Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Domenica, 24 Marzo 2019 13:28

Morbelli 1853-1919 - GAM (Milano)

Milano rende omaggio al pittore piemontese, lombardo di adozione, nel centenario della nascita con una selezione di opere molto accurata che coprono tutti i temi e gli aspetti della pittura di Morbelli: i "vecchioni", la città che cambia nella modernità e nel disagio sociale, le "vendute", la natura della terra natale; il realismo fino all'incontro fotografico e il divisionismo.

Domenica, 17 Marzo 2019 10:33

“Égypte51” di Yasmine Khlat

Una ventata di vita, dove il cuore batte, anche se il mondo intorno crolla: una storia d’amore che attraversa due generazioni sullo sfondo di un Egitto sull’orlo del baratro in occasione della nazionalizzazione del Canale del Suez.

L’era Menegoi porta il focus sull’Italia e ancor più sul territorio regionale con l’obiettivo di una panoramica dall’inizio del secolo scorso ad oggi e maggior selettività. Ai galleristi l’indicazione di esporre da tre a sei artisti al massimo privilegiando percorsi tematici. Una sessione dedicata alla fotografia e grande attenzione ai nuovi mezzi di espressione. L’ambizione è di un polo italiano non generalista che attragga gli stranieri e si focalizzi sul Novecento.

Domenica, 17 Febbraio 2019 18:15

Un Intervento - Teatro Filodrammatici (Milano)

Dal 29 gennaio al 3 febbraio è andato in scena al Teatro Filodrammatici di Milano, in prima nazionale, “Un Intervento” di Mike Bartlett per la regia di Fabrizio Arcuri. Testo di grande profondità impalpabile, ben tradotto da Jacopo Gassmann, che parte in sordina e diventa sempre più articolato, svelando la risorsa impagabile dell’amicizia, attraverso una sorta di prova ‘a contrario’. Un lavoro di grande finezza psicologica sul quale è ben presente la mano del regista, che scandisce la storia in quattro gradi, curando tutti i minimi particolari dalle scene ai costumi. La simbiosi di un’amicizia mette a nudo la libertà del volersi bene contro la gabbia dell’amarsi. Interessante prova attoriale di Gabriele Benedetti e Rita Maffei, convincente e arguta.

Ferdinando Bruni e Francesco Frongia sono stati affascinati dalla donna di successo prima, la donna spezzata da un amore poi e, infine, la mistica raffinata, tre figure in una, Dora Maar, in scena dal 12 al 17 febbraio al Teatro Filodrammatici di Milano. Una soluzione scenica di grande fruibilità che racconta la biografia di un’artista, lo specchio di una Parigi effervescente e crudele e un amore malato, intreccio di cinema e teatro con video che rievocano le atmosfere di “Un chien andalou” di Luis Bunuel. Un’interpretazione convincente.

La diversità come ricchezza è il filo conduttore di ritratti di 'diversi', soprattutto al femminile, volti noti o senza nome, che percorrono la storia. Un libro che invita al dialogo con un tono accorato, una guida per i ragazzi che la diversità la trovano in casa.

Domenica, 10 Febbraio 2019 13:02

Sanremo 2019, il trionfo di Mahmood

Arrivederci a Sanremo 2019 che incorona Mahmood, seguito al secondo posto da Ultimo e da Il volo al terzo posto. Voci al centro, trionfo di ospiti con una conduzione lenta.

Ghemon, al secolo Giovanni Luca Picariello, 36 anni, originario di Avellino e laureato in giurisprudenza, cantautore e rapper, è in gara con “Rose viola”, l’amore attraverso gli occhi di una donna, nato per il piacere di non parlare in prima persona senza pensare al Festival, per raccontare una storia non risolta da un punto di vista diverso rispetto al maschile. Un brano con il quale probabilmente questa bella voce, vestita di originalità, umiltà e grande ricerca, non ha voluto rischiare a Sanremo. Forse avrebbe potuto sbilanciarsi di più e avrebbe coinvolto di più. Dal 2007 il cantautore è sulla scena con un percorso originale a cavallo tra la melodia, l’hip hop e un po’ di soul, risentendo dell’influsso di Zucchero e Pino Daniele. La collaborazione con Carosello è recente ma il marchio sta scommettendo per la sua capacità di ricerca di nuovi sound.

Dalla periferia all’Ariston i soldi ostentati e il confronto con un padre assente nel “morocco-pop” di Mahmood, come lo chiama lui; sul palco è energia pura che arriva diretta. Il ritmo c’è tutto e il rap non si contamina troppo, molto radiofonico il brano ha tutti gli ingredienti per essere vincente. L’ammiccamento anche, ma piace, conquista la sala stampa come durante la conferenza la presenza entusiasta e fresca del cantautore. Tra i giovani, che quest'anno non sono una categoria a parte, se i favoriti sembrano Ultimo e Irama perché fanno il pieno ai concerti e stanno vendendo bene senza contare il favore dei social, prende quota Mahmood insieme ad Achille Lauro.

La serata più attesa, almeno in sala stampa, è stata indubbiamente all’insegna dell’abbondanza con 56 artisti sul palco e il super ospite Luciano Ligabue, re della serata, pur con qualche eccesso. D’altronde questo festival è stato il trionfo degli ospiti. Il ritmo finalmente è stato trovato con meno parole e più focus sugli interpreti. Finalmente anche Claudio Bisio ha trovato lo spazio giusto per valorizzare la propria capacità con un monologo, diventato poi a due voci, tra un padre e un figlio, con il rapper Anastasio vincitore di X Factor.

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