Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Edizione numero 41 con la direzione di Angela Vettese con molte novità, lo sguardo concentrato soprattutto sull’Italia dove Milano, il nord e le Regioni Emilia-Romagna e Toscana fanno la parte del leone – assente il sud – con un focus sul contemporaneo in senso stretto e la fotografia al centro delle nuove frontiere dell’arte.

Un diario di memorie di un uomo innamorato di una terra, simbolo di una patria del cuore e di un amore, che diventa anche una guida di viaggio. Interessante soprattutto per i riferimenti storici di una storia per lo più dimenticata, quella del Novecento, e dei rapporti travagliati e misconosciuti tra Italia e Grecia. Un affresco sociale di una terra che solo la vita quotidiana ed emozionale può restituire.

Mercoledì, 15 Febbraio 2017 21:19

L’indecenza e la forma - Teatro Argentina (Roma)

Prima nazionale per “L’indecenza e la forma (Pasolini nella stanza della tortura)” di Giuseppe Manfridi, uno spettacolo di Marco Carniti con Francesca Benedetti e Sebastian Gimelli Morosini, con le musiche di David Barittoni, una Produzione Teatro di Roma - Teatro Nazionale, andata in scena al Teatro Argentina di Roma per una serata unica, lunedì 13 febbraio. Debutta uno spettacolo potente, viscerale, che tocca corde profonde, ruvide, scandalose, con un linguaggio diretto, violento e poetico ad un tempo. Lo stile e i temi sono quelli della tragedia greca dove l’enfasi non è aggiunta ma timbro naturale che sposa la forma tipica della natura: il sublime che è racconto cristallizzato in mito. Un’interpretazione forte, di grande preparazione, per un testo che è una confessione in stile declamato, di estrema complessità: il nodo ancestrale del femminino nella sua ambiguità e cura che strangola accanto alla colpevolezza del padre (Saturno che divora i figli). La tragedia e l’archetipo pasoliniano confermano la loro grande attualità.

Come ogni artista “maledetto” Jean-Michel Basquiat, scomparso nel 1988 a soli 27 anni, è riuscito nell’arco brevissimo di pochi anni a costruire una leggenda attorno alla sua figura e alla sua arte. Il Mudec diventa un nastro discreto che lascia fuoriuscire limpida l’energia lacerata di questo insolito talento. Allestimento discreto e molto curato nell’accompagnamento didascalico.

Un corto metraggio documentario su Palermo simbolo della Sicilia e del Mediterraneo come chiasmo di popoli, di incontri e rivalità. Girato senza enfasi come una narrazione poetica attraverso l’ascolto di varie voci, il film diventa un inno alla città e alla sua specularità tunisina nel segno delle corrispondenze mediterranee. Un messaggio di dialogo attraverso una rilettura delicata della storia incrociata tra i due paesi.

In scena al Sala Umberto fino al 19 febbraio, una gustosa commedia tipicamente italiana con Francesco Pannofino ed Emanuela Rossi, “I Suoceri Albanesi” di Gianni Clementi, che si conferma autore vincente in questo genere, in grado di far ridere affrontando temi seri e di forte attualità senza perdere il senso della narrativa. Accanto ai due protagonisti Andrea Lolli, Silvia Brogi, Maurizio Pepe, Filippo Laganà ed Elisabetta Clementi per la regia di Claudio Boccaccini e la produzione Viola Produzioni.

21 novembre 2016 - 22 gennaio 2017

Una retrospettiva di trenta opere del noto scultore italiano per i suoi 90 a Milano, città protagonista delle sue geometrie monumentali da gioielleria. Una grande suggestione tra luci e ombre nella sala delle Cariatidi nel cammino del ritorno verso l’essenza-essenzialità delle forme della vita, senza perdere di vista il tormento della battaglia umana.

Domenica, 05 Febbraio 2017 11:35

“Rosso Parigi” di Maureen Gibbon

Un romanzo che intreccia eros e sentimenti disegnando una Parigi in rosso di metà dell'Ottocento tra mondo operaio e bohème artistica, dove il torbido non fa perdere la freschezza dei sentimenti. Una biografia artistica ben documentata che riesce ad essere avvincente.

Domenica, 29 Gennaio 2017 16:24

"Clash" - Un film drammatico di Mohamed Diab

Clash, film del 2016 sull’estate delle proteste 2013 al Cairo, è spiazzante, claustrofobico, ben girato e decisamente originale per la prospettiva inaudita con la quale legge la rivoluzione o meglio la voglia di ribellione di persone che forse lottano addirittura per valori opposti. Interpretato in modo convincente, diventa uno spaccato sulla società egiziana, lacerata come nel finale aperto.

Gustoso manuale che è anche diario intimo di un percorso dal caos all’ordine che diventa metafora del ritrovamento del centro dentro se stessi. Per certi aspetti una lettura pratica con alcuni consigli utili, per altri uno spunto di riflessione sulla necessità di fare ordine dentro se stessi.

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