Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Giovedì, 19 Settembre 2019 12:44

La Vita interiore di Alberto Moravia

La vita interiore (pubblicato da Bompiani per i Grandi Tascabili, edizione del 2000) è un romanzo che conclude la trilogia iniziata con Gli Indifferenti, quindi con La noia, di Alberto Moravia, pubblicato nel 1978, dopo sette anni di lavoro e riscrittura, un processo complesso che prende di mira la società borghese per svelarne i vizi. In questa terza tappa, dalla quale cominciamo la rilettura di un classico, forse il meno conosciuto, la simpatia per la dissacrazione dei valori borghesi, si accompagna ad una speculare caricatura dei valori rivoluzionari. Il percorso quasi da romanzo di formazione, sebbene insolito, della protagonista, Desideria, conduce a un doppio fallimento, quello di abbandonare il mondo frivolo, malato e corrotto da cui proviene per atterrare in un finto mondo alternativo, che lei stessa riconosce, alle soglie dell’esame di maturità, passaggio fortemente simbolico, un mondo borghese rovesciato.

Da Londra a Milano, fino al 6 ottobre a Palazzo Reale, con la celeberrima Ofelia di Millais, capolavoro struggente di questa corrente artistica inglese che a metà dell’Ottocento ha rivoluzionato l’arte: una Confraternita contro le regole dell’Accademia e della buona società vittoriana, che trovò nel Medioevo e nel Rinascimento, quindi nell’Italia prima di Raffaello i suoi punti di riferimento. Il gusto del particolare, l’ossessione per i simboli, la letteratura soprattutto d’amore e la Bibbia le sue fonti d’ispirazione; ben prima degli Impressionisti diffuse il gusto della pittura en plein air.

Giovedì, 05 Settembre 2019 17:06

"Tu reviendras" di Brahim Metiba

Gli scrittori algerini di espressione francese, la maggior parte per altro, si confermano a mio parere la miglior voce attuale della francofonia per lo stile elegante, incisivo, scorrevole e ad un tempo poetico. Tu reviendras, romanzo autobiografico – non si sa se di finzione - scritto come un diario intimo, dell’ingegnere algerino residente a Parigi, Brahim Metiba, racconta lo scontro fra tradizione e trasgressione: il ritorno a casa di un figlio disconosciuto per la sua omosessualità. Struggente e delicato, è ad un tempo la vicenda della necessità di ritrovare la propria infanzia per continuare, la nostalgia per l’Algeria e insieme la denuncia o forse solo l’amarezza di trovarsi di fronte ad un paese in costruzione – o decostruzione – che, per quanto magnifico, fa male al cuore.

E’ sold out la prima del nuovo spettacolo teatrale di e con Marco Travaglio per il decennale della festa de Il Fatto Quotidiano a La Versiliana di Marina di Pietrasanta, con il nuovo stile da caffè letterario di questo luogo storico, che fa apparire molto lontani i dibattiti anche politici dei tempi di Romano Battaglia. Viene proposto uno sguardo piccato sulla realtà politica: questa volta il giornalista se la prende soprattutto con la stampa e con il lato ridicolo, per non dire grottesco, della cosiddette fake news. Alla fine non si sa più quale sia la realtà e quale la finzione. Bersaglio il partito unico, trasversale, quello degli affari. Una requisitoria che sembra più una lezione di giornalismo spettacolarizzata che uno spettacolo di teatro-giornalismo.

Ha il sapore di un viaggio lungo tutti i sud del mondo il nuovo tour di Renzo Arbore e della sua Orchestra Italiana, dalla tradizione napoletana al Mediterraneo che guarda al Nord Africa fino al Brasile. Vero ambasciatore della musica italiana nel mondo, capace di reinventare la nostra storia musicale e, ispirandosi ad essa, attingere al jazz e a linguaggi e lingue varie con grande originalità e un timbro moderno. Renzo Arbore, uno degli ultimi antichi come si è definito lui stesso, tra i ragazzi degli Anni Cinquanta, si conferma un grande animale da palcoscenico, fa un passo indietro, regista, presentatore, trait-d’union tra i vari elementi e voci della sua Orchestra alla quale affida l’energia della voce e del timbro. I momenti migliori restano quelli musicali, soprattutto quando si siede al piano anche se si definisce un musicista della domenica e se è diventato famoso con la televisione, l’altra televisione, reinventata, degli Anni Ottanta.

Lunedì, 22 Luglio 2019 17:03

“Il tango” di Luis Borges

Un ciclo di conferenze del 1965 sul tema del tango, non una storia, una descrizione ma un’evocazione, la ricerca di un senso alla Borges, non una ricostruzione storico-scientifica quanto un senso emozionale. L’affresco che ci restituisce il grande scrittore, in un libro, che resta destrutturato, organizzato come una conferenza, è la visione di una Buenos Aires d’antan. Quella che neppure Borges ha conosciuto direttamente. Il tango è sinonimo di Buenos Aires, suo ambasciatore nel mondo, orgoglio argentino, foriero di conoscenza di una nazione giovane tra vicende gloriose e dolorose. Uno spunto per riflettere su una danza che è molto più di un semplice ballo, “è un pensiero triste che si balla”.

Entrare nelle case degli altri per vedere “Come va a pezzi il tempo”: all’interno di un’abitazione privata, di una coppia di artisti nel rione Forcella, è andato in scena lo spettacolo immersivo del duo Progetto Demoni composto da Alessandra Crocco e Alessandro Miele: salernitana la prima, nato a Pompei il secondo, entrambi residenti a Lecce e con all’attivo progetti sparsi sul territorio nazionale, una coppia anche nella vita. Lo spettacolo, che ha debuttato durante la scorsa edizione del Kilowatt Festival di Sansepolcro, dopo una seconda tappa a Salerno è approdato a Napoli. Un modo diverso di vivere il teatro, un testo semplice e profondo come la banalità unica dei sentimenti. Un brano di vita fatto di ricordi che emoziona, coinvolgendo senza aggressività come talvolta accade in questo tipo di teatro. Anche un modo per avvicinare le persone al teatro e visitare luoghi particolari della città.

Domenica, 14 Luglio 2019 10:28

“L’Albatro” di Simona Lo Iacono

Un romanzo che assomiglia a una docufiction su uno scrittore tardivo, Giuseppe Tomasi Lampedusa, i suoi ultimi anni, divisi tra la malattia a Roma dal 1955 al 1957, e la sua formazione, il suo pensiero politico, nostalgico ma estremamente lucido. Sullo sfondo la vicenda assurda e incredibile del Gattopardo, romanzo postumo di fama internazionale reso immortale dal film di Visconti e rifiutato da Mondadori. Un libro che è soprattutto un inno all’amicizia, come rivela il titolo, citando l’uccello fedele per eccellenza.

“Les Italiens”, spettacolo in francese con sovratitoli in italiano, è un progetto di Massimo Furlan su drammaturgia di Claire De Ribaupierre; racconta l’emigrazione degli italiani del sud in Svizzera, in particolare a Losanna, dove una piccola comunità si riunisce nel foyer dopo teatro, con un effetto di teatro nel teatro che diventa terapeutico, un racconto e una rappresentazione della propria esistenza. Racconto spontaneo di storie che ruotano intorno al tema della lingua, non tanto come semplice strumento di comunicazione quanto come espressione di una visione del pensiero. Con qualche ripetizione, è una narrazione che commuove, per la sua spontaneità, la difficoltà di dialogo tra le generazioni che appunto lo studio della lingua straniera allontana, e l’elogio dell’arte di arrangiarsi italiana e della capacità di adattamento dell’uomo per il quale se il lavoro è lo stimolo, la famiglia è il centro dell’equilibrio.

Giovedì, 11 Luglio 2019 20:57

Schiapparelli Life - Sala Assoli (Napoli)

Una narrazione che è racconto e sogno insieme, uno spettacolo teatrale - la regia è di Carlo Bruni su testo di Eleonora Mazzoni - che restituisce il senso della visione, dell’immersione emozionale pur nella densità delle informazioni. La notte agitata di una donna che si racconta, che ricorda, lungo ore insonni e tormentate: la protagonista è la stilista e artista italiana, parigina di adozione, Elsa Schiapparelli, dimenticata, rivale di Coco Chanel, una rivoluzionaria discreta, un’innovatrice non in cerca di scandali e provocazioni che provocatrice lo fu suo malgrado. Interpretata da Nunzia Antonino, che le restituisce potenza e grazia ad un tempo, il ritratto sul palcoscenico disegna un affresco che unisce la drammaturgia contemporanea al teatro di parola di tradizione. Misurato quanto incisivo viene perfino voglia di prolungarne la durata. Originale il soggetto, un’occasione per conoscere una storia singolare, riflettere, divertirsi e commuoversi.

Pagina 1 di 76
TOP