Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Dal 2 luglio in libreria il nuovo libro di Maristella Bellosta, un pamphlet dedicato all’ascolto, una dimensione del logos dimenticata, in una civiltà nata sulla parola detta, sull’autoaffermazione, con un’impronta fortemente narcisistica e pertanto poco aperta al dialogo, all’empatia con l’altro.

Il bello di uscire dagli schemi: Superare rigidità e trappole mentali, vivere flessibili e felici di Olga Chiaia, a metà tra il saggio e il manuale per vivere meglio, ricco di spunti culturali, abbordabile, affronta una tematica comune a molti di noi.

Al via la tredicesima edizione, dal 1° al 31 luglio, con 130 eventi per un mese di programmazione in luoghi all’aperto. Non si arrende il teatro e riprende con una formula nuova nel segno della malinconia, preparandosi non solo alla riapertura ma a una reale ripartenza.

Il due giugno al Teatro Franco Parenti si festeggia con una riapertura in grande: cinque inaugurazioni in programma e il distanziamento che diventa un’opportunità e non un vuoto. Abbiamo incontrato il Direttore artistico Andrée Ruth Shammah, fondatrice e anima del Franco Parenti, sulla bella terrazza affacciata sulla piscina che rilancia una vera e propria impresa della cultura.

Una conversazione con Giuseppina Norcia su mito, bellezza e oralità

La scrittrice siracusana Giuseppina Norcia, una formazione di studi classici, una lunga esperienza di ‘riletture’ della civiltà classica, non nuova alla scrittura legata al mito, torna in libreria con A proposito di Elena, pubblicato da VandA, dal 4 giugno in libreria. L’abbiamo raggiunta al telefono per farci raccontare come nasce questo libro e il messaggio che nasconde. Elena di Sparta è un personaggio controverso e fascinoso, emblema della bellezza pericolosa, portatrice di una complessità che spesso è sfuggita alla critica. Simbolo della contraddittorietà è una bellezza che si salva ma non salva, anzi è all’origine di una guerra; metafora di un femminile contraddittorio: usato dagli uomini; spesso disprezzato dalle donne. Una tessitrice che racconta la metafora della vita.

Mentre la vita corre, il secondo romanzo dell’autrice, è la storia di un amore maturo fatto di sfumature

Uscito il 10 marzo, il giorno prima del confinamento definitivo, per Sperling&Kupfer, Mentre la vita corre è il secondo romanzo di Beatrice Mariani che abbiamo incontrato al telefono per farci raccontare la sua voglia di raccontare storie d’amore con un linguaggio semplice, l’impianto proprio di una sceneggiatura e il desiderio di farsi stupire dalla quotidianità. “Scrivere, per l’autrice, resta un modo per vivere altre vite e per sperimentarsi”, non tanto per raccontarsi.

Domenica, 03 Maggio 2020 14:41

“L’altra verità” di Alda Merini

Un diario sentimentale struggente, il racconto del vissuto in manicomio, una lucida follia, fatta di consapevolezza e di dolore, di grande amarezza per il trattamento sub-umano cui sono sottoposti i cosiddetti malati di mente, anche se in fondo la malattia mentale non esiste. Un confinamento brutale, non scelto, fatto di prigionia e umiliazioni perché il malato, vittima, viene trattato da colpevole, spogliato della propria dignità: la sessualità, i vestiti, la possibilità di curarsi. In mezzo a tanto smarrimento una certezza, che l’unica cosa che salva è l’amore. L’unica luce è Pierre e la bambina che daranno alla luce. Un grande inno alla vita, nonostante tutto.

Lunedì, 20 Aprile 2020 16:54

"Nelle alte vie" di Pietro Salvati

Un racconto lungo firmato Pietro Salvati, pseudonimo dello scrittore gattinarese Roberto Travostino, che firma con il suo nome la prefazione, a metà tra il racconto filosofico, nella prima parte, con una ricerca etimologica, corretta e qualche aspirazione a diventare un percorso di formazione, e il diario intimo che probabilmente attinge da elementi biografici di vita vissuta. Il riferimento alle Confessioni di Sant’Agostino è in qualche modo dichiarato, personaggio dal quale il protagonista si distacca per poi riavvicinarsi.

Un nome che tutti conoscono, per la nozione di sadismo a cui il Marchese ha dato un nome, un titolo noto per il film omonimo di Piera Paolo Pasolini, pochissimi lo hanno letto, relativamente pochi visto, vuoi per la censura, vuoi alla fine per un certo disinteresse. Un testo lungo, metodico, quasi ossessivo come la perversione che sta al centro, eredità dello spirito illuministico. Nell’insieme un testo deludente, ripetitivo, ossessivo, privo di qualsiasi erotismo, letteratura pornografica di basso livello. Eros alle estreme conseguenze, imparentato con Thanatos, solo con la morte, privo di vita e di piacere. L’uomo sovrano di sé e degli altri, ridotti a sudditi, prigionieri senza guerra.

Scimmie Nude è una compagnia milanese con vocazione all’internazionalità che sperimenta linguaggi nuovi per testi classici e non solo, ma soprattutto che lavora sull’intimità, oltre la rappresentazione. Al centro il Teatro della Crudeltà di Artaud, un’autenticità estrema, che non dimentica altre voci del Novecento. La formazione con i suoi atelier resta un pilastro dell’impegno di Scimmie Nude che oggi guarda alla fiaba come lavoro interiore.

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