Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Per la prima volta a Firenze le opere della Collezione Kunila, tra le più grandi raccolte private di pittura moderna dell’Europa nordorientale: la pittura estone ancora poco conosciuta al Museo del Novecento. Al centro della raccolta il paesaggio e il connubio quasi mistico con la luce, con una forte sperimentazione cromatica. Un’arte che vuole offrire soprattutto piacere nell’unione intima con la natura come nel caso del più grande pittore estone del Novecento, il primo modernista, Konrad Mägi al quale è dedicata una stanza.

Domenica, 26 Marzo 2017 09:35

“L'effacement” di Samir Toumi

È appena uscito il romanzo in francese dell'algerino Samir Toumi, scrittore non di professione, che ci aveva già sorpreso con Alger, le cri - recensito su questo spazio - per la sua incisività, eleganza di prosa, comune a tanta letteratura algerina francofona, e uno stupefacente rispecchiamento tra interiore ed esteriore, vissuto psicologico al limite del surreale e destino di una città e di una nazione. Come se essere algerini o essere di Algeri non fosse una condizione qualsiasi o una circostanza contestuale quanto una cifra del proprio Dna dal quale non si può sfuggire. Algeri è una ferita dell'anima alla quale non si può rinunciare come del resto ad un grande amore e per chi non conosce questa città e la storia del popolo algerino è difficile da capire.

Illustrazioni originali di Giulio Peranzoni

Un saggio sul cinema western appassionato, troppo spesso bollato come cinema di genere; un libro che è un inno al cinema, il racconto è il di svela mento attraverso il western della storia dell'America e del suo spirito oltre che della natura che può essere anche consultato come un manuale. Ricco di spunti e di temi. Originale.

A due anni dalla scomparsa di un cantautore simbolo di Napoli e della sua lingua diventata cult, cantore delle atmosfere mediterranee e dei mali del sud ma sempre a testa alta. Due ore di testimonianze in una docu-fiction non celebrativa ma partecipata da tanti artisti, con molte immagini e video di grande vivacità per la regia di Giorgio Verdelli e con il contributo di Claudio Amendola. Appena una velatura malinconica nello spirito del cantautore e insieme tanta gioia di vivere.

Il marxismo come non l’avete mai letto, per la prospettiva originale dalla quale è analizzato, dalla parte delle persone: la famiglia Marx, i legami personali con Engels, ma soprattutto le figlie e in particolare Eleonor Marx, morta suicida. Un affresco che racconta un’epoca, le origini dell’Europa e il percorso di un’ideologia protagonista del Novecento in modo insolito e per chi non conosce profondamente questa filosofia, inaspettato.

Gennaro Cannavacciuolo affronta la difficile impresa di raccontare un mito senza imitarlo, tra narrazione, canzone-teatro, e poesia musicale. Settant’anni di vita intensa alla ricerca della felicità, canzoni che raccontano un mondo e un’epoca tra Italia, America e Russia, con epicentro la Francia: uno spaccato internazionale della società che cambia e della politica, non solo del teatro e di un uomo. Uno spettacolo dal gusto di altri tempi, piacevole. Indovinato.

Lo sguardo di un gruppo di artisti inglesi sulla realtà contemporanea, il senso della fluidità e dell’incertezza al centro della riflessione. Eppure in questa foresta urbana, mutuata anche dalla fantascienza, dove non ci sono più certezza, si apre una porta sul nuovo che è speranza e non groviglio che è semplicemente gorgo. Come se gli artisti avessero la speranza, la coscienza e la responsabilità di poter trovare la chiave per un mondo rigenerato.

Il primo modernista brasiliano a livello internazionale, figlio di immigrati italiani, che non dimentica nei suoi murales la lezione rinascimentale, con una vocazione per i soggetti sociali, testimone delle condizioni dei lavoratori brasiliani soprattutto rurali. Interessante il tratto nel disegno.

Martedì, 07 Marzo 2017 20:52

Nunzia Antonino: Sulle tracce di Lenor

Una personalità effervescente che sceglie di "nascondersi" dietro il personaggio per lasciarlo agire. Lettrice appassionata capace di non sovrapporsi all'autore. Una vocazione, quella del palcoscenico, che l'accompagna fin da bambina al riparo dalla tentazione della regia...per ora almeno.

L’ultimo dei futuri, l’aeropittore ma soprattutto l’uomo che cerca con il segno grafico. Guido Strazza è in mostra alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, da martedì 7 febbraio a domenica 26 marzo 2017. Vitale nonostante gli anni, schivo, sempre alla ricerca ha reinterpretato il futurismo e lo spirito nell’avanguardia come ricerca permanente, facendo correre su binari paralleli e correlati disegno, pittura e grafica senza mettere l’uno al servizio degli altri. Tanti i rapporti personali e gli scambi con gli artisti che non gli hanno impedito di cercare in ogni situazione la propria via anche al riparo dalle tendenze del mercato come dimostra l’inattualità temporale del suo futurismo.

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