Ilaria Guidantoni

Articoli di Ilaria Guidantoni

Dal 21 al 26 gennaio, è in scena al Teatro Manzoni di Milano uno spettacolo scritto da Davide Calabrese, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli, con la regia di Giorgio Gallione: gli Oblivion presentano “La Bibbia riveduta e scorretta”, uno spettacolo frizzante, arguto, non provocatorio ad ogni costo, mai volgare; grande ritmo, citazioni colte in versione pop, molta ironia su cosa sia la modernità, su quanto conti la comunicazione, sull’imperio delle leggi di mercato e l’inevitabile confronto tra le generazioni, tra padre e figlio, qui in versione teologica in salsa rap con la diatriba tra Dio e Jesus C. Senza essere dissacrante, diverte sinceramente. Molto belle le voci.

Giovedì, 23 Gennaio 2020 18:34

"Nella stanza" di Emily Dickinson

Una poesia intima, tutta interiore, chiusa in una stanza e aperta all’infinito, con una forte connotazione spirituale – anche se non religiosa come dichiara la poetessa – di rottura rispetto alla metrica e alla retorica accademica, con i suoi “trattini” tra le parole, l’assenza della rima e un verseggiare quasi in prosa. Il dolore di una donna la cui ribellione e rivendicazione di una propria autenticità oltre qualsiasi schema, perfino l’indifferenza alla pubblicazione, è una rivoluzione silenziosa, pacifica, di chiusura all’incomprensione del mondo per volare dentro sé stessa. L’amore appare alla stregua di Dio come l’unica forza in grado di annullare ogni barriera, un’esigenza forte eppure mai vissuta, come una suora sempre vestita di bianco, nella sua clausura aperta all’infinito di una stanza e un giardino della casa paterna. La natura una grande consolazione, le api, le farfalle, i moscerini e soprattutto i fiori, veri e unici compagni della propria vita. Nei suoi versi appare spesso la morte, presenza triste e malinconica mai tragica: più dolorosa è l’incertezza come una morte immortale. Anche il tempo nella dialettica tra l’eterno dietro di noi e l’immortale davanti a noi è presente come una costante forza vitale avvolta dalla malinconia di una gioia persa prima di essere gustata: l’amore (probabilmente per il Reverendo che non la ricambiò).

Giovedì, 23 Gennaio 2020 18:11

"Sulle ali dell'avventura" di Nicolas Vanier

Sulle ali dell’avventura è un romanzo di formazione, insieme una favola ecologica, scritta da Nicolas Vanier con la collaborazione di Virginie Jouannet, già autore e regista di Belle&Sebastien e dell’omonimo film.

Domenica, 19 Gennaio 2020 12:34

Skianto - Teatro Niccolini (Firenze)

Dal 14 al 19 gennaio al Teatro Niccolini di Firenze è in scena “Skianto” di Filippo Timi, con Salvatore Langella: uno spettacolo-monologo, esuberante e debordante come l’istrione umbro, che racconta la sua favola grottesca, noir, aprendo allo sberleffo e alla trasgressione, non per deridere o per il gusto della provocazione tout court ma per raccontare la vita e i suoi dolori in modo salace. Timi non fa sconti, nemmeno a se stesso, portando in scena una grande energia e la propria autoironia, guardando il mondo però con uno sguardo tagliente, dissacrante senza dimenticare la tenerezza. Il mondo dei bambini è spesso al centro della sua attenzione, quelle bocche cucite dagli adulti a cui Filippo dà voce. Spettacolo pirotecnico che conferma la prodezza di Timi, non senza qualche compiacimento e insistenza di troppo che talora mette da parte i testi, che meritano sempre attenzione.

Dal 7 al 12 gennaio Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Fondazione Teatro della Toscana e Mittelfest 2019 presentano Maddalena Crippa e Giovanni Crippa in “L’infinito tra parentesi” di Marco Malvaldi, per la regia di Piero Maccarinelli, spettacolo tratto dal libro del celebre romanziere, giallista e chimico toscano “L'infinito tra parentesi. Storia sentimentale della scienza da Omero a Borges” (pubblicato da Rizzoli nel 2016). Il tema del rapporto tra due mondi o, se vogliamo, tra due tipi di conoscenze apparentemente lontani, la cultura scientifica e quella umanistica, che si intrecciano continuamente nelle nostre vite, è stato il punto di partenza di questo progetto immaginato dal regista, che firma lo spettacolo, in cui si mescolano continuamente teatro e scienza. Testo intelligente, arguto, frizzante che i due fratelli, per la prima volta in scena insieme, rappresentano con una credibilità disarmante, è una riflessione sulla dialettica della vita e il suo equilibrio precario tra contrari. Altrimenti si starebbe su una gamba sola. Ma anche uno spaccato del mondo universitario, spesso meschino e pieno di rivalità che non si addice al luogo della cultura per eccellenza, eppure così veritiero.

Il 2020 si annuncia ricco di impegni per Silvia Siravo che sarà al Carcano di Milano con “La cena delle belve” (dal 9 al 19 gennaio), poi al Palladium a Roma nel ruolo di Elena ne “Le Troiane” di Seneca e in Sicilia con “Erano tutti miei figli” con la regia di Giuseppe Dipasquale, ma anche in mostra con le sue opere pittoriche. L’abbiamo incontrata per farci raccontare la sua voglia di spaziare e di giocare con l’ironia.

Singolare il titolo che annuncia l'ultima parte del libro, un viaggio di sola andata, senza voltarsi indietro, com'è d'altronde la natura della vita circense. Un romanzo che racconta la grande ascesa del mondo del circo, dal circo equestre, lo spettacolo del dressage da cui ha avuto origine e i suoi cambiamenti che costringono la comunità nomade a cambiare luogo.

Uscito in libreria lo scorso ottobre, Ismail e il grande coccodrillo del mare della bolognese Costanza Savini, con Prefazione di Giovanni Discolo, esperto di mediazione culturale e cooperazione euro mediterranea, racconta una storia di grande attualità, quella di un ragazzo africano sbarcato sulle coste della Sicilia, scappato dalla guerra civile per inseguire un sogno, che ha il sapore della fiaba.

Domenica, 22 Dicembre 2019 20:57

Emily Dickinson - Teatro Niccolini (Firenze)

E’ andato in scena al Teatro Niccolini di Firenze, in prima nazionale, “Emily Dickinson - Vertigine in altezza” di Valeria Moretti, per la regia di Emanuele Gamba, con protagonista Daniela Poggi, interprete della poetessa; un piccolo grande spettacolo, potente nella sua grazia come la vita incendiaria eppure nascosta della scrittrice, “una vita minuta come un insetto” dice di se stessa un personaggio il cui mondo immenso è tutto in una stanza e nel suo giardino di narcisi. Fuori la sua stessa famiglia, che secondo Emily si vergogna di lei e l’America bigotta e puritana della seconda metà dell’Ottocento. Daniela Poggi ha un’immensa grazia e una fermezza che la tiene in scena oltre un’ora senza pause, con una gestualità e una parola che sono flussi continui, pacati, senza affanno, mai fuori misura eppure forti come quella fragile donna malata che nessuno capiva e che non voleva pubblicare le proprie poesie ma solo scrivere. Lo spettacolo è delizioso, velato di malinconia e di mestizia che non diventa rabbia, ma una strana rassegnazione combattiva, una dosatura che la messa in scena rispetta perfettamente. Suggestiva e originale la scenografia, una grande scatola nera tappezzata di fiori, gli stessi che vestono i mobili e la poetessa; poi tutto diventa bianco ottico, minimale, esageratamente nudo. Luci e proiezioni di grande impatto mentre i versi struggenti, la delicatezza del giardino evocato sfrigolano contro i suoni di musiche elettroniche, e incrociano silhouette proiettate oltre le pareti, nere quando la stanza è a fiori, a fiori quando la stanza diventa bianca.

Giuseppina Torregrossa si conferma una narratrice d’eccezione, di grande ironia, graffiante, spesso indirettamente autoironica.

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