmie Nude è una compagnia milanese con vocazione all’internazionalità che sperimenta linguaggi nuovi per testi classici e non solo, ma soprattutto che lavora sull’intimità, oltre la rappresentazione. Al centro il Teatro della Crudeltà di Artaud, un’autenticità estrema, che non dimentica altre voci del Novecento. La formazione con i suoi atelier resta un pilastro dell’impegno di Scimmie Nude che oggi guarda alla fiaba come lavoro interiore.

Una passione per la storia, la consapevolezza del senso civile del teatro e l’impegno sul territorio, il rilancio del teatro comico e della commedia dell’arte, specchio della società e cuore del mestiere dell’attore. Abbiamo incontrato il regista triestino Renato Sarti per raccontare il suo percorso e la sua idea di teatro, ma soprattutto quel senso ‘artigianale’ del mestiere dell’attore.

“Lo specchio di Borges”, ultimo lavoro di regia e interpretazione, conferma il percorso di Finazzer Flory, un viaggio dall’uomo verso l’uomo attraverso la parola che sviscera come un chirurgo, ora misurandosi con la finzione che svela la realtà per continuare poi nel progetto delle biografie con Dante, sul grande schermo.

Un romanzo definito leggero dal libraio che me l’ha consigliato, graffiante come una commedia noir francese, senza tragedia finale, ma doloroso. Storia di resilienza al dolore con un tentativo fallito di riapertura alla vita, per portarci dentro un lungo viaggio in fondo all’io: il risveglio grazie al lavoro.

Un romanzo scritto come uno spettacolo, decisamente originale, non certo per la storia né per la scrittura quanto per la presentazione, la concezione con protagonisti che hanno volti di personaggi famosi, con la ‘partecipazione’ dello psicanalista Renato Mannheimer, che scrive la postfazione. E’ la storia di un amore anzi una costellazione di amori intrecciati ai giorni nostri ed è una travolgente normalità come racconta il sottotitolo che conquista. Una storia ‘leggera’ da fiction con più piani di lettura e un lavoro ipertestuale notevole, non solo per i significati nascosti contenuti, i rimandi simbolici – a cominciare dal titolo – quanto per i piani che si intersecano: quello musicale e cinematografico con ogni capitolo che ha un rimando. Scrittura veloce e ammiccante con note molto colte ed un lavoro di ricerca enciclopedico. Alla fine del libro anche una spiegazione delle canzoni, così come all’inizio di ogni capitolo c’è la scheda del film citato. Un libro che è anche un ‘oggetto’ artistico con schizzi e disegni. Un libro difficile da raccontare che è da leggere ma in qualche modo da vivere con una sorta di esperienza immersiva.

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