Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Mercoledì, 13 Dicembre 2017 10:27

“Questa sono io” di Antonella Questa

Una scrittura gustosa con un piglio dolce amaro per illustrare la difficoltà dell’essere donna ma anche le potenzialità del femminile. Un viaggio drammaturgico, ironico, non faceto, in due situazioni che possono presentarsi nella quotidianità, credibili proprio per la loro apparente superficialità, come appare ad uno sguardo superficiale. Un tassello che va a formare il mosaico delle scritture al femminile che parlano di donne e che sono soprattutto per uomini. Un invito dunque alla lettura.

Prefazione di Lucio Caracciolo

di Andrea De Georgio

Un mondo percepito ancora come lontano e soprattutto distorto che bene o male ci appartiene sempre di più e del quale potremmo, forse per fortuna, essere meno attori: è il grido di allarme dell’autore che lo fa mettendosi da parte, europeo d’Africa, prestando la propria penna e capacità critica alle voci africane incontrate. Un racconto che emerge dalla quotidianità con poche ma efficaci note di spiegazione, critiche senza retoriche dei mali dell’Africa che sono per lo più dovuti al batterio Europa. A metà tra lo spirito curioso del cantastorie e il realismo crudo di un giornalista da prima linea corre veloce in alcuni paesi dove Andrea De Georgio non è stato ma che ha attraversato, vivendoli. Non un saggio ma uno spunto di riflessione non tanto sui grandi temi o sull’attualità più nota ma su piccoli grandi scandali come la moda dello sbiancamento della pelle.

Mercoledì, 13 Dicembre 2017 09:47

“D’ombra e sabbia” di Mariù Safier

Illustrazioni di Laura De Luca

Il racconto originale di 15 donne della Bibbia in versi. Una ricerca e riscrittura coraggiosa per un tema che si rivela di grande attualità ma non certo di moda. Un'ottica singolare e preziosa per rileggere al femminile la religione veterotestamentaria ed anche evangelica e per affrontare il tema della violenza sulle donne.

Testi di Janna Carioli, illustrazioni di Otto Gabos
A cura di Teresa Porcella

Lettura consigliata dai 9 agli 11 anni

La rivoluzione russa raccontata ai ragazzi ma un libro godibile anche per gli adulti, con illustrazioni di grande raffinatezza. L’anno del 1924, spartiacque del cataclisma bolscevico, quando muore il leader della prima ora, Lenin, e il moto rivoluzionario si diffonde nella grande madre Russia, conquistando i villaggi. La storia avventurosa e per certi aspetti dolorosa, della presa di coscienza politica dalla parte di un ragazzo che semplicemente scopre la vita con tutti i suoi ingredienti.

Dal 21 settembre 2017 al 21 gennaio 2018
Una mostra di grande impatto perché inaspettata. Questa la scommessa dei curatori: togliere il velo di polvere sul periodo della Controriforma giudicato spesso bigotto, tanto da essere trascurato. L’esposizione racconta un periodo di grande vivacità a Firenze sotto Francesco I, appassionato di scienze, l’estrema ricchezza del dialogo tra arte e cultura, così come la convivenza tra il rigore dei dettami della Controriforma e la Sensualità che permea l’arte con il trionfo di allegorie e miti tra classicità e attualità politica. La mostra è il trionfo del colore.

Dal 21 al 26 novembre il Teatro Stabile dell’Umbria ha presentato al Teatro della Pergola di Firenze “L’ora di ricevimento” di Stefano Massini, con Fabrizio Bentivoglio e la regia di Michele Placido. Oltre due ore senza intervallo che ricordano i tempi d’oro del teatro, perché volano senza bisogno di colpi di scena o di grandi apparati scenografici. Delicato e graffiante ad un tempo, dipinge la vita frustrante di un insegnante di periferia che, di fronte a un melting pot senza armonia, scorre uguale da 32 anni: decisamente originale l’impianto e arguto il testo con una grande prova attoriale di Bentivoglio. Una visione che non regala buonismi né esasperazioni ma la difficile quotidianità della diversità in una condizione di fragilità socio-economica. Non c’è redenzione né condanna, forse una “saggia rassegnazione” che diventa una metafora universale della gioventù in periferia, non un quartiere ma una condizione esistenziale.

Dal 22 settembre 2017 al 21 gennaio 2018 alle Scuderie del Quirinale di Roma è di scena “PICASSO. Tra Cubismo e Classicismo: 1915-1925”, una mostra che fa una scelta precisa e valorizza aspetti trascurati del grande artista ricordato soprattutto per gli elementi più rivoluzionari e innovativi, artistici così come personali, il lato eccentrico. Con quest’esposizione si valorizza il Picasso legato al classicismo, grande e fine disegnatore, come anche il precursore del concetto di performance, che abbatte i confini tra le arti concependole in uno spazio unico: lo spettacolo, con i fondali dipinti delle scenografie, gli interpreti in movimento e la musica.

Avvincente. Alì Piccinin torna in Algeria. Il racconto del piccolo Aldino, bambino rapito dai corsari barbareschi a Mirteto, un paesino toscano sulle Alpi Apuane, alla fine del 500, diventato poi rais e pascià di Algeri, trasformato in un romanzo di Riccardo Nicolai, libraio. Accanto a riferimenti storici documentati e una descrizione viva di Algeri e della cultura locale e insieme ad una trascrizione impeccabile dei termini arabi, il gusto della narrazione tipica del romanzo classico d’avventura, d’armi e d’amore, che piega il linguaggio senza forzature, con grande destrezza, ai vari “dialetti” e alla lingua usata al tempo. Un libro che sembra contemporaneo delle vicende che narra eppure fresco, che si legge d’un fiato, imparando nel flusso degli eventi ed emozioni, una parte della storia che ci tocca da vicino e totalmente dimenticata.

Lunedì, 27 Novembre 2017 18:28

Al-Mu’allaqāt, Les Suspendues – Le appese

Poesia preislamica

Traduzione dall’arabo al francese di Heidi Toelle

Poco nota, anzi dimenticata prima dall’Islam e poi dagli stessi intellettuali che hanno guardato altrove invece che alla propria storia. Sette autori mai tradotti in italiano, paragonabili ai lirici greci e ai trobadours. La poesia d’amore che canta il coraggio dei cavalieri, la caccia rituale alla gazzella e l’importanza della cammella, giochi rituali e soprattutto l’amore per l’amata: con il cammino iniziatico della separazione e della ‘riconquista’. Ma anche i piaceri della vita e del vino, spesso trasgressiva, è stata riscoperta di recente ma non abbastanza. Interessante anche perché censurata dalla cultura religiosa questa poesia del 500 dopo Cristo ha codificato le regole dell’estetica poetica del mondo arabo che valgono ancora oggi.

“Assemblages”, restituzioni e metamorfosi, la mostra di Michela Fontana al GLAB dal 16 al 24 novembre, racconta la creatività di una matematica che recupera oggetti rifiuto per realizzare opere d’arte. Ben oltre l’idea dell’assemblaggio, del collage, del riciclaggio, colpisce la visione di quest’artista neofita che “vede quello che altri non vedono”.

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