Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Inaugurata la nuova illuminazione del museo realizzata dallo studio Ferrara Palladino Lightscape focalizzato sull’illuminazione dei dipinti e delle opere più che sugli ambienti. L’idea è di inserirsi in armonia con una casa museo, una dimensione storica non creata ad hoc come contenitore espositivo, favorire una fruizione ottimale dell’opera senza forzature e interpretazioni critiche, oltre che promuovere il risparmio energetico. Il nuovo approccio valorizza i dettagli con soluzioni che ricordano i lampadari tradizionali, in versione stilizzata.

Esordio siberiano per l’undicesima edizione della rassegna Pietrasanta in Concerto, dedicata nel 2017 al violino con un viaggio dal Settecento al Novecento attraverso sonorità e personalità diverse: grande compostezza ed eleganza di esecuzione che nel Novecento trova anche l’emozione.

Un canto popolare rivive attraverso le avventure e le disavventure del protagonista fino all’epilogo tragico di una storia d’amore che racconta allo stesso tempo una città: Tunisi, affascinante e lacerante, quella dei vicoli oscuri, come dice il titolo, del dolore e della disperata voglia di sognare. Attraverso l’infanzia povera e i deragliamenti del narratore, la ricostruzione del mondo dello spettacolo, dagli epigoni del caffè chantant al recupero delle tradizioni che raccontano un mondo di intrecci sociali, crocevia di popoli, fino ai nostri giorni, alle contestazioni che hanno portato alla rivolta del 2011. Al centro il canto del mezoued che diventa l’interprete di un mondo lacerato e desideroso di evasione.

Tradotta in 26 lingue, Faïza Guene si è imposta come una delle voci più originali della letteratura francese contemporanea. Il romanzo conferma la vena di narratrice delle piccole cose, quel dialogo-scontro fra mondo tradizionale ancorato al passato e a quello che si è lasciato e l’anelito a perdersi nel nuovo, a sperimentare. Una fotografia esemplare di lacerazione per chi non riesce a stare in Francia né dalla parte dei genitori che “ingozzano” i figli, né dalla parte di quei giovani che sentono di “essere nutriti” solo dai valori della Repubblica. Da leggere assolutamente in francese per il suo linguaggio innovativo sospeso tra la sonorità algerina e il linguaggio francese dei giovani, un caso ben riuscito di fusion.

Prima prova narrativa, in versione lungometraggio, del giornalista Umberto Cutolo, Omicidi all’acqua pazza, è un gustoso giallo “tradizionale” che racconta un territorio evidentemente amato dall’autore che sembra uno specialista mai affettato, senza toni da erudizione. Divertito scrittore che prende in giro la cucina degli chef per rivendicare il valore dei cuochi, dipinge un affresco sociale dei vacanzieri in Costiera: pungente (au)ritratto, non solo italiano del turista, ironico e sinceramente spassoso, con una leggerezza che non è mai superficiale, riesce a pungere il lettore, a scendere nella storia e nelle storie senza mai farsene accorgere. E’ la rivendicazione del giallo classico in un mondo inondato di giallisti, oltre che di chef televisivi e turisti globalizzati.

con Miki Manojlovic, Neri Marcorè, Ana Caterina Morariu, Manuela Mandracchia, Serena Grandi da Giovedì 8 giugno in sala e sulla piattaforma CineMAF.

Una frizzante commedia con quel tanto di onirico, un po’ sgangherato e fresco, elementi surreali che nascono da un modo di essere e di affrontare la più comune delle realtà quotidiana: tutti gli elementi tipici di una commedia alla Almodovar senza eccessi, estremismi né i suoi guizzi.

A Firenze arriva il museo diffuso con Ytalia, una mostra di 100 opere di arte contemporanee inserite nei musei della città, da Forte Belvedere, a Palazzo Vecchio, al Museo del Novecento. La prima tappa di Saltinaria è stata al Museo Marino Marini – con Nunzio e Mimmo Paladino - e l’annessa Cappella Rucellai, dopo il restauro del 2013. Un modo per vivere l’arte, in un dialogo tra ieri e oggi e tra luoghi diversi e vita quotidiana.

Dal 19 maggio 2017 al 2 maggio 2018 al Museo Salvatore Ferragamo di Firenze la mostra “1927 il ritorno in Italia” – Salvatore Ferragamo e la cultura visiva del Novecento: uno sguardo alla Firenze artistica e in fermento della fine degli Anni Venti, quando il “ciabattino delle dive” scelse di abitare nella città medicea proprio per la sua capacità di coniugare arte, artigianato e innovazione tecnologica. Un allestimento delizioso che mima l’interno di una nave e racconta la metafora di un migrante di talento che divenne creatore di scarpe uniche senza dimenticare il gusto artigianale, la tradizione locale, né chiudersi alle possibilità dell’innovazione industriale. Un percorso fantastico dentro la nave che portò Salvatore Ferragamo all’avventura negli Stati Uniti e in particolare un viaggio nella Firenze vivace di quell’epoca. Uno sguardo davvero originale.

Nell’ambito delle iniziative per i 70 anni del Piccolo, ben 25.500 giorni di Teatro, è andato in scena allo Strehler di Milano un lavoro appassionato e accurato, condotto da Ute Lemper (voce dello spettacolo) a partire dal 1987 con un grande progetto discografico, dedicato ai compositori di origine ebrea e alla loro musica, straziante testimonianza dell’orrore; al fianco della cantante ed attrice tedesca Vana Gierig (pianoforte), Daniel Hoffman (violino), Gilad Harel (clarinetto), Romain Lecuyer (basso) e Victor Villena (bandoneon). Due ore ininterrotte di emozioni che raccontano la creatività che nasce dalla contaminazione tra i popoli e il difficile equilibrio tra incontro e scontro di civiltà. Statuaria, elegante, possente e con un velo di umiltà, Ute Lemper si conferma un’artista di grande statura.

Domenica, 25 Giugno 2017 10:09

Arman 1954-2005 – Palazzo Cipolla (Roma)

Una mostra gioiello sul grande artista francese naturalizzato americano, noto come Arman, originale nel suo essere pittore che realizza sculture, precursore dell’installazione come rottura delle barriere tra le arti, sospeso tra Dadaismo e Surrealismo, archeologo dell’oggi, fece del violino rotto e riassemblato il suo simbolo.

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